{"id":314965,"date":"2026-01-20T12:44:13","date_gmt":"2026-01-20T12:44:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/314965\/"},"modified":"2026-01-20T12:44:13","modified_gmt":"2026-01-20T12:44:13","slug":"larry-fink-e-la-sfida-di-davos-luomo-daffari-piu-potente-al-mondo-salvera-loccidente-dalla-furia-del-suo-amico-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/314965\/","title":{"rendered":"Larry Fink e la sfida di Davos: l\u2019uomo d\u2019affari pi\u00f9 potente al mondo salver\u00e0 l\u2019Occidente dalla furia del suo amico Trump?"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Mario Platero<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">La sfida di Larry Fink &#8211; co-presidente del Forum di Davos &#8211; \u00e8 convincere Trump a rallentare, a sedersi con gli alleati europei e a risolvere nel modo migliore e pi\u00f9 intelligente possibile la questione Groenlandia e con essa la sopravvivenza dell\u2019Occidente<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">NEW YORK \u2013 Grande attesa e grande punto interrogativo a Davos: l\u2019attesa \u00e8 per il <b>presidente americano Donald Trump<\/b>, che arriver\u00e0 domani in Europa e sar\u00e0 per la prima volta al <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/diretta-live\/26_gennaio_20\/davos-2026-il-world-economic-forum-in-diretta-il-fattore-trump-e-il-nuovo-ordine-mondiale.shtml\" title=\"Davos 2026, il World Economic Forum in diretta | Ursula Von Der Leyen: \u00abLavoriamo a una nuova Europa indipendente\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">World Economic Forum<\/a> <\/b>di persona. Il punto interrogativo \u00e8 sull\u2019esito di questa sua visita e sul ruolo che potr\u00e0 giocare il potentissimo <b>Larry Fink, il nuovo co-presidente dell\u2019evento<\/b> globale per eccellenza, nel disarmare<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/26_gennaio_20\/groenlandia-trump-notizie-diretta.shtml\" title=\"Groenlandia, le ultime notizie in diretta | Trump: \u00abI leader europei non faranno resistenza. Alla Francia dazi del 200% su vini e champagne. Macron? Nessuno lo vuole\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> la mina vagante Groenlandia<\/a>, che vede schierati su fronti opposti il presidente americano e l\u2019Europa e che minaccia di far <b>saltare per aria la Nato con l\u2019amicizia transatlantica<\/b>. Uno sviluppo questo che preoccupa i mercati mondiali e Fink in particolare, ceo di BlackRock, il pi\u00f9 grande gestore di fondi al mondo con 14 trilioni di dollari in gestione.<\/p>\n<p>    L\u2019uomo d\u2019affari pi\u00f9 potente al mondo e il World Economic Forum<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ho visto un paio di volte Larry Fink in azione nel suo ufficio: telefono che squilla in continuazione, maestro di diplomazia, trasversale, efficace, Fink \u00e8 certamente <b>l\u2019uomo d\u2019affari pi\u00f9 potente al mondo<\/b>. Il suo fondo ha pacchetti azionari rilevanti in una buona parte delle aziende quotate nelle borse mondiali e finora non ha mancato un colpo, incluso vincere questa sfida: evitare che il Weo di Davos cadesse nell\u2019oblio dopo la destituzione del suo leggendario fondatore, Klaus Schwab, 88 anni, un ingegnere-economista tedesco che aveva trasformato il suo forum nell\u2019appuntamento annuale politico-economico da non mancare.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Schwab \u00e8 finito defenestrato per <b>appropriazione indebita di fondi societari<\/b> e senza di lui, senza i suoi rapporti personali con i leader politici di tutto il mondo, senza la sua neutralit\u00e0, che gli consentiva di godere della fiducia sia di Trump che Xi Jinping e di decine di altri capi di stato e di governo, il rischio era che la straordinaria macchina del World Economic Forum perdesse la sua patina di esclusivit\u00e0 e di passarella obbligata per i potenti del mondo.<\/p>\n<p>    Gli ospiti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fink ha accettato l\u2019incarico non per danaro ma per vincere appunto la sfida di preservare l\u2019organizzazione dopo l\u2019uscita ingloriosa del suo fondatore e per ora c\u2019\u00e8 riuscito: \u00e8 stato lui a <b>convincere Trump a venire di persona al Forum, <\/b>un colpo che ha subito rilanciato l\u2019immagine dell\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma come in tutte le cose c\u2019\u00e8 l\u2019aspetto positivo e quello negativo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il positivo \u00e8 che Fink ha mobilitato mezzo mondo, per esempio c\u2019\u00e8<b> Jensen Huang,<\/b> che non aveva mai preso parte a Davos. \u00c8 l\u2019amministratore delegato di Nvidia, motore chiave per l\u2019intelligenza artificiale, l\u2019azienda pi\u00f9 capitalizzata al mondo con una valutazione ieri pari a circa 4,5 trilioni di dollari. Fink ha anche convinto <b>Jamie Dimon, ceo di JP Morgan,<\/b> la pi\u00f9 grande banca del mondo a partecipare a un dibattito \u201clive\u201d, <b>Ken Griffin, <\/b>fondatore del gigante hedge fund Citadel, altro numero uno, a tornare a Davos dopo 15 anni di assenza e <b>Satya Nadella<\/b>, amministratore delegato di Microsoft a conversare con lui.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Risultato, il Wef di quest\u2019anno avr\u00e0 un numero di partecipanti record, 850 ceo o presidenti di grandi aziende, 400 leader politici con una settantina a livello di capo di stato o di governo e tra questi 6 leader del G7 incluso il nostro presidente del Consiglio Giorgia Meloni.<\/p>\n<p>    E gli assenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma veniamo all<b>\u2019aspetto negativo<\/b>. Con Fink, simbolo stesso della potenza del mondo degli affari americano a livello globale c\u2019\u00e8 un co-presidente, <b>Andre Hoffman<\/b> diretto discendente del fondatore e vicepresidente del colosso farmaceutico Hoffman la Roche.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La nuova veste del Wef assume dunque <b>contorni prevalentemente americani o comunque occidentali e si distacca dal quella percezione di neutralit\u00e0 assoluta (o quasi) che era riuscito ad ottenere Schwab<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse per questo<b> i leader di Russia, Cina, Brasile e India hanno disertato<\/b>, almeno fino a quando scriviamo, l\u2019evento. Assenze chiave che mettono ancora pi\u00f9 a fuoco <b>la polarizzazione tra l\u2019Occidente e i Bric,<\/b> intenti a creare un loro gruppo di influenza che rappresenta la maggioranza della popolazione mondiale. <b>La loro assenza mette ancora pi\u00f9 in evidenza il declino apparente dell\u2019Occidente<\/b>, l\u2019incapacit\u00e0 di una alleanza che ha funzionato per 80 anni di sopravvivere gli eccessi del Presidente americano.<\/p>\n<p>    Il contesto geopolitico<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per questo il problema vero che  Fink sar\u00e0 chiamato a risolvere non sar\u00e0 il rilancio del Wef ma quello di <b>convincere il suo amico Donald a ricucire il dialogo tra Europa e Stati Uniti attorno alla questione Groenlandia.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019aggressivit\u00e0, l\u2019imperiosit\u00e0, l\u2019arroganza con cui si \u00e8 portato Trump sulla Groenlandia \u00e8 <b>distruttiva<\/b>, al punto che il New York Times si chiede se il Presidente con questi suoi atteggiamenti voglia davvero l\u2019isola ghiacciata dell\u2019Artico. Anche perch\u00e9 il contesto geopolitico come sappiamo \u00e8 cambiato, il vecchio ordine multilaterale vacilla e pu\u00f2 essere giusto, forse indispensabile,<b> potenziare militarmente e sfruttare economicamente un territorio strategicamente chiave come la Groenlandia<\/b>, diciamolo, ignorata in termini di investimenti, non solo dalla Danimarca (che per protesta non verr\u00e0 a Davos!) ma dalla stessa Europa.<\/p>\n<p>    La questione Groenlandia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da sempre la proposta europea, nel rispetto del diritto internazionale e di quei confini che giudichiamo sacrosanti, si \u00e8 detto di farlo insieme, magari con una \u00abmaggioranza\u00bb americana, magari in un contesto Nato. Ma il ricatto, <b>la minaccia di tariffe assurde<\/b>, <b>l\u2019esproprio, gli insulti <\/b>e l\u2019ultimo incredibile eccesso,<b> <\/b>il testo inviato al Primo ministro norvegese Jonas Stora in cui di fatto Trump dice di sentirsi libero di fare quel che vuole con la Groenlandia perch\u00e9 \u00abla Norvegia non gli ha dato il premio Nobel per la pace\u00bb (tra l\u2019altro errato perch\u00e9 il Nobel non lo decide il governo) portano solo alla rottura. Questo sviluppo ha tolto dai riflettori il Venezuela, su cui il presidente doveva fare importanti annunci e messo al centro del dibattito il rapporto transatlantico.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo Larry Fink lo sa benissimo e la posta in gioco per lui \u00e8 improvvisamente salita.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui non si tratta di rilanciare con successo il World Economic Forum, la sua sfida, anche personale, sar\u00e0 quella di <b>convincere Trump a rallentare<\/b>, a sedersi con <b>gli alleati europei e a risolvere nel modo migliore e pi\u00f9 intelligente possibile<\/b> la questione Groenlandia e con essa la sopravvivenza dell\u2019Occidente come l\u2019abbiamo conosciuto. Il pilastro attorno al quale BlackRock, JP Morgan, Nvidia, Microsoft e mille altri hanno potuto costruire la loro \u2013 e la nostra \u2013\u00a0fortuna.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-20T13:06:13+01:00\">20 gennaio 2026 ( modifica il 20 gennaio 2026 | 13:06)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mario Platero La sfida di Larry Fink &#8211; co-presidente del Forum di Davos &#8211; \u00e8 convincere Trump&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":314966,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[178,184737,10473,39519,184741,536,4008,6964,6965,8788,5263,11277,5609,43636,1423,3845,5371,879,184742,6611,184738,184743,14,164,165,163600,15151,2494,3761,1113,64633,64634,30883,184744,184745,3085,1727,184746,184747,451,65601,184748,15291,7325,6077,59935,4183,42328,184749,184750,14085,24679,37470,184751,38477,65604,381,166,7,15,1635,15773,135,3791,494,860,184736,5822,184739,3461,379,11,167,12,168,184740,161,184235,184236,162,163],"class_list":{"0":"post-314965","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-affari","9":"tag-affari-potente","10":"tag-alleati","11":"tag-alleati-europei","12":"tag-alleati-europei-risolvere","13":"tag-americano","14":"tag-amico","15":"tag-amministratore","16":"tag-amministratore-delegato","17":"tag-aspetto","18":"tag-assenza","19":"tag-attorno","20":"tag-aziende","21":"tag-blackrock","22":"tag-ceo","23":"tag-chiave","24":"tag-colpo","25":"tag-contesto","26":"tag-contesto-geopolitico","27":"tag-convincere","28":"tag-convincere-trump","29":"tag-convincere-trump-rallentare","30":"tag-cronaca","31":"tag-dal-mondo","32":"tag-dalmondo","33":"tag-davos","34":"tag-delegato","35":"tag-dibattito","36":"tag-dollari","37":"tag-donald","38":"tag-economic","39":"tag-economic-forum","40":"tag-essa","41":"tag-essa-sopravvivenza","42":"tag-essa-sopravvivenza-occidente","43":"tag-europa","44":"tag-europei","45":"tag-europei-risolvere","46":"tag-europei-risolvere-migliore","47":"tag-evento","48":"tag-fink","49":"tag-fink-presidente","50":"tag-fondatore","51":"tag-fondi","52":"tag-forum","53":"tag-geopolitico","54":"tag-globale","55":"tag-groenlandia","56":"tag-groenlandia-essa","57":"tag-groenlandia-essa-sopravvivenza","58":"tag-hoffman","59":"tag-incluso","60":"tag-intelligente","61":"tag-intelligente-possibile","62":"tag-larry","63":"tag-larry-fink","64":"tag-leader","65":"tag-mondo","66":"tag-news","67":"tag-notizie","68":"tag-occidente","69":"tag-potente","70":"tag-presidente","71":"tag-presidente-americano","72":"tag-punto","73":"tag-questione","74":"tag-questione-groenlandia","75":"tag-risolvere","76":"tag-schwab","77":"tag-sfida","78":"tag-trump","79":"tag-ultime-notizie","80":"tag-ultime-notizie-di-mondo","81":"tag-ultimenotizie","82":"tag-ultimenotiziedimondo","83":"tag-wef","84":"tag-world","85":"tag-world-economic","86":"tag-world-economic-forum","87":"tag-world-news","88":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/314965","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=314965"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/314965\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/314966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=314965"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=314965"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=314965"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}