{"id":320983,"date":"2026-01-24T10:01:12","date_gmt":"2026-01-24T10:01:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/320983\/"},"modified":"2026-01-24T10:01:12","modified_gmt":"2026-01-24T10:01:12","slug":"metropolis-di-fritz-lang-e-la-previsione-di-una-societa-costruita-sullarchitettura-della-disuguaglianza-ambientata-nel-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/320983\/","title":{"rendered":"Metropolis di Fritz Lang e la previsione di una societ\u00e0 costruita sull\u2019architettura della disuguaglianza ambientata nel 2026"},"content":{"rendered":"<p>Quando <strong>Fritz Lang<\/strong> e <strong>Thea von Harbou<\/strong> idearono la citt\u00e0 futuristica raccontata nel capolavoro del cinema muto Metropolis, <strong>ambientarono la storia nel 2026, a quasi cento anni dall\u2019uscita del film<\/strong>. Uscita nelle sale nel 1927, l\u2019opera ha immaginato, e intuito, in maniera particolarmente puntuale quali sarebbero state le geometrie e le storture della societ\u00e0 e della citt\u00e0 moderna, quella che nel film viene evocativamente chiamata la \u201cNuova Babele\u201d. La citt\u00e0 del futuro immaginata da Lang e von Harbou \u00e8 un <strong>prodigio di architettura e meccanizzazione<\/strong>, dominata da grattacieli vertiginosi, ponti sospesi e turbine incessanti. Ogni elemento \u00e8 pensato per evidenziare la separazione tra due mondi: quello degli industriali e dei burocrati, che vivono in palazzi scintillanti, e quello degli operai, costretti a lavorare nelle viscere meccaniche della citt\u00e0, in ambienti claustrofobici.<\/p>\n<p>La storia plasmata dalla mente di von Harbou e di Lang ci porta nel futuro del 2026. Metropolis \u00e8 una citt\u00e0 imponente e stratificata su pi\u00f9 livelli. <strong>All\u2019apice della gerarchia sociale troneggia Joh Fredersen, padrone e imprenditore assoluto che vive in un grattacielo<\/strong>, al di sopra di tutto e di tutti. Fredersen ha un figlio, Freder, che a sua volta gode di tutti gli agi di una vita privilegiata, frequentando spazi eleganti ed esclusivi come il giardino eterno. Il livello superiore della citt\u00e0 \u00e8 composto oltre che da grattacieli immensi, strade lunghe e sospese, al di sopra delle quali fluttuano macchine volanti, anche da stadi, teatri, biblioteche, e dal cosiddetto Club dei Figli, che svolge la funzione di luogo di svago per giovani rampolli, fino allo Yoshiwara, un bordello situato nella zona alta della citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Al di sotto del livello superiore troviamo la fabbrica, e ancora pi\u00f9 sotto i dormitori degli operai<\/strong>. Sotto il quartiere operaio ci sono le catacombe, dove gli operai si riuniscono in segreto per ascoltare le parole di <strong>Maria, figura messianica<\/strong>, che invoca la conciliazione tra le classi e annuncia l\u2019arrivo di un mediatore capace di pacificare capitalisti e potere operaio. \u00c8 proprio in questi spazi sotterranei, lontani dalla luce e dal fragore delle macchine, che prende forma la coscienza collettiva degli oppressi e che Freder, scendendo per la prima volta nei bassifondi della citt\u00e0, viene messo di fronte alla realt\u00e0 su cui si regge il benessere di Metropolis. Freder si rende conto delle condizioni lavorative degli operai, costretti a fare turni sfiancanti, senza possibilit\u00e0 di sbagliare o di avere pause, tutto per tenere in piedi la macchina M, anche a discapito di vite umane.<\/p>\n<p>Un racconto profetico<\/p>\n<p>La <strong>fragile armonia<\/strong> evocata da Maria viene minata dall\u2019intervento di Rotwang, uno scienziato che crea per volere di Fredersen un automa dalle sembianze di Maria, e che ne ribalta la missione: la falsa Maria incita gli operai alla rivolta, una scelta che si rivela totalmente nociva e autolesionista. Nel tentativo di abbattere le macchine che li opprimono, <strong>gli operai finiscono per compromettere il funzionamento della citt\u00e0, mettendo in pericolo la vita dei propri figli<\/strong>. Nelle ultime scene Freder assume finalmente il ruolo annunciato da Maria: si fa ponte tra mondi inconciliabili, tra suo padre e gli operai, suggellando il messaggio centrale del film: \u201cIl mediatore fra il cervello e le mani dev&#8217;essere il cuore!\u201d.<\/p>\n<p>Metropolis ha dentro di s\u00e9 molto della nostra contemporaneit\u00e0. Fritz Lang <a data-offer-url=\"https:\/\/sgtr.wordpress.com\/tag\/metropolis\/\" class=\"external-link\" data-event-click=\"{&quot;element&quot;:&quot;ExternalLink&quot;,&quot;outgoingURL&quot;:&quot;https:\/\/sgtr.wordpress.com\/tag\/metropolis\/&quot;}\" href=\"https:\/\/sgtr.wordpress.com\/tag\/metropolis\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">spieg\u00f2<\/a> che per l\u2019architettura della citt\u00e0 si ispir\u00f2 allo skyline di New York: &#8220;Metropolis \u00e8 nato dalla prima visione dei grattacieli di New York, nell&#8217;ottobre del 1924, mentre andavo a Hollywood per conto dell&#8217;Ufa a studiare i metodi di produzione americana. E, visitando New York, ho pensato che era l&#8217;incrocio di molteplici e confuse forze umane che si spingevano a vicenda nell&#8217;irresistibile desiderio di sfruttarsi, vivendo in un&#8217;ansia perpetua\u201d. <strong>Quest\u2019opera senza tempo, arricchita da effetti speciali avanguardistici che l\u2019hanno resa un punto di riferimento imprescindibile del cinema di fantascienza, fotografa la divisione sociale e spaziale delle classi, leggendo la citt\u00e0 come un organo verticale che viene abitato a seconda della propria estrazione<\/strong>. Una verticalit\u00e0 che possiamo trovare nella nostra modernit\u00e0: le citt\u00e0 oggi sono costruite come cerchi concentrici, in cui il centro concentra potere, ricchezza e visibilit\u00e0, mentre le periferie assorbono marginalit\u00e0, distanza e fatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando Fritz Lang e Thea von Harbou idearono la citt\u00e0 futuristica raccontata nel capolavoro del cinema muto Metropolis,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":320984,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,640,12224,1612,203,6763,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-320983","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-cinema","14":"tag-cult","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-fantascienza","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115949501348582956","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320983","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=320983"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/320983\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/320984"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=320983"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=320983"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=320983"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}