{"id":312790,"date":"2026-01-19T00:17:09","date_gmt":"2026-01-19T00:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/312790\/"},"modified":"2026-01-19T00:17:09","modified_gmt":"2026-01-19T00:17:09","slug":"rischio-crisi-economica-globale-permanente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/312790\/","title":{"rendered":"rischio crisi economica globale permanente"},"content":{"rendered":"<p>Per la seconda volta gli Usa stanno per uscire dagli <strong>Accordi di Parigi<\/strong> sul clima. Il Presidente Trump aveva firmato l\u2019ordine esecutivo all\u2019inizio del 2025, provvedimento che diventer\u00e0 operativo a partire dal prossimo 27 gennaio. Questa decisione comporta la <strong>rinuncia<\/strong> definitiva da parte della prima potenza mondiale a ogni possibile azione volta a <strong>mitigare<\/strong> l\u2019impatto umano sul <strong>cambiamento climatico<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo modo il tycoon non sta semplicemente esonerando la Nazione di cui \u00e8 Presidente da qualsiasi azione volta a limitare la velocit\u00e0 con cui il Pianeta si sta surriscaldando, ma la sta trasformando in un acceleratore di un processo gi\u00e0 in atto.<\/p>\n<p>Secondo un articolo pubblicato su Nature, lo scellerato negazionismo di molte Nazioni, insieme all\u2019abdicazione di un attore fondamentale come gli Usa da qualsiasi impegno relativo al cambiamento climatico, potrebbero causare <strong>danni<\/strong> non solo ecologici ma anche <strong>economici<\/strong> su larga scala. Quello cui andrebbe incontro l\u2019intera ricchezza mondiale non sarebbe una semplice crisi ciclica, ma una <strong>trasformazione strutturale dell\u2019economia mondiale<\/strong>, che abbasserebbe il reddito pro-capite del 40%.\n<\/p>\n<p>Crisi climatica: perdita permanente di capacit\u00e0 produttiva<\/p>\n<p>Per <strong>Lemoine<\/strong>, autore dello studio succitato, lo scenario cui si potrebbe andare incontro se la temperatura media della Terra si alzasse di 4\u00b0C rispetto ai livelli pre-industriali non sarebbe una recessione nel senso tradizionale del termine, ma una <strong>perdita permanente<\/strong> di <strong>capacit\u00e0 produttiva<\/strong> e di benessere. In altre parole, il cambiamento climatico ridurrebbe in modo stabile il livello di ricchezza che l\u2019economia globale \u00e8 in grado di generare, abbassando il \u201cpavimento\u201d su cui crescere negli anni successivi.<\/p>\n<p>Ovviamente l\u2019impatto non sarebbe distribuito in modo uniforme. A pagarne maggiormente le conseguenze saranno le economie dei Paesi gi\u00e0 pi\u00f9 caldi e con minori risorse per fronteggiare le difficolt\u00e0 dovute al cambiamento climatico.<\/p>\n<p>Tuttavia, sembra che neanche le economie pi\u00f9 avanzate saranno al riparo. Nei Paesi ad alta industrializzazione il reddito reale pro capite risulterebbe sensibilmente inferiore rispetto a uno scenario senza riscaldamento estremo. Il risultato complessivo sarebbe un <strong>aumento marcato delle disuguaglianze<\/strong> economiche, sia tra Nord e Sud del mondo sia all\u2019interno dei singoli Paesi.<\/p>\n<p>Quanto si abbasserebbe il Pil globale<\/p>\n<p>Per dare un ordine di grandezza, le grandi crisi economiche degli ultimi decenni \u2014 quella del 2008 e quella dovuta al Covid-19 \u2014 hanno comportato una contrazione del Pil mondiale nell\u2019ordine di pochi punti percentuali.<\/p>\n<p>Tra il <strong>2008<\/strong> e il <strong>2009<\/strong> il Pil globale era sceso di circa <strong>2 punti<\/strong> percentuali. Durante la <strong>pandemia<\/strong>, l\u2019indicatore aveva perso circa il<strong> 3%<\/strong>. Qualora la temperatura della Terra si alzasse di 4\u00b0C rispetto al periodo pre-industriale, la media del <strong>reddito reale pro capite<\/strong> potrebbe abbassarsi fino al <strong>40%<\/strong>.<\/p>\n<p>Lemoine non sta dicendo che il Pil globale scender\u00e0 del 40% qualora la temperatura media della Terra si alzasse ancora. Ha piuttosto provato a calcolare quanta ricchezza saremmo in grado di produrre, in date condizioni di diminuzione drastica di risorse, a parit\u00e0 di popolazione.<\/p>\n<p>Non si tratterebbe di un crollo del Pil in un singolo anno, ma di un abbassamento permanente del pavimento dell\u2019economia, rendendo cronica una condizione di <strong>impoverimento globale<\/strong>.<\/p>\n<p>Cosa prevedono gli Accordi di Parigi<\/p>\n<p>Gi\u00e0 durante il suo primo mandato, ad aprile 2020, il tycoon ritir\u00f2 gli Stati Uniti dagli Accordi di Parigi, che vincolano i contraenti a <strong>limitare<\/strong> l\u2019innalzamento della temperatura globale <strong>entro i 2\u00b0<\/strong> rispetto ai livelli pre-industriali.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessun motivo per cui la decisione di Donald Trump possa essere considerata banale autodeterminazione di uno Stato sovrano. La crisi climatica e ambientale coinvolge tutti, in quanto agenti di un delicato ecosistema che rischia di cambiare per sempre. E <strong>attori ingombranti<\/strong> come gli Usa lasciano un\u2019<strong>impronta poco ecologica<\/strong> impossibile da non considerare.<\/p>\n<p>Il 2025 appena trascorso \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/green\/ambiente\/temperature-2025-copernicus\/953237\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il terzo anno pi\u00f9 caldo di sempre<\/a>. Questo dato non \u00e8 una semplice anomalia statistica, ma il segnale di una traiettoria gi\u00e0 in atto. Superare la soglia dei 2\u00b0C comporterebbe conseguenze profonde sull\u2019equilibrio degli ecosistemi naturali del pianeta.<\/p>\n<p>Gli oceani sono delle vere e proprie spugne in grado di impregnarsi di calore e anidride carbonica in eccesso nell\u2019aria. Tuttavia, se ne assorbono troppo, si acidificano, mettendo a rischio barriere coralline, catene alimentari marine e interi sistemi di pesca, da cui dipendono centinaia di milioni di persone.<\/p>\n<p>Le ondate di calore e le siccit\u00e0 pi\u00f9 frequenti riducono la disponibilit\u00e0 di acqua dolce e di suolo fertile, aumentando la pressione su risorse gi\u00e0 scarse. In molte aree del mondo, questo si traduce in instabilit\u00e0 sociale, migrazioni forzate e conflitti legati all\u2019accesso a cibo, oro blu ed energia elettrica.<\/p>\n<p>Anche le risorse naturali sono finite<\/p>\n<p>Anche chi oggi percepisce meno gli effetti della crisi climatica, protetto da condizioni geopolitiche ed economiche favorevoli, non potr\u00e0 considerarsi al sicuro sul lungo termine. In un sistema produttivo altamente globalizzato sar\u00e0 impossibile che le alterazioni delle condizioni dell\u2019ambiente non si riflettano sulla sicurezza di tutti.<\/p>\n<p>Sembra quantomeno lecito additare la grande contraddizione che abita le stanze della politica alta, dove con enorme facilit\u00e0 si liquidano richieste di giustizia sociale e climatica, mettendo come alibi la <strong>finitudine dei capitali economici<\/strong> da investire in determinati settori, mentre continuiamo a comportarci come se il Pianeta Terra fosse una fonte inesauribile di risorse naturali a libero uso e consumo del genere umano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per la seconda volta gli Usa stanno per uscire dagli Accordi di Parigi sul clima. Il Presidente Trump&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":312791,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[4924,4914,14,164,165,206,166,7,15,11,167,12,168,410,161,162,163],"class_list":{"0":"post-312790","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-ambiente","9":"tag-cambiamento-climatico","10":"tag-cronaca","11":"tag-dal-mondo","12":"tag-dalmondo","13":"tag-donald-trump","14":"tag-mondo","15":"tag-news","16":"tag-notizie","17":"tag-ultime-notizie","18":"tag-ultime-notizie-di-mondo","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotiziedimondo","21":"tag-usa","22":"tag-world","23":"tag-world-news","24":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115918893441341367","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=312790"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/312790\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/312791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=312790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=312790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=312790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}