{"id":321083,"date":"2026-01-24T11:22:13","date_gmt":"2026-01-24T11:22:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/321083\/"},"modified":"2026-01-24T11:22:13","modified_gmt":"2026-01-24T11:22:13","slug":"fotografavo-i-vip-amo-ancora-stare-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/321083\/","title":{"rendered":"\u00abFotografavo i vip. Amo ancora stare qui\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>RIETI &#8211; Attraverso il suo obiettivo, gestendo \u201cFotomania Terminillo\u201d, unico negozio di fotografia della stazione reatina, Massimo Mendia ha immortalato luoghi, volti ed eventi di oltre 40 anni di vita pubblica del Terminillo. Oggi, a 75 anni, ne \u00e8 una delle memorie storiche pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p><strong>Mendia, cosa fa oggi?<\/strong><br \/>\u00abNon ho certo abbandonato la fotografia. All\u2019inaugurazione della nuova sede della Scuola Sci Terminillo, il 13 dicembre, ho regalato ai maestri un album con le foto scattate dal 1960, anno di costituzione della scuola e quelle realizzate da me a loro nei successivi decenni\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando nacque la passione per la fotografia?<\/strong><br \/>\u00abAvevo 18 anni. A casa avevo costruito una piccola camera oscura, con gli acidi e l\u2019ingranditore che i figli di Willy Acherer, gestore di \u201cWilly Sport\u201d al Terminillo, mi riportarono dalla fabbrica di Bressanone\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Al Terminillo quando arriv\u00f2?<\/strong><br \/>\u00abSempre a 18 anni. Fino ad allora ero vissuto a Rieti, ma sciavo e in famiglia avevamo una grande passione per la montagna (il padre, Luciano Mendia, fu tra i fondatori del Rotary Club di Rieti e della rivista \u201cSabina\u201d, ndr.). Quando, nel 1968, mia madre Giulia Caloisi fu assegnata all\u2019ufficio dell\u2019Azienda di promozione turistica che si trovava sotto la funivia, mi trasferii qui\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per 40 anni, fino al 2016, \u201cFotomania Terminillo\u201d \u00e8 stata l\u2019incarnazione della fotografia al Terminillo. Come nacque?<\/strong><br \/>\u00abNel 1976, il mio socio Bruno Tarquini mise i soldi, io l\u2019attrezzatura e aprimmo. D\u2019inverno, Terminillo era meta del mondo sportivo dello sci: si svolgevano almeno due gare a settimana, i corsi Fisi per l\u2019abilitazione dei maestri e il vice presidente Fisi, Daniele Cimini, port\u00f2 ad allenarsi qui la nazionale di sci femminile. Scattavo foto a tutti, turisti e sportivi: loro le sceglievano attraverso i provini a contatto e noi inviavamo i negativi a Italo Salvemme, che li sviluppava\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Che macchine utilizzava, all\u2019epoca?<\/strong><br \/>\u00abUna Nikon F, la stessa impiegata da Rino Barillari in via Veneto, a Roma. Come professionale, una Yashica 6&#215;6. Ed era tutto in bianco e nero: il colore arriv\u00f2 dopo. Dal 2000, il digitale cambi\u00f2 tutto, ma serv\u00ec tempo affinch\u00e9 equiparasse l\u2019analogico\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha lavorato sfruttando anche il jet-set degli anni d\u2019oro del Terminillo.<\/strong><br \/>\u00abC\u2019erano due categorie. Quella dei politici, come Giulio Andreotti, Arnaldo Forlani, i ministri Giovanni Conso e Clelio Darida e quella degli attori e degli sportivi, come Nino Manfredi, Sandra e Raimondo Vianello, Piero Gros e Tony Valeruz, oltre a conti, contesse e pr\u00ecncipi. Al Terminillo \u00e8 arrivato il mondo, ma ci fu una notte che cambi\u00f2 un po\u2019 le sorti della stazione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa accadde?<\/strong><br \/>\u00abDopo lo scandalo della droga che nel 1971 invest\u00ec il \u201cNumber One\u201d di Roma, una sera la Digos circond\u00f2 il residence Tre Faggi e arrest\u00f2 tutti. L\u2019immobile fu posto sotto sequestro, i suoi locali chiusi e fu venduto all\u2019asta. Alcune personalit\u00e0 non si fecero vedere pi\u00f9 molto. Da quella notte cambi\u00f2 tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Poi arrivarono gli anni \u201880.<\/strong><br \/>\u00abC\u2019era una bella clientela, molta pi\u00f9 neve e 14 impianti di risalita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>La sua firma \u00e8 sulla maggior parte delle fotografie dell\u2019Azienda del turismo.<\/strong><br \/>\u00abLavoravo per l\u2019Ente provinciale del turismo, quando direttore era Loris Scopigno. Per anni ho realizzato le foto di luoghi e santuari della Valle Santa. Le foto della maggior parte dei quadri negli uffici pubblici di Rieti, sono mie\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quale \u00e8 il confronto, oggi, rispetto agli anni d\u2019oro del Terminillo?<\/strong><br \/>\u00abMancano gli impianti di risalita. La loro dismissione ha determinato la scomparsa di alberghi e servizi e oggi dobbiamo accontentarci di quello che c\u2019\u00e8. Terminillo non \u00e8 pi\u00f9 una stazione turistica, ma un luogo dove ogni tanto qualcuno sa di poter venire a sciare e dove non esiste pi\u00f9 una comunit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quant\u2019\u00e8 grande il suo archivio fotografico?<\/strong><br \/>\u00abDal 1976 al 2000 supera le 50mila fotografie. Dal 2000 al 2016, sono altre migliaia di foto per ogni stagione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ha mai pensato di tutelarlo giuridicamente?<\/strong><br \/>\u00abSe qualcuno me le chiede, le mie foto sono a disposizione\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa le manca degli anni pi\u00f9 belli?<\/strong><br \/>\u00abNon mi mancano. Li ho vissuti appieno: ho cresciuto i miei figli, Raffaele e Alberto, entrambi maestri di sci, e sono stato insieme a mia moglie, Mara De Felicibus, vivendo in montagna, dove amo stare. Va bene cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Gli eventi del fine settimana, ogni gioved\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"RIETI &#8211; Attraverso il suo obiettivo, gestendo \u201cFotomania Terminillo\u201d, unico negozio di fotografia della stazione reatina, Massimo Mendia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":321084,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,189191,26772,189192],"class_list":["post-321083","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-arte-e-design","tag-arte","tag-arte-e-design","tag-arteedesign","tag-arts","tag-arts-and-design","tag-design","tag-entertainment","tag-intrattenimento","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-massimo-mendia","tag-rieti","tag-terminillo"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115949819805173374","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/321083","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=321083"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/321083\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/321084"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=321083"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=321083"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=321083"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}