{"id":328611,"date":"2026-01-29T11:23:09","date_gmt":"2026-01-29T11:23:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/328611\/"},"modified":"2026-01-29T11:23:09","modified_gmt":"2026-01-29T11:23:09","slug":"capitano-tutte-a-lorenzo-musetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/328611\/","title":{"rendered":"Capitano tutte a Lorenzo Musetti?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 precipitato tutto all\u2019improvviso, come una frana. Lorenzo Musetti serviva all\u2019inizio del terzo set, avanti di due e in perfetto controllo. Nemmeno dieci minuti dopo era seduto sulla sedia con lo sguardo lanciato verso l\u2019abisso, mentre un fisioterapista gli massaggiava la coscia destra. Nemmeno un quarto d\u2019ora dopo si sfilava la fascetta dalla fronte con un\u2019espressione derelitta, mentre Djokovic indossava gli scomodi panni del vincitore fortunato. In un quarto d\u2019ora Lorenzo Musetti ha perso tutto, come in una puntata al casin\u00f2 finita male.<\/p>\n<p>Cosa deve aver pensato in quel momento? Era molto vicino a una delle vittorie pi\u00f9 importanti della sua carriera, poteva toccarla con mano. La vita di uno sportivo \u00e8 fatta di migliaia di giorni in cui si semina e di pochi &#8211; i migliori li contano sulle dita di due mani &#8211; in cui si raccoglie, e questa sembrava una giornata di raccolto. Avrebbe battuto Djokovic per la seconda volta in carriera, lo avrebbe detronizzato sul suo campo, a Melbourne, nello Slam che meno preferisce. In Australia, dove la palla schizza veloce e sul cemento si pu\u00f2 friggere un uovo.<\/p>\n<p>Non c\u2019era motivo, di credere, in quel momento, che Djokovic avrebbe potuto metterlo in difficolt\u00e0. Lo ha ammesso Djokovic, tutto contrito, a fine match: \u00abEra il giocatore migliore in campo e io sarei andato a casa. Mi sento fortunato\u00bb. Non si pu\u00f2 nemmeno dire fosse stata una bella partita. La palla di Djokovic era come narcotizzata: arrivava dall\u2019altra parte del campo lenta, poco lavorata e senza troppo costrutto. Non sembrava nemmeno lui, ma una sua versione febbricitante, diminuita in tutto. Musetti ha vinto due set applicando meticolosamente tutti i progressi degli ultimi mesi: il servizio affidabile, un dritto devastante, una nuova intelligenza nella copertura del campo.<\/p>\n<p>\u00c8 un giocatore completamente diverso rispetto a solo a un anno fa. Musetti \u00e8 sempre capace di fuochi d\u2019artificio e colpi spettacolari, ma ora sa anche essere pi\u00f9 asciutto e lineare. Il servizio gli regala pi\u00f9 punti diretti, o gli regala un colpo aggressivo in uscita. Tutta l\u2019architettura del suo tennis si \u00e8 semplificata, diventando meno dispendiosa, rendendolo competitivo anche su superfici veloci dove prima faticava. Quando poi lo scambio si allunga Musetti sa starci fisicamente come pochi altri. Per lo stile dei suoi colpi, ha sempre bisogno di margine di tempo e spazio, ma \u00e8 capace di trovare colpi aggressivi ed enfatici anche da molto lontano, con i piedi quasi sui teloni. Sono una delle esperienze estetiche del circuito: le improvvise sbracciate di Musetti mentre sembra con le spalle al muro, dei colpi da ko tirati da terra.<\/p>\n<p>Djokovic non trovava soluzioni, e c\u2019\u00e8 una statistica che lo rivela chiaramente: 32 discese a rete, da cui ha ricavato solo 20 punti. Un 63% aggiustato dall\u2019inizio del terzo set, alla fine del secondo eravamo attorno al 50%. Djokovic scendeva a rete per uscire dalla morsa di Musetti e abbreviare l\u2019agonia. Djokovic vinceva pi\u00f9 scambi sotto i quattro colpi, ma perdeva la maggior parte di quelli che si allungavano &#8211; e non erano pochi. Che cosa strana, vedere Djokovic rifiutare il suo ambiente naturale. L\u2019aria che respirava fino a pochi anni fa, quella della gravit\u00e0 ridotta che imponeva allo scambio da fondo. \u00c8 anche paradossale, a pensarci, che il giocatore che sembrava pi\u00f9 in difficolt\u00e0 fisica a gestire la partita, \u00e8 anche quello che ha vinto per problemi fisici dell\u2019avversario.<\/p>\n<p>\u00c8 un arretramento competitivo che per lui va avanti da anni. Nessuno riusciva a sostenere il suo scambio da fondo. Poi Medvedev ha iniziato a scalzarlo, poi \u00e8 arrivato Alcaraz, poi Sinner e adesso Lorenzo Musetti. Lui si \u00e8 arrangiato come fanno i fenomeni di questo sport: dando fondo al repertorio per nascondere i propri limiti fisici. Cambiare contesto: variazioni, piazzamenti, discese a rete e un rendimento del servizio che deve essere sempre eccellente. Finora \u00e8 bastato per mantenere comunque lo status di numero tre virtuale al mondo. Negli Slam, esclusi i ritiri, perde solo da Sinner e Alcaraz. L\u2019ultimo diverso da loro a batterlo \u00e8 stato Daniil Medvedev in finale agli US Open del 2021. Stiamo parlando di quasi cinque anni fa. Stavolta per\u00f2 era molto vicino a una sconfitta che sarebbe stata a suo modo storica e significativa del suo declino.<\/p>\n<p>Sembra passata un\u2019epoca ma solo un anno fa Djokovic batteva Alcaraz agli Australian Open. Lo batteva da infortunato, dandogli una lezione tattica memorabile. Lo dico per mettere le cose in prospettiva: sul decadimento di Djokovic negli ultimi dodici mesi, ma anche i progressi di Musetti, che l\u2019ultima volta aveva perso in quattro set da Shelton al terzo turno.<\/p>\n<p>Oggi Musetti \u00e8 numero cinque della ATP, ma vincendo sarebbe stato numero tre, almeno provvisoriamente. \u00c8 questo oggi il suo status, quello di terzo o quarto giocatore al mondo. Pi\u00f9 verso il terzo posto sulle superfici morbide, pi\u00f9 verso il quarto sul duro, dove Zverev \u00e8 forse ancora un gradino pi\u00f9 in alto (e ci sono altri ossi duri come Fritz e Shelton). Mi rendo conto che pu\u00f2 suonare un giudizio troppo ottimistico per un giocatore che non vince tornei da quasi quattro anni. L\u2019ultimo \u00e8 stato a luglio del 2022, ad Amburgo, in finale contro Alcaraz. <\/p>\n<p>Da quel momento ha giocato sette finali, perdendone sette. Musetti migliora, progredisce, ma non riesce a ottenere risultati che sanciscano davvero questa crescita, e anche a questo servono i titoli. L\u2019ultima finale persa era stata contro Novak Djokovic ad Atene, in una partita giocata meglio del suo avversario ma comunque persa, grazie a un mix sapiente di autolesionismo, occasioni perse e un pizzico di sfortuna a condire il tutto. Sono sconfitte che rendono pi\u00f9 difficile riconoscere i progressi anche mentali, che ha fatto nella gestione dei punteggi e delle partite. Progressi oggettivi ma che scompaiono nelle finali.<\/p>\n<p>Questa contraddizione &#8211; tra i suoi progressi e i suoi fallimenti &#8211; ha finito per costruirgli attorno un\u2019aura da Paperino, personaggio a cui la vita \u00e8 andata di traverso, e che prova a combattere la malasorte con acessi di ira sempre un po\u2019 comici. Musetti che abbaia bestemmie, allarga le braccia, ha l\u2019aria sconsolata, \u00abho una sfiga\u2026\u00bb dice al suo angolo. Musetti che sembra sempre impigliato in quel monologo vittimista di Nanni Moretti \u00abcome sono fatto male\u2026\u00bb.<\/p>\n<p>Qualcuno si chieder\u00e0 se \u00e8 davvero sfortuna oppure c\u2019\u00e8 un demerito nell\u2019infortunarsi in un momento cos\u00ec importante. Qualcuno se lo chieder\u00e0 perch\u00e9 accettare il caso a volte ci sembra troppo difficile, altre volte troppo facile, ma anche perch\u00e9 \u00e8 in effetti un tema dello sport. Qualche mese fa Nadal diceva che Djokovic ha avuto il merito di avere meno infortuni di lui: \u00e8 un merito anche quello, infortunarsi poco, curare il proprio corpo. Cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 importante, nello sport, che mantenersi in forma? La competizione non \u00e8 forse anche basata sulla resistenza fisica? Non \u00e8 un valore, sopravvivere fisicamente alla tensione agonistica che mina la stabilit\u00e0 del corpo? <\/p>\n<p>Boris Becker, per esempio, ha ipotizzato che Sinner abbia sbagliato la preparazione, per patire cos\u00ec tanto i crampi, per qualcun altro invece \u00e8 un problema genetico su cui c\u2019\u00e8 poco da fare. Soffrire il caldo. Lo si dice poi come se fosse un caldo normale, quello di questi Australian Open, e non una condizione climatica estrema che mette a repentaglio la vita sul pianeta e <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/sinner-crampi-tennis-australian-open-cosa-e-successo\" rel=\"nofollow noopener\">figuriamoci le possibilit\u00e0 dello sport agonistico<\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 impossibile credere che il caldo, e il clima in generale, non abbia inciso sull\u2019infortunio di Musetti. E oltre al caldo magari le quattro ore e 27 spese sul campo per battere Thomas Machac, nell\u2019altra giornata bollente del torneo, in sessione diurna. E le poco pi\u00f9 di dodici ore spese in campo prima dei quarti, il tennista pi\u00f9 impegnato del torneo fino a questo punto. Musetti \u00e8 estremamente solido fisicamente, ma il suo tennis porta davvero all\u2019estremo il suo corpo. Pur essendo migliorato, Musetti \u00e8 comunque tra i giocatori che ottiene meno punti diretti &#8211; tra i Top 10 &#8211; nella combinazione servizio+colpo in uscita. Anche contro Djokovic, pi\u00f9 del 20% degli scambi sono andati oltre i 9 colpi. \u00c8 ancora un giocatore che costruisce il punto, non lo strangola. <\/p>\n<p>In questo &#8211; lo sappiamo &#8211; \u00e8 controculturale: in un tennis che richiede sempre pi\u00f9 economia, il gioco di Musetti \u00e8 dispendioso. \u00c8 quello il suo bello, questo tennis &#8220;umano&#8221;, oltre che profondamente artistico. \u00c8 uno stile che nei tornei tre su cinque, per\u00f2, si accumula nelle gambe insieme all\u2019acido lattico. Se ci mettiamo anche il calendario fitto, le condizioni climatiche estreme, la velocit\u00e0 a cui bisogna giocare, non pu\u00f2 essere del tutto casuale che Musetti abbia sofferto di alcuni problemi fisici negli Slam. \u00c8 il secondo ritiro in un Major dopo quello contro Alcaraz al Roland Garros, quando probabilmente la tensione mentale della partita lo aveva spinto fino al dissolvimento fisico. \u00c8 uno sport malefico. Dopo quella partita Musetti <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/x.com\/Gill_Gross\/status\/2016410047656693908?s=20\" rel=\"nofollow\">aveva riconosciuto<\/a> di aver bisogno di costruirsi ancora di pi\u00f9, fisicamente. Il tennis di Musetti \u00e8 sostenibile negli Slam nel 2025?<\/p>\n<p>Non ho ampliato il discorso per negare il ruolo della sfortuna, che in questo caso va solo accettato. In fondo a Musetti bastava un\u2019altra mezz\u2019ora di tennis a buon livello per arrivare in semifinale agli Australian Open. Contro questa versione di Djokovic, cos\u00ec minore, non gli serviva chiss\u00e0 quale sforzo. A differenza del ritiro contro Alcaraz, sembrava ancora ben lontano dai propri limiti. Dice di aver sentito il problema gi\u00e0 all&#8217;inizio del secondo set, ma stava giocando cos\u00ec bene che ha continuato a giocare. Dopo il medical timeout stava ancora peggio.<\/p>\n<p>\u00c8 raro un giocatore si ritiri mentre \u00e8 in vantaggio di due set in uno Slam. Girando la prospettiva, \u00e8 ancora pi\u00f9 raro che un giocatore benefici di due ritiri durante la seconda settimana di uno Slam (dopo quello di Jakub Mensik). Djokovic \u00e8 in semifinale e l\u2019ultimo set che ha vinto \u00e8 stato al terzo turno contro Botic van de Zandschulp &#8211; che comunque pativa qualche problema al braccio. Eppure i nove set vinti arrivando in semifinale non sono un record, dato che nel 2016 era arrivato in semifinale allo US Open con otto set vinti, grazie a 1 walkover e 2 ritiri durante la partita.<\/p>\n<p>\u00c8 paradossale che un uomo di 38 anni, quasi 39, stia vincendo questa gara di resistenza fisica, ma anche l\u2019ennesimo segno della sua eccellenza &#8211; al di l\u00e0 delle vesciche che lo hanno tormentato. Certo per battere Sinner, nel caso in cui battesse Shelton, avr\u00e0 bisogno anche di trovare un po\u2019 di tennis, che oggi sembra del tutto smarrito. Se per\u00f2 Djokovic aveva bisogno di un segno del destino, ne ha avuti gi\u00e0 parecchi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 precipitato tutto all\u2019improvviso, come una frana. Lorenzo Musetti serviva all\u2019inizio del terzo set, avanti di due e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":328612,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-328611","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115978135296866061","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/328611","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=328611"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/328611\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/328612"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=328611"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=328611"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=328611"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}