{"id":328471,"date":"2026-01-29T09:29:10","date_gmt":"2026-01-29T09:29:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/328471\/"},"modified":"2026-01-29T09:29:10","modified_gmt":"2026-01-29T09:29:10","slug":"riforma-magistratura-e-referendum-su-separazione-carriere-le-ragioni-del-no-impatto-anche-sui-lavoratori-della-scuola-pare-di-si-intervista-al-giudice-giuseppe-tango","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/328471\/","title":{"rendered":"Riforma magistratura e referendum su separazione carriere, le ragioni del &#8216;no&#8217;: impatto anche sui lavoratori della scuola? Pare di s\u00ec. Intervista al Giudice Giuseppe Tango"},"content":{"rendered":"<p>\t\t<img width=\"720\" height=\"420\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/giuseppe_tango-720x420.png\" class=\"skip-lazy wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\"  \/>\t<\/p>\n<p>La riforma della magistratura e l\u2019esito del referendum <strong>potrebbero avere un impatto sul<\/strong> <strong>personale scolastico<\/strong>? Pare proprio di s\u00ec. Quando si parla della recente riforma della magistratura e del relativo <strong>referendum confermativo<\/strong> di marzo, quasi tutti pensano al diritto penale, agli arresti, alle manette e al carcere, quasi che la richiesta <strong>separazione delle carriere<\/strong> tra pubblico ministero e giudice nonch\u00e9 la riforma del <strong>Consiglio Superiore della Magistratura<\/strong> riguardino solo le aule della giustizia penale. <\/p>\n<p>Questa visione \u00e8 sbagliata in quanto frutto di una visione panpenalistica della giustizia. In realt\u00e0 \u00e8 l\u2019intero sistema giudiziario, compreso quello civile, ad essere investito dalla riforma anche se non se ne sta parlando sui giornali e nemmeno nei dibattiti televisivi.<\/p>\n<p>In questa nostra intervista a <strong>Giuseppe Tango<\/strong>, <strong>Giudice del lavoro presso il Tribunale di Palermo<\/strong> e componente della <strong>Giunta Nazionale dell\u2019Associazione Nazionale Magistrati<\/strong>, emerge dalle sue parole una forte preoccupazione per il futuro delle vertenze che vedono ormai da anni fronteggiarsi nelle aule dei tribunali i lavoratori della scuola e il Ministero dell\u2019Istruzione in qualit\u00e0 di datore di lavoro spesso soccombente e condannato con ripetute sentenze a risarcire su vari fronti i lavoratori della scuola.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Con la riforma<\/strong> \u2013 \u00e8 questa la riflessione del giudice Tango, sollecitato da questa intervista su un punto specifico relativo al mondo della scuola e a cui forse nessuno prima aveva pensato \u2013 <strong>la politica potr\u00e0 decidere con maggiore vigore sul percorso professionale e sulle sanzioni disciplinari del magistrato. Quest\u2019ultimo avr\u00e0 la stessa serenit\u00e0, quando dovr\u00e0 adottare una decisione che reputa pur giusta ma sgradita al governo di turno<\/strong>?\u201d. Il giudice Tango allude, ad esempio, alle <strong>cause intentate dai precari della scuola, docenti e personale ATA, per vedere riconosciuti gli scatti di anzianit\u00e0 il risarcimento del danno causato dalla reiterazione abusiva dei contratti a termine, la carta del docente<\/strong> <strong>e altro.<\/strong><\/p>\n<p>Come la politica possa secondo lui \u201cdecidere con maggiore vigore sul percorso professionale e sulle sanzioni disciplinari del magistrato\u201d, il giudice Tango lo spiega nelle risposte alle domande che seguono. Intanto anticipiamo qui che, secondo il magistrato siciliano l\u2019interscambiabilit\u00e0 delle carriere, lungi dall\u2019essere un problema \u00e8 \u201cun arricchimento per s\u00e9 e per la collettivit\u00e0\u201d. Per esempio, \u201cnon dimentichiamoci che \u00e8 probabilmente anche grazie alla esperienza ed al patrimonio conoscitivo acquisito da giudice fallimentare che Giovanni Falcone \u00e8 stato in grado di mettere a punto quel formidabile metodo del \u201cfollow the money\u201d, che \u00e8 diventato fonte di ispirazione anche all\u2019estero. Anzi figure come <strong>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino<\/strong>, almeno nei termini in cui le conosciamo oggi, ce le saremmo proprio perse, visto che entrambi hanno iniziato il loro percorso da giudici civili\u2026\u201d.<\/p>\n<p>E per convincersi del fatto che nel nostro sistema giudiziario il giudice non sia appiattito sulle tesi del pubblico ministero, come invece sostengono i promotori della riforma, basterebbe osservare, spiega Tango, \u201cci\u00f2 che \u00e8 accaduto anche in casi di cronaca giudiziaria recenti che hanno avuto gran clamore mediatico. Nel processo Open Arms, la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto la condanna dell\u2019imputato On. Salvini, mentre il Tribunale lo ha assolto con sentenza, poi confermata in Cassazione. E se si volesse ulteriore dimostrazione dell\u2019erroneit\u00e0 della tesi dell\u2019\u201chabitus mentale\u201d, sappia che proprio il Presidente del collegio che ha assolto l\u2019On. Salvini aveva trascorsi da pubblico ministero. E lo stesso si potrebbe dire di un altro caso recente, il processo \u201cCospito\u201d, imputato On. Delmastro, dove, a parti invertite, la Procura di Roma ne ha chiesto l\u2019assoluzione, mentre il Tribunale ha ritenuto di condannare\u201d<\/p>\n<p><strong>Ma andiamo con ordine<\/strong> <strong>e partiamo proprio dalla scuola.<\/strong> <strong>Giudice Giuseppe Tango, come giudice del lavoro lei ritiene che questa riforma della magistratura e l\u2019esito del referendum possano avere un impatto sul personale della scuola?<\/strong><\/p>\n<p>Certamente, la riforma investir\u00e0 anche la giustizia civile e del lavoro, solo che se ne parla troppo poco, imbevuti, come siamo, di una visione \u201cpanpenalistica\u201d della giustizia. E le spiego in che modo. Pi\u00f9 volte in passato, il giudice del lavoro ha dato ragione alla parte privata, al docente, spesso disapplicando la legislazione nazionale sulla scorta di principi comunitari. Si pensi, ad esempio, al contenzioso relativo alla \u201cBuona Scuola\u201d di Renzi oppure a quello legato alla \u201ccarta docente\u201d o, ancora, al riconoscimento degli scatti di anzianit\u00e0 ai precari della scuola e al risarcimento dei danni da abusiva reiterazione dei contratti a termine, sempre con riferimento al personale scolastico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si \u00e8 reso possibile perch\u00e9 attualmente il giudice \u00e8 privo di condizionamenti. Con la riforma la politica potr\u00e0 decidere con maggiore vigore sul percorso professionale e sulle sanzioni disciplinari del magistrato. Quest\u2019ultimo avr\u00e0 la stessa serenit\u00e0, quando dovr\u00e0 adottare una decisione che reputa pur giusta ma sgradita al governo di turno? Mi permetta di raccontare un aneddoto in proposito. Siamo negli anni \u201970, il Parlamento ha da poco approvato lo Statuto dei lavoratori. Ma larghi segmenti dell\u2019imprenditoria non rispettano le nuove regole, ritenute per loro penalizzanti, su giusta causa di licenziamento, reintegro, attivit\u00e0 sindacale sui luoghi di lavoro. Contano su interpretazioni della legge in grado di annacquare le novit\u00e0, accreditate da dirigenti degli uffici giudiziari, sovente omogenei, all\u2019epoca, alle classi dominanti del tempo.<\/p>\n<p>A Milano, tre pretori del lavoro smentiscono con le loro sentenze quelle convinzioni. Le reazioni non si fanno attendere. Il presidente della Corte di Appello li accusa di \u201cfare politica\u201d. Dispone, senza il loro consenso, il trasferimento nelle sezioni penali. Nel contempo, il Ministro della Giustizia avvia l\u2019azione disciplinare. Viene investito il Csm. Compiuta l\u2019istruttoria, il Csm li assolve da ogni addebito, lasciandoli al loro posto alla pretura del lavoro. L\u2019indipendenza e l\u2019imparzialit\u00e0 dei giudici furono fatte salve, grazie al Csm. \u00c8 chiaro allora che il Csm \u00e8 l\u2019unico scudo, l\u2019unico baluardo che rende davvero concreto il principio di autonomia ed indipedenza della magistratura dalla politica. Con l\u2019indebolimento del Csm e l\u2019istituzione di un\u2019Alta Corte disciplinare l\u2019esito di analoghe vicende potrebbe essere molto diverso.<\/p>\n<p><strong>In che modo la politica sarebbe pi\u00f9 preponderante?<\/strong><\/p>\n<p>Nei seguenti modi. Si indebolisce il Csm attraverso il suo sdoppiamento mediante la logica del \u201cdivide et impera\u201d. Si toglie la funzione disciplinare al Csm e la si attribuisce ad un nuovo organo, l\u2019Alta Corte disciplinare. Solo che quest\u2019ultima ha assai minori garanzie rispetto al primo: il Csm \u00e8 presieduto dal Presidente della Repubblica, mentre l\u2019Alta Corte da un componente di estrazione politica. Non \u00e8 escluso che il singolo collegio disciplinare sia formato a maggioranza da componenti di estrazione politica; oggi i provvedimenti disciplinari del Csm sono impugnabili in Cassazione, davanti ad un giudice terzo ed imparziale, mentre con la riforma lo saranno solo di fronte all\u2019Alta Corte stessa. Ricordiamo tutti che i nostri padri costituenti, che sulla loro pelle avevano vissuto la disastrosa esperienza del Tribunale speciale per la difesa dello Stato, optarono per il divieto di Tribunali speciali, separati dai tribunali ordinari e senza garanzie processuali.<\/p>\n<p>Ma v\u2019\u00e8 di pi\u00f9. Con la riforma, la composizione del Csm avverr\u00e0 per sorteggio, solo che per i componenti provenienti dalla magistratura sar\u00e0 secco ed autentico, mentre per quelli di provenienza politica sar\u00e0 assolutamente farlocco. Infatti, per questi ultimi avverr\u00e0 nell\u2019ambito di un elenco, predeterminato in precedenza dalla maggioranza parlamentare, di cui non si conosce neanche la composizione numerica. Insomma, un metodo asimmetrico ed iniquo: il rischio \u00e8 quello di ritrovarsi da un lato una componente realmente sorteggiata, priva di rappresentativit\u00e0, mentre dall\u2019altra parte una componente diretta espressione della maggioranza politica. E l\u2019esperienza insegna che in ogni ambito \u2013 sociale, politico, sportivo \u2013 laddove c\u2019\u00e8 una componente organizzata, ancorch\u00e9 numericamente inferiore, e dall\u2019altra parte una componente meno compatta, la prima ha grande probabilit\u00e0 di prevalere sulla seconda.<\/p>\n<p><strong>E lei, come giudice, si sentirebbe intimorito?<\/strong><\/p>\n<p>Non credo che importi come mi sentirei io. Il punto \u00e8 che il sistema deve essere architettato in modo tale da garantire che il singolo magistrato, nel decidere una causa, sia privo di condizionamenti interni ed esterni, altrimenti sarebbe gravemente compromesso il principio costituzionale di autonomia e indipendenza della magistratura dalla politica.<\/p>\n<p><strong>Nel dibattito scaturito dalla riforma, si sta puntando tutto sulla separazione delle carriere ma a questo punto pare di capire che l\u2019ipotetico vulnus vada ricercato nella costituenda Alta Corte. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>La separazione delle carriere \u00e8 soltanto una parte della riforma e non \u00e8 neanche la pi\u00f9 pericolosa per gravit\u00e0 ed estensione. Per le ragioni che ho gi\u00e0 espresso, l\u2019istituzione di un\u2019Alta Corte disciplinare, il sorteggio e lo sdoppiamento del Csm arrecano danni irreversibili al principio di separazione dei poteri, che \u00e8 garanzia di libert\u00e0 per tutti i cittadini. Ma anche sul punto della separazione delle carriere qualcosa va detto. I magistrati \u2013 giudici e pubblici ministeri \u2013, per espressa volont\u00e0 dei nostri saggi padri costituenti, appartengono allo stesso ordine giudiziario e condividono la medesima cultura della imparzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Se si allontana il pubblico ministero dalla cultura dell\u2019imparzialit\u00e0, il rischio \u00e8 quello di farlo diventare un \u201cavvocato dell\u2019accusa\u201d, proprio come nell\u2019ordinamento statunitense, al quale si guarda con grande simpatia. Il pm della riforma \u00e8 un pm che ragiona in termini di vittoria in caso di condanna dell\u2019imputato e di sconfitta in caso di sua assoluzione, un pm aprioristicamente indirizzato verso l\u2019obiettivo accusatorio, poco incline al dubbio sull\u2019innocenza dell\u2019indagato. Nella concezione attuale, invece, il pm \u00e8 proteso verso la ricerca della verit\u00e0, procurandosi anche elementi a favore dell\u2019imputato: se, nel corso delle indagini o addirittura a processo avviato, si rende conto che non ci sono elementi per sostenere validamente l\u2019accusa, dovr\u00e0 chiedere rispettivamente l\u2019archiviazione o l\u2019assoluzione. Se non lo fa, incorre in responsabilit\u00e0 disciplinare e penale.<\/p>\n<p>E in ci\u00f2 \u00e8 specularmente opposto all\u2019avvocato, il quale dovr\u00e0 ricercare solo l\u2019esito pi\u00f9 conveniente per il proprio assistito. Io, da cittadino, mi sentirei maggiormente tutelato, sapendo che un pubblico ministero ha, invece, dalla sua un percorso di formazione comune, se non addirittura una trascorsa esperienza di giudice. Per non parlare della migliore qualit\u00e0: avere la possibilit\u00e0 di svolgere entrambe le funzioni \u00e8 sicuramente un arricchimento per s\u00e9 e per la collettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Per esempio, non dimentichiamoci che \u00e8 probabilmente anche grazie alla esperienza ed al patrimonio conoscitivo acquisito da giudice fallimentare che Giovanni Falcone \u00e8 stato in grado di mettere a punto quel formidabile metodo del \u201cfollow the money\u201d, che \u00e8 diventato fonte di ispirazione anche all\u2019estero. Anzi figure come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, almeno nei termini in cui le conosciamo oggi, ce le saremmo proprio perse, visto che entrambi hanno iniziato il loro percorso da giudici civili\u2026<\/p>\n<p><strong>Prima di addentrarci ancor pi\u00f9 in profondit\u00e0 nel merito della riforma le pongo una domanda relativa al metodo. Anche lei ritiene che la procedura di revisione costituzionale sia stata seguita in maniera \u201csbrigativa\u201d senza un reale dibattito parlamentare sul disegno di legge Nordio, che non ha ricevuto nemmeno emendamenti? L\u2019art. 138 della Costituzione prevede il pieno coinvolgimento del Parlamento, quando si riforma la Costituzione, con una procedura aggravata anche sul piano delle tempistiche e delle deliberazioni.<\/strong><\/p>\n<p>La Costituzione \u00e8 il patrimonio comune dei cittadini e rappresenta un sistema di valori in cui tutti ci riconosciamo, a differenza delle leggi ordinarie che sono espressioni di una maggioranza politica.<\/p>\n<p>Modificare la Costituzione, quindi, significa incidere sulle regole che governano la comunit\u00e0 e non dare attuazione all\u2019indirizzo politico dell\u2019esecutivo in carica. L\u2019Assemblea Costituente era composta da cattolici, comunisti, socialisti, conservatori, liberali, insomma da gente che aveva visioni davvero molto diverse, che non solo riuscirono a dialogare, ma vararono una delle pi\u00f9 brillanti Costituzioni dell\u2019intero panorama europeo. In altre parole, quando si mette mano alla Costituzione sarebbe giusto recuperare lo spirito costituente, ottenere la massima condivisione possibile ed il pi\u00f9 ampio coinvolgimento delle categorie interessate. Come ebbe a dire Calamandrei, il governo deve rimanere estraneo alla formulazione di ogni progetto costituzionale, se si vuole che quest\u2019ultimo scaturisca dalla libera determinazione dell\u2019assemblea sovrana.<\/p>\n<p><strong>Invece che cosa \u00e8 accaduto?<\/strong><\/p>\n<p>Invece, per la prima volta nella storia repubblicana, un disegno di legge governativo volto a modificare la Costituzione \u00e8 stato approvato senza alcun emendamento della maggioranza n\u00e9 tanto meno dell\u2019opposizione, che ne aveva presentati ben 1300, impedendo qualsivoglia serio confronto in Parlamento. Ed anche la data del referendum \u00e8 stata stabilita, in spregio alla prassi seguita in tutta la storia repubblicana, senza attendere la raccolta di firme in corso, strumento principe della partecipazione popolare, promossa da quindici comuni cittadini.<\/p>\n<p><strong>Voi dite che la riforma oggetto del referendum non risolve i problemi della giustizia. E\u2019 cos\u00ec?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0, non lo diciamo solo noi, ma lo hanno ribadito pi\u00f9 volte gli stessi autori della riforma, come il Ministro Nordio e la senatrice Bongiorno. Del resto, chiunque operi quotidianamente in un\u2019aula di giustizia lo sa bene.<\/p>\n<p><strong>E quali sono i veri problemi della giustizia e che la riforma secondo voi non risolve?<\/strong><\/p>\n<p>La lunghezza dei procedimenti, la mancanza di risorse di personale di cancelleria e magistratuale, la mancata stabilizzazione degli addetti all\u2019Ufficio per il processo, la situazione delle carceri, la scarsa digitalizzazione dei processi, la vetusta edilizia giudiziaria, l\u2019inadeguatezza delle piante organiche.<\/p>\n<p>Anzi, la riforma non solo non incide su questi problemi, ma distrae significative risorse, che, secondo le prime stime, sarebbero di almeno 100 milioni l\u2019anno, conseguenti alla triplicazione degli organi costituzionali; risorse che ben potrebbero essere impiegate per risolverli.<\/p>\n<p><strong>L\u2019urgenza per\u00f2 nasce dalla convinzione, nei promotori della riforma, che il passaggio dei magistrati dalla funzione requirente a quella giudicante crei in loro un habitus mentale che spinge il giudice a diventare poco neutrale. \u00c8 un problema reale?<\/strong><\/p>\n<p>Stando ai numeri, non lo \u00e8 affatto. Il tasso di assoluzione \u00e8 di circa il 50 per cento, il che mi pare smentisca la prospettazione secondo cui esiste nel nostro ordinamento un giudice appiattito sulle tesi del pubblico ministero. Ma basta osservare ci\u00f2 che \u00e8 accaduto anche in casi di cronaca giudiziaria recenti che hanno avuto gran clamore mediatico. Nel processo \u201cOpen Arms\u201d, la Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto la condanna dell\u2019imputato On. Salvini, mentre il Tribunale ha assolto con sentenza, poi confermata in Cassazione.<\/p>\n<p>E se si volesse ulteriore dimostrazione dell\u2019erroneit\u00e0 della tesi dell\u2019\u201chabitus mentale\u201d, sappia che proprio il Presidente del collegio che ha assolto l\u2019On. Salvini aveva trascorsi da pm. E lo stesso si potrebbe dire di un altro caso recente, il processo \u201cCospito\u201d, imputato On. Delmastro, dove, a parti invertite, la Procura di Roma ne ha chiesto l\u2019assoluzione, mentre il Tribunale ha ritenuto di condannare. Ed anche nel processo \u201cFerragni\u201d, il tribunale ha deciso diversamente dalle richieste della Procura, senza certamente lasciarsi condizionare dalla notoriet\u00e0 dell\u2019imputata.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, un avvocato preparato ed esperto come Coppi, che ha difeso imputati del calibro di Andreotti e Berlusconi, ha affermato di non aver mai avuto l\u2019impressione che un giudice abbia pronunciato una sentenza solo perch\u00e9 intendeva rispettare il collega dell\u2019accusa. E poi questo \u201cproblema\u201d, inesistente come abbiamo visto, riguarderebbe meno dell\u20191 per cento dei magistrati, visto che a tanto ammontano i passaggi da una funzione all\u2019altra all\u2019anno. Percentuale destinata a scendere ulteriormente con l\u2019entrata a pieno regime della legge \u201cCartabia\u201d, che ha previsto che il magistrato pu\u00f2 cambiare funzione solo una volta durante il suo percorso professionale ed in ogni caso cambiando al contempo regione.<\/p>\n<p><strong>I sostenitori del SI dicono che il governo con questa riforma voglia limitare l\u2019invadenza della magistratura. Ma siete davvero cos\u00ec invadenti?<\/strong><\/p>\n<p>Si vuole limitare, pi\u00f9 precisamente, il controllo giudiziale verso l\u2019attivit\u00e0 politica. Questo \u00e8 un copione gi\u00e0 visto con l\u2019abrogazione dell\u2019abuso d\u2019ufficio, con la limitazione delle intercettazioni e, da ultimo, con la riforma della Corte dei Conti, approvata con voto lampo il 27 dicembre scorso, che ha sancito il principio di deresponsabilizzazione nella gestione del denaro pubblico: si crea una impunit\u00e0 quasi totale per chi ha sperperato soldi pubblici con la conseguenza che il conto sar\u00e0 a carico dei cittadini.<\/p>\n<p>Tuttavia occorre stare molto attenti: le democrazie liberali si fondano sul principio di separazione dei poteri, che \u00e8 garanzia di libert\u00e0 per tutti, in modo tale che vi sia equilibrio tra loro e che nessuno abbia la supremazia sull\u2019altro. Guai se quel sistema di pesi e contrappesi magnificamente disegnato dall\u2019Assemblea Costituente venisse intaccato o irreversibilmente compromesso, che \u00e8 esattamente ci\u00f2 che con la riforma avverr\u00e0. Senza considerare che c\u2019\u00e8 gi\u00e0 in cantiere la riforma del \u201cpremierato\u201d, che svuota i poteri del Parlamento a favore, ancora una volta, dell\u2019esecutivo.<\/p>\n<p><strong>Ma \u00e8 vero o no che l\u2019Italia \u00e8 uno dei pochissimi ordinamenti privi della separazione della carriera dei magistrati?<\/strong><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che ci dovremmo chiedere \u00e8: quanti Paesi hanno adottato il sistema cos\u00ec come concepito dalla riforma Nordio? In Europa soltanto uno, il Portogallo, che non mi pare abbia prodotto significativi risultati tali da meritare di essere importato. Anzi, a guardare la vicenda che ha interessato l\u2019allora premier Costa nel 2023, che \u00e8 stato costretto alle dimissioni, per poi scoprire che era stato commesso un errore di trascrizione nelle intercettazioni, direi che il rapporto tra magistratura e politica non goda l\u00ec di un buono stato di salute. E d\u2019altronde la dice lunga il comunicato di solidariet\u00e0 che i colleghi portoghesi ci hanno fatto pervenire qualche settimana fa\u2026<\/p>\n<p>Se guardiamo, invece alla composizione del Csm e dell\u2019Alta Corte tramite sorteggio, \u00e8 invece un caso isolato in tutto il panorama mondiale. Tutti gli altri Paesi (Francia, Germania, Spagna, ecc.), di cui si parla tanto, adottano altri sistemi, diversi da quello previsto nella riforma Nordio, ognuno con le proprie specificit\u00e0, che riflettono le differenze storiche, politiche, culturali di ciascun popolo: qualcuno ha addirittura una maggiore interscambiabilit\u00e0 tra le funzioni, qualcuno un pubblico ministero assoggettato all\u2019esecutivo, qualche altro la figura del giudice istruttore, che garantisce indagini indipendenti, figura da noi scomparsa con l\u2019introduzione del nuovo codice di procedura penale nel 1989.<\/p>\n<p>In ogni caso, a favore dell\u2019unicit\u00e0 della carriera, vi sono da segnalare importanti documenti del Consiglio d\u2019Europa [Si tratta della Raccomandazione REC (2000)19 del Comitato dei Ministri del Consiglio d\u2019Europa sul \u201cRuolo del Pubblico Ministero nell\u2019ordinamento penale\u201d, adottata il 6 ottobre 2000, ove si prevede (al punto 18) che: \u201cse l\u2019ordinamento giuridico lo consente, gli Stati devono prendere provvedimenti concreti al fine di consentire ad una stessa persona di svolgere successivamente le funzioni di pubblico ministero e quelle di giudice, o viceversa. Tali cambiamenti di funzione possono intervenire solo su richiesta formale della persona interessata e nel rispetto delle garanzie\u201d. <\/p>\n<p>E ancora: \u201cLa possibilit\u00e0 di interscambio tra le funzioni di giudice e quelle di Pubblico Ministero si basa sulla constatazione della complementarit\u00e0 dei mandati degli uni e degli altri, ma anche sulla similitudine delle garanzie che devono essere offerte in termini di qualifica, di competenza, di statuto. Ci\u00f2 costituisce una garanzia anche per i membri dell\u2019ufficio del pubblico ministero\u201d. Ndr], nonch\u00e9 la circostanza che i componenti della Procura Europea (Eppo) possono esercitare negli stati di provenienza funzioni sia giudicanti sia inquirenti. Senza dimenticarsi del grido di allarme della relatrice dell\u2019ONU sull\u2019indipendenza dei giudici e degli avvocati nell\u2019ottobre del 2025, Margaret Satterthwaite, lanciato proprio sulle criticit\u00e0 ed i pericoli della riforma Nordio.<\/p>\n<p><strong>Ci sono magistrati italiani che, pur rivestendo in Italia la funzione giudicante, hanno risposto all\u2019interpello diventando poi pubblici ministeri dell\u2019EPPO?<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ce ne sono, eccome. E cos\u00ec, mentre la comunit\u00e0 europea viaggia verso il nostro modello ordinamentale, da noi viene messo in discussione e rischiamo di perderlo. Per dirla con Zagrelbesky: \u201coccorre spiegare all\u2019opinione pubblica che non si buttano via da un giorno all\u2019altro secoli di storia e di valori civili.\u201d Pensiamo, per esempio, agli USA, che adottano un sistema accusatorio e al quale si guarda, non troppo velatamente, come modello: ci piace un sistema in cui si viene condannati mediante un verdetto senza motivazione, vi \u00e8 un altissimo tasso di carcerazioni e patteggiamenti, dove non vi \u00e8 alcuna parit\u00e0 delle parti, visto che la pubblica accusa \u00e8 dotata di mezzi soverchianti e non tutti hanno la disponibilit\u00e0 economica per permettersi un valido difensore?<\/p>\n<p><strong>Lei ha detto prima che il sorteggio per l\u2019assunzione dei componenti togati e non togati del Csm non esiste in nessun paese del mondo. Perch\u00e9 non vi piace il sorteggio, presentato dai riformatori come uno strumento di trasparenza e di imparzialit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9, per le ragioni sopra precisate, il sorteggio asimmetrico ed iniquo rischia di diventare ulteriore strumento di incremento del peso della componente politica del Csm. Ma si potrebbe aggiungere anche qualche altra considerazione. Con il sorteggio non si designano neanche i rappresentanti di classe o di istituto, un amministratore di condominio, i consiglieri di ordini professionali, figuriamoci i componenti di un organo di rilievo costituzionale. E, infatti, non \u00e8 previsto per nessun organo di autogoverno di magistrati in tutto il mondo. Anzi la Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d\u2019Europa del 2010 afferma chiaramente che almeno la met\u00e0 dei componenti del Csm devono essere \u201cscelti\u201d da parte dei colleghi. Un magistrato \u00e8 in grado di incidere sulla libert\u00e0 personale, sul patrimonio, sui rapporti di lavoro e familiari, ma non capace di eleggere propri rappresentanti?<\/p>\n<p><strong>I promotori della riforma sostengono che colpevolizzare il sorteggio dei magistrati equivale a mortificare la loro competenza. In effetti tutti i magistrati sono preparati e dunque tutti sarebbero idonei, in astratto, a ricoprire la funzione di componenti del Csm.<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i magistrati sono sicuramente preparati per esercitare la funzione giurisdizionale.<\/p>\n<p>Ma le competenze richieste per l\u2019attivit\u00e0 del CSM sono assolutamente diverse, perch\u00e9 \u00e8 un ruolo che richiede una maggiore attitudine e preparazione di carattere ordinamentale, dato che si parla di tabelle, incompatibilit\u00e0, valutazioni, ecc\u2026 Tornando alla scuola, anche se il paragone mi rendo conto essere un po\u2019 improprio, alcuni magari possono essere bravissimi docenti, avere una straordinaria attitudine all\u2019insegnamento, ma magari non avere anche altri tipi di abilit\u00e0 organizzative e gestionali, che consentono di essere altrettanto capaci nel ruolo di preside.<\/p>\n<p><strong>Il sorteggio secondo i sostenitori del NO \u00e8 pericoloso, ma almeno, si ribatte dall\u2019altra parte, l\u2019estrazione a sorte elimina il potere delle correnti. A questo proposito vene citato spesso il caso Palamara. Ma che cosa si deve fare per eliminare i casi di questo genere?<\/strong><\/p>\n<p>Questa affermazione \u00e8 viziata a monte, perch\u00e9 non tiene conto della realt\u00e0. Tutti i magistrati italiani hanno una loro ineliminabile sensibilit\u00e0 e molti di questi sono anche iscritti a correnti, che altro non sono che gruppi associativi, che rispecchiano il pluralismo delle diverse visioni della giurisdizione esistenti all\u2019interno della magistratura. Il sorteggio verr\u00e0 comunque effettuato tra questi magistrati, ma con una grande differenza rispetto al presente: oggi i magistrati possono scegliere i propri rappresentanti, di cui conoscono visione, sensibilit\u00e0, percorso professionale; con la riforma verranno estratti magistrati, di cui potrebbe non conoscersi nulla e per di pi\u00f9, visto che la fortuna \u00e8 bendata, potrebbero essere estratti tutti da un\u2019unica corrente. In conclusione, trasparenza e pluralismo contro opacit\u00e0 e possibile pensiero unico: da singolo magistrato in cosa mi dovrei sentire pi\u00f9 tutelato?<\/p>\n<p>Lo scopo, invece, \u00e8 chiaro: indebolire la componente togata a favore di quella proveniente dalla politica. Del resto, Max Weber ci insegna che il potere politico \u00e8 a sommatoria zero: se lo perde qualcuno, qualcun altro lo prende. Se, come dicono i fautori della riforma, il potere viene tolto alle correnti, a chi lo si sta dando? A uno sparuto numero di magistrati sorteggiati, privi di alcuna rappresentativit\u00e0, ed ai componenti di provenienza politica, per l\u2019appunto.<\/p>\n<p>Del resto, anche il Ministro Nordio ha detto, e poi scritto, di essere sorpreso che la leader dell\u2019opposizione remasse contro la riforma, non capendo che, quando sarebbe andata lei al governo, ne avrebbe potuto approfittare. E poi, se si vuole combattere, come si dice, le degenerazioni correntizie, plasticamente rappresentate dall\u2019incresciosa vicenda Palamara, citata ad ogni pi\u00e8 sospinto, si sta andando in direzione opposta.<\/p>\n<p>Nel caso Palamara, abbiamo assistito ad alcuni politici che hanno incontrato consiglieri del Csm con lo scopo di influenzare la nomina del Procuratore Capo della Procura di Roma. Ebbene, con la riforma, come gi\u00e0 detto, la componente politica potr\u00e0 con maggiore peso determinare le nomine dei dirigenti degli uffici giudiziari. Peraltro, va ricordato che il caso Palamara viene alla luce grazie al lavoro di altri magistrati e che i magistrati coinvolti hanno tutti subito pesanti sanzioni disciplinari, sino alla destituzione, come nel caso di Palamara.<\/p>\n<p><strong>Lei si riferisce all\u2019art. 104 della Costituzione che definisce la magistratura come \u201cun ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere\u201d. Tuttavia, i sostenitori del SI ribattono che la norma non viene intaccata dalla riforma. In effetti resta integra<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019enunciazione resta integra, ma, per le ragioni sopra dette, totalmente svuotata in concreto.<\/p>\n<p>Anche nelle Costituzioni dell\u2019Iran, della Corea del Nord, della Cina ci sono dichiarazioni di analogo tenore, eppure\u2026 eppure non basta proclamare un principio, ma occorre approntare gli strumenti affinch\u00e9 quel principio possa trovare concreta attuazione: esattamente ci\u00f2 che l\u2019Assemblea Costituente ha fatto con la creazione del CSM, che oggi si vuole indebolire. Com\u2019\u00e8 noto, la Costituzione sancisce il diritto al lavoro e alla giusta retribuzione, nei suoi articoli 1, 4, 36, ecc., ma se poi non si introducono legislazioni e strumenti volti a combattere la precariet\u00e0, gli infortuni sul lavoro, i salari bassi, quei principi rimangono sulla carta.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima domanda. Stando agli esiti di certi sondaggi pare che la magistratura non sia pi\u00f9 al primo posto, tra le istituzioni, quanto a gradimento da parte dei cittadini. Che cosa significa per lei lei questo rilievo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 molto importante che non venga incrinata la fiducia della collettivit\u00e0 nella integrit\u00e0 e nella imparzialit\u00e0 dell\u2019ordine giudiziario. Purtroppo il dibattito sulla riforma in questione viene condotto mediante la delegittimazione costante da parte di un\u2019istituzione nei confronti di un\u2019altra, mediante attacchi con frequenza quasi quotidiana che sarebbero intollerabili in un qualsiasi Paese civile e strumentalizzando, con estrema disinvoltura e senza alcun rispetto verso i cittadini impegnati a formarsi un\u2019idea, vicende giudiziarie remote o attuali, senza che nulla abbiano a che fare con il contenuto stesso della riforma.<\/p>\n<p>Personalmente ho la fortuna di vivere e svolgere la mia funzione a Palermo, ossia in una realt\u00e0 in cui la magistratura, ma oserei dire la giustizia tutta, ha sempre saputo costruire un rapporto di forte fiducia con la societ\u00e0, proprio nei momenti pi\u00f9 drammatici della nostra storia. Forse andrebbe ricordato pi\u00f9 spesso che la magistratura non \u00e8 solo quella di Palamara, ma anche e soprattutto quella di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Francesca Morvillo, Alfonso Giordano, Emilio Alessandrini, Rocco Chinnici, Cesare Terranova e di tanti altri grandi donne e uomini magistrati\u2026di tanti che, ancor\u2019oggi, silenziosamente, senza mezzi e senza risorse adeguate, trascorrono interminabili giornate lavorative, senza badare all\u2019orologio, sacrificando spesso esigenze familiari e trascurando finanche la propria salute, pur di rendere un servizio e non a caso risultano tra i pi\u00f9 produttivi in Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La riforma della magistratura e l\u2019esito del referendum potrebbero avere un impatto sul personale scolastico? 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