{"id":317305,"date":"2026-01-22T03:20:43","date_gmt":"2026-01-22T03:20:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/317305\/"},"modified":"2026-01-22T03:20:43","modified_gmt":"2026-01-22T03:20:43","slug":"recensione-mostra-matthias-stom-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/317305\/","title":{"rendered":"Recensione mostra Matthias Stom Brescia"},"content":{"rendered":"<p>        di <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2911p_carlo-alberto-bucci.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Carlo Alberto Bucci<\/a>, pubblicato il 20\/01\/2026        <br \/>Categorie:<\/p>\n<p>        <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n            Recensioni mostre        <\/a><\/p>\n<p>         \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-barocca.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arte barocca<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/brescia.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Brescia<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> <\/p>\n<p>Una mostra a Brescia riporta alla luce Matthias Stom, pittore fiammingo influenzato da Caravaggio: dodici opere tra sacro e genere, giochi di candela, attribuzioni incerte e una biografia frammentaria che rende il maestro tanto affascinante quanto enigmatico. \u00c8 la prima mostra su Stom dal 1999. La recensione di Carlo Alberto Bucci.<\/p>\n<p>La candela accesa e il colore del calore che illumina la mano, aperta a coprire la fiamma in un gesto di protezione e stupore. Il gioco cromatico che aggiunge luce artificiale a quella interna alla pittura. Per rendere per\u00f2 pi\u00f9 vera e tangibile la spiritualit\u00e0 dell\u2019immagine, la sacralit\u00e0 del soggetto. Cos\u00ec, ammirando la figura del santo che vuole toccare per credere, lo spettatore \u00e8 quasi spinto a ripetere il gesto del dito nella carne del Cristo. Siamo davanti all\u2019Incredulit\u00e0 di san Tommaso attributa a Matthias Stom. Il quadro \u00e8 uno dei pezzi che compongono la mostra dedicata al pittore fiammingo, a lungo noto anche come Stomer, tanto prolifico (gli vengono ascritte circa 250 opere) quanto sprovvisto di un sufficiente supporto di date e dati biografici sicuri. Il cero acceso che, sulla scia luminosa dell\u2019olandese Gerrit van Honthorst (Gherardo delle Notti), Stom ha spesso impiegato per le sue composizioni sia sacre sia profane, pu\u00f2 essere preso quindi come buon auspicio per tentare di far luce sull\u2019attivit\u00e0 e sulla vita di questo importante esponente della pittura influenzata dal naturalismo caravaggesco ben oltre la morte (1610) dello stesso Merisi. \u00c8 questo l\u2019auspicio di Gianni Papi, curatore della mostra Matthias Stom, un caravaggesco nelle collezioni lombarde che, inaugurata il 18 settembre scorso, \u00e8 visitabile sino al 15 febbraio alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia (catalogo Skira, 208 pagine). In attesa di una futura esposizione monografica, mai tentata dopo l\u2019anatema di Nicolson che nel 1977, dopo averlo studiato, sentenzi\u00f2: \u201cFare una grande mostra di Stom sarebbe un disastro\u201d.<\/p>\n<p>Sei mesi di apertura sono tanti per una mostra, ma necessari in questo caso per celebrare il lieto evento dell\u2019acquisizione, in comodato \u201cda un collezionista bresciano\u201d, di due tele pendant (misurano entrambe 51 x 84 centimetri) da parte del museo di piazza Moretto. Le opere (Esa\u00f9 che vende la primogenitura a Giacobbe e La negazione di Pietro) nel 1791 giunsero a Bergamo: le aveva inviate l\u2019ex canonico Cristoforo Scotti, esponente di una ricca famiglia di mercanti documentata a Roma sin dal Cinquecento, al fratello rimasto in Lombardia. E sono diversi i pezzi della mostra di Brescia che in passato appartennero certamente agli Scotti (eppure nessuno assegnato a Stom negli inventari sette-ottocenteschi della raccolta). Motivo sufficiente per allestire un\u2019esposizione monografica, e perimetrata nel territorio lombardo, nonostante l\u2019esiguit\u00e0 dei dipinti esposti: dodici in tutto. Che sono comunque pi\u00f9 dei nove che nel 1999, a Birmingham, costituirono l\u2019ultima (anzi unica) mostra su Matthias Stom, incentrata intorno all\u2019Isacco che benedice Giacobbe del Barber Institute of Fine Arts. Da qui l\u2019importanza della mostra di Brescia come viatico per nuovi studi e ulteriori occasioni di confronto intorno al lavoro di questo pittore originario delle Fiandre e documentato (sebbene da un numero esiguo di carte, alla stregua di un maestro del medioevo) a Roma, Napoli, Palermo e Venezia, dal 1630 al 1645. Ma poi sparito nel nulla.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" title=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-matthias-stom-brescia-allestimenti-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" title=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-matthias-stom-brescia-allestimenti-2.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" title=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-matthias-stom-brescia-allestimenti-3.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" title=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-matthias-stom-brescia-allestimenti-4.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" title=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-matthias-stom-brescia-allestimenti-5.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" title=\"Allestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/mostra-matthias-stom-brescia-allestimenti-6.jpg\" width=\"750\" height=\"1125\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, Pinacoteca Tosio Martinengo. Foto: Alberto Mancini, su concessione di Fondazione Brescia Musei&#13;<\/p>\n<p>Ma torniamo al \u201cdittico\u201d con Esa\u00f9 e Pietro. Nel dipinto di sinistra non sappiamo quale sia il gemello di Giacobbe: se l\u2019uomo con la fascia in testa che porge il piatto delle lenticchie o il giovane che si appresta a ricevere lo scarno, simbolico pasto. Certo \u00e8 che, giusta la notazione di Papi, grazie all\u2019espediente della grandezza pressoch\u00e9 al naturale delle due teste e al taglio limitato proprio ai visi, lo spettatore si trova alla stessa altezza, come trascinato nel XVII secolo, della scena biblica in cui il figlio di Isacco vende la propria primogenitura per il proverbiale piatto di lenticchie. E sull\u2019altro lato della composizione, nel dipinto che fa da pendant, ecco san Pietro cedere non alla fame, bens\u00ec alla paura davanti alla ragazza che lo ha riconosciuto, con la candela in mano e con il pendaglio di perla al collo (un dettaglio vezzoso, da pittura di genere, nella messa in scena di un dramma sacro), tanto da negare, lui, \u201cil pescatore di anime\u201d, di essere un seguace di Cristo.<\/p>\n<p>Alle spalle della giovane (\u201csorella\u201d della donna che nel prototipo di Caravaggio, il capolavoro del Metropolitan di New York, indica esplicitamente Pietro al soldato impegnato nel rastrellamento dei seguaci del Messia) c\u2019\u00e8 un giovane, uno sgherro, s\u00ec, ma dal rassicurante ed elegante aspetto, che indossa un copricapo piumato su cui \u00e8 spillata una medaglia antica che risplende anch\u2019essa al lume della candela. Ed \u00e8 il medesimo dettaglio che si trova sui cappelli dei protagonisti di un altri due pendant presenti in mostra a Brescia. Il titolo dei due quadri prestati stavolta dall\u2019Accademia Carrara di Bergamo, e a lungo attribuiti al re dei notturni, Gerrit van Honthorst, \u00e8 moderno e puramente descrittivo: Uomo con boccia di vetro a lume di candela e Ragazzo che accende una candela soffiando su un tizzone. Mancando il riferimento, ossia il pretesto, delle Sacre scritture, la composizione ha lo statuto preciso della pittura di genere: eseguita esplicitamente per mettere in risalto talento e doti mimetiche dell\u2019artista agli occhi dei suoi committenti e\/o acquirenti, evidenzia la graziosit\u00e0 del giovane, dall\u2019orecchia a sventola arrossata dalla fiamma, che soffia sul tizzone; ma anche la \u201cvolgarit\u00e0\u201d dell\u2019uomo, dai baffi a manubrio e dalle gengive ben in evidenza, che sta per tracannare il vino tenuto nella brocca.<\/p>\n<p>Mito pagano e miracolo cristiano, storie di padri e figli, dominano invece due altre tele di grandi dimensioni, pur sempre di fruizione privata, prestate per la rassegna di Brescia da collezionisti rimasti anonimi e, un tempo, entrambe di propriet\u00e0 Scotti a Bergamo, ambedue peraltro assegnate al caravaggesco francese Valentine de Boulogne. Si tratta di Dedalo che mette le ali a Icaro (i protagonisti sono seminudi, per sottolineare la vecchiaia del genitore e l\u2019avvenenza, in termini caravaggeschi, ma anche l\u2019avventatezza, del giovane protagonista dello sfortunato volo); e la Guarigione di Tobia. Anche in questo secondo caso, padre e figlio sono i primi attori della scena, ma \u00e8 il ragazzo (guidato da un arcangelo Raffaele, lui s\u00ec capace di volare, avvolto in uno splendido panneggio) a compiere il miracolo, grazie alle viscere di un pesce, che restituiscono la vista al vecchio cieco. La tela con Tobia \u00e8, secondo Papi, \u201csenza dubbio uno dei pi\u00f9 alti capolavori del pittore fiammingo, nonch\u00e9 un\u2019opera fondamentale per definire il linguaggio dell\u2019artista durante il soggiorno romano\u201d. E in questo dipinto lo studioso ravvede alcuni caratteri stilistici presenti nel repertorio di Stom, influssi a vario titolo da Valentin, Honthorst e Vouet, ma anche, per \u201cl\u2019impianto orizzontale della scena\u201d, dal conterraneo Theodoor van Loon (\u201cconosciuto forse gi\u00e0 in patria, a Bruxelles, ma magari anche a Roma\u201d).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Incredulit\u00e0 di san Tommaso (olio su tela, 121 x 172 cm; collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" title=\"Matthias Stom, Incredulit\u00e0 di san Tommaso (olio su tela, 121 x 172 cm; collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/matthias-stom-incredulita-san-tommaso.jpg\" width=\"750\" height=\"524\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Incredulit\u00e0 di san Tommaso (olio su tela, 121 x 172 cm; collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Esa\u00f9 vende la primogenitura a Giacobbe (olio su tela, 51 x 84 cm; Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, in deposito da una collezione privata) \u00a9 Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia\/Fotostudio Rapuzzi\" title=\"Matthias Stom, Esa\u00f9 vende la primogenitura a Giacobbe (olio su tela, 51 x 84 cm; Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, in deposito da una collezione privata) \u00a9 Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia\/Fotostudio Rapuzzi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/matthias-stom-esau-vende-primogenitura-a-giacobbe.jpg\" width=\"750\" height=\"453\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Esa\u00f9 vende la primogenitura a Giacobbe (olio su tela, 51 x 84 cm; Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, in deposito da una collezione privata) \u00a9 Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia\/Fotostudio Rapuzzi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Negazione di san Pietro (olio su tela, 51 x 84 cm; Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, in deposito da una collezione privata) \u00a9 Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia\/Fotostudio Rapuzzi\" title=\"Matthias Stom, Negazione di san Pietro (olio su tela, 51 x 84 cm; Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, in deposito da una collezione privata) \u00a9 Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia\/Fotostudio Rapuzzi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/matthias-stom-negazione-di-pietro.jpg\" width=\"750\" height=\"443\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Negazione di san Pietro (olio su tela, 51 x 84 cm; Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo, in deposito da una collezione privata) \u00a9 Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia\/Fotostudio Rapuzzi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Uomo con boccia di vetro a lume di candela (olio su tela, 72 x 58 cm; Bergamo, Accademia Carrara) \u00a9 Fondazione Accademia Carrara, Bergamo\" title=\"Matthias Stom, Uomo con boccia di vetro a lume di candela (olio su tela, 72 x 58 cm; Bergamo, Accademia Carrara) \u00a9 Fondazione Accademia Carrara, Bergamo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/matthias-stom-uomo-con-boccia-di-vetro.jpg\" width=\"750\" height=\"866\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Uomo con boccia di vetro a lume di candela (olio su tela, 72 x 58 cm; Bergamo, Accademia Carrara) \u00a9 Fondazione Accademia Carrara, Bergamo&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Ragazzo che accende una candela soffiando su un tizzone (olio su tela, 72 x 58 cm; Bergamo, Accademia Carrara) \u00a9 Fondazione Accademia Carrara, Bergamo\" title=\"Matthias Stom, Ragazzo che accende una candela soffiando su un tizzone (olio su tela, 72 x 58 cm; Bergamo, Accademia Carrara) \u00a9 Fondazione Accademia Carrara, Bergamo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/matthias-stom-ragazzo-che-accende-candela.jpg\" width=\"750\" height=\"852\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Ragazzo che accende una candela soffiando su un tizzone (olio su tela, 72 x 58 cm; Bergamo, Accademia Carrara) \u00a9 Fondazione Accademia Carrara, Bergamo&#13;<\/p>\n<p>Altri pittori caravaggeschi a cui guardare per (cercare di) capire la formazione e l\u2019arte di Matthias Stom sono, sempre secondo il curatore della mostra, il lombardo Cecco del Caravaggio (al secolo Francesco Boneri), l\u2019olandese Dirk van Baburen, lo spagnolo Jusepe de Ribera, senza dimenticare, a suo avviso, lo svizzero Giovanni Serodine, segnalato in particolare per il Cristo tra i dottori (altra tela di provenienza Scotti facente ora parte della rassegna alla Tosio Martinengo) e che, davvero, per \u201cla pennellata pi\u00f9 sfrangiata, pi\u00f9 macerata\u201d, \u00e8 molto diversa dalle altre opere \u201cdi Stom\u201d nella stessa raccolta bergamasca. A Serodine \u00e8 da molti assegnata l\u2019altra Incredulit\u00e0 di san Tommaso, anch\u2019essa nel percorso della mostra alla Pinacoteca di Brescia (dove si trova in comodato dal 2010), che invece Papi riconduce alla mano di Stom rilevando, rispetto all\u2019esemplare di identico soggetto gi\u00e0 in collezione Scotti a Bergamo, \u201cfisionomie ruvide, scavate, costruite con pennellate non mimetiche\u201d in cui rimane \u201cuna traccia anche profonda del pittore di Ascona\u201d. Un pittore duttile ed eclettico, dunque, il fiammingo, ancorch\u00e9 sfuggente.<\/p>\n<p>Alla dozzina di quadri concentrati attualmente in un unico, articolato ambiente della Tosio Martinengo, \u00e8 stata aggiunta in catalogo la grande tela della parrocchiale di Chiuduno, nella Bergamasca, a Stom attribuita ma tanto vasta da rendere impossibile il trasporto. E comunque necessaria a collegare idealmente Brescia a Bergamo, le due citt\u00e0 coinvolte nella mostra. Una deviazione a Chiuduno, per visitare la chiesa intitolata a Santa Maria Assunta dove si trova l\u2019ancona di medesimo soggetto, \u00e8 consigliabile per la monumentalit\u00e0 della composizione, per il numero e la variet\u00e0 stilistica delle figure che mettono in scena il dogma mariano, per la qualit\u00e0 dei corpi illuminati in primissimo piano e la penombra che avvolge le teste immerse nello sfondo, per la possibilit\u00e0 (ma per Papi pi\u00f9 che un\u2019ipotesi) che il pittore si sia raffigurato nei panni di Sebastiano, all\u2019estremit\u00e0 sinistra del dipinto, subito dietro a san Carlo Borromeo, mentre guarda, lui solo, fuori dalla tela, gettando cos\u00ec un ponte con lo spettatore.<\/p>\n<p>Altro motivo di interesse della pala di Chiuduno, amplificato dal testo critico e dalla scheda redatti dal curatore, \u00e8 la trama di influenze e debiti stilistici che, come per le altre opere della mostra, e pi\u00f9 in generale per il corpus dell\u2019opera di Stom, hanno generato una complessa, dibattuta, pletorica alternanza di attribuzioni. Basti pensare che nel 1652 l\u2019opera \u00e8 certificata (nella lettera scritta a Roma da Filippo Lupi al cugino Troilo, rettore della chiesa di Chiuduno in cui originariamente la tela si trovava prima di finire nel 1710 in quella dell\u2019Assunta) come di mano di Andrea Sacchi (1599-1661). E a fronte della inequivocabile carta del 1652 (unita a un\u2019altra del 1653) da parte dei committenti, la critica del Novecento, a partire da Amadore Porcella nel 1931, ha ricondotto la grande tela al caravaggista Stom: per via di considerazioni stilistiche plausibili ma anche di spericolate, incredibili congetture finalizzate a sottrarla al pennello di Sacchi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Dedalo mette le ali a Icaro (olio su tela, 121,5 x 161 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" title=\"Matthias Stom, Dedalo mette le ali a Icaro (olio su tela, 121,5 x 161 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/matthias-stom-dedalo-icaro.jpg\" width=\"750\" height=\"564\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Dedalo mette le ali a Icaro (olio su tela, 121,5 x 161 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Guarigione di Tobia (olio su tela, 198 x 246 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" title=\"Matthias Stom, Guarigione di Tobia (olio su tela, 198 x 246 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/matthias-stom-guarigione-di-tobia.jpg\" width=\"750\" height=\"594\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Guarigione di Tobia (olio su tela, 198 x 246 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Matthias Stom, Cristo fra i dottori (olio su tela, 106 x 182 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" title=\"Matthias Stom, Cristo fra i dottori (olio su tela, 106 x 182 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/matthias-stom-cristo-tra-i-dottori.jpg\" width=\"750\" height=\"435\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nMatthias Stom, Cristo fra i dottori (olio su tela, 106 x 182 cm; Collezione privata) \u00a9 Fotostudio Rapuzzi&#13;<\/p>\n<p>La storia dell\u2019Assunzione di Chiuduno, che per Papi va ricondotta al periodo romano di Stom \u201cfra il 1631 e il 1632 circa\u201d, permette, in conclusione, di fare alcune considerazioni sulla difficolt\u00e0 di avere punti fermi e certi quando si parla di un pittore tanto sfuggente sul piano documentario, ma anche sulla pratica disinvolta della connoisseurship internazionale. Possibile che, tra i vari riferimenti stilistici ai tanti, troppi caravaggisti, si possa insinuare l\u2019influsso (e per alcuni addirittura la mano) del Cavalier d\u2019Arpino \u2013 che caravaggista non era di certo \u2013 per giustificare la (brutta) faccia di san Carlo inginocchiato tra gli apostoli presenti all\u2019Assunzione? Del fiammingo Stom (la cui unica opera di datazione certa \u00e8 la pala del 1641, firmata \u201cMatthias Stom\u201d, raffigurante Il miracolo di sant\u2019Isidoro Agricola e conservata nella chiesa madre di Caccamo, in Sicilia, isola in cui l\u2019artista ha lasciato molti lavori) sappiamo soltanto che \u00e8 certamente a Roma nel 1630 e nel 1632; che nel 1635 invece \u00e8 sicuramente a Napoli dove risulta anche nel 1637, quando il Sant\u2019Uffizio si occupa di lui accusandolo \u201cdi essere protestante e di fare proseliti nella sua abitazione\u201d, e nel 1638; prima di comparire a Palermo nel 1640 allorch\u00e9 ha un figlio illegittimo a cui dar\u00e0 il (suo) nome di Mattheus (a fare da padrino, il pittore Hyeronimus Gerards, Geronimo Gerardi, console della nazione fiamminga a Palermo). Infine, altre due sparute carte, ancora una volta private, ma redatte a Venezia dove il maestro non lascia alcuna altra traccia: il 13 luglio 1643 battezza i gemelli \u201cZuanna\u201d e \u201cMattio\u201d (l\u2019altro figlio dello stesso nome era morto a soli sette mesi a Palermo); e il 6 marzo 1645 fa lo stesso con \u201cZuanni\u201d avuto, sempre fuori dal matrimonio, con \u201cl\u2019amicha\u201d (forse la madre anche dei gemelli) Vincenza de Petro. Tutto qui. E il curatore della mostra spende anche troppo tempo nel suo testo a spiegare che non ha alcun riscontro l\u2019ipotesi di un soggiorno del fiammingo a Bergamo, buttata l\u00e0 da Roberto Longhi nel 1943 viste le \u201cle tracce ripetute in parecchie collezioni private di quella citt\u00e0\u201d (Papi spiega che l\u2019unica raccolta bergamasca con quadri attribuibili a Stom \u00e8 quella degli Scotti).<\/p>\n<p>Insomma, luterano o segreto simpatizzante della Riforma che fosse, Stom viveva comunque fuori dal sacramento del matrimonio. E tuttavia lavorava per committenti cattolici dipingendo soggetti per lo pi\u00f9 religiosi, oltrech\u00e9 abbondantemente, con dipinti di storia romana, per la nobilt\u00e0 siciliana e per le sue \u201cistanze di ribellione verso il governo centrale spagnolo\u201d (e qui Papi cita gli studi di Angheli Zalap\u00ec). Di Stom sappiamo pochissimo e non possediamo purtroppo ritratti. L\u2019ipotesi suggestiva che si sia raffigurato, per giunta nei panni di un santo, come figurante nell\u2019Assunzione di Chiuduno, ammesso che la pala sia davvero sua, avrebbe bisogno di qualche pezza ulteriore d\u2019appoggio oltre all\u2019evidenza dello sguardo fuori dal quadro, trucco peraltro messo in atto dai pittori d\u2019ogni epoca per collegare la scena dipinta a quella degli astanti, talvolta ritraendo en travesti il committente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.buonconsiglio.it\/linverno-nellarte\/\" target=\"_blank\" data-etichetta=\"Banner 3 - Cimorelli - Buonconsiglio\" onclick=\"ga(&#039;send&#039;, &#039;event&#039;, &#039;Click&#039;, &#039;Banner 3 - Cimorelli - Buonconsiglio&#039;, 1);\" rel=\"nofollow noopener\"><br \/>\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1769052041_381_finestra sull-arte banner 1456x180.jpg\" alt=\"L\u2019INVERNO NELL\u2019ARTE. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana - Castello del Buonconsiglio, fino al 15 marzo\" onmouseover=\"ga('send', 'event', 'Dwell', 'Banner 3 - Cimorelli - Buonconsiglio', 1);\" title=\"L\u2019INVERNO NELL\u2019ARTE. Paesaggi, allegorie e vita quotidiana - Castello del Buonconsiglio, fino al 15 marzo\" class=\"banner_fsa\" fetchpriority=\"high\" id=\"banner_3\" width=\"728\" height=\"90\" style=\"width:728px\"\/><br \/>\n\t\t\t<\/a>\t<\/p>\n<p>\t\t\t\t<img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/carlo-alberto-bucci.jpg\" title=\"Carlo Alberto Bucci\" alt=\"Carlo Alberto Bucci\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Carlo Alberto Bucci<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Roma nel 1962, Carlo Alberto Bucci si \u00e8 laureato nel 1989 alla Sapienza con Augusto Gentili. Dalla tesi, dedicata all\u2019opera di \u201cBartolomeo Montagna per la chiesa di San Bartolomeo a Vicenza\u201d, sono stati estratti i saggi sulla \u201cPala Porto\u201d e sulla \u201cPresentazione al Tempio\u201d, pubblicati da \u201cVenezia \u2018500\u201d, rispettivamente, nel 1991 e nel 1993. \u00c8 stato redattore a contratto del Dizionario biografico degli italiani dell\u2019Istituto dell\u2019Enciclopedia italiana, per il quale ha redatto alcune voci occupandosi dell\u2019assegnazione e della revisione di quelle degli artisti. Ha lavorato alla schedatura dell\u2019opera di Francesco Di Cocco con Enrico Crispolti, accanto al quale ha lavorato, tra l\u2019altro, alla grande antologica romana del 1992 su Enrico Prampolini. Nel 2000 \u00e8 stato assunto come redattore del sito Kataweb Arte, diretto da Paolo Vagheggi, quindi nel 2002 \u00e8 passato al quotidiano La Repubblica dove \u00e8 rimasto fino al 2024 lavorando per l\u2019Ufficio centrale, per la Cronaca di Roma e per quella nazionale con la qualifica di capo servizio. Ha scritto numerosi articoli e recensioni per gli inserti \u201cRobinson\u201d e \u201cil Venerd\u00ec\u201d del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Si occupa di critica e di divulgazione dell\u2019arte, in particolare moderna e contemporanea (nella foto del 2024 di Dino Ignani \u00e8 stato ritratto davanti a un dipinto di Giuseppe Modica). \t\t<\/p>\n<p>Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Carlo Alberto Bucci, pubblicato il 20\/01\/2026 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Arte antica &#8211; arte barocca &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":317306,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,60157,1613,1614,1611,1610,6073,1612,203,204,1537,90,89,6052],"class_list":["post-317305","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-antica","tag-arte-barocca","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-brescia","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-seicento"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115936600276161458","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317305","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=317305"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/317305\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/317306"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=317305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=317305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=317305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}