{"id":316578,"date":"2026-01-21T16:12:09","date_gmt":"2026-01-21T16:12:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/316578\/"},"modified":"2026-01-21T16:12:09","modified_gmt":"2026-01-21T16:12:09","slug":"una-nato-solo-europea-la-chat-del-washington-group-e-la-possibilita-che-uneuro-nato-nasca-dalla-coalizione-dei-volenterosi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/316578\/","title":{"rendered":"Una Nato solo europea? La chat del \u00abWashington Group\u00bb e la possibilit\u00e0 che un&#8217;\u00abeuro-Nato\u00bb nasca dalla Coalizione dei Volenterosi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gianluca Mercuri<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Una chat di cui fanno parte Macron, Starmer, Merz, Meloni, Stubb, von der Leyen e Zelensky fa pensare alla possibilit\u00e0 che si crei una Nato a trazione europea<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo articolo \u00e8 stato pubblicato sulla Rassegna Stampa, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati: per riceverla basta iscriversi a Il Punto, e lo si pu\u00f2 fare <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">qui<\/a>)\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 una chat di cui fanno parte il presidente francese, il cancelliere tedesco, il premier britannico, la premier italiana, il presidente finlandese e la presidente della Commissione europea. Si chiama <b>Washington Group<\/b>, perch\u00e9 la decisione di tenersi a stretto contatto la presero dopo essere andati insieme al presidente ucraino alla Casa Bianca, in agosto. Da allora <b>Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz, Giorgia Meloni, Alexander Stubb , Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky<\/b> si scrivono ogni volta che Donald Trump fa uno dei suoi strappi. Generalmente riguardano l\u2019Ucraina, con i ciclici moti di insofferenza del presidente americano verso il Paese aggredito, e di conseguente sintonia con la Russia, il Paese aggressore.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con ogni probabilit\u00e0, \u00e8 da l\u00ec che scatt\u00f2 <b>il contro-piano di emergenza <\/b>per reagire immediatamente al piano in 28 punti concordato tra l\u2019inviato trumpiano <b>Steve Witkoff<\/b> e lo staff di Putin, in cui a novembre si intimava di fatto la capitolazione ucraina. La risposta europea (in questa newsletter ne abbiamo parlato spesso, come esempio virtuoso di efficacia) <b>fu insolitamente rapida<\/b>. I leader fecero salire i loro sherpa sul primo aereo da Johannesburg (erano tutti l\u00ec per il G7) a Ginevra, dove seppero convincere il segretario di Stato Usa <b>Marco Rubio<\/b> a bloccare il piano Witkoff e a riprendere i negoziati. Che sono ancora tutti da definire, ma almeno in quel caso fu scongiurato il peggio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quel <b>caso di collaborazione<\/b> &#8211; estemporanea nel senso della velocit\u00e0 tattica, ma non della profondit\u00e0 strategica &#8211; risulta ancora pi\u00f9 prezioso nei giorni in cui la crisi tra europei e americani causata dalle pretese di Trump sulla Groenlandia <b>mette in discussione l\u2019esistenza stessa della Nato<\/b>. Il fatto (abnorme) che Trump non escluda di prendere con la forza l\u2019isola artica \u2013 e dunque di provocare uno scontro militare con le truppe europee arrivate a Nook nell\u2019ultima settimana \u2013 ha indotto alcuni europei a un\u2019accelerazione mentale, a <b>immaginare cose fino a poco tempo fa inimmaginabili<\/b>. Al punto che a Bruxelles c\u2019\u00e8 chi pensa che la <b>Coalizione dei Volenterosi <\/b>\u2013 messa in piedi su iniziativa anglo-britannica proprio per sostenere l\u2019Ucraina in una fase di crescente disimpegno, se non ostilit\u00e0, dell\u2019America, possa diventare il nucleo di <b>una nuova Nato solo europea<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scenari che un tempo erano catalogabili come fanta-politica, si adattano ora perfettamente a <b>una crisi di coppia sempre meno contenibile<\/b>. E come in ogni crisi di coppia, la parte che viene lasciata si trova a fare i conti con la propria sussistenza. Nel caso europeo <b>si tratta di sopravvivenza<\/b>. Per questo la crisi matrimoniale con gli Stati Uniti <b>non potr\u00e0 che avere un effetto storico<\/b>: accelerer\u00e0 la collaborazione tra un nucleo di Stati europei, e questa collaborazione ne favorir\u00e0 l\u2019integrazione militare e perfino politica. Senza fantasticare di Stati Uniti di Europa, si andr\u00e0 inevitabilmente verso <b>Stati europei pi\u00f9 uniti<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il processo riguarder\u00e0 naturalmente <b>un gruppo di Paesi<\/b>, non certo tutti i 35 che prendono parte alle riunioni dei Volenterosi. L\u2019Italia, per esempio, tra gli Stati chiave <b>\u00e8 quello che continua a mostrarsi pi\u00f9 freddo<\/b> rispetto all\u2019ipotesi di prepararsi al divorzio, esclude l\u2019invio di truppe in Ucraina dopo il cessate il fuoco, considera una \u00abbarzelletta\u00bb quello deciso per la Groenlandia e predica la necessit\u00e0 di insistere sulle strutture e le procedure Nato esistenti, in cui il ruolo chiave dell\u2019America \u00e8 imprescindibile.\u00a0\u00c8 chiaro che tutti preferirebbero atti di resipiscenza da parte di Washington, ma visto che sono gli Usa a propendere per la separazione e a trattare gli europei in modo sempre pi\u00f9 ostile, cresce &#8211; tra i grandi Paesi &#8211; la consapevolezza della necessit\u00e0 di prepararsi. Se la crisi precipiter\u00e0, ci sar\u00e0 dunque <b>un nucleo di nazioni pronte (o almeno disposte) a riorganizzarsi, a fare da s\u00e9<\/b>.\u00a0\u00c8 lo sviluppo pi\u00f9 vicino possibile all\u2019<b>Europa multispeed<\/b>, a pi\u00f9 velocit\u00e0, raccomandata da personalit\u00e0 come <b>Mario Draghi<\/b> come unica via d\u2019uscita possibile dall\u2019impasse causata dai veti reciproci che regolano (e paralizzano) l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Non sono solo i leader a coltivare questo mood<\/b> e a sviluppare modalit\u00e0 comunicative agili che li portano a decisioni pi\u00f9 rapide. I veri cervelli dello spostamento in atto sono <b>i consiglieri per la sicurezza nazionale<\/b> e gli altri sherpa deputati a risolvere le questioni complesse. Anche questo personale chatta e si confronta quotidianamente sugli effetti delle sortite di Trump. E lo fa con un abito mentale che non intende dismettere, quello del <b>multilateralismo<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Entrambi i livelli &#8211; leader e consiglieri &#8211; trovano sempre pi\u00f9 efficace questo modus operandi che nasce dall\u2019informalit\u00e0 pi\u00f9 assoluta. Come racconta una fonte diplomatica a <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/donald-trump-greenland-tariff-threats-tensions-push-europe-allies-toward-divorcing-america-transatlantic-power\/\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Politico<\/a>,\u00a0\u00abla Coalizione dei Volenterosi \u00e8 nata per l&#8217;Ucraina, ma ha creato legami molto stretti tra alcune delle figure chiave nelle capitali. <b>Hanno costruito fiducia e anche la capacit\u00e0 di lavorare insieme<\/b>. Si conoscono per nome ed \u00e8 facile contattarsi e scambiarsi messaggi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8\u00a0da questa nuova rete di contatti intensificata dal ciclone Trump che pu\u00f2 prendere forma <b>il nuovo impianto di sicurezza europeo<\/b>. Il fatto che nelle chat ci siano Zelensky e gli ucraini rafforza <b>il concetto e il concerto<\/b>, perch\u00e9 la tragedia di questi hanno ha reso quel Paese <b>il pi\u00f9 militarizzato d\u2019Europa<\/b>, con l\u2019esercito pi\u00f9 numeroso, un\u2019industria dei droni eccellente e un\u2019esperienza sul campo ovviamente impareggiabile.  Se l\u2019ingresso dell\u2019Ucraina nella Nato \u00e8 impossibile, <b>la sua presenza in un futuro post-americano per la sicurezza europea \u00e8 naturale<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 un caso che proprio in queste settimane il commissario europeo alla Difesa <b>Andrius Kubilius <\/b>abbia tirato fuori dai cassetti il progetto di un <b>esercito europeo di 100 mila uomini<\/b> lanciato dieci anni fa da Jean-Claude Juncker, Emmanuel Macron e Angela Merkel, che il politico lituano ha integrato con l\u2019idea di un <b>Consiglio per la Sicurezza europeo<\/b> di cui faccia parte integrante il Regno Unito. Un passo notevole per il superamento dei 27 \u00abeserciti bonsai\u00bb che tanto limitano le potenzialit\u00e0 difensive degli europei. E che si innesterebbe su quelli comunque avviati dalla Commissione europea. Per non parlare della possibilit\u00e0 di <b>eurobond\u00a0<\/b>da emettere proprio per finanziare la difesa comune.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 un caso che sempre in questi giorni tra gli europei ci sia chi fa <b>l\u2019inventario delle risorse<\/b>, comprese quelle che, se fossero sottratte agli Stati Uniti, ne comprometterebbero pesantemente le capacit\u00e0 strategiche. Attualmente, gli americani dispongono in Europa di <b>31 basi permanenti e altri 19 siti militari<\/b> dove operano <b>67.500 loro uomini<\/b>, la maggior parte di stanza in Germania, Italia e Regno Unito. <b>Ramstein<\/b>, in Germania, ospita la pi\u00f9 grande base Nato in Europa. Fondamentali anche le basi britanniche di <b>Lakenheath<\/b> e <b>Mildenhall<\/b> e quella italiana di <b>Aviano<\/b>. Secondo <b>Ben Hodges<\/b>, ex comandante delle truppe Usa in Europa, questi asset sono\u00a0\u00ab<b>essenziali per garantire la prontezza operativa e consentire la portata strategica globale degli Stati Uniti<\/b>\u00bb. Che se ne fossero privati, farebbero molta fatica ad applicare qualsivoglia strategia in Medio Oriente o in Africa. Naturalmente, e per fortuna, non si tratta di possibilit\u00e0 all\u2019ordine del giorno, ma quando si prospetta il divorzio si tende a enfatizzare cosa perderebbero gli europei e a sottovalutare <b>cosa perderebbero gli americani<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8\u00a0troppo presto per fare questi ragionamenti? Secondo un altro autorevole esperto sentito da Politico, no. Il britannico <b>Richard Shirreff<\/b>, ex vicecomandante supremo alleato per l&#8217;Europa della Nato, sostiene che, con le mosse di Trump sulla Groenlandia &#8211;\u00a0\u00abuna minaccia diretta all&#8217;integrit\u00e0 territoriale di un alleato della Nato\u00bb\u00a0-, <b>il ruolo degli Stati Uniti come garante della pace globale \u00e8 \u00abfinito\u00bb<\/b> e la Nato potrebbe conoscere <b>una seconda vita senza gli americani<\/b>. Per Shirreff \u00e8 stato gi\u00e0 raggiunto il punto di non ritorno: la minaccia Usa alla Danimarca\u00a0\u00abmina l&#8217;intero principio della difesa collettiva, mina il senso di fiducia che \u00e8 stato il punto di forza dell&#8217;alleanza sin dalla sua istituzione 76 anni fa. Quindi questo <b>sta silurando la Nato sotto la linea di galleggiamento<\/b>\u00bb. Ne derivano le domande esistenziali:\u00a0\u00ab<b>La Nato \u00e8 morta? No. La Nato pu\u00f2 sopravvivere? S\u00ec. Ma potrebbe dover sopravvivere senza l&#8217;America<\/b>\u00bb, sono le risposte di Shirreff.\u00a0\u00abLa Nato non pu\u00f2 essere intimidita dal leader della sua nazione pi\u00f9 forte. Quindi i Paesi della Nato devono riconoscere che devono unirsi. L&#8217;appeasement non serve a nulla. L&#8217;appeasement incoraggia solo il prepotente. Quindi devono essere forti. Devono rafforzare concretamente le loro capacit\u00e0 di difesa\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019esperto britannico naturalmente prospetta un pasto tutt\u2019altro che gratuito: muoversi per una Nato senza America\u00a0\u00abnon significa promettere il 3,5% e l&#8217;1,5% del Pil per le infrastrutture tra 10 anni. <b>Significa adesso. Significa sacrificarsi adesso<\/b>. Significa dimostrare la reale volont\u00e0 e determinazione a difendersi, a difendere gli alleati da qualsiasi aggressore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma a quel punto, una struttura europea della Nato senza gli americani <b>non equivarrebbe a un esercito europeo?<\/b> Sheriff dice di no &#8211;\u00a0\u00abA mio avviso, l&#8217;Ue non ha bisogno di un esercito\u00bb\u00a0&#8211; aggiungendo che i Paesi Ue membri della Nato hanno gi\u00e0 una buona collaborazione con Paesi extra Ue come Gran Bretagna e Norvegia. Ma questo sembra pi\u00f9 un sofisma british, di chi \u00e8 abituato a pensare che l\u2019etichetta \u00abeuropeo\u00bb ritardi automaticamente i processi. La realt\u00e0 \u00e8 che, lo si chiami Nato, Europa, Paperino o Paperoga, <b>quello che si prospetta sarebbe un impianto di difesa europeo comune<\/b>, ed \u00e8 quello che conta. E la Nato ne sarebbe la perfetta ostetrica:\u00a0\u00abCi\u00f2 che la Nato offre, anche senza l&#8217;America, \u00e8 <b>un quadro di riferimento, una struttura di comando, una dottrina, un modo di operare, che \u00e8 stato costruito in 76 anni<\/b>. Sarebbe folle gettarlo via\u00bb, dice Shirreff. E questo sviluppo \u00e8 talmente nelle cose che <b>chi non lo condivider\u00e0 non potr\u00e0 fermarlo in alcun modo<\/b>, perch\u00e9 comunque ci saranno\u00a0\u00abpartner Nato disposti ad assumersi un onere maggiore rispetto ad altri\u00bb\u00a0e che\u00a0\u00abriconoscono maggiormente la natura della minaccia proveniente dall&#8217;Est. Ci\u00f2 non esclude modi diversi di vedere la questione, ma fondamentalmente <b>farlo all&#8217;interno di una struttura che \u00e8 stata ereditata dall&#8217;alleanza Nato \u00e8 la strada da seguire<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il futuro, insomma, \u00e8 tracciato<\/b>. La direzione sar\u00e0 questa anche se a Trump succeder\u00e0 un presidente decente: gli europei non possono non imparare da questa crisi che devono cavarsela da soli. E noi italiani o siamo (anche) europei, o non siamo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-21T15:36:21+01:00\">21 gennaio 2026 ( modifica il 21 gennaio 2026 | 15:36)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Gianluca Mercuri Una chat di cui fanno parte Macron, Starmer, Merz, Meloni, Stubb, von der Leyen e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":268188,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[13889,4596,3819,839,2032,2017,536,20296,481,2304,1039,25554,1502,3845,483,121,50119,2567,2320,2703,393,1416,2235,122,5078,7714,185514,14,164,165,6515,6516,822,767,3099,12657,12658,31227,773,50005,17570,3085,2697,1727,3889,3593,3044,4183,42328,6399,35719,90,4945,381,6519,1914,8940,58,2163,9889,794,16229,10703,166,2737,137611,185515,39602,6334,7,10519,15,32715,273,857,5385,185516,975,477,332,4565,7901,8014,115,8004,154929,135,185513,494,10160,365,1270,138,2677,79702,185512,863,185517,10334,91850,11626,4844,7877,46804,3002,906,379,4471,170,997,11,167,12,168,3414,410,40721,3714,161,162,163,4473],"class_list":["post-316578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-aggressore","tag-alleanza","tag-alleato","tag-almeno","tag-america","tag-americani","tag-americano","tag-appeasement","tag-basi","tag-britannico","tag-capacita","tag-causata","tag-chat","tag-chiave","tag-cio","tag-coalizione","tag-coalizione-volenterosi","tag-collaborazione","tag-commissione","tag-commissione-europea","tag-comune","tag-consiglieri","tag-coppia","tag-cose","tag-costruito","tag-crisi","tag-crisi-coppia","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-der","tag-der-leyen","tag-devono","tag-difesa","tag-divorzio","tag-emmanuel","tag-emmanuel-macron","tag-esclude","tag-esercito","tag-esercito-europeo","tag-esperto","tag-europa","tag-europea","tag-europei","tag-europeo","tag-fiducia","tag-germania","tag-globale","tag-groenlandia","tag-group","tag-impianto","tag-italia","tag-italiana","tag-leader","tag-leyen","tag-li","tag-macron","tag-meloni","tag-mentale","tag-merz","tag-militare","tag-mina","tag-minaccia","tag-mondo","tag-nato","tag-nato-europa","tag-nato-europea","tag-naturalmente","tag-necessita","tag-news","tag-newsletter","tag-notizie","tag-nucleo","tag-nuova","tag-paesi","tag-pensare","tag-perderebbero","tag-piano","tag-politica","tag-politico","tag-possibile","tag-possibilita","tag-potra","tag-premier","tag-prendere","tag-prepararsi","tag-presidente","tag-prospetta","tag-punto","tag-regno","tag-regno-unito","tag-rispetto","tag-ruolo","tag-senso","tag-sherpa","tag-shirreff","tag-sicurezza","tag-sicurezza-europeo","tag-significa","tag-sopravvivere","tag-starmer","tag-strategica","tag-struttura","tag-stubb","tag-sviluppo","tag-tratta","tag-trump","tag-truppe","tag-ucraina","tag-ue","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-usa","tag-volenterosi","tag-washington","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews","tag-zelensky"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/316578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=316578"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/316578\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/268188"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=316578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=316578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=316578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}