{"id":322422,"date":"2026-01-25T09:34:12","date_gmt":"2026-01-25T09:34:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/322422\/"},"modified":"2026-01-25T09:34:12","modified_gmt":"2026-01-25T09:34:12","slug":"carta-il-paradosso-del-riciclo-chiuse-6-cartiere-mentre-lindia-ci-rivende-i-prodotti-fatti-col-nostro-macero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/322422\/","title":{"rendered":"Carta, il paradosso del riciclo: \u00abChiuse 6 cartiere, mentre l\u2019India ci rivende i prodotti fatti col nostro macero\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Lorenzo Poli (Assocarta): \u00abL\u2019Italia esporta un quarto della carta raccolta, annullando i benefici ambientali del riciclo. Servono politiche industriali per rilanciare il riciclo di prossimit\u00e0\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Italia \u00e8 un campione mondiale del <b>riciclo della carta<\/b>. Raccoglie bene, ricicla meglio e ha costruito negli anni una filiera industriale tra le pi\u00f9 avanzate in Europa. Ma questo primato oggi convive con un segnale d\u2019allarme senza precedenti: \u00abA partire dal 2025 \u00e8 cessata l&#8217;operativit\u00e0 di 6 impianti cartari su 150, dopo oltre un decennio in cui il settore non aveva praticamente mai chiuso uno stabilimento\u00bb. Questo, avverte\u00a0<b>Lorenzo Poli<\/b>, presidente di <b>Assocarta<\/b>, \u00ab\u00e8 il sintomo pi\u00f9 evidente di una perdita di competitivit\u00e0 strutturale\u00bb. Due di questi impianti potrebbero anche riaprire, ma l\u2019attuale crisi si riflette in <b>un paradosso<\/b> sempre pi\u00f9 marcato: <b>circa un quarto della carta raccolta in Italia<\/b> prende la via dell\u2019estero, nonostante la capacit\u00e0 industriale nazionale sarebbe sufficiente ad assorbirla.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I numeri rendono visibile una stortura che negli ultimi anni si \u00e8 progressivamente aggravata. Ogni anno<b> l\u2019Italia esporta in media oltre 1,7 milioni di tonnellate di carta da riciclare<\/b>, poco meno del 25% della raccolta nazionale, mentre allo stesso tempo importa carta e cartone per imballaggi prodotti con quella stessa materia prima, ma trasformata altrove, a maggior valore aggiunto. \u00abIn pratica\u00bb, sintetizza Poli, \u00ab<b>esportiamo una materia prima povera e reimportiamo un prodotto finito ricco<\/b>. \u00c8 l\u2019esatto contrario di ci\u00f2 che dovrebbe fare un Paese manifatturiero\u00bb.<br \/>Il problema, spiega il presidente di Assocarta, non \u00e8 la mancanza di impianti n\u00e9 di mercato. \u00ab<b>Abbiamo tutto: la materia prima, la domanda e la capacit\u00e0 produttiva<\/b>. La domanda italiana di carta per imballaggi potrebbe essere soddisfatta interamente dagli stabilimenti nazionali\u00bb. Eppure <b>le cartiere lavorano mediamente al 70\u201375% della capacit\u00e0<\/b>. \u00abMa per un\u2019industria a ciclo continuo servirebbe stare stabilmente tra il 90 e il 95%. Sotto quella soglia non si sta in equilibrio: la materia prima resta inutilizzata e il sistema si auto-bilancia esportandola\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    Costi energetici e gestione ambientale frenano la competitivit\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla base di questa perdita di competitivit\u00e0 ci sono soprattutto due fattori: <b>il costo dell\u2019energia e la gestione degli aspetti ambientali<\/b>. \u00abIn Francia, Germania o Spagna\u00bb, osserva Poli, \u00able cartiere riescono a vendere anche a dieci euro in meno a tonnellata o a fare sconti del 3%. Oggi fanno tutta la differenza\u00bb. <b>Sul fronte ambientale, il confronto \u00e8 altrettanto penalizzante<\/b>. \u00abIn altri Paesi europei gli scarti del macero vengono valorizzati nei termovalorizzatori, producendo energia. In Italia spesso dobbiamo pagare perch\u00e9 ce li vengano a prendere e li smaltiscano. Perdiamo la risorsa e perdiamo valore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il risultato \u00e8 un flusso crescente verso l\u2019estero, soprattutto verso l\u2019Asia. I dati pi\u00f9 recenti della federazione europea del settore mostrano che, tra gennaio e ottobre 2025,<b> le esportazioni dell\u2019Unione europea di carta da riciclare verso l\u2019India sono aumentate di oltre il 60%<\/b> rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. \u00abL\u2019Asia \u00e8 un acquirente opportunista\u00bb, avverte Poli. \u00abOggi c\u2019\u00e8, domani potrebbe non esserci. Lo abbiamo gi\u00e0 visto con la Cina: quando chiuse le importazioni, il mercato croll\u00f2 e i prezzi andarono sotto zero\u00bb.<\/p>\n<p>    L\u2019export verso l\u2019Asia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La dipendenza da questi sbocchi esterni espone il sistema a rischi industriali e ambientali. \u00abSe domani l\u2019India facesse la stessa scelta e noi non avessimo n\u00e9 impianti n\u00e9 termovalorizzatori sufficienti\u00bb, dice Poli, \u00ab<b>la circolarit\u00e0 sarebbe seriamente compromessa<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo uno studio commissionato da Assocarta, se l\u2019Italia riuscisse a riciclare internamente tutta la carta che oggi esporta, i<b> benefici sarebbero immediati e misurabili: la produttivit\u00e0 del settore aumenterebbe del 27%, si creerebbero circa 1.360 nuovi posti di lavoro <\/b>e il Pil crescerebbe di 1,4 miliardi di euro all\u2019anno. \u00abTenere il valore sul territorio\u00bb, sottolinea Poli, \u00absignifica anche ridurre le emissioni: esportare carta da riciclare comporta pi\u00f9 CO\u2082 che riciclarla in Italia\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Insomma, oggi l\u2019incrocio tra costi elevati e prezzi bassi sta decimando l\u2019industria. Da qui l\u2019appello di Assocarta al decisore pubblico. \u00abLa prima priorit\u00e0 \u00e8 diventare davvero europei sul <b>costo dell\u2019energia<\/b>\u00bb, insiste Poli. \u00abSe non si risolve questo nodo, ogni altro discorso \u00e8 inutile\u00bb. Poi serve una valutazione ambientale che premi la prossimit\u00e0. \u00abSe raccolgo e riciclo in Italia, devo essere premiato: l\u2019impatto \u00e8 minore e si tengono vivi gli impianti\u00bb. Infine l\u2019Ets. \u00abLa tassazione degli enti del terzo settore ha avuto un senso e ha dato risultati, ma oggi \u00e8 diventato una tassazione generalizzata che penalizza le imprese senza produrre ulteriori benefici ambientali\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il messaggio conclusivo \u00e8 netto. \u00abL\u2019Italia non ha solo materie prime e impianti\u00bb, conclude Poli. \u00abHa anche una forza lavoro altamente qualificata. Le politiche industriali devono valorizzarla di pi\u00f9. <b>Altrimenti continueremo a spedire valore all\u2019estero e a comprarlo indietro a caro prezzo<\/b>. \u00c8 un lusso che non possiamo pi\u00f9 permetterci\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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