{"id":318087,"date":"2026-01-22T14:40:12","date_gmt":"2026-01-22T14:40:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/318087\/"},"modified":"2026-01-22T14:40:12","modified_gmt":"2026-01-22T14:40:12","slug":"nellarte-di-escher-la-geometria-di-uno-spazio-senza-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/318087\/","title":{"rendered":"Nell\u2019arte di Escher, la geometria di uno spazio senza fine"},"content":{"rendered":"\n<p>Mancano pochi giorni alla chiusura dell\u2019esposizione dedicata all\u2019incisore olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972) ospitata a Milano al Museo delle Culture (Mudec). Tra le molte mostre interessanti promosse dal Comune meneghino negli ultimi anni, questa \u00e8 in particolar modo speciale perch\u00e9 ha il potere di trascinare lo spettatore in un mondo straniante, fortemente evocativo e conturbante, grazie ad un segno impeccabile, il cui stile, una volta incontrato, non si dimentica pi\u00f9. <\/p>\n<p>  Pensiero razionale <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/22\/photos\/nellarte-di-escher-ce-la-geometria-di-uno-spazio-senza-fine_bc14ded6-f6f4-11f0-8101-7e858f41ef55_1080_1080.jpg\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nellarte-di-escher-ce-la-geometria-di-uno-spazio-senza-fine_bc14ded6-f6f4-11f0-8101-7e858f41ef55_108.jpeg\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 una ricerca costante, la sua, che inizia dagli anni della formazione (circa 1920-1922), sotto la guida di S. Jessurun de Mesquita, docente alla Scuola di Architettura e Arti Decorative di Haarlem, e che prosegue via via con sempre maggiore consapevolezza e sistematicit\u00e0, fino alle opere della maturit\u00e0, come, ad esempio, la serie delle xilografie, \u201cLimiti del cerchio I, II, III e IV (1958- 1959)\u201d, le cosiddette \u201ctassellazioni del limite\u201d che ben riflettono le sue meditazioni sul concetto di infinito e di eternit\u00e0. <\/p>\n<p>Perch\u00e9 di questo si tratta: esplorare lo spazio -non finito, appunto- attraverso rappresentazioni teoricamente illimitate all\u2019interno di un piano che ha confini precisi. Sono sequenze iperboliche dove le figure si rimpiccioliscono e si moltiplicano via via che si avvicinano al perimetro esterno della pagina, pur mantenendo invariate le loro proporzioni metriche, come viene spiegato nel capitolo introduttivo dello splendido catalogo, \u201cM. C. Escher, una vita tra arte e scienza\u201d, di F. Giudiceandrea. <\/p>\n<p>Non sono illusioni ottiche, ma -seppure all\u2019interno di una visione esoterica, intuitiva e molto meditata- si tratta di rappresentazioni di concetti astratti che Escher riesce a formulare anche grazie al dialogo con i matematici, in particolare con lo scienziato H. Coxeter, con il quale, scopre di avere molte cose in comune. Oltre a un metodo di lavoro fondato sulla sperimentazione accanto a riflessioni teoretiche, il tutto trattato con un rigore estetico straordinario, \u00e8 \u201cil modo di pensare matematico\u201d dell\u2019artista olandese che affascina Coxeter, noto nel mondo accademico per la sua visione della geometria legata all\u2019intuizione e alla capacit\u00e0 di visualizzazione spaziale. <\/p>\n<p>Si conobbero nel 1954. Ad Amsterdam si stava svolgendo il Convegno internazionale dei matematici e in contemporanea, voluto espressamente dagli organizzatori, era aperta nel prestigioso museo nazionale, lo Stedelijk Museum, un\u2019esposizione di Escher. <\/p>\n<p>  Mistero che affascina <\/p>\n<p><a data-title=\"Maurits Cornelis Escher, \u201cTre mondi\u201d, 1955\" href=\"https:\/\/storage.laprovinciadicomo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/22\/photos\/nellarte-di-escher-ce-la-geometria-di-uno-spazio-senza-fine_bc14ded6-f6f4-11f0-8101-7e858f41ef55_1920_2803.jpg\" title=\"Maurits Cornelis Escher, \u201cTre mondi\u201d, 1955\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Maurits Cornelis Escher, \u201cTre mondi\u201d, 1955\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/nellarte-di-escher-ce-la-geometria-di-uno-spazio-senza-fine_bc14ded6-f6f4-11f0-8101-7e858f41ef55_192.jpeg\" title=\"Maurits Cornelis Escher, \u201cTre mondi\u201d, 1955\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Maurits Cornelis Escher, \u201cTre mondi\u201d, 1955<\/p>\n<p>\u00abLo spazio \u00e8 un mistero. Non lo vediamo, non lo sentiamo, non lo tocchiamo\u2026 Ci stiamo in mezzo, ne siamo parte, ma non ne sappiamo niente\u00bb, scriveva Escher (1963). Una fascinazione che trova nel saggio \u201cDivisione regolare di un piano\u201d del 1958 una testimonianza letteraria: un\u2019ampia riflessione e spiegazione del suo lavoro. <\/p>\n<p>Inizia con queste parole: \u00abL\u2019artista grafico ha, dentro di s\u00e9, qualcosa del trovatore: ripete in ogni stampa la stessa canzone, che provenga dal blocco di legno, dalla lastra di rame o dalla pietra litografica (\u2026..). Il grafico comunque, \u00e8 come il merlo che canta sulla cima dell\u2019albero. Ripete pi\u00f9 volte la sua canzone, tutta intera a ogni esecuzione\u00bb. <\/p>\n<p>Poche parole che hanno gi\u00e0 in nuce i temi centrali del suo pensiero, come alcune pagine dopo, egli stesso menzioner\u00e0: \u00abRipetizione e moltiplicazione\u00bb. Due concetti che prendono forma definitiva dopo il viaggio a Granada dove si era recato con la famiglia prima di rientrare in Olanda nel 1936. Per quattordici anni, dal 1922 al 1936, Escher aveva vissuto a Roma, una citt\u00e0 che aveva molto amato, incidendo vedute di borghi arroccati sulle colline e di paesaggi in prevalenza montani del sud Italia dove gi\u00e0 si poteva percepire il suo interesse per il processo costruttivo della forma. Mai realistica, seppure precisa. Pi\u00f9 luoghi della mente che spazi vissuti. <\/p>\n<p>  A Granada l\u2019assenza di vuoto <\/p>\n<p>Ma \u00e8 l\u2019incontro con l\u2019arte islamica, con la civilt\u00e0 andalusa del XIV e del XV secolo, ben rappresentata nelle decorazioni murali dell\u2019Alhambra di Granada che lo colpisce nel profondo. Un\u2019arte, di cui in mostra sono presentati esemplari di particolare bellezza (piastrelle, ciotole, piatti, mattonelle), dove non esiste il vuoto e i cui motivi decorativi geometrici e floreali, mai zoomorfi o antropomorfi, si rincorrono all\u2019infinito. Una sequenza di poligoni astratti, dalle forme stilizzate e dai colori accesi che creano un pattern visivo sostanzialmente ininterrotto. \u00c8 dopo questo breve soggiorno che si accentua il suo interesse per la suddivisione o per il riempimento del piano con figure che si incastrano perfettamente le une con le altre, secondo precisi criteri simmetrici, senza lasciare alcuno spazio intermedio. Sono le cosiddette tassellazioni, un modo tutto suo per indagare le regole dello spazio. <\/p>\n<p>Non quindi semplici decorazioni, ma strumenti d\u2019interpretazione del mondo che ci circonda. Una grammatica visiva fondata su un universo grafico di eccezionale raffinatezza per capire lo spazio \u201cimperscrutabile\u201d.<\/p>\n<p>  Come e quando visitare la mostra <\/p>\n<p>La mostra \u201cM.C. Escher Tra Arte e Scienza\u201d \u00e8 realizzata con il coordinamento di F. Giudiceandrea, a cura di C. Bartocci, P. Branca, C. Salsi, con S. Balbiani, in collaborazione con Kunstmuseum Den Haag, Mudec Museo delle Culture Milano. Dopo l\u2019apertura il 25 settembre 2025, sar\u00e0 possibile visitarla fino all\u20198 febbraio 2026. Catalogo 24 Ore Cultura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mancano pochi giorni alla chiusura dell\u2019esposizione dedicata all\u2019incisore olandese Maurits Cornelis Escher (1898-1972) ospitata a Milano al Museo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":318088,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[2670,1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,203,187524,4663,204,1537,90,89,5916,187523,128049,16756,197,1567,196],"class_list":["post-318087","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-architettura","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-cultura","tag-design","tag-entertainment","tag-f-giudiceandrea","tag-fotografia","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-matematica","tag-maurits-cornelis-escher","tag-mudec","tag-pittura","tag-scienza","tag-storia","tag-tecnologia"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/318087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=318087"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/318087\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/318088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=318087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=318087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=318087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}