{"id":322369,"date":"2026-01-25T08:39:22","date_gmt":"2026-01-25T08:39:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/322369\/"},"modified":"2026-01-25T08:39:22","modified_gmt":"2026-01-25T08:39:22","slug":"la-mano-robotica-che-si-stacca-e-cammina-in-stile-famiglia-addams-linvenzione-del-politecnico-di-losanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/322369\/","title":{"rendered":"La mano robotica che si stacca e cammina in stile \u00abfamiglia Addams\u00bb: l\u2019invenzione del Politecnico di Losanna"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">La mano robotica \u00e8 in grado di staccarsi dal braccio d\u2019origine e muoversi usando le dita come \u00abgambe\u00bb per afferrare oggetti. La applicazioni in caso di catastrofi e nel settore industriale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si muove sulla punta delle dita e strizza decisamente l\u2019occhiolino al celebre personaggio della famiglia Addams: non \u00e8 utopia fantascientifica ma l\u2019ultima invenzione del Politecnico di Losanna, Epfl, (riportata su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41467-025-67675-8\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\">Nature Communications<\/a>), i cui ricercatori sarebbero riusciti a creare una vera e propria <b>mano robotica<\/b> in grado di staccarsi dal suo braccio e muoversi autonomamente camminando sulle dita.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per metterla a punto, gli studiosi coinvolti (guidati dalla direttrice\u00a0Aude Billard)\u00a0hanno utilizzato uno speciale strumento di machine learning definito \u00ab<b>algoritmo genetico<\/b>\u00bb, in grado di simulare virtualmente le pi\u00f9 disparate combinazioni di mani prensili, per ottimizzarne il design e arrivare ad una soluzione finale funzionale allo scopo.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In tal senso, le dita della mano (la struttura modulare ne pu\u00f2 \u00abospitare\u00bb sei, in totale) assumono una duplice funzione: permettono al robot sia di <b>muoversi autonomamente in ogni direzione<\/b>, che <b>afferrare oggetti<\/b> di ogni forma, in base alle esigenze del momento.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel caso in cui, per esempio, un oggetto risulti distante dal braccio d\u2019origine, la mano robotica \u00e8 in grado di staccarsi per recuperarlo in piena autonomia e \u00abritornare alla base\u00bb: l\u2019attacco viene garantito da un <b>gancio magnetico<\/b>, presente su entrambe le estremit\u00e0, che permette di ricongiungere le due parti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il vero punto di svolta del progetto \u00e8 rappresentato dalla <b>simmetria delle dita<\/b>, che prende cos\u00ec le distanze dalla (fisiologica) asimmetria della controparte umana, dove la capacit\u00e0 di presa \u00e8 fondamentalmente relegata al <b>pollice<\/b>: in questo caso ogni dito \u00e8 potenzialmente in grado di garantire una presa con un dito vicino, senza alcuna distinzione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La mano robotica \u00e8 in grado di eseguire alcuni movimenti che l\u2019anatomia umana non permette a causa della sua conformazione: nella nuova mano robotica le dita possono infatti <b>piegarsi all\u2019indietro<\/b> senza problemi, permettendo la presa da entrambi i lati.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La distinzione si riflette anche sul piano orizzontale: se nelle mani umane distinguiamo un <b>palmo<\/b> e un <b>dorso<\/b>, in questa versione robotica entrambi i lati possono essere tranquillamente utilizzati per afferrare oggetti o contenerli al proprio interno, risultando molto utile nelle pi\u00f9 disparate situazioni di vita quotidiana.<\/p>\n<p>    I futuri campi d\u2019applicazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019utilizzo della mano robotica potrebbe applicarsi, in futuro, al <b>settore industriale<\/b>: pensiamo per esempio a tubi o apparecchi industriali difficilmente raggiungibili dall\u2019uomo o da robot di pi\u00f9 grandi dimensioni, come suggerisce Xiao Gao, esperto di Robotica dell\u2019Universit\u00e0 di Wuhan (Cina).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per non parlare delle <b>operazioni di soccorso<\/b> all\u2019interno di luoghi impervi, dove la mano robotica potrebbe risultare un valido alleato, addentrandosi negli spazi pi\u00f9 ristretti e pericolosi per l\u2019essere umano.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si esclude nemmeno il potenziale utilizzo per <b>protesi umane<\/b>, anche se in questo caso bisognerebbe prima comprendere (attraverso opportune ricerche scientifiche) i <b>meccanismi neuroplastici di controllo<\/b> del cervello umano nei confronti di una struttura ritenuta \u00abestranea\u00bb, un po\u2019 come accade gi\u00e0 nei trapianti d\u2019organo.<\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-21T15:42:09+01:00\">23 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La mano robotica \u00e8 in grado di staccarsi dal braccio d\u2019origine e muoversi usando le dita come 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