{"id":313763,"date":"2026-01-19T18:32:09","date_gmt":"2026-01-19T18:32:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/313763\/"},"modified":"2026-01-19T18:32:09","modified_gmt":"2026-01-19T18:32:09","slug":"juve-ronaldo-la-sentenza-che-chiude-il-cerchio-perche-il-campione-non-deve-restituire-98-milioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/313763\/","title":{"rendered":"Juve-Ronaldo, la sentenza che chiude il cerchio: perch\u00e9 il campione non deve restituire 9,8 milioni"},"content":{"rendered":"<p>\u00abRicorso respinto\u00bb. Il giudice <strong>Gian Luca Robaldo<\/strong> ha confermato che la <strong>Juventus<\/strong> non riavr\u00e0 indietro i quasi <strong>10 milioni<\/strong> gi\u00e0 versati a <strong>Cristiano Ronaldo<\/strong>, chiudendo \u2014 almeno per ora \u2014 la partita sui <strong>9,7-9,8 milioni<\/strong> fissati dal lodo arbitrale nell\u2019<strong>aprile 2024<\/strong>. Una decisione che pesa sul piano giuridico, contabile e reputazionale, e che riporta al centro dell\u2019attenzione una parola chiave diventata celebre ben oltre i confini di Torino: <strong>\u201ccarta Ronaldo\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Cosa ha deciso il giudice<\/p>\n<p>Il giudice del lavoro di Torino, <strong>Gian Luca Robaldo<\/strong>, ha rigettato il ricorso presentato dalla <strong>Juventus<\/strong> contro il lodo arbitrale che nel <strong>2024<\/strong> aveva riconosciuto a <strong>Cristiano Ronaldo<\/strong> il diritto a ottenere circa <strong>9,7 milioni di euro<\/strong> (spesso arrotondati a <strong>9,8 milioni<\/strong>), oltre agli interessi. Secondo ricostruzioni convergenti, il totale con interessi sfiora gli <strong>11 milioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Effetto immediato: il club non pu\u00f2 recuperare le somme gi\u00e0 pagate a <strong>CR7<\/strong> dopo l\u2019arbitrato del <strong>17 aprile 2024<\/strong>.<\/p>\n<p>Il provvedimento arriva al termine di un percorso iniziato quando il collegio arbitrale, nell\u2019<strong>aprile 2024<\/strong>, stabil\u00ec l\u2019importo netto dovuto all\u2019attaccante portoghese per le mensilit\u00e0 differite durante la pandemia. La <strong>Juventus<\/strong> aveva impugnato quel lodo davanti al giudice del lavoro, sostenendo le proprie ragioni per ottenere la restituzione di quanto versato. Oggi, con il rigetto, quella strada si chiude.<\/p>\n<p>Dentro la \u201ccarta Ronaldo\u201d: cos\u2019era e perch\u00e9 pesa ancora<\/p>\n<p>La trama nasce nel <strong>2021<\/strong>, nei mesi in cui la pandemia di <strong>Covid-19<\/strong> obblig\u00f2 i club a rinegoziare flussi di cassa e compensi. Tra societ\u00e0 e giocatori vennero stipulati accordi per la <strong>dilazione<\/strong> o la \u201crinuncia\u201d temporanea di alcune mensilit\u00e0. Nel caso di <strong>Cristiano Ronaldo<\/strong>, allora tesserato della <strong>Juventus<\/strong>, prese forma un\u2019intesa extra-ordinaria, passata alla cronaca come <strong>\u201ccarta Ronaldo\u201d<\/strong>: un documento che prevedeva il pagamento posticipato di circa <strong>19,5 milioni di euro<\/strong> sull\u2019ingaggio lordo. Questa cifra lorda non coincide con quanto poi riconosciuto in sede arbitrale, che si riferisce al netto dovuto al calciatore. La differenza tra lordo e netto, con il carico di tasse e contributi, spiega perch\u00e9 il lodo del <strong>2024<\/strong> quantific\u00f2 il dovuto in circa <strong>9,7 milioni<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019accordo, divenuto un simbolo delle cosiddette <strong>\u201cmanovre stipendi\u201d<\/strong> dell\u2019epoca, \u00e8 stato citato anche nell\u2019inchiesta torinese poi trasferita a <strong>Roma<\/strong>, ma in questa sede civile il punto non era penale: riguardava l\u2019efficacia degli impegni assunti e la corretta esecuzione di quelle pattuizioni. Il collegio arbitrale nel <strong>2024<\/strong> ritenne che a <strong>Ronaldo<\/strong> spettasse una quota netta \u2014 i famosi <strong>9,7 milioni<\/strong> \u2014 e la <strong>Juventus<\/strong> annunci\u00f2 sin da subito l\u2019intenzione di \u201ctutelarsi\u201d, quindi di impugnare. \u00c8 quel ricorso ad essere stato ora respinto.<\/p>\n<p>Le notizie circolate dopo l\u2019arbitrato riportano cifre leggermente differenti: <strong>9,7 milioni<\/strong> esatti (con importo puntuale pari a <strong>9.774.166,66 euro<\/strong>) oppure <strong>9,8 milioni<\/strong> come arrotondamento giornalistico. Entrambe le formulazioni si riferiscono allo stesso \u201ccuore\u201d della decisione: la quota netta dovuta. Gli <strong>interessi<\/strong> maturati dal <strong>2021<\/strong> in avanti spiegano perch\u00e9 alcune ricostruzioni indichino un totale prossimo agli <strong>11 milioni<\/strong>. La sentenza del <strong>19 gennaio 2026<\/strong> non ricalcola la somma ma conferma la validit\u00e0 del lodo e spegne la pretesa della <strong>Juventus<\/strong> di riavere i soldi gi\u00e0 pagati dopo il <strong>2024<\/strong>.<\/p>\n<p>Le parti in causa: difese, ruoli e passaggi chiave<\/p>\n<p>Nel procedimento arbitrale risultano citati, per il fronte del calciatore, l\u2019avvocato <strong>John Shehata<\/strong> e i professori <strong>Emanuele Lucchini Guastalla<\/strong>, <strong>Fabio Iudica<\/strong> e <strong>Paola Tardati<\/strong>. Dall\u2019altra parte, la macchina legale della <strong>Juventus<\/strong> ha sostenuto le ragioni del club dinanzi al collegio e poi al giudice del lavoro. L\u2019aspetto decisivo, per gli arbitri prima e per il giudice poi, \u00e8 rimasto l\u2019esistenza di <strong>obbligazioni<\/strong> scritte e quantificabili a carico del club, maturate nel quadro straordinario della pandemia e non pi\u00f9 onorate al momento della separazione tra le parti.<\/p>\n<p>Impatto per la Juventus: cosa cambia davvero<\/p>\n<p>Sul piano pratico, la <strong>Juve<\/strong> aveva gi\u00e0 corrisposto a <strong>Ronaldo<\/strong> i <strong>9,7-9,8 milioni<\/strong> a seguito del lodo dell\u2019<strong>aprile 2024<\/strong>. Il ricorso mirava a ottenere la <strong>restituzione<\/strong> di quelle somme: con il rigetto, tale strada si chiude.<\/p>\n<p>Le ricadute contabili dipendono dalle modalit\u00e0 con cui la societ\u00e0 ha registrato la passivit\u00e0 e il pagamento: nel <strong>2024<\/strong> la vicenda era stata segnalata come costo significativo e oggetto di attenzione pubblica; oggi, con il giudizio di <strong>Torino<\/strong>, viene meno la prospettiva di un \u201crientro\u201d di cassa. Su questi aspetti, il club potr\u00e0 fornire chiarimenti nelle prossime comunicazioni finanziarie. Sotto il profilo reputazionale, il caso riaffiora nei giorni in cui il mercato e la corsa in <strong>Serie A<\/strong> occupano le prime pagine: la fotografia resta quella di un club che in epoca <strong>Covid<\/strong> aveva rinegoziato stipendi e che, nel confronto con un ex tesserato di profilo mondiale, ha visto confermata la <strong>condanna al pagamento<\/strong>.<\/p>\n<p>In linea generale, una sentenza del <strong>giudice del lavoro<\/strong> \u00e8 <strong>impugnabile<\/strong> con appello entro termini stretti dalla notifica. Star\u00e0 alla <strong>Juventus<\/strong> valutare se percorrere anche questo passaggio. Va per\u00f2 sottolineato che la decisione odierna non apre a nuove quantificazioni: si limita a confermare che il lodo arbitrale dell\u2019<strong>aprile 2024<\/strong> resta valido e che le somme gi\u00e0 pagate a <strong>Ronaldo<\/strong> non sono recuperabili. \u00c8 un punto fermo di non poco conto, perch\u00e9 sposta l\u2019asse dal \u201cse\u201d al \u201cquanto ormai consolidato\u201d. Se l\u2019appello ci sar\u00e0, verter\u00e0 su profili giuridici \u2014 non su un ricalcolo di massima \u2014 e richieder\u00e0 una motivazione nuova e puntuale. La cornice: manovre stipendi, pandemia e un calcio che cambiava pelle<\/p>\n<p>Il caso <strong>Ronaldo-Juve<\/strong> \u00e8 diventato, suo malgrado, un <strong>case study<\/strong> della crisi Covid nel calcio. Sotto la pressione dei <strong>ricavi<\/strong> in caduta e degli stadi chiusi, i club italiani \u2014 non solo la <strong>Juventus<\/strong> \u2014 tentarono di <strong>spalmare<\/strong> o differire le uscite verso i tesserati. L\u2019operazione, in alcuni casi, gener\u00f2 documentazione parallela o pattuizioni da \u201criagganciare\u201d al ritorno alla normalit\u00e0. \u00c8 in quel contesto che si colloca la <strong>\u201ccarta Ronaldo\u201d<\/strong>, divenuta poi un reperto giudiziario, soprattutto per il rilievo mediatico del suo protagonista: <strong>Cristiano Ronaldo<\/strong>, nel frattempo passato dal <strong>Manchester United<\/strong> all\u2019<strong>Al-Nassr<\/strong> in Arabia Saudita, con un contratto milionario e visibilit\u00e0 globale. Il cortocircuito tra \u201caccordo emergenziale\u201d e \u201cpretese maturate\u201d \u00e8 la linea rossa che porta fino alla sentenza di <strong>Torino<\/strong> del <strong>19 gennaio 2026<\/strong>.<\/p>\n<p>Per <strong>Cristiano Ronaldo<\/strong>, oggi all\u2019<strong>Al-Nassr<\/strong>, la decisione entra in un album gi\u00e0 ricco di titoli e rivalse. In sede sportiva, il suo percorso \u00e8 altrove; in sede giudiziaria, aveva chiesto quanto riteneva gli spettasse per accordi firmati e non onorati. Il lodo dell\u2019<strong>aprile 2024<\/strong> e la sentenza del <strong>19 gennaio 2026<\/strong> gli danno ragione: una <strong>vittoria<\/strong> che non aggiunge gol al tabellino, ma incide sul piano del diritto del lavoro e del rispetto delle pattuizioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abRicorso respinto\u00bb. 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