{"id":326968,"date":"2026-01-28T10:17:09","date_gmt":"2026-01-28T10:17:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/326968\/"},"modified":"2026-01-28T10:17:09","modified_gmt":"2026-01-28T10:17:09","slug":"colpi-anche-da-200mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/326968\/","title":{"rendered":"colpi anche da 200mila euro"},"content":{"rendered":"\n<p>Ad Albino il colpo aveva fruttato <strong class=\"nero\">200mila euro<\/strong>, tra gioielli e contanti. Consegnati a due falsi carabinieri \u2013 una donna di 48 anni e un uomo di 55 \u2013 da un ignaro pensionato, precedentemente convinto al telefono da un fantomatico capitano dell\u2019Arma a mettere al sicuro i propri preziosi dopo una serie di furti avvenuti nella sua via.<\/p>\n<p>Agiscono subdolamente, mettendo in atto un <strong class=\"nero\">pressing emotivo sulla vittima <\/strong>e servendosi delle nuove tecnologie, ossia software in grado di far comparire sul display telefonico numeri corrispondenti alla caserma dei carabinieri pi\u00f9 vicina o alla banca della vittima. Si chiama \u00abspoofing\u00bb ed \u00e8 un\u2019arma micidiale. Perch\u00e9 il povero anziano di Albino si era pure insospettito, ma aveva abbassato la guardia quando aveva potuto controllare che il numero chiamante corrispondeva proprio a quello della stazione dell\u2019Arma del suo paese. In linea l\u2019inesistente capitano Bruno Lo Costa, presentatosi come comandante della caserma, invitava il signore a consegnare i propri averi a due colleghi che di l\u00ec a poco sarebbero passati a casa sua. \u00abFinch\u00e9 ci saranno furti nella sua zona, li custodiremo noi nella nostra cassaforte, poi provvederemo a restituirglieli\u00bb. Era il 5 maggio scorso: i due finti carabinieri, arrivati da Caserta sarebbero stati arrestati in flagranza due giorni pi\u00f9 tardi per un colpo simile messo a segno in un\u2019altra provincia (per quello ad Albino sono destinatari di un\u2019ordinanza di custodia cautelare). <\/p>\n<p>  Centralinisti e fattorini <\/p>\n<p> <strong class=\"nero\">Sono per lo pi\u00f9 campani<\/strong>, questi specialisti delle truffe agli anziani, vere e proprie organizzazioni, con i \u00abcentralinisti\u00bb che agiscono dalla Campania e i \u00abfattorini\u00bb che arrivano al Nord in trasferta, su auto prese a noleggio e non di rado soggiornando in b&amp;b. Le vittime vengono contattate sul numero del telefono fisso, reperibile sulle Pagine Bianche, e indotte a rivelare quelli del cellulare perch\u00e9 possano essere tenute impegnate in conversazioni dal tono poliziesco, capaci di mettere in soggezione gli interlocutori, ma che hanno come unico fine quello di impedire che avvertano i figli o diano direttamente l\u2019allarme.<strong class=\"nero\"> Venti colpi al mese in Bergamasca nei primi sei mesi del 2025<\/strong>. \u00abSenza contare quelli non denunciati per la vergogna \u2013 avverte un inquirente \u2013. In alcuni anziani queste truffe generano una spirale di depressone che pu\u00f2 portare i soggetti pi\u00f9 fragili anche alla morte per tracollo fisico e mentale o al suicidio\u00bb.<\/p>\n<p>  Il falso avvocato e l\u2019incidente <\/p>\n<p>Un 35enne, di Cardito (Napoli), e un 48enne, di Napoli, il 6 novembre del 2023 si presentarono a una 84enne di Ponteranica come collaboratori del sedicente avvocato che poco prima al telefono aveva avvertito<strong class=\"nero\"> l\u2019anziana dell\u2019incidente occorso al figlio<\/strong>, accusato di aver investito una donna. \u00abPer evitare guai bisogna versare una somma alla ferita\u00bb, aveva detto la voce al telefono, mentre un complice simulava un pianto. \u00ab\u00c8 suo figlio, signora, \u00e8 talmente sconvolto che non riesce a parlare\u00bb. La vittima aveva consegnato ai due \u00abfattorini\u00bb 7.000 euro tra contanti, orologi e anelli d\u2019oro. Entrambi i truffatori furono identificati grazie alla <strong class=\"nero\">Jeep Renegade (ripresa dalle telecamere comunali a Ponteranica) su cui in giornata avevano compiuto il tragitto Napoli-Bergamo-Napoli<\/strong>: nella serata del medesimo giorno uno dei due si era presentato per una misura cautelare alla stazione dei carabinieri di Napoli Stella, raggiunta con la stessa auto. Per entrambi \u00e8 stata emessa un\u2019ordinanza di custodia cautelare. <\/p>\n<p> <a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/dossiers\/truffe\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"> <strong class=\"nero\">LEGGI QUI IL DOSSIER SULLE TRUFFE E COME DIFENDERSI<\/strong> <\/a> <\/p>\n<p>Stesso escamotage era stato utilizzato il 16 settembre scorso per raggirare un\u2019anziana residente in via Don Carlo Botta a Bergamo. Al telefono un sedicente poliziotto informava come la<strong class=\"nero\"> figlia avesse investito una bambina<\/strong>. La signora se l\u2019era cavata porgendo al falso agente che aveva bussato alla sua porta (un uomo di 26 anni, napoletano di Giugliano, successivamente identificato tramite l\u2019auto e pure lui destinatario di un\u2019ordinanza di custodia cautelare) l\u2019anello d\u2019oro che portava al dito. <\/p>\n<p>  Truffe, prescrizione probabile <\/p>\n<p>L\u2019exploit di truffe agli anziani registrato negli ultimi anni non \u00e8 casuale e il sospetto \u00e8 che a rendere affollato il ramo siano i rischi relativamente lievi rispetto ad altri reati come la rapina o lo spaccio di droga. A cominciare dalle pene che, seppur recentemente inasprite, restano un inconveniente tutto sommato accettabile per i malviventi. Ma, soprattutto, non \u00e8 raro che questo reato cada in prescrizione<strong class=\"nero\">. Perch\u00e9 una raggiro finisca fuori tempo massimo ci vogliono, a seconda dei casi, dai 6 ai 7 anni e mezzo<\/strong>. Ma spesso i dibattimenti, visto l\u2019overbooking processuale cui devono far fronte quasi tutti i tribunali italiani, vengono fissati a distanza di almeno un paio danni. E cos\u00ec la linea di confine tra punizione e impunit\u00e0 si assottiglia, considerando anche il fatto che i gradi di giudizio sono tre. <\/p>\n<p>  \u00abIndagata per ricettazione\u00bb <\/p>\n<p>Sospettata di essere una<strong class=\"nero\"> ricettatrice era l\u2019accusa che un presunto maresciallo <\/strong>della Guardia di finanza aveva rivolto al telefono a un\u2019anziana che abita in via Tito Legrenzi a Bergamo il 9 gennaio 2025. Per eliminare il dubbio e per scongiurare l\u2019onta di un\u2019annunciata perquisizione con militari in divisa e auto con insegne della Gdf parcheggiate fuori casa, il fantomatico sottufficiale si era offerto di far passare un collega in borghese incaricato di controllare la bont\u00e0 della provenienza dei monili che la donna custodiva nella camera da letto. Il bottino era stato recuperato dai carabinieri di Bergamo che poco dopo si erano insospettiti alla vista di un uomo che procedeva a passo spedito in viale Giulio Cesare, sotto la Curva Nord dello stadio. Un uomo di  55 anni, di Casoria (Napoli), era stato bloccato e reso oggetto di un\u2019ordinanza di custodia cautelare. <\/p>\n<p>  La signora isolata <\/p>\n<p>Diabolici i \u00abtelefonisti\u00bb complici di un  48enne di Napoli, salito a Bergamo il 27 marzo dello scorso anno per bussare ala porta di un\u2019anziana residente in citt\u00e0. Un sedicente \u00abtenente maggiore Ghidelli\u00bb al telefono aveva raccontato di una rapina in provincia di Varese in cui risultava coinvolta l\u2019auto della loro famiglia. Ovvia e istantanea la richiesta: controllare i gioielli che avevano in casa<strong class=\"nero\">. Ma il presunto ufficiale si era accorto che nell\u2019abitazione in quel momento erano presenti pure il figlio e il marito della signora<\/strong>. E cos\u00ec, per isolarla, aveva invitato i due uomini a presentarsi con la loro auto, \u00abper verifiche al mezzo\u00bb, alla stazione dell\u2019Arma di via Novelli. Una volta giunti nei pressi della caserma, il \u00abtenente maggiore Ghidelli\u00bb li aveva avvertiti che, no, dovevano raggiungere il tribunale dove, per esigenze investigative, erano attesi dal pm. Era solo un espediente per tenere lontano i due dall\u2019abitazione, dove nel frattempo s\u2019era presentato un complice per farsi consegnare i gioielli. Il 48enne napoletano era giunto in taxi e le telecamere installate sull\u2019auto di servizio pubblico avevano consentito di identificarlo (anche lui \u00e8 stato destinatario di u\u2019ordinanza di custodia cautelare). <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ad Albino il colpo aveva fruttato 200mila euro, tra gioielli e contanti. 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