{"id":32423,"date":"2025-08-06T22:20:09","date_gmt":"2025-08-06T22:20:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/32423\/"},"modified":"2025-08-06T22:20:09","modified_gmt":"2025-08-06T22:20:09","slug":"cozy-books-libri-per-un-po-di-conforto-emotivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/32423\/","title":{"rendered":"\u00abCozy books\u00bb, libri per un po\u2019 di conforto emotivo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019anniversario di Hiroshima e Nagasaki ci ricorda, casomai ci fosse sfuggito, quanto la specie umana sia stata e sia vicina all\u2019autodistruzione. Ogni giorno i titoli dei media descrivono un mondo feroce dove la catena delle atrocit\u00e0 rimane ben salda, di generazione in generazione, a dimostrazione che in giro non c\u2019\u00e8 molta empatia, qualsiasi cosa voglia dire questa parola la cui fortuna negli ultimi vent\u2019anni si \u00e8 rivelata inversamente proporzionale alla sua pratica. Piangere e disperarsi \u00e8 inutile; impegnarsi per contrastare queste derive \u00e8, come minimo, faticoso; tanto vale adottare la sana politica dello struzzo, chiudere gli occhi e immergersi in una bolla di serenit\u00e0, da cui ogni cattiveria sia tenuta ben lontana.<\/p>\n<p>Ecco spiegato, in poche parole, il motivo del successo dei cozy books, i \u00ablibri confortevoli\u00bb, nati in Giappone e adesso diffusi ovunque, Italia inclusa, come testimoniano, per esempio, un paio di titoli presi dalle ultime uscite di Garzanti,<a href=\"https:\/\/www.garzanti.it\/libri\/ren-kaburagi-la-piccola-agenzia-dei-ricordi-9788811018728\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> La piccola agenzia dei ricordi<\/a> di Ren Kaburagi o <a href=\"https:\/\/www.garzanti.it\/libri\/hika-harada-il-negozio-di-libri-usati-di-jiro-9788811008460\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Il negozio di libri usati<\/a> di Jiro di Hika Karada. \u00abUn rifugio emotivo popolato di librerie, caff\u00e8 e gatti\u00bb, sintetizza molto bene<a href=\"https:\/\/elpais.com\/cultura\/2025-08-02\/mi-reino-por-un-cozy-book-el-porque-de-la-avalancha-de-la-literatura-cuqui-japonesa.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"> su El Pa\u00eds Laura Fern\u00e1ndez<\/a>, che per esplorare il fenomeno ha tra l\u2019altro parlato con Anik Lapointe, direttrice editoriale di Salamandra, sigla iberica che fa capo al gigante globale Penguin Random House, tra le prime in Spagna ad avere intercettato i cozy books: \u00abSono storie senza sorprese \u2013 spiega Lapointe \u2013 dove anche i conflitti si risolvono con delicatezza, e in cui i dettagli quotidiani \u2013 un piatto cucinato con amore, una conversazione piacevole, una semplice rivelazione personale \u2013 assumono un significato speciale\u00bb.<\/p>\n<p>A chi poi cerca un minimo di suspense, senza privarsi del necessario comfort, l\u2019industria editoriale risponde con i cozy crimes, i gialli tranquilli, <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2025\/07\/30\/books\/review\/cozy-mystery-novels.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">che Sarah Weinman sul New York Times descrive cos\u00ec<\/a>: \u00abSpensierati nei toni e privi di violenza e sangue, questi libri gentili e spiritosi sono l\u2019antidoto perfetto per questi tempi difficili\u00bb. Non una novit\u00e0, scrive Weinman, citando vecchi titoli di questo genere (uno per tutti, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_gatto_che_leggeva_alla_rovescia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">The Cat Who Could Read Backwards di Lilian Jackson Braun<\/a>, del 1966, uscito nei Gialli Mondadori nel 1991).<br \/>Un genere, in effetti, inventato a tavolino come espediente di marketing, appiccicando l\u2019etichetta di cozy crimes ai vecchi gialli a enigma perlopi\u00f9 britannici contrapposti ai rudi hard-boiled americani.<\/p>\n<p>Se si tratter\u00e0 di una moda passeggera o se i disastri planetari indurranno anche i pi\u00f9 resistenti all\u2019escapismo, \u00e8 da vedere. Certo, guardando i titoli esposti nella maggior parte delle librerie oggi, si capisce almeno in parte la molla che il primo gennaio 2024 ha spinto un rispettabile cattedratico britannico Daniel Karlin, professore emerito di letteratura inglese all\u2019universit\u00e0 di Bristol, a prendere un proposito inconsueto: \u00abpassare un anno senza leggere un solo libro, giornale, periodico, rivista o saggio accademico \u2013 in effetti, qualsiasi cosa stampata su carta che non richiedesse \u2018ufficialmente\u2019 che io lo leggessi (come una visita medica o la notifica di una multa per eccesso di velocit\u00e0). Niente poesia o narrativa; niente storia o filosofia; niente biografia, memoir o diario; niente Bibbia (o bigliettino amoroso); nessuna opera di saggistica (politica, scienze sociali, gastronomia)\u00bb.<br \/>Chi desidera sapere come Karlin sia sopravvissuto all\u2019assenza totale dalla parola scritta, non ha che <a href=\"https:\/\/www.the-tls.com\/lives\/autobiography\/a-year-without-reading-essay-daniel-karlin\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">da leggere il resoconto del suo anno vissuto pericolosamente sul Times Literary Supplement<\/a>. Qui ci limiteremo a rivelare che non solo \u00e8 sopravvissuto al suo esperimento, ma che non ha neppure sofferto di crisi da astinenza \u2013 un fatto che per la verit\u00e0 ha sorpreso anche lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019anniversario di Hiroshima e Nagasaki ci ricorda, casomai ci fosse sfuggito, quanto la specie umana sia stata e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":32424,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-32423","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32423"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32423\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}