{"id":32136,"date":"2025-08-06T18:41:13","date_gmt":"2025-08-06T18:41:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/32136\/"},"modified":"2025-08-06T18:41:13","modified_gmt":"2025-08-06T18:41:13","slug":"case-e-ospedali-di-comunita-una-rivoluzione-che-va-a-rilento-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/32136\/","title":{"rendered":"Case e ospedali di comunit\u00e0? Una rivoluzione che va a rilento"},"content":{"rendered":"<p>Centoquattro pagine ricche di tabelle, numeri e considerazioni che non giungono del tutto inaspettate e annunciano un prossimo futuro pieno di incertezze. La <a href=\"https:\/\/www.corteconti.it\/Download?id=78e90036-6a5d-4515-9767-135ea436e176\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">relazione semestrale<\/a> della <strong>Corte dei Conti<\/strong> sullo \u201c<strong>stato di attuazione degli interventi di Pnrr e Pnc<\/strong>\u201d, relativamente alle Case e agli Ospedali della comunit\u00e0 mostra un Paese che in buona parte \u00e8 <strong>fortemente in ritardo<\/strong> rispetto alla scadenza del giugno 2026. La Sezione centrale di controllo, presieduta dal magistrato <strong>Mauro Orefice<\/strong> e chiamata a esprimersi sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, nella relazione precisa che \u00abla strategia d\u2019azione prevista dalla <strong>Missione 6<\/strong>, le cui risorse ad oggi ammontano complessivamente a <strong>17,32 miliardi di euro<\/strong>, consta di due linee di intervento, finalizzate a migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche per l\u2019assistenza sanitaria territoriale (8,2 miliardi di euro, ndr), nonch\u00e9 a promuovere la ricerca scientifica ed il potenziamento delle competenze professionali, l\u2019innovazione e la digitalizzazione del Sistema sanitario nazionale (9,1 miliardi di euro, ndr)\u00bb, come illustrato dalla tabella seguente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"840\" height=\"257\" alt=\"\" class=\"wp-image-486921 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Tavola-n.-6.jpg\"  data-eio-rwidth=\"840\" data-eio-rheight=\"257\"\/><\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0: nel rapporto, la Missione 6 non figura tra le aree pi\u00f9 critiche. Tuttavia, la situazione appare decisamente allarmante e i lavori, salvo poche eccezioni, sono mediamente in forte ritardo rispetto all\u2019obiettivo del giugno 2026. Naturalmente, ci sono territori pi\u00f9 virtuosi di altri. Il Centro-Sud appare molto indietro rispetto al Nord Italia, anche per le croniche criticit\u00e0 strutturali: questo sistema pi\u00f9 vicino al territorio era gi\u00e0 pi\u00f9 presente o efficiente, prima del Covid, in Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. <strong>A un anno dal fatidico traguardo, risultavano avviati lavori per 1.168 Case di comunit\u00e0 rispetto al target di 1.038 ridefinito dal Governo. Ebbene, soltanto 58 strutture risultavano collaudate. Analoga situazione si registra per gli Ospedali di comunit\u00e0: appena 17 di essi risultavano collaudati al 20 giugno scorso<\/strong>, ma i lavori avviati riguardano 307 strutture (il target inizialmente era di 357 ospedali).<\/p>\n<p>\u00abLa nostra organizzazione sta monitorando l\u2019avanzamento dei lavori finanziati con il Pnrr sin da quando il Piano<strong> <\/strong>nazionale di ripresa e resilienza \u00e8 stato pensato\u00bb, spiega <strong>Anna Lisa Mandorino<\/strong>, segretaria generale di <strong>Cittadinanzattiva<\/strong>. \u00abTempo addietro, con le altre organizzazioni del Terzo settore ci lamentammo perch\u00e9 avevamo rilevato una scarsa partecipazione nella fase di costruzione del Pnrr (<a href=\"https:\/\/www.vita.it\/rivista\/il-pnrr-nel-mirino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">qui il numero di VITA dedicato<\/a>, ndr). Almeno per quanto ci riguarda, ci siamo impegnati nella fase di monitoraggio dell\u2019andamento delle misure previste e dei fondi allocati. Qualche anno fa, in occasione del <strong><a href=\"https:\/\/www.festivaldellapartecipazione.org\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Festival della partecipazione<\/a><\/strong> (un\u2019iniziativa pubblica promossa da Cittadinanzattiva e ActionAid Italia, ndr), lanciammo l\u2019iniziativa \u201c<strong><a href=\"https:\/\/www.cittadinanzattiva.it\/notizie\/13943-nasce-l-osservatorio-civico-indipendente-sul-piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Follow the money<\/a><\/strong>\u201d per seguire il flusso dei fondi allocati sul Pnrr. Prevedemmo ci\u00f2 che poi, in buona parte, \u00e8 accaduto e che la Corte dei Conti ha puntualmente rilevato, vale a dire le lentezze nell\u2019utilizzo di queste risorse. In buona parte riguardano la Missione 6 ma coinvolge anche una parte della Missione 5, collegata alla salute. Con <strong><a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/le-prospettive-del-pnrr-a-un-anno-dalla-scadenza\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">OpenPolis<\/a><\/strong>, nel corso degli anni, abbiamo ricostruito l\u2019andamento degli interventi previsti dalla Missione 6\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1066\" alt=\"\" class=\"wp-image-486920 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Anna-Lisa-Mandorino_segretaria-generale-di-Cittadinanzattiva.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1600\" data-eio-rheight=\"1066\"\/>Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva<\/p>\n<p>La Corte parla di un\u2019attuazione che, limitatamente ai primi sei mesi del 2025, risulta \u00absostanzialmente in linea con gli obiettivi europei\u00bb. Un paradosso? \u00abNo, perch\u00e9 non esclude di fatto la lentezza di cui parlavo\u00bb, commenta il numero uno di Cittadinanzattiva. \u00abE <strong>questa lentezza riguarda gli interventi di natura strutturale, orientati a costruire o ristrutturare le Case e gli Ospedali di comunit\u00e0 che saranno messi a disposizione di un sistema di assistenza territoriale <\/strong>che pure noi abbiamo apprezzato. Il problema \u00e8 che questo tipo di interventi, nel nostro Paese, richiede tempi piuttosto lunghi e incontra spesso ostacoli o inciampi. Ecco perch\u00e9, sin dall\u2019inizio, avevamo espresso una certa preoccupazione. <strong>C\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di accelerare, e lo sottolinea anche la Corte dei Conti. Ma, al momento, non ci sono le prospettive che facciano pensare a una positiva conclusione di tutto il percorso\u00bb.<\/strong> <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un\u2019altra questione che Cittadinanzattiva sottolinea sempre: \u00abQuella delle <strong>disparit\u00e0 territoriali<\/strong>. Alcune regioni sono pi\u00f9 avanti, altre decisamente indietro: queste ultime sono quelle che hanno dovuto affrontare il processo ex novo. A volte ci sono ostacoli esterni, come le elezioni o le improvvise dimissioni, come \u00e8 accaduto pochi giorni fa in Calabria\u00bb. <strong>Come spesso accade, le Regioni pi\u00f9 strutturate vanno a passo spedito mentre le altre arrancano. \u00abMa proprio per queste ultime, un intervento del genere \u00e8 doppiamente importante\u00bb, fa notare Mandorino. <\/strong>\u00abMi sembra estremamente difficile che, al 30 giugno 2026, siano realizzati tutte le Case e gli Ospedali di comunit\u00e0. Non solo: per quella data dovr\u00e0 essere stato individuato il personale che dovr\u00e0 lavorarci e questa \u00e8 una sfida altrettanto grande\u00bb.<\/p>\n<p>In questa vicenda, da tempo \u00e8 emerso un elemento che lascia attoniti: una certa diffidenza di una parte della politica (sia a livello nazionale che territoriale) su questo tipo di infrastrutturazione che andr\u00e0 a inserirsi in una riforma della sanit\u00e0 pi\u00f9 complessa. Non tutti ci credono. Anzi, molti ancora oggi pensano che le Case di comunit\u00e0 siano una sorta di poliambulatori. \u00c8 un problema culturale, soprattutto. \u00abQuesto tema \u00e8 emerso sin dall\u2019inizio\u00bb, riconosce la segretaria generale di Cittadinanzattiva. \u00abTra l\u2019altro, <strong>la denominazione \u00e8 stata scelta proprio perch\u00e9 parliamo di una struttura che promuove la salute di una comunit\u00e0, attraverso l\u2019assistenza territoriale, la prevenzione, la gestione delle malattie croniche. Si va persino oltre il concetto della sanit\u00e0 di prossimit\u00e0.<\/strong> Insomma, parliamo dei settori pi\u00f9 scoperti del sistema sanitario nazionale. \u00c8 uno dei motivi per cui molta gente si reca al Pronto soccorso anche per problemi di lieve entit\u00e0. Per il mondo del Terzo settore, questi sono i desiderata che dovrebbero consentire di tutelare la salute nel suo insieme. Non \u00e8 solo la risposta a un bisogno di sanit\u00e0 immediato, riguarda un ruolo proattivo. Va poi precisato che le 1.038 Case della comunit\u00e0 progettate non consentono una distribuzione territoriale tale da risolvere i problemi. Una delle nostre battaglie riguarda, infatti, la <strong>dislocazione delle Case di comunit\u00e0: nate per coprire soprattutto le aree pi\u00f9 marginali e rarefatte, non coperte dai servizi, alla fine saranno costruite soprattutto nei territori gi\u00e0 coperti<\/strong>: secondo una ricerca che pubblicammo tempo fa, parliamo di un buon 84% di strutture dislocate nel Centro-Nord. Vien da dire che piove sul bagnato\u00bb.<\/p>\n<p>Va detto che le Case della comunit\u00e0 non potranno risolvere tutti i problemi che, soprattutto con la pandemia, si sono moltiplicati. \u00abCerto che no. Ma sarebbero un bel passo avanti, a patto che vengano collegate con gli ambulatori di medicina generale e non con i singoli medici, oltre che con le farmacie di prossimit\u00e0, in particolare con quelle rurali. Occorre una nuova organizzazione di tutta la rete, un cambio di passo. Diventa difficile persino ipotizzare quanto sar\u00e0 realizzato tra meno di un anno: noi facciamo il possibile per monitorare la situazione, cercando i singoli dati, ma la stessa Corte dei Conti ha ricordato nel suo documento che, accanto alla necessit\u00e0 di accelerare i tempi, c\u2019\u00e8 pure <strong>l\u2019esigenza di rendere trasparenti le informazioni per i cittadini, il Terzo settore e tutte le organizzazioni che lavorano su questi temi, proprio per garantire un monitoraggio puntuale<\/strong>. Le criticit\u00e0 sono comunque note: il divario iniziale che storicamente penalizza il Centro-Sud e <strong>il problema delle aree interne<\/strong>, per le quali questo intervento avrebbe dovuto essere pi\u00f9 efficace\u00bb.<\/p>\n<p>Cittadinanzattiva ripartir\u00e0 sin dalle prossime settimane con un aggiornamento del monitoraggio, insieme alle altre realt\u00e0 con cui \u00e8 in rete. \u00ab<strong>Deve crescere il sistema di coprogettazione<\/strong>\u00bb, avverte Anna Lisa Mandorino. \u00abIl Terzo settore dev\u2019essere un facilitatore di questo processo, altrimenti si corre il rischio di avere strutture sanitarie molto tradizionali. E persino molto poco ambiziose rispetto agli obiettivi di questa riforma. La coprogettazione, per definizione, dovrebbe essere condivisa con tutte le parti interessate al processo di cambiamento, in caso contrario si parla di altro\u00bb.<\/p>\n<p>Credits: la foto d\u2019apertura della Casa di comunit\u00e0 di Tradate \u00e8 della Regione Lombardia; la foto di Anna Lisa Mandorino \u00e8 di Cittadinanzattiva<\/p>\n<p>                Vuoi accedere all&#8217;archivio di VITA?<\/p>\n<p>Con un abbonamento annuale potrai sfogliare pi\u00f9 di 50 numeri del nostro magazine, da gennaio 2020 ad oggi: ogni numero una storia sempre attuale. Oltre a tutti i contenuti extra come le newsletter tematiche, i podcast, le infografiche e gli approfondimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Centoquattro pagine ricche di tabelle, numeri e considerazioni che non giungono del tutto inaspettate e annunciano un prossimo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":31988,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[30920,2065,2066,30921,30922,30923,880,18423,239,2063,2064,1537,90,89,2890,5092,240,3141,30924],"class_list":{"0":"post-32136","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-actionaid","9":"tag-assistenza-sanitaria","10":"tag-assistenzasanitaria","11":"tag-case-di-comunita","12":"tag-cittadinanza-attiva","13":"tag-coprogettazione","14":"tag-diritti","15":"tag-governo","16":"tag-health","17":"tag-health-care","18":"tag-healthcare","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-ospedali","23":"tag-pnrr","24":"tag-salute","25":"tag-sistema-sanitario-nazionale","26":"tag-terzo-settore"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32136\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/31988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}