{"id":328725,"date":"2026-01-29T12:57:15","date_gmt":"2026-01-29T12:57:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/328725\/"},"modified":"2026-01-29T12:57:15","modified_gmt":"2026-01-29T12:57:15","slug":"lultimo-capolavoro-di-jose-mourinho","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/328725\/","title":{"rendered":"L&#8217;ultimo capolavoro di Jos\u00e9 Mourinho"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSe \u00e8 una diceria il vento se la porta via\u00bb, sospira con amarezza l\u2019agente David Kujan al sergente Jeffrey Rabin, mentre constata che, anche se fosse davvero lui il famigerato Keyser Soze, non avrebbe avuto pi\u00f9 occasione di rivedere Dean Keaton, il sospettato principale della sua indagine. \u00c8 la battuta che precede la scena risolutiva de I soliti sospetti, film di culto che nel 2025 ha compiuto trent\u2019anni e che forse oggi ci appare un po&#8217; invecchiato, dopo anni di serie TV che ci bombardano di finali a sorpresa. I soliti sospetti \u00e8 rimasto nella storia per per le battute memorabili, per la sua colonna sonora, per gli outfit incredibili e per un\u2019ironia che si sposava cos\u00ec bene col gangsterismo eccentrico dei protagonisti. Inutile nascondere, per\u00f2, che senza il finale sarebbe rimasto semplicemente un film, non di certo una pellicola da Premio Oscar. Ecco, guardare l\u2019ultima giornata della fase campionato della Champions League \u00e8 stato come assistere al finale de I soliti sospetti. Solo che al posto di Kujan, stavolta, c\u2019eravamo noi da casa, spettatori della diretta gol, mentre Keyser S\u00f6ze, per l\u2019ennesima notte della sua carriera, \u00e8 stato Jos\u00e9 Mourinho.<\/p>\n<p>Mancavano pochi minuti alle undici di notte, e fino a quel momento avevamo assistito a un turno divertente ma un po&#8217; piatto nell&#8217;intreccio generale. Il Liverpool aveva sommerso di gol il Qarabag, l&#8217;Arsenal aveva passeggiato sul Kairat e Federico Dimarco a Dortmund ci aveva regalato una bellissima pennellata su punizione. L&#8217;unica storia ad aver rotto davvero il copione era stata quella del Bod\u00f8 Glimt che, espugnando il Wanda Metropolitano, si era qualificato agli spareggi.<\/p>\n<p>Pur contenti di aver vissuto una serata piena di gol, stavamo per\u00f2 per andarci a coricare con questo unico colpo di scena. Un po&#8217; poco per quanto promesso dal nuovo formato della Champions League. Anche stavolta, <a target=\"_blank\" class=\"content_url__5sm0x\" href=\"https:\/\/ultimouomo.com\/meglio-diretta-gol-champions-league-come-e-andata-sconfitte-juventus-milan\" rel=\"nofollow noopener\">come lo scorso anno<\/a>, l\u2019ottava giornata, con tutto il suo caos, non aveva aggiunto granch\u00e9 alla trama del torneo. Le sorprese dell\u2019ultimo turno, che dovevano essere una conseguenza naturale del maxi-girone, si stavano trasformando in una diceria, quelle che vengono portate via dal vento, per usare le parole dell\u2019agente Kujan.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, come nella pellicola di Bryan Singer, \u00e8 arrivato il finale a stravolgere ci\u00f2 di cui eravamo convinti e a illuminare il senso di tutto ci\u00f2 a cui avevamo assistito. A mostrarci che, in realt\u00e0, nulla di ci\u00f2 che ritenevamo lineare lo era davvero.<\/p>\n<p>\u00abSei un gran disordinato\u00bb, dice Kujan a Rabin mentre si appresta a salutarlo, convinto che non ci sia pi\u00f9 molto da fare nella caccia a Keyser Soze. \u00ab\u00c8 un disordine sistematico, Dave\u00bb, ribatte il sergente \u00abNon ci capisci niente a guardarlo cos\u00ec. Devi osservarlo da una certa distanza\u00bb. Sono parole premonitrici, perch\u00e9 nel giro di qualche istante Kujan mette a fuoco i dettagli che lo circondano, ricompone i pezzi e scopre il raggiro di cui \u00e8 stato oggetto. Anche noi, come lui, avevamo solo bisogno di mettere le cose in prospettiva.<\/p>\n<p>Succede tutto nel giro di pochi minuti, in un rimbalzo continuo di collegamenti tra un campo e l\u2019altro, fino a quando il Da Luz non si prende il proscenio.<\/p>\n<p>Il primo a scomparire, come Benicio del Toro quando prova a sfuggire dalla missione pattuita con l&#8217;Avvocato Kobayashi, \u00e8 Roberto De Zerbi. Il Marsiglia scende in campo come se non avesse sangue nelle vene, e viene spazzato via per 3-0 dal Club Brugge. Al fischio finale, comunque, i francesi sono ancora miracolosamente aggrappati al 24\u00b0 posto, l\u2019ultimo valido per il play-in. L\u2019arbitro fa a malapena in tempo ad emettere il triplice fischio che, con grande fretta, il tecnico italiano corre negli spogliatoi, non si sa se per preparare una cazziata epica contro i suoi giocatori o se, realisticamente, per assistere agli ultimi minuti delle altre partite da cui dipende la sua qualificazione. In maniera inconsapevolmente beffarda, il Club Brugge fa proiettare sul maxischermo dello stadio un messaggio sinistro: &#8220;Complimenti per la qualificazione, Marsiglia&#8221;.<\/p>\n<p>In quel momento il Benfica sta gi\u00e0 battendo per 3-2 il Real Madrid, e probabilmente avrebbe meritato un vantaggio pi\u00f9 ampio: solo l\u2019imprecisione degli &#8220;encarnados&#8221; aveva salvato gli uomini di Arbeloa, autori di una prestazione che Mbapp\u00e9, ormai capitano in pectore, ha definito vergognosa. Il risultato, fino a pochi minuti dal 90\u2019, aveva creato una strana situazione di stallo, forse dettata anche dalla difficolt\u00e0 di calcolare tutte le combinazioni del classificone. Nessuno sente ancora l\u2019urgenza di segnare. Nemmeno il Real Madrid che, seppur in bilico, si trovava ancora matematicamente all\u2019ottavo posto.<\/p>\n<p>Poi, per\u00f2, arriva a gamba tesa un collegamento da San Mam\u00e9s: a sorpresa, non sono i padroni di casa dell\u2019Athletic Club ad aver segnato, ma lo Sporting. I baschi sono tutti riversati in avanti alla ricerca del gol qualificazione, e si espongono cos\u00ec al contropiede portoghese. Lu\u00eds Su\u00e1rez, omonimo del fuoriclasse uruguaiano, arriva davanti a Unai Sim\u00f3n, ma al momento di calciare inciampa e manca l\u2019occasione. Per sua fortuna, la palla carambola sui piedi di Alisson Santos, ala brasiliana che in questi giorni pare sia vicinissima a trasferirsi al Napoli. Alisson Santos passa in mezzo a due avversari e incrocia all\u2019angolino basso: il gol catapulta lo Sporting all\u2019ottavo posto e, di conseguenza, il Real Madrid al play-in.<\/p>\n<p>La notizia, all\u2019improvviso, cambia volto alla serata: adesso bisogna capire se il Real Madrid rimarr\u00e0 fuori dalle prime otto (first world problems, dir\u00e0 qualcuno). Oggi ci sembra la giusta punizione per una squadra che sembra aver perso tutto ci\u00f2 che la rendeva speciale, ma bisogna ricordarsi che fino a ieri si trattava di uno scenario altamente improbabile. Come riportavano diversi quotidiani spagnoli, l&#8217;agenzia di scommesse Betfair, in una simulazione di 100.000 scenari, calcolava che il Real Madrid avesse solo il 5% di mancare la qualificazione diretta agli ottavi. <\/p>\n<p>Chi stava per spegnere la tv e mettersi sotto le coperte, allora, rimane un altro po\u2019 sul divano. Nel frattempo al Camp Nou il gol di Alisson Santos scatena il delirio generale, una scena di tripudio a distanza sempre pi\u00f9 rara nel calcio di oggi.<\/p>\n<p>O forse l\u2019esultanza si inseriva nell\u2019alveo della rivalit\u00e0 calcistica tra catalani e baschi?<\/p>\n<p>\u00c8 sempre bello veder crollare un gigante come il Real Madrid, diciamoci la verit\u00e0. D&#8217;altra parte, come dice Tuco ne Il buono, il brutto e il cattivo, i tipi grossi \u00abquando cascano fanno tanto rumore\u00bb, per questo \u00e8 cos\u00ec divertente. Quello che ancora non sapevamo, per\u00f2, \u00e8 che le peripezie dei &#8220;blancos&#8221; sarebbero rimaste una notizia marginale di fronte alla qualificazione del Benfica.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 bella di questa storia, ci\u00f2 che l&#8217;ha resa memorabile, \u00e8 che nemmeno i suoi protagonisti avevano ben chiaro cosa stesse accadendo. Mourinho, lo ha ammesso lui stesso dopo la partita, al 93&#8242;, ancora sul 3-2, pensava di essere gi\u00e0 qualificato. D\u2019altra parte, poveraccio, mica aveva davanti il riquadro con la classifica generale! Al 90\u2019 lo vediamo confabulare in panchina con Antonio Silva, un difensore. Che voglia mandarlo in campo al posto di un altro centrale per avere una torre in pi\u00f9? Niente affatto, Antonio Silva entra al posto di un\u2019ala, Schjelderup: \u00abQuando ho fatto la sostituzione, non avevo capito che il 3-2 non bastasse. I sostituti sono entrati per mantenere il vantaggio\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/1c38f4bc2891131f46c31c1a73332ff8a65b31bb-2328x1560.png\" class=\"content_image__UFwiZ\"\/><\/p>\n<p>Il nuovo formato ci ha fatto divertire, ma il fatto che nemmeno i protagonisti capiscano cosa stia realmente accadendo, forse, ci dice che le controindicazioni non mancano.<\/p>\n<p>Su Schjelderup forse si potrebbe scrivere un articolo a parte. Una delle grandi promesse del calcio norvegese, acquistato dal Benfica gi\u00e0 nel 2022 ad appena 18 anni, Schjelderup prima di ieri sembrava ai margini del progetto di Mourinho, che fonda sempre le sue squadre su un confine netto tra chi \u00e8 dentro e chi \u00e8 fuori. Il norvegese, nelle ultime dieci gare di campionato, \u00e8 partito titolare solo una volta, e in Champions non aveva mai segnato in vita sua. Nelle scorse settimane, scrollando le notizie, si leggeva del suo nome associato a diverse squadre italiane per il calciomercato di gennaio; pochi giorni fa sembrava a un passo dal Parma. Ieri ha segnato una doppietta al Real Madrid senza la quale tutta questa storia non sarebbe stato possibile e dopo la partita \u00e8 apparso quasi in lacrime ai microfoni: \u00abQuesto \u00e8 ci\u00f2 di cui sono fatti i sogni\u00bb. <\/p>\n<p>In effetti nel recupero del secondo tempo si crea una situazione quasi onirica, paradossale. Il Real Madrid, che intanto \u00e8 rimasto in dieci per la doppia ammonizione di Asencio, prova a vincere. Il Benfica, invece, vuole mantenere il risultato.<\/p>\n<p>Quando l\u2019ultimo calcio di punizione a favore degli spagnoli si risolve in un pallonetto senza senso di Camavinga, Trubin, portiere dei portoghesi, si concede addirittura il lusso di stoppare di petto e di buttarsi a terra per perdere tempo. \u00c8 evidente che nessuno avesse avvertito i giocatori della necessit\u00e0 di segnare. In tribuna Rui Costa, lui s\u00ec con lo specchietto della classifica davanti, impazzisce e forse in quel momento vorrebbe uccidere il portiere ucraino. <\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/80b0a5ad781c9d683c71ddeba9126d4dd0e82615-2544x1276.png\" class=\"content_image__UFwiZ\"\/><\/p>\n<p>Pochi secondi dopo, tra l&#8217;altro, proprio Trubin \u00e8 protagonista di un momento misterioso, che contribuisce alla sceneggiatura assurda di questa partita. Il portiere fa per rinviare e non si accorge di avere accanto Mbapp\u00e9, che gli ruba palla con la punta del piede e va a segnare. L\u2019arbitro Massa, per\u00f2, fischia fallo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/c143d14d8c5cf6ebc35d799dfa3bee09f7ff6eca-2304x1000.png\" class=\"content_image__UFwiZ\"\/><\/p>\n<p>La decisione, non a caso, causa le veementi proteste di Rodrygo che viene espulso, lasciando in nove il Real Madrid.<\/p>\n<p>Il sospiro di sollievo \u00e8 anche un&#8217;epifania per il Benfica, che per qualche ragione, forse avvertito dal brusio del Da Luz, forse pi\u00f9 semplicemente da qualche assistente con un&#8217;app di risultati in diretta, o forse davvero per magia, si accorge finalmente di non aver completato l\u2019opera. <\/p>\n<p>Il portiere, allora, fa salire i suoi e lancia lungo. Per sua fortuna, il primo ad arrivare sulla seconda palla \u00e8 Aursnes. Bellingham prova a recuperare, e affondando il tackle calpesta giusto la punta della scarpa del norvegese.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/b309fbe52d1a7b7968bbdf73dbf0ab07445f7293-2004x1502.png\" class=\"content_image__UFwiZ\"\/><\/p>\n<p>Fallo anche questo ai limiti del regolamento. Se Aursnes avesse avuto una taglia in meno di scarpe, probabilmente, non avremmo assistito allo spettacolo di ieri.<\/p>\n<p>Quando l\u2019arbitro fischia la punizione da una posizione cos\u00ec invitante, tutti nella nostra testa abbiamo prefigurato cosa potesse accadere. Vedere Trubin salire in area \u00e8 stata l\u2019illuminazione di cui avevamo bisogno, la lavagnetta targata Skokie, Illinois, che lascia intuire a Kujan il raggiro di cui \u00e8 oggetto, l\u2019inquadratura sulla tazza che gli cade dalle mani e che, mostrandoci la scritta Kobayashi sul frammento di porcellana, ci fa capire come tutto stesse cospirando verso una sola direzione: il gol del portiere, l\u2019eliminazione del Real Madrid dalle prime otto e, soprattutto, la qualificazione del Benfica ai danni del Marsiglia.<\/p>\n<p>Il cross perfetto di Aursnes che cade sulla fronte di Trubin \u00e8 la conferma di cui avevamo bisogno, Verbal Kint che all\u2019improvviso non \u00e8 pi\u00f9 zoppo e prende a camminare diritto.<\/p>\n<p>Mourinho si mette a correre indicando i tifosi, come fosse ad Old Trafford nel 2004 o in mezzo agli irrigatori del Camp Nou nel 2010 &#8211; un&#8217;esultanza di cui dopo la partita si scuser\u00e0 con Arbeloa. Ha dovuto tessere la pi\u00f9 fitta delle trame per regalarci, ancora una volta, una notte di gloria, forse l\u2019ultima della sua carriera a questo livello. Un momento che in Italia ha fatto esultare in molti, come i soldati francesi dopo il ritorno di Napoleone dall&#8217;Isola d&#8217;Elba. <\/p>\n<p>A quel punto abbiamo avuto davanti il quadro completo, era tutto macchinato ad arte: l\u2019incrocio con il Real Madrid, la squadra che aveva rigettato la sua dittatura, che pure era servita a ricostruire le basi per il dominio di Ancelotti e Zidane, dopo un decennio di magra in Champions League. Il fatto che sulla panchina dei blancos ci fosse uno dei suoi pretoriani alla &#8220;Casa Blanca&#8221;, Alvaro Arbeloa, uno di quelli che avevano reso irrespirabile l\u2019aria nei Clasicos e nello spogliatoio della Spagna, al tempo della rivalit\u00e0 col Barcellona di Guardiola. E che dire del fatto che, alla resta dei conti, a regalare la qualificazione al Benfica siano stati gli acerrimi rivali dello Sporting CP: non solo con la rete in extremis di Alisson Santos, ma anche con quella nel turno precedente di Lu\u00eds Su\u00e1rez, che fino all\u2019anno scorso giocava nella Segunda Division spagnola e che una settimana fa, al 90\u2019, aveva permesso allo Sporting di sconfiggere il PSG, rimanendo in ballo per l\u2019ottavo posto.<\/p>\n<p>Le vie del calcio sono infinite. E Mourinho, come Keyser Soze, ci ha fatto riunire virtualmente tutti al Da Luz senza sapere cosa il destino stesse tramando per lui, salvo poi scoprirlo alla fine. \u00abLa beffa pi\u00f9 grande che il diavolo abbia mai fatto\u00bb, dice Verbal Kint alla fine de I soliti sospetti, \u00ab\u00e8 stata convincere il mondo che lui non esiste\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSe \u00e8 una diceria il vento se la porta via\u00bb, sospira con amarezza l\u2019agente David Kujan al sergente&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":328726,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1452],"tags":[721,1740,1537,90,89,1739,245,244],"class_list":{"0":"post-328725","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-calcio","8":"tag-calcio","9":"tag-football","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-soccer","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115978505115802620","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/328725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=328725"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/328725\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/328726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=328725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=328725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=328725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}