{"id":323525,"date":"2026-01-26T02:15:18","date_gmt":"2026-01-26T02:15:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/323525\/"},"modified":"2026-01-26T02:15:18","modified_gmt":"2026-01-26T02:15:18","slug":"la-verita-67","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/323525\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019interpretazione dei disegni infantili rappresenta uno degli ambiti pi\u00f9 problematici. La letteratura scientifica in ambito psicologico e neuroevolutivo concorda nel ritenere che un unico disegno del bambino non possa essere considerato un indicatore probatorio isolato di abuso sessuale o maltrattamento. I contenuti grafici infantili sono il risultato di un complesso processo di interiorizzazione di stimoli ambientali, culturali e mediatici. I bambini crescono immersi in un flusso continuo di immagini provenienti da televisione, cinema, pubblicit\u00e0 e dispositivi digitali; tali immagini, spesso a contenuto sessualizzato, possono essere assorbite inconsciamente e rielaborate in forme espressive prive di consapevolezza semantica. <\/p>\n<p>In una societ\u00e0 che produce e distribuisce materiale pornografico su scala industriale, senza efficaci meccanismi di filtro o censura, l\u2019esposizione accidentale dei minori a contenuti espliciti \u00e8 un evento statisticamente plausibile. Il bambino entra nella stanza dove il nonno o il fratello maggiore sta guardando un porno in una societ\u00e0 che produce i porno e non ne permette la censura. Il porno \u00e8 in questo momento la maggio industria di intrattenimento mondiale. Vede una scena appunto pornografica e ne resta sconvolto. Il guardatore di porno se ne accorge e gli raccomanda di non dire niente. Il giorno dopo a scuola il ragazzino fa un disegno che rappresentala scena che ha visto, e che lo ha sconvolto, la maestra \u00e8 scandalizzata. <\/p>\n<p>A quel punto lui si ricorda che gli \u00e8 stato raccomandato di non dire niente e dice: \u00abOh, no, non dovevo dire niente\u00bb. In un Paese normale si convocano la madre e il padre e si cerca di capire cosa \u00e8 successo. In Italia il bambino potrebbe non tornare a casa, essere consegnato ai carabinieri e poi in una casa famiglia. L\u2019osservazione occasionale di una scena pornografica pu\u00f2 generare turbamento emotivo e lasciare tracce mnestiche che emergono successivamente sotto forma di rappresentazioni grafiche. Tali rappresentazioni, se considerate isolatamente e fuori contesto, non consentono alcuna inferenza attendibile circa l\u2019esistenza di abusi reali. <\/p>\n<p>Le linee guida internazionali in psicologia forense stabiliscono che i disegni infantili acquisiscono eventuale valore clinico solo se inseriti in una valutazione longitudinale, basata su ripetitivit\u00e0 tematica, persistenza nel tempo, coerenza con altri indicatori comportamentali e osservazioni condotte in ambienti emotivamente stabili e non coercitivi. L\u2019uso di un singolo disegno come trigger per l\u2019attivazione di procedure invasive costituisce una violazione dei principi di proporzionalit\u00e0, prudenza e minimizzazione del danno. Ciononostante, la prassi operativa in diversi casi italiani ha seguito una logica opposta. <\/p>\n<p>Episodi come quelli avvenuti a Basiglio (2008-2011), Ceccano (2020) e altri casi analoghi dimostrano come il sospetto iniziale, spesso basato su segnalazioni scolastiche non verificate, abbia condotto all\u2019applicazione dell\u2019art. 403 del codice civile con allontanamenti immediati e coatti. In tali circostanze, forze dell\u2019ordine e assistenti sociali sono intervenuti nelle abitazioni familiari senza un adeguato accertamento preliminare, determinando la separazione traumatica dei minori dai genitori. Le successive assoluzioni con formula piena dei genitori coinvolti attestano l\u2019infondatezza delle accuse iniziali, ma non riparano i danni psicologici subiti dai bambini. <\/p>\n<p>L\u2019allontanamento forzato costituisce un trauma acuto: la letteratura neuroscientifica evidenzia come la separazione improvvisa dalle figure di attaccamento possa provocare congelamento emotivo, disregolazione affettiva e alterazioni persistenti dell\u2019asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Tali esiti aumentano il rischio di psicopatologie, disturbi psicosomatici e, secondo alcuni studi, anche di patologie degenerative nel lungo periodo. Il caso di Angela, avvenuto nel 1995, rappresenta uno degli esempi pi\u00f9 emblematici. Un disegno interpretato soggettivamente come simbolo sessuale, senza alcuna verifica interdisciplinare, ha innescato una procedura di sottrazione immediata della minore dal contesto familiare. <\/p>\n<p>Gli interrogatori prolungati e suggestivi condotti in stato di forte stress emotivo hanno favorito la costruzione di false memorie, fenomeno ampiamente documentato in psicologia cognitiva. La condanna in primo grado del padre, seguita dall\u2019assoluzione in appello, non ha impedito l\u2019adozione definitiva della bambina da parte di un\u2019altra famiglia, rendendo irreversibile la frattura affettiva originaria. Dal punto di vista logico-giuridico, l\u2019operato delle istituzioni appare incoerente. In presenza del sospetto che l\u2019autore dell\u2019abuso sia uno dei genitori, la misura meno invasiva e pi\u00f9 razionale sarebbe l\u2019allontanamento cautelare del presunto responsabile, mediante divieto di avvicinamento, lasciando il minore nel proprio ambiente di vita. Questa soluzione ridurrebbe drasticamente il trauma, eviterebbe l\u2019inquinamento mnestico e non comporterebbe costi economici per l\u2019erario, a differenza dell\u2019inserimento in comunit\u00e0 o famiglie affidatarie retribuite. <\/p>\n<p>La scelta sistematica della rimozione del minore sembra invece fondata su presupposti ideologici: la presunzione implicita di colpevolezza del padre, la presunta collusione o inadeguatezza della famiglia e la sfiducia nella sua capacit\u00e0 di gestire la situazione. Quando ci sono prove certe di abusi gravi, il bambino deve essere allontanato: per inciso in questi casi i bambini vedono l\u2019allontanamento come una liberazione. I bambini non sono scemi. Quando il bambino piange e urla che vuole andare dalla mamma, che vuole che mamma vada a prenderlo, \u00e8 il caso di starlo a sentire. Ove si sospetti che il bambino sia abusato da, per esempio il padre, il bambino resta dove \u00e8 e fino a quando le indagini non sono completate, e con grandissima discrezione, con una qualche scusa lavorativa, si allontana il padre con divieto di avvicinamento. Non ci sono traumi. Se \u00e8 un errore, come spesso \u00e8, i bambini non subiscono traumi. Non costa un centesimo all\u2019erario. <\/p>\n<p>Vedo l\u2019orrore davanti a questa proposta sulla faccia di assistenti sociali e psicologhe. Ma lasciando il bambino dove \u00e8 lo si espone a inquinamento del ricordo: sicuramente la mamma o altri si precipiteranno a dirgli che no, non \u00e8 vero, ha capito male, e cos\u00ec via. Questo timore si basa su due pregiudizi : il padre \u00e8 sicuramente colpevole, la famiglia \u00e8 sicuramente collusa, e se anche non fosse collusa, \u00e8 incapace di affrontare la situazione e far\u00e0 pasticci. Nella realt\u00e0, la famiglia nella maggioranza dei casi vuole bene al bambino, \u00e8 perfettamente in grado di capire se riceve spiegazioni chiare e logiche su come si deve comportare. La famiglia deve essere sostenuta, tutti i suoi membri devono essere inseriti in un programma serrato di colloqui, sia per appurare la verit\u00e0, sia per indicare come sostenere il bambino. Anche nel caso che qualcuno cerchi di influenzare il bambino, di \u00abtappargli la bocca\u00bb con promesse o minacce, \u00e8 molto pi\u00f9 facile arrivare alla verit\u00e0 senza allontanare il bambino. <\/p>\n<p>Paradossalmente, \u00e8 proprio l\u2019allontanamento forzato a creare le condizioni per la contaminazione del ricordo e la suggestione, poich\u00e9 il bambino, isolato e terrorizzato, diventa estremamente vulnerabile a pressioni e narrazioni indotte. \u00c8 pertanto necessario un intervento normativo urgente che introduca responsabilit\u00e0 civili e penali effettive per assistenti sociali e magistrati in caso di decisioni manifestamente infondate o negligenti. Deve essere garantita in ogni fase la presenza dell\u2019avvocato della famiglia e devono essere rigidamente applicate le regole del colloquio forense con minori, che escludono interrogatori coercitivi, ripetitivi e suggestivi. La tutela del minore non pu\u00f2 coincidere con la distruzione preventiva della sua famiglia. Uno Stato che si proclama garante dei diritti dell\u2019infanzia non pu\u00f2 continuare a finanziare e legittimare pratiche che producono traumi irreversibili su basi probatorie fragili e interpretazioni soggettive. La protezione autentica passa attraverso prudenza, competenza scientifica, proporzionalit\u00e0 dell\u2019intervento e rispetto rigoroso del principio di non nuocere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019interpretazione dei disegni infantili rappresenta uno degli ambiti pi\u00f9 problematici. 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