{"id":320095,"date":"2026-01-23T20:09:10","date_gmt":"2026-01-23T20:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/320095\/"},"modified":"2026-01-23T20:09:10","modified_gmt":"2026-01-23T20:09:10","slug":"chi-dorme-sotto-le-7-ore-puo-avere-una-speranza-di-vita-ridotta-secondo-la-ricerca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/320095\/","title":{"rendered":"Chi dorme sotto le 7 ore pu\u00f2 avere una speranza di vita ridotta, secondo la ricerca"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>insonnia<\/strong> non solo impatta negativamente sulla quotidianit\u00e0 di chi ne soffre, ma potrebbe avere delle conseguenze a lungo termine. Gli scienziati dell&#8217;Oregon Health &amp; Science University, guidati dal professor Andrew McHill, sono giunti alla conclusione che la carenza di sonno (dormire per meno di sette ore) \u00e8 associata a una bassa aspettativa di vita. Lo studio \u00e8 stato pubblicato su &#8220;<a href=\"https:\/\/academic.oup.com\/sleepadvances\/article\/6\/4\/zpaf090\/8373869\" rel=\"nofollow noopener\" title=\"Sleep\" data-datalayer-click-event-target=\"external\" target=\"_blank\"><strong>SLEEP Advances<\/strong><\/a>&#8220;.<\/p>\n<p>Insonnia, un problema molto comune<\/p>\n<p>Solo in Italia ne soffrono 13,4 milioni di persone e circa il 20-30% della popolazione dorme meno di sei ore per notte. L&#8217;insonnia, che dati alla mano interessa maggiormente le donne, si manifesta in tre modi: con <strong>difficolt\u00e0 nell&#8217;addormentamento<\/strong>, con <strong>risvegli<\/strong> <strong>notturni frequenti <\/strong>e con <strong>risvegli mattutini precoci<\/strong>.<\/p>\n<p>Inoltre, in base alla sua durata, si pu\u00f2 classificare in <strong>acuta<\/strong> e <strong>transitoria<\/strong>. Nel primo caso perdura meno di un mese. Nel secondo, invece, dura meno di una settimana e, nella maggior parte dei casi, \u00e8 la conseguenza di uno stato di stress fisico o emotivo molto intenso.<\/p>\n<p>Le cause: dallo stress alle cattive abitudini<\/p>\n<p>Ormai da tempo \u00e8 stato appurato che lo <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/benessere\/eliminare-stress-quotidiano-10-consigli-secondo-scienza-2215666.html\" title=\"Eliminare\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>stress<\/strong><\/a> gioca un ruolo determinante nell&#8217;insorgenza e nel prolungamento dell&#8217;insonnia. Le tensioni e i pensieri ossessivi provocano un aumento del rilascio di <strong>cortisolo<\/strong> che, assieme all&#8217;adrenalina e alla noradrenalina, mantiene l&#8217;organismo in un continuo stato di allerta fino a quando quest&#8217;ultimo, stremato, si &#8220;ribella&#8221;.<\/p>\n<p>Attenzione poi alle <strong>cattive abitudini<\/strong>, come utilizzare i dispositivi elettronici (smartphone, tablet, pc) quando ci si mette a letto e fare troppi riposini durante il giorno. Seppur in maniera meno frequente il disturbo pu\u00f2 essere la spia di <strong>patologie<\/strong> quali: reflusso gastroesofageo, fibromialgia, lombalgia, apnee notturne, ipertiroidismo, asma, morbo di Parkinson.<\/p>\n<p>Tra le conseguenze anche l&#8217;impatto negativo sulla longevit\u00e0<\/p>\n<p>La privazione di sono provoca delle <strong>conseguenze <\/strong>sia <strong>a breve termine<\/strong> (sonnolenza diurna, stanchezza, rallentamento dei riflessi, alterazione dell&#8217;umore, disturbi dell&#8217;attenzione, della memoria e della concentrazione), sia <strong>a lungo termine<\/strong> (aumento del rischio di malattie neurodegenerative, peggioramento delle funzioni cognitive, incremento dell&#8217;infiammazione generale).<\/p>\n<p>Come abbiamo gi\u00e0 accennato, i ricercatori dell&#8217;Universit\u00e0 dell&#8217;Oregon hanno altres\u00ec scoperto che l&#8217;insonnia pu\u00f2 compromettere la <strong>longevit\u00e0<\/strong>. Sono giunti a questa conclusione analizzando un ampio <strong>database <\/strong>nazionale ed analizzando i modelli di indagine relativi all&#8217;aspettativa di vita nelle contee degli Stati Uniti. I dati sono poi stati confrontati con quelli forniti dai Centers for Disease Control and Prevention tra il 2019 e il 2025.<\/p>\n<p>I risultati dello studio<\/p>\n<p>Gran parte dell&#8217;indagine \u00e8 stata condotta da specialisti del Laboratorio di sonno, cronobiologia e salute della Scuola di infermieristica OHSU. I risultati sono sorprendenti. L&#8217;insonnia ha un<strong> impatto<\/strong> sull&#8217;aspettativa di vita <strong>superiore<\/strong> a quello della dieta, dell&#8217;attivit\u00e0 fisica e dell&#8217;isolamento sociale. Il fumo \u00e8 stato l&#8217;unico fattore che ha mostrato un&#8217;influenza maggiore.<\/p>\n<p>Per i loro modelli, gli scienziati hanno utilizzato la definizione del CDC di sonno sufficiente, ovvero almeno sette ore a notte.\n<\/p>\n<p> Bench\u00e9 lo studio non abbia esaminato le <strong>ragioni biologiche<\/strong> della connessione, McHill ha sottolineato che il sonno svolge un ruolo cruciale per la salute del cuore, del sistema immunitario e del cervello.<\/p>\n<p>In attesa di ulteriori approfondimenti, il professore ricorda che le <strong>ore da trascorrere a dormire <\/strong>per rigenerare l&#8217;organismo sono 7-9 per gli adulti, 5-9 per gli anziani e ben 14-17 per i neonati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;insonnia non solo impatta negativamente sulla quotidianit\u00e0 di chi ne soffre, ma potrebbe avere delle conseguenze a lungo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":320096,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[239,38623,1537,90,89,240,32478],"class_list":["post-320095","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-health","tag-insonnia","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-salute","tag-studi-scientifici"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115946229847286341","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320095","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=320095"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320095\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/320096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=320095"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=320095"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=320095"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}