{"id":322806,"date":"2026-01-25T15:47:23","date_gmt":"2026-01-25T15:47:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/322806\/"},"modified":"2026-01-25T15:47:23","modified_gmt":"2026-01-25T15:47:23","slug":"i-film-da-vedere-assolutamente-la-guida-definitiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/322806\/","title":{"rendered":"I film da vedere assolutamente: la guida definitiva"},"content":{"rendered":"<p>Per alcuni film, c\u2019\u00e8 un prima e un dopo la loro visione. Restano addosso a lungo, cambiano il linguaggio interiore, nella vita quotidiana tornano in sensazioni o immagini iconiche. Sono film speciali, che entrano sotto la pelle, in intercapedini inesplorate, e sanno leggere quello che non sappiamo dire. Fanno tanto male o cos\u00ec bene. Danno voce, fuoco e gelo. Sono cos\u00ec affilati e rock, passionali o raggelanti. Di impatto travolgente.<br \/>Al di l\u00e0 dei <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/film-piu-belli-di-sempre\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">grandi classici che hanno fatto la storia del cinema<\/a><\/strong>, qui ci concentriamo sugli ultimi quarant\u2019anni di film da vivere addosso. Da vedere assolutamente.<\/p>\n<p><strong>Tutto su mia madre (1999) di Pedro Almod\u00f3var<\/strong><\/p>\n<p>Tragico e divertente,\u00a0Tutto su mia madre \u00e8 il film della vita di molti, il capolavoro della nutrita filmografia di Almod\u00f3var. I rossi carichi che lo percorrono, il volto giovane e tenero di <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/penelope-cruz-e-limmensita-5-motivi-per-vedere-il-film\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pen\u00e9lope Cruz<\/a><\/strong> come suora incinta con Hiv, i modi risoluti di <strong>Marisa Paredes<\/strong>, immensa, che nei panni di una celebre attrice teatrale omaggia la Bette Davis di All about Eve. E Cecilia Roth, madre dolente, nella sua performance pi\u00f9 bella.<\/p>\n<p>Un tributo alle mamme, al cinema e alle donne in genere, con l\u2019amore e la bellezza che trovano posto nei luoghi pi\u00f9 inattesi, ai margini della societ\u00e0, tra trans, prostituzione e tribolazioni <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/locali-gay-italia-milano-roma-bologna-napoli\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lgbtq+<\/a><\/strong>. Il regista spagnolo orchestra con quell\u2019umanit\u00e0 calda che gli conosciamo il suo film pi\u00f9 ispirato, da vedere assolutamente. Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"La zona d'interesse\" alt=\"La zona d'interesse\"\/><br \/>\n                    Credits: I Wonder Pictures                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cLa zona d\u2019interesse\u201d            <\/p>\n<p><strong>La zona d\u2019interesse (2023) di Jonathan Glazer<\/strong><\/p>\n<p>Inquietante e meraviglioso, La zona d\u2019interesse striscia e lacera dentro con le sue immagini di <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/oscar-2024-cerimonia-premiazione-vincitori\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">orrifica quiete<\/a><\/strong>. Nella villetta paradisiaca che lambisce il campo di concentramento di Auschwitz, la famigliola felice del comandate\u00a0di Rudolf H\u00f6\u00df\u00a0consuma il suo\u00a0bucolico idillio. <strong>Sandra H\u00fcller<\/strong>, presa nelle sue composizioni floreali, \u00e8 atrocemente eccezionale.<\/p>\n<p>Del genocidio in atto non si vede nulla frontalmente, ma tutto si sente e intuisce: il latrato di cani, gli spari, il fumo dei forni. Con sguardo creativo fuori dal comune, Glazer sorprende subito iniziando il film con un minuto di <strong>schermo nero<\/strong>, che resta addosso come parte integrante della narrativa del male. I suoni distorti della compositrice Mica Levi perseguitano, angosciante e conturbante <strong>colonna sonora del male<\/strong>. Sull\u2019Olocausto si \u00e8 visto tanto, ma raramente con la sottile potenza di arte e sensi di questo capolavoro.<\/p>\n<p><strong>Bastardi senza gloria (2009) di Quentin Tarantino<\/strong><\/p>\n<p>Bastardi senza gloria \u00e8 un film che non esce pi\u00f9 dalla testa. Ogni volta che la preoccupante attualit\u00e0 geopolitica frustra con lame di guerra e sopraffazioni, vorremmo essere in abito scarlatto insieme a <strong>M\u00e9lanie Laurent<\/strong> \u2013 che deve proprio a <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/i-film-piu-belli-secondo-quentin-tarantino\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tarantino<\/a><\/strong> la sua gloria \u2013 dentro quel cinema che ospita Hitler e sovvertire la Storia, mandando all\u2019aria ogni follia genocida.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 dello spietato e croccante <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/intervista-tim-roth-attore\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Le iene<\/a><\/strong> o del cult di tutti Pulp fiction, noi adoriamo questo sogno impossibile di Tarantino, la quintessenza del suo cinema: violento, estremo, esplosivo. Con dialoghi acuminati e una storia di vendetta che ci porta nell\u2019Europa occupata della seconda guerra mondiale, tra ebrei a caccia di scalpi nazisti e un\u2019attrice tedesca (Diane Kruger) spia per gli Alleati. \u00c8 il cinema che salva.<br \/>Se \u00e8 esilarante sentir <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/style\/brad-pitt-torna-al-cinema-con-un-film-sulla-formula-1-il-suo-stile-e-ancora-da-pole-position\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Brad Pitt<\/a><\/strong> parlottare italiano, \u00e8 entusiasmante fare la conoscenza di <strong>Christoph Waltz<\/strong>, alla sua prima collaborazione con il regista pulp. Chapeau!<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"film da vedere assolutamente\" alt=\"film da vedere assolutamente\"\/><br \/>\n                    Credits: (Warner Bros)                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cInterstellar\u201d            <\/p>\n<p><strong>Interstellar (2014) di Christopher Nolan<\/strong><\/p>\n<p>Tra distese di campi di mais, tempeste di sabbia e nuove galassie da esplorare, Interstellar \u00e8 <strong>un\u2019avventura fantascientifica enigmatica<\/strong> e affascinante. In un futuro distopico, con la Terra ormai spolpata e spacciata, la ricerca di nuovi luoghi da abitare si proietta nel cosmo.<\/p>\n<p>Lo spazio diventa per <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/cinema-film-piu-attesi-2026\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Nolan<\/a><\/strong> una tela bianca in cui lasciar libera la sua immaginazione, in pianeti tutti da inventare. L\u00e0, alla fine di rotte stellari, ecco una montagna che si trasforma in onda, lasciando a bocca aperta. E poi una vastit\u00e0 di giacchio e ghiaccio.<br \/>L\u2019amore tra padre e figlia (interpretati da <strong>Matthew McConaughey <\/strong>e <strong>Jessica Chastain<\/strong>) \u00e8 il cuore pulsante e struggente che resiste oltre le distanze e oltre il tempo.<\/p>\n<p><strong>Mulholland drive (2001) di David Lynch<\/strong><\/p>\n<p>Mulholland Drive \u00e8 un labirinto ipnotico in cui smarrirsi volentieri. \u00c8 un film da vedere assolutamente, e rivedere e rivedere. \u00c8 <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/mulholland-drive-di-david-lynch-20-anni-di-un-cult-5-motivi-per-rivederlo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un rompicapo che parla a cuore, testa e inconscio<\/a><\/strong>, muovendosi su pi\u00f9 piani temporali, tra sogno e realt\u00e0. Tanti gli\u00a0indizi e i simboli disseminati tra mondi strani e magici: la scatola blu, la chiave, la lampada rossa, il cowboy\u2026<\/p>\n<p>Mulholland Drive \u00e8 la strada di Los Angeles che costeggia <strong>Hollywood, fabbrica di sogni e incubi<\/strong>, di aspirazioni, compromesso e perdizione. <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/david-lynch-morto-cinema\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lynch<\/a><\/strong> seduce con una storia d\u2019amore noir che \u00e8 anche metafora dell\u2019industria cinematografica, che \u00e8 illusione e abisso. La colonna sonora di Angelo Badalamenti, intanto, tesse la sua danza inquieta.<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"Dogtooth\" alt=\"Dogtooth\"\/><br \/>\n                    Credits: Lucky Red                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cDogtooth\u201d            <\/p>\n<p><strong>Dogtooth (2009) di Yorgos Lanthimos<\/strong><\/p>\n<p>Lanthimos sa stilettare. Con toni gelidi e pungenti, realizza un\u2019originale <strong>metafora della tirannia<\/strong>, perennemente attuale. Un padre di famiglia, rispettato dai suoi tre figli che non hanno neanche nome, \u00e8 il dittatore che manipola e dispone. I ragazzi sono confinati nel perimetro di casa, \u201criparati\u201d dai pericoli del mondo di fuori.<\/p>\n<p>In questa <strong>distopia corrosiva<\/strong>, le informazioni rilasciate ai giovani sono falsit\u00e0 per alimentare l\u2019inganno. Il brano Fly me to the moon di Frank Sinatra? Diventa una canzone registrata dal nonno per decantare la vita domestica e l\u2019obbedienza ai genitori. Gli aeroplani in cielo? Sono dei giocattolini che a volte cadono nel giardino. Un film sconcertante e intelligente, che lascia attoniti.<\/p>\n<p><strong>Madre (2009) di Bong Joon-ho<\/strong><\/p>\n<p>Non <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/migliori-film-del-xxi-secolo-parasite\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Parasite<\/a><\/strong>, film premio Oscar e comunque straordinario, ma Madre \u00e8 il vero capolavoro del regista sudcoreano. Crudele e luminoso, \u00e8 un giallo e un dramma che esplora il rapporto primordiale all\u2019origine di tutto, quello tra madre e figlio. Con svolte imprevedibili e spiazzanti. Nella lotta feroce di una mamma per salvare suo figlio, emerge una domanda torbida e lancinante: quanto si \u00e8 disposti a cadere in basso per difendere chi si ama?<\/p>\n<p>L\u2019estetica \u00e8 raffinata e carnosa. <strong>La scena iniziale \u00e8 pura poesia<\/strong>: gracile e maestosa, l\u2019attrice protagonista <strong>Kim Hye-ja<\/strong> avanza in un campo di grano dorato, con fare smarrito. E inizia quindi un ballo che \u00e8 lamento e liberazione, sulle note magnetiche di Lee Byung-woo.<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"film da vedere assolutamente\" alt=\"film da vedere assolutamente\"\/><br \/>\n                    Credits: Lucky Red                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cLa vita di Adele\u201d            <\/p>\n<p><strong>La vita di Adele (2013) di Abdellatif Kechiche<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019amore di occhiate furtive e turbamento, di passione sconosciuta e perdita, \u00e8 tutto in questo <strong>film intenso e viscerale<\/strong>.<strong> Ad\u00e8le Exarchopoulos <\/strong>e <strong>L\u00e9a Seydoux<\/strong> sono un regalo per il cinema, a cui si danno completamente, senza reti di sicurezza.<\/p>\n<p>Kechiche riprende con naturalismo esasperato e sublime il lento formarsi della loro relazione, la prima adolescente alla scoperta della sua identit\u00e0, la seconda pi\u00f9 grande e dal fascino sicuro. Dal loro primo incrociarsi per strada al primo incontro a due in un parco che rifulge di luce, dal primo bacio dolce e sussurrato all\u2019intreccio di corpi nudi selvaggio e tenerissimo, La vita di Adele riprende l\u2019amore (lesbico) come mai fatto prima, con <strong>verit\u00e0 e presa magnetiche<\/strong>. C\u2019\u00e8 un primo e un dopo La vita di Adele, viaggio emotivo che porta lontano. Un film da vedere assolutamente.<\/p>\n<p><strong>Nuovo cinema paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 per eccellenza il film <strong>dichiarazione d\u2019amore per il cinema<\/strong> che si proietta nelle sale. Gli occhi affamati di pellicola del piccolo Tot\u00f2 Cascio e la saggezza ironica di Philippe Noiret hanno alimentato i sogni di ogni cinefilo.<\/p>\n<p>Nuovo cinema paradiso \u00e8 una storia d\u2019amicizia e formazione ricca d\u2019umanit\u00e0 e imbevuta della passione per la settima arte. Un classico senza tempo, <strong>simpatico e nostalgico<\/strong>, che oggi pi\u00f9 che mai celebra la bellezza del cinema come arte popolare che parla alla gente, che commuove e fa ridere. \u00c8 cos\u00ec emozionante veder sfilare i rulli cinematografici e ascoltar il tripudio partecipe del pubblico in sala!<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"film da vedere assolutamente\" alt=\"film da vedere assolutamente\"\/><br \/>\n                    Credits: Teodora Film                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cFlow \u2013 Un mondo da salvare\u201d            <\/p>\n<p><strong>Flow \u2013 Un mondo da salvare (2024) di Gints Zilbalodis<\/strong><\/p>\n<p>Film da vedere assolutamente, \u00e8 una <strong>perla d\u2019animazione<\/strong> senza dialoghi e voci umane. Protagonista? Un gatto nero. In un\u2019epoca e in luoghi imprecisati, affronta l\u2019acqua che sale e che tutto ricopre e divora. E intanto scopre il valore della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Tra colori magnifici, incontri emozionanti e messaggi ambientalisti, \u00e8 un viaggio coinvolgente dal <strong>potere quasi metafisico<\/strong>, per adulti e per bambini. Una gioia per i sensi che accarezza con la sua bellezza riflessiva. \u00c8 stato il primo film indipendente (e lettone) a vincere l\u2019Oscar come miglior film d\u2019animazione.<\/p>\n<p><strong>Il cielo sopra Berlino (1987) di Wim Wenders<\/strong><\/p>\n<p>Wenders sa realizzare soli grandi film, da Pina a Perfect days, da Il sale della terra a Paris, Texas. Ma \u00e8 probabilmente Il cielo sopra Berlino il suo<strong> capolavoro<\/strong> e l\u2019essenza del suo cinema. Lungometraggio poetico ed esistenzialista, coglie il brusio interiore dell\u2019umanit\u00e0 della citt\u00e0 tedesca.<\/p>\n<p>La <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/vacanze-a-berlino-da-scoprire-in-5-film\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Berlino<\/a><\/strong> ancora divisa dal Muro \u00e8 osservata dall\u2019alto da due angeli che vagano invisibili, ascoltando riflessioni e turbamenti ordinari dei passanti. Un concerto di Nick Cave, un caff\u00e8 caldo, una bella trapezista: la vita terrestre ha il suo richiamo sul celestiale Bruno Ganz\u2026<br \/>Come testimonianza storica dolorosa, vediamo <strong>Potsdamer Platz<\/strong>, quella che era una delle piazze pi\u00f9 belle d\u2019Europa, ridotta a una spianata incolta tra le due ali del Muro.<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"film da vedere assolutamente\" alt=\"film da vedere assolutamente\"\/><br \/>\n                    Credits: IM Global                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cLocke\u201d            <\/p>\n<p><strong>Locke (2013) di Steven Knight<\/strong><\/p>\n<p>Coraggiosa esperienza cinematografica, \u00e8 una sfida minimalista meravigliosamente vinta. Un solo attore in scena, <strong>Tom Hardy<\/strong>, chiuso in un\u2019auto che sfreccia nella notte. E intanto, nei panni di un marito e padre di famiglia, rischia di mandare tutta la sua vita in frantumi per tener lontani i fantasmi del passato.<\/p>\n<p>Capocantiere edile, uomo comune, \u00e8 un <strong>eroe controcorrente<\/strong> che ammette i suoi errori e si assume le responsabilit\u00e0. Costi quel che costi, anche perdere tutto. Con carisma contenuto, al telefono intanto spiega, rassicura, svela, distrugge. E mentre d\u00e0 indicazioni ai suoi colleghi, per quella che sar\u00e0 la pi\u00f9 grande colata di calcestruzzo d\u2019Europa, a sorpresa diventiamo anche noi appassionati di costruzioni.<br \/>In uno spazio molto piccolo, un\u2019emozione enorme.<\/p>\n<p><strong>Old Boy (2003) di Park Chan-wook<\/strong><\/p>\n<p>Figura centrale della Korean Wave, Park Chan-wook ordisce un<strong> incubo paranoico crudo e inquietante<\/strong>, diventato cult. Insieme al suo protagonista dalla capigliatura arruffata, interpretato da Choi Min-Sik, ci svegliamo rinchiusi in una prigione privata, senza sapere perch\u00e9. Quando ne esce, quindici anni dopo, con lui ci lambicchiamo a scovare la motivazione di simile <strong>sadismo<\/strong>.<\/p>\n<p>Iconica la scena del ristorante in cui divora il polipo vivo in un sol boccone. Film di vendetta per antonomasia, dal forte impatto visivo e ricco di colpi di scena, brilla in <strong>tensione e brutalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>            <img decoding=\"async\" class=\"lazyload ic21-image\" loading=\"lazy\" height=\"900\" title=\"Mommy\" alt=\"Mommy\"\/><br \/>\n                    Credits: Metafilms                <\/p>\n<p>\n                Immagine del film \u201cMommy\u201d            <\/p>\n<p><strong>Mommy (2014) di Xavier Dolan<\/strong><\/p>\n<p>Un rapporto madre-figlio viscerale,<strong> violento e dolcissimo<\/strong>, narrato attraverso sguardo originale e sensibile dal giovane regista canadese, nel suo momento pi\u00f9 ispirato.<br \/><strong>Anne Dorval <\/strong>interpreta una vedova che porta i suoi 50 anni con irruenza e passione. Suo figlio, che soffre di deficit di attenzione, \u00e8 fuoco, urla, amore e botte. Lei lo ama come pu\u00f2. Lui, al karaoke, le canta Vivo per lei di Andrea Bocelli: e la commozione sgorga.<\/p>\n<p>Dolan ricorre a un <strong>formato 1:1 <\/strong>che punta al nocciolo dei sentimenti e dei personaggi, pigiando sull\u2019intensit\u00e0. Quando le tensioni si distendono, ecco che l\u2019inquadratura si allarga. Un film struggente. Memorabile la scena del ballo in cucina sulle note di On ne change pas di C\u00e9line Dion.<\/p>\n<p><strong>Funny games (2007) di Michael Haneke<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un prima e un dopo Funny games. Cos\u00ec come i costumi bianchi dei drughi di Arancia meccanica, con la loro aura malefica, restano nell\u2019immaginario le polo nivee dei due giovani protagonisti, interpretati da <strong>Michael Pitt <\/strong>e <strong>Brady Corbet<\/strong>, cos\u00ec cortesi e cos\u00ec spietati. Basta il ricordo di quelle magliettine pulite per avvertire subito un senso di oppressione.<\/p>\n<p>Il remake americano dell\u2019originale austriaco, sempre per mano di Haneke, \u00e8 anche pi\u00f9 straziante del film del 1997. Merito anche di Naomi Watts e <strong><a href=\"https:\/\/www.iconmagazine.it\/eventi\/intervista-tim-roth-attore\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tim Roth<\/a><\/strong>, vittime terrorizzate e dilaniate. Film disturbante e nichilista, \u00e8 un\u2019unghia sulla lavagna che tormenta senza consolazione. La crudelt\u00e0 non ha ragioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per alcuni film, c\u2019\u00e8 un prima e un dopo la loro visione. 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