{"id":320766,"date":"2026-01-24T06:35:12","date_gmt":"2026-01-24T06:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/320766\/"},"modified":"2026-01-24T06:35:12","modified_gmt":"2026-01-24T06:35:12","slug":"a-davos-si-e-capito-che-qualcosa-e-cambiato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/320766\/","title":{"rendered":"A Davos si \u00e8 capito che qualcosa \u00e8 cambiato"},"content":{"rendered":"<p><strong>Donald Trump,<\/strong> almeno per ora, non invader\u00e0 la <strong>Groenlandia.<\/strong> Non perch\u00e9 abbia improvvisamente scoperto il valore del multilateralismo, ma perch\u00e9 ha registrato e temuto una reazione negativa dei mercati e un pericoloso deflusso di investimenti dagli Stati Uniti. Fin qui, nulla di sorprendente. La vera notizia \u00e8 un\u2019altra: quella reazione non si sarebbe prodotta se <strong>l\u2019Europa<\/strong> non avesse tenuto la schiena dritta. Le due cose si tengono insieme. I mercati non reagiscono nel vuoto. Rispondono a segnali politici credibili e a rapporti di forza leggibili. Se l\u2019Europa avesse continuato a balbettare e a cercare compromessi preventivi, l\u2019ipotesi di un\u2019azione americana sulla Groenlandia sarebbe stata prezzata come un fatto quasi inevitabile. E invece, a <strong>Davos<\/strong> si \u00e8 capito che qualcosa \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>A cambiare non \u00e8 stata \u201cl\u2019Europa\u201d in senso astratto, n\u00e9 le istituzioni comunitarie, ma chi oggi guida concretamente il Continente: la <strong>Coalizione dei Volenterosi.<\/strong> Un gruppo ristretto di Paesi e leader che ha scelto una linea adulta: difendere gli interessi europei, anche quando questo significa alzare la tensione. Questo non ha spaventato o rassicurato i mercati: li ha resi consapevoli che un\u2019azione unilaterale Usa avrebbe trovato non solo resistenze diplomatiche, ma una risposta politica strutturata, con costi reali. In questo senso, l\u2019invio di contingenti militari europei in <strong>Groenlandia,<\/strong> per quanto limitati nei numeri, \u00e8 stato un segnale pi\u00f9 rilevante di molte dichiarazioni. Non per la capacit\u00e0 operativa in s\u00e9, ma per ci\u00f2 che rappresentano: la disponibilit\u00e0 europea a mettere sul tavolo strumenti concreti e irreversibili. \u00c8 questo il linguaggio che Trump comprende (e che ad esempio il governatore della California <strong>Newsom<\/strong> ha spronato i leader europei ad adottare).<\/p>\n<p><strong>Trump<\/strong> ha sempre avuto un rapporto istintivo con i mercati. Quando tremano, lui ascolta. Ma perch\u00e9 i mercati abbiano tremato, qualcuno ha dovuto rendere credibile l\u2019idea che l\u2019Europa non sarebbe rimasta spettatrice. Da qui, una lezione. Se vogliamo evitare di vivere in perenne modalit\u00e0 difensiva, dobbiamo diventare indipendenti. Non autarchici, non ostili, ma capaci di stare in piedi da soli. Indipendenti sul piano energetico, industriale, tecnologico e \u2013 soprattutto \u2013 strategico. Il torpore degli ultimi trent\u2019anni, l\u2019illusione che il mondo sarebbe rimasto benigno e regolato, \u00e8 finita. A <strong>Davos<\/strong> il premier canadese <strong>Carney<\/strong> lo ha detto come meglio non si potrebbe.<\/p>\n<p>In questo quadro, colpiscono per contrasto due cose. Uno, l\u2019infantilismo geopolitico mostrato in questi giorni dal Parlamento europeo, con il voto favorevole al rinvio alla Corte di giustizia dell\u2019Unione europea dell\u2019<strong>accordo commerciale tra Ue e Mercosur<\/strong>. Una scelta miope: la sindrome francese dell\u2019idraulico polacco di venti anni fa \u00e8 diventata sindrome dell\u2019allevatore argentino. Due, l\u2019atteggiamento del governo italiano. L\u2019Italia si \u00e8 presentata ancora una volta come mosca cocchiera, autoproclamandosi \u201cponte\u201d atlantico. Una postura inutile: i pontieri non servono quando il problema non \u00e8 il dialogo, ma il rispetto. Vince chi siede al tavolo con una linea chiara e la capacit\u00e0 di dire no. Tutto il resto \u00e8 fuffa.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1769236512_339_author-default.jpg\" alt=\"Autore\"\/><\/p>\n<p class=\"copyright-notice\">\u00a9 Riproduzione riservata<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t\t\tRedazione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Donald Trump, almeno per ora, non invader\u00e0 la Groenlandia. 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