{"id":318038,"date":"2026-01-22T13:56:15","date_gmt":"2026-01-22T13:56:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/318038\/"},"modified":"2026-01-22T13:56:15","modified_gmt":"2026-01-22T13:56:15","slug":"come-trattare-con-trump-caricando-il-bazooka-la-lezione-dei-leader-europei-che-non-ti-aspetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/318038\/","title":{"rendered":"Come trattare con Trump (caricando il bazooka): la lezione dei leader europei che non ti aspetti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Gianluca Mercuri<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Lucas Guttenberg, direttore della Bertelsmann Stiftung: \u00abIl conflitto sulla Groenlandia non \u00e8 un conflitto commerciale. \u00c8 sulla preservazione della sovranit\u00e0 di un Paese europeo\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">(Questo articolo \u00e8 apparso sulla Rassegna Stampa, la newsletter che il Corriere riserva ai suoi abbonati. 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Essere uno schiavo miserabile \u00e8 un\u2019altra\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Potremmo prendere ancora una volta <b>Emmanuel Macron<\/b>, come campione dell\u2019autonomia strategica e della dignit\u00e0 europee. Invece colpisce di pi\u00f9 che a dire quelle parole sia <b>Bart De Wever<\/b>. S\u00ec, il premier belga che ha <b>bloccato l\u2019uso degli asset russi congelati<\/b> e ha costretto l\u2019Ue a trovare altri modi (debito comune) per salvare l\u2019Ucraina dalla bancarotta. Un nazionalista fiammingo che ha difeso l\u2019interesse nazionale belga nella sua percezione apparsa prima angusta, poi <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w22ptr1b0mir04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=4\" title=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w22ptr1b0mir04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">non cos\u00ec irragionevole<\/a>. Comunque, un leader capace di esprimere concetti forti e sostenere cose giuste, confermando che la sovranit\u00e0 nazionale dei singoli Stati membri <b>non \u00e8 affatto in contraddizione, e tantomeno in collisione, con la sovranit\u00e0 europea<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ha aggiunto De Wever parlando a Davos: \u00abSe vi piegate ora, perderete la vostra dignit\u00e0. Ed \u00e8 probabilmente la cosa pi\u00f9 preziosa che hai in una democrazia\u00bb. E poi un concetto ancora pi\u00f9 sottile, che dice molto, che fa riflettere: \u00ab<b>Nessun vicino vuole aderire agli Stati Uniti. Nessuno<\/b>\u00bb. Quasi tutti i vicini, invece, \u00ab<b>vogliono aderire all\u2019Unione europea perch\u00e9 abbiamo rispetto, abbiamo lo stato di diritto e parliamo gentilmente<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    La forza\u00a0\u00abgentile\u00bb dell\u2019Europa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco la forza intrinseca dell\u2019Europa, la sua forza gentile che per\u00f2 <b>non esclude affatto una forza vera<\/b>, molto hard, fatta di politica e di economia. Una forza da tirare fuori ora proprio per fondamentali ragioni di principio, iper-politiche. Il perch\u00e9 lo ha spiegato <b>Lucas Guttenberg<\/b>, direttore della Bertelsmann Stiftung, la fondazione che controlla uno dei maggiori gruppi multimediali del mondo: \u00abIl conflitto sulla Groenlandia non \u00e8 un conflitto commerciale<b>. \u00c8 sulla preservazione della sovranit\u00e0 di un Paese europeo<\/b>. L\u2019obiettivo, dunque, non dovrebbe essere evitare dazi, ma <b>spingere gli Stati Uniti a rinunciare alla loro aggressione<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Strumenti di deterrenza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Parole da appuntarsi: <b>spingere gli Stati Uniti a rinunciare alla loro aggressione<\/b>; dunque, evocare l\u2019uso degli strumenti pi\u00f9 potenti <b>in funzione deterrente<\/b>. E se la deterrenza non funziona? Se cio\u00e8 Donald Trump davvero, il 1\u00b0 febbraio applicher\u00e0 un 10% aggiuntivo di dazi alle merci degli 8 Paesi europei che hanno mandato truppe simboliche in Groenlandia per dargli un motivo in pi\u00f9 per non invaderla? O se addirittura arrivasse davvero a invaderla, anche se poche ore fa, a Davos, ha escluso di voler usare la forza?<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    Le opzioni di Bruxelles<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco, teniamoci allo scenario meno devastante tra i brutti scenari qui evocati: Trump che <b>conferma la rappresaglia contro gli 8 Coraggiosi<\/b> (Danimarca, Francia, Germania, Svezia, Finlandia, Olanda pi\u00f9 gli extra-Ue Gran Bretagna e Norvegia). A quel punto, l\u2019Ue pu\u00f2 colpire gli Stati Uniti con i <b>dazi per 93 miliardi che aveva sospeso (fino al 6 febbraio)<\/b> dopo l\u2019accordo di luglio tra Trump e Ursula von der Leyen (la capitolazione con cui gli europei avevano accettato <b>dazi unilaterali del 15%<\/b>). Oppure, scegliere<b> l\u2019arma letale<\/b>, lo <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wr20t01o02gb04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=5\" title=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wr20t01o02gb04?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=5\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">strumento anti coercizione<\/a><b>, detto bazooka<\/b>, che farebbe male a interessi vitali per gli Stati Uniti e per le prossime campagne elettorali del presidente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Qui spicca subito la differenza pi\u00f9 grande tra Usa e Ue: <b>i processi decisionali<\/b>. Se Trump pu\u00f2 ormai colpire con ordini esecutivi che gli richiedono pochi minuti, l\u2019Europa ha procedure che non le consentono risposte rapide come quella della Cina, capace di contenere l\u2019assalto trumpiano fino al raggiungimento di un accordo. Si chiama <b>escalation dominance<\/b> e di solito la vince chi \u00e8 in grando di imporre all\u2019avversario costi maggiori in tempi pi\u00f9 rapidi.<\/p>\n<p>    La visione degli esperti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Vuol dire partita chiusa per l\u2019Europa? Niente affatto, come conferma una ricognizione tra esperti fatta dal <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wl2ctt1m0o9604?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=6\" title=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wl2ctt1m0o9604?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=6\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Financial Times<\/a>. <b>Luuk van Middelaar<\/b>, del think tank Brussels Institute of Geopolitics, \u00e8 il capofila degli scettici: \u00abL&#8217;Ue \u00e8 molto mal equipaggiata per giocare un ruolo geoeconomico di rilievo. Quindi ci\u00f2 che accadr\u00e0 sar\u00e0 improvvisazione. \u00c8 fattibile, ma disordinato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Georg Riekeles<\/b>, del think tank European Policy Centre, riassume invece le ragioni degli ottimisti, ma soprattutto \u00e8 bravo a sottolineare come il vero fattore che fa la differenza \u00e8 politico: \u00abCiascuna delle due parti ha i mezzi per esercitare pressioni sull&#8217;altra, ma non \u00e8 questo il punto. <b>L\u2019escalation dominance \u00e8 un fattore di unit\u00e0 e determinazione<\/b>. Poich\u00e9 gli europei hanno pi\u00f9 da perdere, hanno anche la motivazione pi\u00f9 forte e i mezzi per vincere questa battaglia. <b>\u00c8 una questione esistenziale per l&#8217;Europa<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>    Il\u00a0\u00abbazooka\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ora, <b>la controindicazione tecnica del ricorso al bazooka \u00e8 la farraginosit\u00e0<\/b>: tra turni di votazioni e indagini da parte della Commissione europea su richiesta dei capi di governo, <b>passano tre-quattro mesi<\/b>. <b>Ma proprio questa lentezza ha un vantaggio<\/b>: discuterne, anzich\u00e9 azionarlo subito con un colpo di grilletto come pu\u00f2 fare Trump, <b>amplia l\u2019aspetto della deterrenza<\/b>. Come dire: noi europei pensiamo seriamente di risponderti, caro Donald. Ci vorr\u00e0 del tempo, ma quel tempo pu\u00f2 servire anche a te per evitare lo scontro.<\/p>\n<p>    I dazi per ora bloccati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 un aspetto essenziale, e ci torneremo dopo. Intanto \u00e8 utile verificare cosa succederebbe se l\u2019Ue si limitasse a sbloccare i <b>dazi per 93 miliardi<\/b>. Un\u2019analisi del giornale della City rivela che in realt\u00e0, in base ai prodotti elencati nei documenti Ue, il valore delle esportazioni Usa su cui potrebbero applicarsi i dazi di ritorsione <b>supererebbe i 100 miliardi di euro<\/b>. \u00abI settori pi\u00f9 colpiti sarebbero quelli dell&#8217;aviazione, dei macchinari e dei veicoli, ma anche quelli della plastica, dei prodotti chimici e delle apparecchiature elettriche subirebbero un forte impatto\u00bb.<br \/>\u00c8 un elenco importante. Perch\u00e9? Perch\u00e9 se \u00e8 vero che la ritorsione di Trump sarebbe feroce, e che la bilancia commerciale (servizi esclusi) vede gli europei in vantaggio di 200 miliardi, quindi con pi\u00f9 soldi da perdere, \u00e8 anche vero che <b>i dazi di ritorsione imposti dal presidente potrebbero aumentare i prezzi negli Stati Uniti<\/b>.<\/p>\n<p>    I servizi Usa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E poi c\u2019\u00e8, appunto, <b>la questione dei servizi<\/b>, che Trump non cita mai quando si lamenta dello squilibrio commerciale, ma che ne rovescia completamente i termini: l\u00ec \u00e8 l\u2019Ue a importare <b>servizi Usa per 100 miliardi di euro in pi\u00f9 di quanto esporta<\/b> negli Stati Uniti. Siamo insomma un mercato vitale per le aziende tecnologiche e finanziarie americane.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Di fronte a queste considerazioni, scettici e dubbiosi tornano ad ammonire con <b>esempi come il cloud<\/b>, per il quale le aziende europee dipendono per il 70% dai fornitori Usa. Tra le alternative meno rischiose, gli analisti citano il settore <b>criptovalute<\/b>, non a caso molto caro alla famiglia Trump: le norme antifrode dell&#8217;Ue gi\u00e0 consentirebbero di revocare le licenze operative alle piattaforme di scambio con sede negli Usa. Al vaglio di Bruxelles ci sono poi come i <b>macchinari avanzati tedeschi<\/b> e le <b>macchine per la produzione di chip<\/b> dell\u2019olandese Asml. Per non parlare di <b>farmaci<\/b> e attrezzature mediche.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi <b>il settore energia: petrolio e gas<\/b>. E la <b>difesa<\/b>, con l\u2019acquisto di armi Usa da destinare all\u2019Ucraina che da parte europea \u00e8 cresciuto esponenzialmente nell\u2019ultimo anno, per volere di Trump. Settori vitali in cui coordinarsi non \u00e8 semplice ma nemmeno impossibile.<\/p>\n<p>    L\u2019arma del debito<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La vera arma nascosta per\u00f2 \u00e8 il debito<\/b>, come Federico Fubini ricorda spesso: \u00ab<b>Investitori e risparmiatori europei sono i principali creditori esteri del debito pubblico americano<\/b>\u00bb. Gli fa buona compagnia il presidente finlandese <b>Alexander Stubb<\/b>, l\u2019europeo che sta pi\u00f9 simpatico a Trump ma non per questo meno lucido o pi\u00f9 indulgente.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il punto \u00e8 l\u2019unit\u00e0 d\u2019intenti<\/b>, la capacit\u00e0 di spiegare la questione a opinioni pubbliche che comunque non sono affatto disattente, e a maggioranza mal sopportano la tracotanza trumpiana.<br \/>\u00abRicorrere allo strumento anti-coercizione comporterebbe <b>aumenti significativi dei prezzi per i consumatori americani<\/b>. Il presidente degli Stati Uniti \u00e8 disposto a sostenere un simile conflitto a meno di nove mesi dalle elezioni di midterm? Ne dubito\u00bb, dice al Mattinale europeo\u00a0<b>Gr\u00e9goire Roos<\/b>, direttore del programma Europa e Russia alla Chatham House di Londra. \u00abCon Trump tutto \u00e8 possibile, anche perch\u00e9 con ogni probabilit\u00e0 non si ricandider\u00e0. Ma il vicepresidente \u00e8 dello stesso avviso? Non direi che il futuro politico di J.D. Vance dipenda dalle elezioni di midterm. Ma avranno delle conseguenze\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i settori in cui colpire farebbe male agli Usa non ci sono solo i servizi cari ai magnati del tech, ma anche l\u2019agricoltura, ricorda l\u2019analista: \u00abGli agricoltori sono una parte importante dell\u2019elettorato americano. <b>Qualsiasi misura che colpisca i prodotti agricoli sarebbe un duro colpo nelle urne<\/b>. E, in generale, il Partito repubblicano segue ci\u00f2 che dicono gli agricoltori\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>E qui si torna al fattore tempo<\/b> che richiederebbe la messa in funzione del bazooka. L\u2019Ue, sottolinea Roos, \u00e8 \u00abmolto ben attrezzata per affrontare una simile battaglia. Non l\u2019ha mai fatto prima. Ma sta imparando facendo le cose. Credo che gli Stati Uniti dovrebbero pensarci due volte prima di schiacciare il grilletto\u00bb.<\/p>\n<p>    Una partita decisiva<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E dunque, <b>gi\u00e0 solo evocarlo, il bazooka<\/b>, magarsi insieme all\u2019idea di <b>eurobond per la difesa<\/b> che alimenterebbero i dubbi sul ruolo internazionale del dollaro, potrebbe avere un effetto decisivo. Come ha scritto Fubini <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/we26ty1r0k8604?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=7\" title=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/we26ty1r0k8604?uid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774&amp;txnid=8270b697-58d1-4930-878b-35cf09f8d027&amp;mid=212ddd8b-4d42-45dc-9dbd-aea9a6407893&amp;utid=05abf0bb-3cee-4fee-83a1-8328f5e69774-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2026-01-21T19%3A26%3A37Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=816&amp;bsft_lx=7\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">luned\u00ec<\/a>, \u00ab<b>basta giusto che gli europei lascino filtrare alcune di queste opzioni<\/b>\u00bb e Trump cambierebbe toni. \u00c8 la lezione di Mario Draghi cui bast\u00f2 evocare il <b>Whatever it takes<\/b> per salvare l\u2019euro senza dovere poi fare davvero \u00ab<b>qualsiasi cosa serva<\/b>\u00bb. La Francia guida il fronte della resistenza all\u2019arbitrio trumpiano, ma il termometro di Bruxelles segnala anche uno spostamento della Germania, il Paese che avrebbe pi\u00f9 da perdere in caso di guerra commerciale ma il cui cancelliere comincia a valutare l\u2019evocazione del bazooka, <b>proprio per non doverlo usare<\/b>. Escluderlo del tutto, invece, alimenterebbe le certezze del bullo. Ci aspettano giorni decisivi.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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