{"id":32035,"date":"2025-08-06T17:27:22","date_gmt":"2025-08-06T17:27:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/32035\/"},"modified":"2025-08-06T17:27:22","modified_gmt":"2025-08-06T17:27:22","slug":"napoli-caravaggio-e-le-due-visioni-di-cristo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/32035\/","title":{"rendered":"Napoli, Caravaggio e le due visioni di Cristo"},"content":{"rendered":"<p>Immaginate di entrare in una sala dove due quadri, dipinti a pochi mesi di distanza nello stesso luogo, circa quattrocento anni fa, si guardano per la prima volta. Uno \u00e8 sempre rimasto l\u00ec, a Napoli, citt\u00e0 dove l\u2019autore che lo ha realizzato trascorse alcuni anni della sua esistenza, certamente per lui tra i pi\u00f9 fecondi. L\u2019altro, secondo gli esperti, \u00e8 stato perduto, dimenticato, venduto per errore all\u2019asta. E oggi, finalmente, torna a casa, dopo essere stato riportato in Italia alcuni mesi fa, sempre in occasione di un\u2019esposizione dedicata al maestro della pittura di fine Cinquecento, per la prima volta dopo circa quattro secoli.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il cuore pulsante della mostra \u201cCapodimonte Doppio Caravaggio\u201d, inaugurata lo scorso 24 luglio e che rester\u00e0 aperta al pubblico fino al 2 novembre al Museo e Real Bosco di Capodimonte, a Napoli. Un evento che rappresenta dunque non solo un\u2019esposizione temporanea, ma un ritorno. Il dipinto, ormai conosciuto con il nome di \u201cEcce Homo\u201d, capolavoro recentemente attribuito a Michelangelo Merisi da Caravaggio, verr\u00e0 esposto ancora in Italia, dopo la mostra \u201cCaravaggio 2025\u201d, evento ospitato a Palazzo Barberini a Roma dal 7 marzo fino al 6 luglio, e per di pi\u00f9 accanto alla \u201cFlagellazione di Cristo\u201d, custodita a Capodimonte dal 1972.<\/p>\n<p><strong>Incontro mai avvenuto<\/strong><\/p>\n<p>Nella sala 62 del museo, le due tele si fronteggiano come due frammenti della stessa storia: quella del Caravaggio napoletano, violento e tormentato, ma capace di una luce pittorica e drammatica che ancora oggi toglie il fiato. \u201cLa Flagellazione di Cristo\u201d \u00e8 uno dei massimi esempi della sua maturit\u00e0, realizzata tra il 1607 e il 1608 per la chiesa di San Domenico Maggiore. L\u2019\u201cEcce Homo\u201d, invece, \u00e8 il nuovo arrivato: ritenuto per secoli disperso, \u00e8 riemerso in modo rocambolesco nel 2021 in una casa di Madrid, inizialmente scambiato per un\u2019opera della scuola spagnola e messo all\u2019asta per appena 1.500 euro. L\u2019intervento tempestivo di studiosi e collezionisti ha permesso di fermare la vendita e riconoscere la mano del Merisi. Maria Cristina Terzaghi, tra le maggiori esperte di Caravaggio, ha ricostruito con rigore la storia dell\u2019opera, che venne commissionata da un religioso, il monsignor Massimo Massimi, e poi arrivata in Spagna attraverso il vicer\u00e9 di Napoli, il conte di Castrillo, Garcia de Avellaneda y Haro. Quest\u2019ultimo occup\u00f2 l\u2019incarico a Napoli tra il 1653 e il 1659 e poi torn\u00f2 in Spagna, molto probabilmente trasferendo a Madrid buona parte della sua collezione, della quale facevano parte anche un \u201cEcce Homo\u201d e una \u201cSalom\u00e8\u201d, dipinti da Caravaggio, quadri che poi entrarono a far parte del patrimonio reale spagnola, e in particolare di Filippo IV. Inoltre, l\u2019\u201cEcce Homo\u201d sarebbe stato esposto nell\u2019appartamento del figlio, Carlo II, agli inizi del 1700. Nei secoli successivi, alterne vicende avrebbero interessato poi il quadro, inizialmente scartato dalla famiglia Massimi, che prefer\u00ec un dipinto di un altro autore, il toscano Ludovico Cardi, detto Cigoli, a cui venne richiesta la stessa opera, in una sorta di bando a cui partecip\u00f2 anche un altro toscano, Domenico Cresti, detto Passignano. Gli ultimi proprietari furono poi i figli di Antonio P\u00e9rez de Castro, fondatore della scuola di design Iade di Madrid. Fino al 2021, quando il dipinto venne messo all\u2019asta per 1.500 euro e poi, dopo una mobilitazione delle istituzioni culturali italiane, dichiarato \u201cbene non esportabile\u201d, quindi ritirato dall\u2019asta e affidato al Museo Prado di Madrid dove abitualmente oggi viene esposto.<\/p>\n<p><strong>La memoria restituita<\/strong><\/p>\n<p>Il ritorno dell\u2019\u201cEcce Homo\u201d in Italia \u00e8 dunque un evento eccezionale, quasi leggendario. Non solo per l\u2019importanza dell\u2019opera, ma per il modo in cui l\u2019opera \u00e8 stata esposta: dopo il passaggio a Palazzo Barberini a Roma, ora sar\u00e0 presente non in una mostra affollata di nomi e cornici, ma in un confronto intimo, uno contro uno, con l\u2019altro Caravaggio, \u201cLa flagellazione di Cristo\u201d. Quasi che i due quadri possano parlare tra loro, raccontarsi, interrogarsi. In mezzo a loro, sar\u00e0 presente anche un terzo quadro: un \u201cEcce Homo\u201d di Battistello Caracciolo, discepolo e interprete napoletano dello stile caravaggesco, testimone della forza che quell\u2019estetica esercit\u00f2 su tutta una generazione di artisti.<\/p>\n<p><strong>Caravaggio e Napoli<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che rende speciale \u201cCapodimonte Doppio Caravaggio\u201d, dunque, non \u00e8 solo la qualit\u00e0 delle opere esposte, ma la densit\u00e0 simbolica del progetto. Caravaggio visse a Napoli nei momenti pi\u00f9 drammatici della sua vita, tra fughe, aggressioni, processi (dopo l\u2019uccisione a Roma di Ranuccio Tomassoni), e opere che sembrano urlare contro la luce. Proprio nell\u2019allora capitale del Regno di Napoli dipinse alcuni dei suoi capolavori pi\u00f9 estremi, e qui la sua lezione rimase viva pi\u00f9 a lungo che altrove, plasmando e influenzando molti pittori negli anni a seguire, chiamati appunto \u201ccaravaggeschi\u201d. Ecco perch\u00e9 il ritorno dell\u2019\u201cEcce Homo\u201d assume il valore di un risarcimento ideale, di una memoria che si ricuce, di un filo interrotto che viene riannodato tra Napoli e il suo pittore pi\u00f9 famoso nel mondo, pur essendo nato nel Nord Italia.<\/p>\n<p><strong>Il progetto<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esposizione rientra nel programma \u201cL\u2019Ospite\u201d, voluto dal direttore di Capodimonte, Eike Schmidt, che trasforma il museo in uno snodo culturale internazionale, capace di ospitare mostre di alto livello anche durante i lavori di restyling. Non a caso, l\u2019iniziativa si inserisce anche nel calendario delle celebrazioni per i 2.500 anni dalla fondazione di Napoli, trasformando l\u2019evento artistico in un\u2019occasione di orgoglio cittadino e rilancio culturale, con incontri, conferenze, proiezioni e visite guidate che approfondiranno il tema della \u201cluce di Napoli\u201d nella pittura caravaggesca.<\/p>\n<p>Insomma, c\u2019\u00e8 qualcosa di potente in questa mostra che va oltre la sola pittura. \u00c8 come se Caravaggio tornasse davvero a Napoli, non soltanto con i suoi quadri, ma con la sua ombra, i suoi dolori, la sua luce improvvisa. \u201cCapodimonte Doppio Caravaggio\u201d \u00e8 un\u2019occasione unica per vedere da vicino ci\u00f2 che ha lasciato a Napoli e ci\u00f2 che, incredibilmente, ha scelto di ritrovare, dopo l\u2019esposizione eccezionale di Palazzo Barberini a Roma, dove si \u00e8 gi\u00e0 creato un filo che riporta l\u2019Italia indietro di 400 anni, restituendole il ruolo di capitale mondiale della cultura. E Caravaggio ha di sicuro un ruolo.<\/p>\n<p>\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Immaginate di entrare in una sala dove due quadri, dipinti a pochi mesi di distanza nello stesso luogo,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":32036,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-32035","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32035"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32035\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32036"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}