{"id":329887,"date":"2026-01-30T06:54:10","date_gmt":"2026-01-30T06:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/329887\/"},"modified":"2026-01-30T06:54:10","modified_gmt":"2026-01-30T06:54:10","slug":"niscemi-in-volo-sulla-frana-lauto-in-bilico-sul-baratro-e-il-belvedere-salvo-per-miracolo-qui-e-peggio-del-vajont","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/329887\/","title":{"rendered":"Niscemi, in volo sulla frana. L&#8217;auto in bilico sul baratro e il Belvedere salvo per miracolo: \u00abQui \u00e8 peggio del Vajont\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Andrea Pasqualetto<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">La frase choc di Ciciliano, crollati 350 milioni di metri cubi. L\u2019esperto: saranno \u00abdivorati\u00bb altri 30 metri di citt\u00e0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">DAL NOSTRO INVIATO\u00a0<br \/>NISCEMI &#8211; Di qua la piana di Gela, di la cittadina al <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_gennaio_29\/frana-di-niscemi-musumeci-usare-i-soldi-del-ponte-argomento-da-bar-dal-97-nessuna-segnalazione-di-rischio-perche-c308b48b-2946-42b6-9028-29486bd09xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">centro dell\u2019emergenza<\/a>: la \u00abnuova\u00bb Niscemi. <b>Vista dall\u2019alto \u00e8 un grumo di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_gennaio_29\/niscemi-frana-fuga-58268ace-bc71-453b-b923-d414e670axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">case sulla cima<\/a> di una collina<\/b> che ha alla base una fascia giallo ocra alta una cinquantina metri. \u00c8 la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/26_gennaio_29\/frana-di-niscemi-il-ciclone-ha-dato-l-ultima-spinta-mettere-in-sicurezza-l-intera-zona-credo-sara-difficile-42688cd3-3704-4985-ba6f-acefd66eexlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">grande frana<\/a> che disegna una sorta di esse e va da sudest a nordovest cingendo l\u2019agglomerato urbano per oltre quattro chilometri. Balza all\u2019occhio ed \u00e8 gi\u00e0 diventata un punto di riferimento per i piloti che volano su quest\u2019angolo di Sicilia meridionale. <\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Siamo a bordo di un AW139 della sezione aerea della Guardia di finanza di Catania, elicottero che in questi brutti giorni di gennaio sorvola l\u2019area del disastro per monitorarlo. Dopo la pioggia della notte, che ha causato il crollo di un altro edificio, <b>il cielo sembra lavato a secchiate e splende il sole<\/b>. Scendiamo di quota, spunta il Belvedere che era il fiore all\u2019occhiello di <b>Niscemi<\/b> per via del panorama <b>verso Gela<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuello sar\u00e0 ripristinato al pi\u00f9 presto\u00bb, ha promesso il sindaco Massimiliano Conti che sta affrontando senza respiro la grande emergenza. C\u2019\u00e8 una particolarit\u00e0: qui la linea della frana fa una piccola curva, quasi che il mostro abbia voluto salvare la bella piazzola. Ma il resto, cio\u00e8 la passeggiata che poi scendeva a valle, \u00e8 andata gi\u00f9 per intero lasciando nudo il Belvedere.  Ci spostiamo  verso sudest ed ecco un simbolo del disastro: l\u2019auto che spunta dal costone.<b> Un po\u2019 come il camion Basko del crollo del Morandi<\/b>, rimasto miracolosamente sul ciglio del ponte, questa utilitaria si \u00e8 incredibilmente salvata dalla catastrofe. \u00abEra all\u2019interno del garage ma la parete \u00e8 caduta nel burrone e cos\u00ec la macchina \u00e8 rimasta a penzoloni\u00bb, spiega Antonio Tizza, uno del posto che sa com\u2019\u00e8 andata.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ai piedi della frana c\u2019\u00e8 una stradina. \u00c8 via De Moli e fino al 25 gennaio si trovava cinquanta metri pi\u00f9 su e costeggiava l\u2019abitato per circa mezzo chilometro. Cio\u00e8, i residenti accedevano alle loro case da l\u00ec, cosicch\u00e9 tutte queste palazzine sul coronamento della frana sono impossibili da raggiungere, se non da alcune vie laterali. Siamo nel quartiere Sante Croci, dove si registra  <b>il maggior numero di sfollati (in tutto sono 1276)<\/b>. Qui un tempo c\u2019era una chiesa, abbattuta dopo essere stata gravemente danneggiata dalla <b>frana del 1997<\/b>. Al suo posto una croce. Sotto, il nuovo precipizio. Che sembra avere pi\u00f9 o meno la stessa inclinazione su tutti gli oltre quattro chilometri di frana.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abLa pendenza \u00e8 ora pi\u00f9 o meno del 75% \u2014 stima il geologo Nicola Casagli, professore dall\u2019Universit\u00e0 di Firenze e grande esperto di frane che qui lavora per la Protezione civile  \u2014. Ma<b> la frana \u00e8 in movimento<\/b> e potrebbe arrivare al 60%, il che significa che verrebbero erosi altri trenta metri di citt\u00e0, con l\u2019ovvia conseguenza di nuove cadute di case. In uno scenario sfavorevole potrebbe arrivare al 45% e in questo caso i metri perduti da Niscemi sarebbero 50\u00bb. Tradotto in termini di sfollati significa che <b>per almeno 400 residenti sar\u00e0 quasi impossibile rivedere la propria casa<\/b>. \u00abIo ipotizzo, sulla base della mia esperienza, che entro i 50 metri dall\u2019attuale ciglio nessuno potr\u00e0 pi\u00f9 tornare ad abitare e che ci sar\u00e0 una fascia da 50 a 100 dove invece si potr\u00e0 fare ma solo a certe condizioni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Poco pi\u00f9 in l\u00e0, verso contrada Pirillo, altra immagine destinata a rimanere nella storia del disastro. <b>Sempre a valle ci vedono due camion e un piccolo escavatore <\/b>un po\u2019 malconci ma in piedi, vicino a qualche piccolo prefabbricato bianco. A prima vista sembra un cantiere. E un po\u2019 lo era, ma anche questo 50 metri pi\u00f9 su, come se fosse sceso con l\u2019ascensore.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Viriamo verso il mare. \u00abVedi quella \u2014 indica dall\u2019elicottero il capitano Giuseppe Cataldo \u2014 \u00c8 la statale per Gela, chiusa al traffico\u00bb.   La statale serpeggia nella valle dissestata e di tanto in tanto si interrompe. E lo stesso succede pi\u00f9 a Nord su quella per Catania, dove la striscia d\u2019asfalto a un certo punto scompare. L\u00ec era crollato anche un ponte il 16 gennaio, quando tutto inizi\u00f2 con il primo smottamento, prima cio\u00e8 che arrivasse il <b>ciclone Harry<\/b> a metterci la goccia che ha fatto diventare gigantesca la frana di Niscemi. <b>\u00abCentinaia di milioni di metri cubi di terra\u00bb,<\/b> stima il capo della Protezione civile <b>Fabio Ciciliano<\/b>. 350 (milioni) per la precisione. \u00abUna massa enorme, pi\u00f9 grande di quella movimentata nel disastro del Vajont\u00bb, dice.  Il volo finisce, Niscemi ha paura.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-30T07:24:22+01:00\">30 gennaio 2026 ( modifica il 30 gennaio 2026 | 07:24)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Andrea Pasqualetto La frase choc di Ciciliano, crollati 350 milioni di metri cubi. 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