{"id":326809,"date":"2026-01-28T08:01:11","date_gmt":"2026-01-28T08:01:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/326809\/"},"modified":"2026-01-28T08:01:11","modified_gmt":"2026-01-28T08:01:11","slug":"progettati-per-creare-dipendenza-nei-piu-giovani-negli-usa-inizia-il-processo-ai-social-tiktok-decide-di-patteggiare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/326809\/","title":{"rendered":"\u00abProgettati per creare dipendenza nei pi\u00f9 giovani\u00bb: negli Usa inizia il processo ai social. TikTok decide di patteggiare"},"content":{"rendered":"<p class=\"summary-art is-normal-b-light\">Meta e YouTube dovranno rispondere alle accuse di ragazzi, famiglie e distretti scolastici in un procedimento legale che segue le stesse strategie adottate contro l&#8217;industria del tabacco negli anni &#8217;90. Anche Snapchat aveva raggiunto un accordo con le vittime<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>K.G.M. oggi ha 19 anni<\/b>. Quando ne aveva 8 si \u00e8 iscritta a <b>YouTube<\/b>, poi a 9 ha creato un account su <b>Instagram<\/b>. Quello che allora si chiamava Musical.ly e che oggi \u00e8 <b>TikTok <\/b>l&#8217;ha scoperto a 10. Infine a 11 \u00e8 entrata anche su <b>SnapChat<\/b>. Poi ha passato la sua adolescenza a <b>combattere ansia, depressione e svariati problemi di accettazione del suo corpo<\/b>. Con lei, e con la sua storia di\u00a0\u00abtossicodipendenza\u00bb inizier\u00e0 un enorme e lunghissimo procedimento legale che coinvolger\u00e0 circa <b>1.600 querelanti, pi\u00f9 di 350 famiglia e 250 distretti scolastici.<\/b> Tutti uniti per dimostrare che<b> i social media creano dipendenza<\/b>, che <b>sono stati creati con meccanismi appositi per creare dipendenza<\/b> e che hanno lavorato per evitare che i loro utenti avessero consapevolezza di ci\u00f2 che stava loro accadendo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi, 27 gennaio, nella <b>Corte Superiore della Contea di Los Angeles<\/b> ha inizio il primo di una serie di processi che vedono alla sbarra le principali societ\u00e0 che distribuiscono social media: <b>Meta <\/b>(per Instagram e Facebook), <b>Snap <\/b>(per SnapChat) e\u00a0<b>Google <\/b>(per YouTube) dovranno rispondere alle accuse sui danni che le loro piattaforme provocherebbero a bambini e adolescenti che ne fanno uso.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">TikTok ha appena deciso di tirarsene fuori, accettando di patteggiare cos\u00ec come avvea gi\u00e0 fatto la scorsa settimana la Snap Inc, societ\u00e0 madre di Snapchat, accettando di pagare una somma il cui mamontare non \u00e8 stato divulgato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i danni dei social segnalati dall&#8217;accusa figurano\u00a0<b>depressione, autolesionismo, disturbi alimentari <\/b>e in generale problemi di salute mentale. Davanti alla corte sfileranno ragazzi e ragazze che si sono resi conto di ci\u00f2 che stava loro succedendo e vogliono ora giustizia: sono nove, in tutto, i casi che sono stati presi ad esempio in quanto evidenziano meglio gli effetti dei social. E che faranno scuola per tutte le altre cause legali simili. Poi, in un secondo momento ci si trasferir\u00e0 <b>nelle aule di Oakland<\/b> davanti alla Corte Distrettuale della California del Nord. E <b>sar\u00e0 il turno delle famiglie e dei distretti scolastici,<\/b> che racconteranno come hanno dovuto investire &#8211; a livello economico e a livello umano &#8211; per arginare i danni dati dall&#8217;uso dei social sui pi\u00f9 giovani sotto la loro tutela. Una maxi operazione, una nuova strategia giuridica, che \u00e8 stata definita\u00a0\u00ab<b>procedimento di coordinamento del consiglio giudiziario<\/b>\u00bb e che ha l&#8217;obiettivo di mettere un punto su un dibattito che va avanti da anni senza davvero trovare soluzione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2026\/01\/27\/technology\/social-media-addiction-trial.html\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">New York Times<\/a> spiega come la strategia messa in atto si sia<b> ispirata a quella adottata negli anni &#8217;90 per accusare l&#8217;industria del tabacco<\/b> di nascondere le conseguenze negative sulla salute dell&#8217;uso delle sigarette e la dipendenza che il fumo generava. Allora erano quattro le societ\u00e0 coiinvolte &#8211; Philip Morris, R.J. Reynolds, Brown &amp; Williamson e Lorillard &#8211; e 46 gli stati americani dalla parte dell&#8217;accusa. Il processo si \u00e8 concluso <b>nel 1998 con un accordo di pagamento di 206 miliardi di dollari<\/b> come risarcimento e con la decisione di sospendere il marketing sul fumo. Da l\u00ec in poi la percezione sociale delle sigarette \u00e8 drasticamente cambiata.\u00a0\u00ab<b>Questo \u00e8 il punto di partenza della nostra lotta contro i social media,<\/b> dove la societ\u00e0 stabilir\u00e0 nuove aspettative e standard su come le aziende di social media possono trattare i nostri figli\u00bb, ha spiegato Joseph VanZandt, uno dei principali avvocati che sta preparando il processo a Los Angeles.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si parte dunque con il caso della ventenne californiana K.G.M. Con cui\u00a0<b>Snap ha gi\u00e0 chiuso l&#8217;accordo<\/b>. Il fondatore della societ\u00e0 Evan Spiegel sar\u00e0 probabilmente tra coloro che verranno chiamati a testimoniare, insieme agli altri Ceo delle Big Tech. In questo primo processo, che ci si aspetta duri tra le 6 e le 8 settimane, dovrebbe presentarsi davanti alla corte <b>Mark Zuckerberg<\/b>. E guardando alle prime reazioni, l&#8217;obiettivo \u00e8 dimostrare come non vi sia nessuna prova scientifica che <b>lo scrolling infinito, le raccomandazioni dell&#8217;algoritmo, le pressanti notifiche e i video che attirano l&#8217;attenzione in modo compulsivo <\/b>possano portare a una\u00a0\u00abtossicodipendenza\u00bb. <b>YouTube prova a tirarsi fuori<\/b>, spiegando che la sua piattaforma non pu\u00f2 essere definita una social media e che sono gi\u00e0 state inserite moltissime funzionalit\u00e0 per la sicurezza dei pi\u00f9 giovani. <b>Meta<\/b>, invece, ha spiegato in un post sul suo blog come questo procedimento legale stia <b>semplificando eccessivamente un problema pi\u00f9 ampio<\/b>:\u00a0\u00abI medici e i ricercatori ritengono che la salute mentale sia una questione profondamente complessa e sfaccettata e che le tendenze relative al benessere degli adolescenti non siano chiare n\u00e9 universali. Ridurre le sfide che gli adolescenti devono affrontare a un unico fattore significa ignorare la ricerca scientifica e i numerosi fattori di stress che influenzano i giovani di oggi\u00bb, scrivono.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E proprio a Meta &#8211; che allora si chiamava ancora Facebook &#8211; \u00e8 scoppiato <b>il primo scandalo<\/b> che ha concentrato l&#8217;attenzione sulle conseguenze per i pi\u00f9 piccoli dell&#8217;uso continuato dei social.<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/21_settembre_15\/wsj-nuova-inchiesta-facebook-ricerche-evidenziano-effetti-negativi-instagram-adolescenti-21e4cf20-1601-11ec-a86d-66613f8ffd7b.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Nel 2021<\/a> l&#8217;ex dipendente <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/21_ottobre_04\/chi-frances-haugen-l-ingegnere-informatico-dell-iowa-che-ha-svelato-l-inganno-facebook-3621112e-24de-11ec-807b-86d461d54829.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Frances Haugen<\/a> decide di convidere col mondo dei <b>documenti sensibili <\/b>che la societ\u00e0 non aveva nessuna intenzione di divulgare. E che raccontavano di come <b>si stessero analizzando internamente i danni che Instagram creava alla psiche degli adolescenti<\/b>. Trovando conferma, non \u00e8 stato fatto nulla per modificare un algoritmo molto pi\u00f9 problematico di quanto si pensasse. Da allora \u00e8 stato cambiato il nome dell&#8217;azienda, sono nate nuove protezioni per gli adolescenti e si \u00e8 dedicato molto tempo a dimostrare che s\u00ec, c&#8217;\u00e8 attenzione sugli utenti pi\u00f9 numerosi e pi\u00f9 vulnerabili. <b>Evidentemente, non \u00e8 abbastanza.\u00a0<\/b><\/p>\n<p>Per non perdere le ultime novit\u00e0 su tecnologia e innovazione<br \/>iscriviti alla <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?id=53\" style=\"text-decoration: underline;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter di Login<\/a><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-27T19:46:42+01:00\">27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 19:46)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Meta e YouTube dovranno rispondere alle accuse di ragazzi, famiglie e distretti scolastici in un procedimento legale che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":326810,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[75611,579,506,509,2101,8075,5313,2109,13034,483,2573,2336,2665,191834,14,164,165,420,6920,21171,2144,30467,2146,18533,191832,5829,191835,191836,10538,943,191837,191838,16657,1598,3738,191839,230,8428,6110,5319,5320,793,2163,3334,166,7,15,33790,191833,405,240,21261,123066,92847,1686,8786,1359,3161,11,167,12,168,2129,161,162,163,6371],"class_list":{"0":"post-326809","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-accettando","9":"tag-accordo","10":"tag-accusa","11":"tag-accuse","12":"tag-adolescenti","13":"tag-algoritmo","14":"tag-angeles","15":"tag-attenzione","16":"tag-chiamava","17":"tag-cio","18":"tag-conseguenze","19":"tag-corte","20":"tag-creare","21":"tag-creare-dipendenza","22":"tag-cronaca","23":"tag-dal-mondo","24":"tag-dalmondo","25":"tag-danni","26":"tag-decide","27":"tag-definita","28":"tag-depressione","29":"tag-dimostrare","30":"tag-dipendenza","31":"tag-distretti","32":"tag-distretti-scolastici","33":"tag-dovranno","34":"tag-dovranno-rispondere","35":"tag-dovranno-rispondere-accuse","36":"tag-facebook","37":"tag-famiglie","38":"tag-famiglie-distretti","39":"tag-famiglie-distretti-scolastici","40":"tag-fumo","41":"tag-giovani","42":"tag-industria","43":"tag-industria-tabacco","44":"tag-instagram","45":"tag-legale","46":"tag-livello","47":"tag-los","48":"tag-los-angeles","49":"tag-media","50":"tag-mentale","51":"tag-meta","52":"tag-mondo","53":"tag-news","54":"tag-notizie","55":"tag-procedimento","56":"tag-procedimento-legale","57":"tag-processo","58":"tag-salute","59":"tag-scolastici","60":"tag-snap","61":"tag-snapchat","62":"tag-social","63":"tag-social-media","64":"tag-societa","65":"tag-tiktok","66":"tag-ultime-notizie","67":"tag-ultime-notizie-di-mondo","68":"tag-ultimenotizie","69":"tag-ultimenotiziedimondo","70":"tag-uso","71":"tag-world","72":"tag-world-news","73":"tag-worldnews","74":"tag-youtube"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/326809","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=326809"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/326809\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/326810"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=326809"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=326809"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=326809"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}