{"id":327061,"date":"2026-01-28T11:49:11","date_gmt":"2026-01-28T11:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/327061\/"},"modified":"2026-01-28T11:49:11","modified_gmt":"2026-01-28T11:49:11","slug":"mozzato-riparto-alla-grande-con-la-tudor-e-metto-le-classiche-nel-mirino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/327061\/","title":{"rendered":"MOZZATO. \u00abRIPARTO ALLA GRANDE CON LA TUDOR E METTO LE CLASSICHE NEL MIRINO\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Luca Mozzato<\/strong> \u00e8 al lavoro per costruire la condizione ideale che gli permetta di avere un ruolo da protagonista nella stagione 2026. Il corridore veneto, che compir\u00e0 28 anni il prossimo 15 febbraio ed \u00e8 al suo settimo anno nella massima categoria, ha cambiato maglia e ambiente. Lo abbiamo incontrato per sapere come ha trascorso l&#8217;inverno e conoscere le sue prime sensazioni sulla nuova avventura.<\/p>\n<p><strong>Sei uno dei nuovi arrivati nel Team Tudor e ci arrivi dopo tre anni in Ark\u00e9a: quali sono le tue prime impressioni?<\/strong><br \/>\u00abSicuramente sono impressioni molto positive. Sono tutti sul pezzo: persone motivate, grandi lavoratori. Si percepisce chiaramente che tutto viene fatto per mettere i corridori nelle migliori condizioni possibili. La stagione non \u00e8 ancora iniziata, ma le prime sensazioni sono decisamente buone\u00bb.\n            <\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questa squadra?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abAvevo diverse offerte, per\u00f2 la scelta \u00e8 stata abbastanza semplice. Cercavo un team con una struttura solida e nel quale potessi avere opportunit\u00e0 per dimostrare il mio valore. Vedendolo da fuori e parlando con altri ragazzi, avevo l\u2019impressione di un team in continuo sviluppo, che lavora con l\u2019obiettivo di puntare in alto nelle prossime stagioni, e ci\u00f2 mi ha convinto a scegliere il Team Tudor\u00bb.\n            <\/p>\n<p><strong>Cosa ti ha colpito del Team Tudor?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abL\u2019approccio \u00e8 molto analitico, in linea con il trend del ciclismo attuale. Abbiamo un team di preparatori e ingegneri che, oltre a curare nei dettagli allenamento e alimentazione, si impegnano per metterci a disposizione i materiali migliori, partendo dalla bicicletta fino all\u2019abbigliamento\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Parlando di biciclette, quali sono le prime impressioni con la nuova bicicletta, la Teammachine R01?<\/strong><br \/>\u00abCome ti dicevo, il materiale \u00e8 ottimo. Il cambio di bici richiede sempre un periodo di adattamento, ma le impressioni sono molto buone. La Teammachine R01 \u00e8 una bici aero molto leggera, un mezzo polivalente che accontenta sia velocisti sia scalatori\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Facciamo un passo indietro alla scorsa stagione. Il tuo inizio \u00e8 stato condizionato da una caduta, le cui conseguenze hanno compromesso la prima parte dell\u2019anno.<\/strong><br \/>\u00abAvevo fatto una preparazione invernale tra le migliori da quando corro in bici, tutto lineare e senza intoppi, ed ero quindi partito fiducioso e con grandi ambizioni. Purtroppo, in una delle prime corse sono caduto e questo mi ha causato problemi al ginocchio che mi sono portato dietro per un po\u2019. Durante le classiche avevo anche un\u2019infezione e i risultati sono stati deludenti. Sono andato poi al Giro e, dopo una prima settimana di sofferenza, ho iniziato a sentirmi meglio. Nella seconda parte di stagione ho iniziato ad avere sensazioni positive e sono riuscito a cogliere qualche piazzamento. Volevo concludere bene in Cina al Tour of Guangxi, ma anche l\u00ec sono caduto nella prima tappa e cos\u00ec ho messo una pietra sopra a una stagione un po\u2019 storta\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Come hai ripreso la preparazione?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abDopo la caduta in Cina era d\u2019obbligo un po\u2019 di riposo. Abbiamo deciso di staccare bene la spina e ricominciare con calma. Abbiamo fatto un primo ritiro con il team, dove ci siamo conosciuti, poi sono andato in vacanza due settimane in Messico con la mia ragazza e nella seconda settimana di novembre ho ripreso a pedalare. Le prime settimane abbiamo messo le basi con tanto fondo e da dicembre ho iniziato a inserire lavori di qualit\u00e0, prima sulle strade di casa e poi con il ritiro di dicembre in Spagna: due settimane a Moraira, in Costa Blanca\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ora ti trovi ancora in Costa Blanca per il ritiro di gennaio con la squadra. Come proceder\u00e0 la preparazione e che corse hai in calendario?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abHo una bozza di calendario per la prima parte della stagione che comprende tutte le classiche, che sono il momento clou della mia stagione. Per prepararle al meglio far\u00f2 un ritiro in altura sul Teide. Dovremmo arrivare pronti alle prime corse, che saranno Algarve e Almer\u00eda, e poi gi\u00e0 a fine febbraio si inizier\u00e0 con le corse in Belgio. Dovrei fare la Tirreno e poi tutte le classiche\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per le classiche, quale sar\u00e0 il tuo ruolo?<\/strong><br \/>\u00abOltre a me, tra gli altri, abbiamo Matteo Trentin, Stefan K\u00fcng e Marco Haller: questo ci permette di essere competitivi un po\u2019 su tutte le corse. Poi, a seconda di come ci si arriva e di come si sviluppa la gara, si decider\u00e0 chi sar\u00e0 l\u2019uomo di punta. Io far\u00f2 affidamento sul mio spunto veloce, cercando di restare davanti e giocarmi tutto in una possibile volata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Tra le classiche, quale ti si addice di pi\u00f9 e come ti giocheresti le tue carte?\u00a0<\/strong><br \/>\u00abLa classica che mi piace di pi\u00f9 al momento e che considero pi\u00f9 adatta a me \u00e8 la Gand-Wevelgem. Finora non ho colto grandi piazzamenti, quindicesimo nel 2024, ma per le mie caratteristiche \u00e8 probabilmente quella in cui posso fare meglio. L\u2019obiettivo sarebbe rimanere davanti con un gruppo ristretto e poi vincere in volata\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Luca Mozzato \u00e8 al lavoro per costruire la condizione ideale che gli permetta di avere un ruolo da&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":327062,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[1824,14371,1825,1537,90,89,16172,245,244,138625],"class_list":["post-327061","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-ciclismo","tag-classiche","tag-cycling","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-luca-mozzato","tag-sport","tag-sports","tag-team-tudor"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115972575221471063","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/327061","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=327061"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/327061\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/327062"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=327061"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=327061"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=327061"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}