{"id":314614,"date":"2026-01-20T07:48:12","date_gmt":"2026-01-20T07:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/314614\/"},"modified":"2026-01-20T07:48:12","modified_gmt":"2026-01-20T07:48:12","slug":"la-tomba-di-barbara-locci-prima-vittima-della-pistola-del-mostro-natalino-ritrova-la-mamma-il-primo-fiore-per-lei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/314614\/","title":{"rendered":"La tomba di Barbara Locci,\u00a0prima vittima della pistola del Mostro. Natalino ritrova la mamma:\u00a0\u201cIl primo fiore per lei\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Firenze, 20 gennaio 2026 \u2013\u00a0<strong>Cimitero <\/strong>di <strong>Trespiano<\/strong>, il camposanto pi\u00f9 grande di <strong>Firenze<\/strong>. Quadrato F, fila 27, fossa 44. Qui \u00e8 stata sepolta, per quattordici anni, <strong>Barbara Locci<\/strong>, la prima vittima della Beretta calibro 22 del <strong>mostro di Firenze<\/strong>.\u00a0Oggi, i suoi resti sono finiti in un ossario comune. Ma adesso suo figlio, <a rel=\"follow nofollow noopener\" href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/firenze\/cronaca\/natalino-mele-mostro-xostry81\" target=\"_blank\"><strong>Natalino Mele<\/strong><\/a>, anche se non una tomba, avr\u00e0 almeno un luogo in cui piangere la sua mamma, scomparsa in quella notte del 22 agosto del 1968. <\/p>\n<p> <img alt=\"T15CAA_\" loading=\"lazy\" width=\"3543\" height=\"2362\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent;max-width:100%;height:auto\"   src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/t15caa_.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Natalino al cimitero di Trespiano (foto Marco Mori\/New Press Photo)<\/p>\n<p>Lui, bambino di sei anni e mezzo, sonnecchiava sul sedile posteriore dell\u2019Alfa di Antonio Lo Bianco, l\u2019altra vittima trucidata dai proiettli Winchester serie H in un momento di clandestina intimit\u00e0 nelle campagna di Castelletti, a <strong>Signa<\/strong>.\u00a0Una storia nella storia, quella delle spoglie di Barbara Locci. Riemersa tra le tante pagine della vicenda infinita grazie alla tenacia di un giovane avvocato, Lorenzo Tombelli.<\/p>\n<p>La ricerca della sepoltura dimenticata <\/p>\n<p>Per esaudire un desiderio di ritrovare la sua mamma espresso da Natalino, suo assistito nell\u2019ambito del procedimento che ha portato all\u2019identificazione del padre biologico dell\u2019unico sopravvissuto al Mostro (nel 2025 si \u00e8 scoperto che era figlio di Giovanni Vinci, il maggiore dei due fratelli, Francesco e Salvatore, sospettati per i delitti), Tombelli ha fatto un viaggio a ritroso nel tempo fra chiese, cimiteri e uffici comunali. Alla ricerca di una sepoltura che sembrava dimenticata.  <\/p>\n<p> <img alt=\"La tomba di Barbara Locci, prima vittima della pistola del Mostro. Natalino ritrova la mamma: \u201cIl primo fiore per lei\u201d\" loading=\"lazy\" width=\"762\" height=\"429\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/x9ndr1q.jpeg\"\/> <\/p>\n<p>Senza arrendersi anche quando i \u201cno\u201d delle varie amministrazioni parevano insormontabili. \u201cNon \u00e8 stato facile \u2013\u00a0ammette Tombelli \u2013 perch\u00e9 alle prime richieste fatte ai Comuni, a cominciare da Lastra a Signa, dove Barbara Locci era residente, e a Signa, dove avvenne la sua morte, non c\u2019era nessun atto che riconducesse alla sua sepoltura\u201d.  <\/p>\n<p>Approfondisci:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.lanazione.it\/firenze\/cronaca\/barbara-locci-prima-preda-mostro-firenze-vinci-stefano-mele-amanti-pm42w0ph\" class=\"ArticleEmbed_article__embed__content__Jzqnz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Barbara Locci, la prima preda del Mostro: dalle nozze combinate al figlio con l\u2019amante, i misteri dell\u2019estate \u201868<img alt=\"Barbara Locci, la prima preda del Mostro: dalle nozze combinate al figlio con l\u2019amante, i misteri dell\u2019estate \u201868\" loading=\"lazy\" width=\"140\" height=\"78\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" style=\"color:transparent\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/barbara-locci-interpretata-da-francesca-olia-a-destra-nella-fiction-il-mostro-su-netflix.webp.webp\"\/><\/a> <\/p>\n<p>Altri tentativi, sono stati fatti dal legale nei Comuni vicini (Scandicci, dove abitavano i parenti del marito Stefano Mele, San Casciano, dove risiedevano altri membri della famiglia Locci), ma sono andati a vuoto. Che fine aveva fatto?\u00a0Poi un indizio, scavando nella memoria di quasi sessant\u2019anni fa: don Renzo Ventisette, all\u2019epoca appena diventato parroco a Lastra a Signa (oggi guida la chiesa di San Martino a Gangalandi), si ricordava di aver celebrato le esequie di Lo Bianco (i cui resti, infatti, sono ben custoditi nel cimitero comunale del paese), ma non i funerali dell\u2019altra vittima.  <\/p>\n<p>In effetti, non c\u2019era traccia del commiato per la donna ammazzata a colpi di calibro 22 sui giornali di allora e neanche nei registri della chiesa pi\u00f9 vicina alla casa lastrigiana di via XXIV maggio, dove la Locci abitava con il figlio Natalino e il marito Stefano Mele, arrestato e poi condannato &#8211; seppur con tanti punti interrogativi che ancora oggi permangono &#8211; per il duplice omicidio di Castelletti. Una telefonata al cimitero di Trespiano \u00e8 stata la svolta: un addetto competente ha suggerito all\u2019avvocato di cercare la sepoltura di Barbara affiancandole il cognome del marito, perch\u00e9 cos\u00ec si usava archiviare i defunti di sesso femminile fino al 1975.  <\/p>\n<p>E cos\u00ec, dai registri cartacei, si \u00e8 scoperto che Barbara Mele arriv\u00f2 a Trespiano il 31 agosto del 1968.  <\/p>\n<p>In quella fila 27 del quadrato F rimase fino al 31 ottobre del 1982, quando, non essendo stati reclamati da nessun parente, i suoi resti vennero traslati dalla fossa 44 a un ossario comune. <\/p>\n<p>Una fine che racconta la vita di questa donna \u201ctraditrice\u201d assai pi\u00f9 realisticamente della serie tv in onda su Netflix: sotterrata probabilmente senza neppure una preghiera, neanche un fiore a ricordarla, nell\u2019emarginazione che la societ\u00e0 dell\u2019epoca, in cui vigeva ancora il delitto d\u2019onore, riservava a una donna ammazzata nel bel mezzo di una relazione fuori dal matrimonio.<\/p>\n<p>La prima visita <\/p>\n<p>Sabato scorso, Natalino ha fatto visita per la prima volta alla sua mamma: un <strong>mazzo di fiori <\/strong>in mano e la sua <strong>foto <\/strong>stampata da internet. \u201cNon ne ho mai avute altre\u201d, ammette, ricordando i tempi dell\u2019orfanotrofio a cui fu affidato e il collegio dei salesiani. Ora, l\u2019immagine in bianco e nero della vittima del mostro si nota fra i lumini dedicati agli altri defunti i cui resti sono finiti nell\u2019Ossarium\u00a0di Trespiano. \u201cMa non possiamo fargliela adesso, una tomba come tutti gli altri?\u201d, si chiede Natalino. No, non \u00e8 pi\u00f9 possibile. Ma ora il volto ormai iconico di Barbara sembra sorridere come una Madonna per quella carezza attesa per 57 anni e mezzo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Firenze, 20 gennaio 2026 \u2013\u00a0Cimitero di Trespiano, il camposanto pi\u00f9 grande di Firenze. 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