{"id":330283,"date":"2026-01-30T12:33:10","date_gmt":"2026-01-30T12:33:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330283\/"},"modified":"2026-01-30T12:33:10","modified_gmt":"2026-01-30T12:33:10","slug":"addio-al-restauratore-benigni-una-lunga-fedelta-allarte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330283\/","title":{"rendered":"Addio al restauratore Benigni, una lunga fedelt\u00e0 all\u2019arte"},"content":{"rendered":"\n<p>Una vita, dantescamente, <strong class=\"nero\">di \u00ablungo studio\u00bb e \u00abgrande amore\u00bb<\/strong>. Spesa nel segno di \u00abuna lunga fedelt\u00e0\u00bb (per dirla con Gianfranco Contini). \u00c8 mancato, nella notte fra mercoled\u00ec e ieri, <strong class=\"nero\">Antonio Benigni, restauratore storico dell\u2019Accademia Carrara<\/strong>, e punto di riferimento, insieme, del collezionismo privato. Nato a Bergamo il 24 gennaio 1939, aveva appena compiuto 87 anni. L\u2019ingegner Mario Scaglia, per 14 anni presidente della pinacoteca, suo amico di una vita, lo ricorda: \u00abCi conoscevamo da sempre. Condividevamo la stessa passione per l\u2019arte. S\u00ec, perch\u00e9 Antonio il suo lavoro l\u2019ha sempre fatto con passione\u00bb. <\/p>\n<p><a data-title=\"Antonio Benigni, classe 1939, una vita nell\u2019arte a partire gi\u00e0 dai 15 anni come apprezzato restauratore\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2026\/1\/30\/photos\/addio-al-restauratore-benigni-una-lunga-fedelta-allarte_0d7287da-fdc9-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_2763.jpg\" title=\"Antonio Benigni, classe 1939, una vita nell\u2019arte a partire gi\u00e0 dai 15 anni come apprezzato restauratore\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"\u00a9 Associazione Giovanni Secco Suardo\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/addio-al-restauratore-benigni-una-lunga-fedelta-allarte_0d7287da-fdc9-11f0-b4a1-45a31a2180f5_1920_27.jpeg\" title=\"Antonio Benigni, classe 1939, una vita nell\u2019arte a partire gi\u00e0 dai 15 anni come apprezzato restauratore\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Antonio Benigni, classe 1939, una vita nell\u2019arte a partire gi\u00e0 dai 15 anni come apprezzato restauratore<\/p>\n<p>  I primi passi <\/p>\n<p>La sua formazione inizia alla<strong class=\"nero\"> Scuola d\u2019Arte Andrea Fantoni di Bergamo <\/strong>per poi proseguire nella bottega del pittore Albano Pressato e dei pittori-decoratori Taragni, dove collabora al suo primo restauro: la pulitura di una serie di dipinti murali nella Chiesa di San Bartolomeo Apostolo ad Almenno San Bartolomeo. Nella bottega Taragni, ancora quindicenne, rimane affascinato dalla realizzazione di un affresco da parte del pittore Pasquale Arzuffi e scatena in lui il desiderio di approfondire il mestiere di restauratore. Proprio Nunzio Taragni intravedendo in Benigni potenzialit\u00e0 e sensibilit\u00e0 necessarie alla professione, lo aiuter\u00e0 ad entrare nel 1955 nella bottega del noto restauratore bergamasco Mauro Pellicioli, con il quale creer\u00e0 un rapporto professionale che durer\u00e0 quasi vent\u2019anni, fino alla scomparsa del Maestro. Con lui Benigni \u00abpartecipa, tra l\u2019altro, al restauro del Cenacolo di Leonardo. Ha lavorato moltissimo con lui a Venezia e nelle altre citt\u00e0 dove veniva chiamato\u00bb. <\/p>\n<p>  Il laboratorio <\/p>\n<p> <strong class=\"nero\">Nel \u201963 apre il suo laboratorio, in Palazzo dei Tasso, via Pignolo 80<\/strong>. \u00ab\u00c8 sempre stato molto legato alla sua citt\u00e0, alle sue origini\u00bb, continua Scaglia. \u00abCondivideva con me l\u2019amore per la Carrara, per la quale ha fatto moltissimo. Un amore e una dedizione durati tutta la vita. Quando c\u2019era un qualunque problema attinente alla sua professione, lui c\u2019era sempre\u00bb. Della Carrara ha contribuito, anche, ad arricchire il patrimonio: \u00abMolte donazioni all\u2019Accademia sono state da lui stimolate e provocate.<strong class=\"nero\"> Lui mi ha fatto acquistare il \u201cRagazzo con canestra di pane e dolciumi\u201d di Evaristo Baschenis, lui mi ha spinto a donarlo alla Carrara<\/strong>\u00bb, unico dipinto di figura l\u00ec conservato del pittore secentista: \u00abUn unicum, un\u2019icona della pittura lombarda del Seicento, diceva\u00bb. Partecipava attivamente al mondo del collezionismo, \u00abconosceva tutti\u00bb. Una persona, nonostante tutto, \u00abestremamente modesta\u00bb.<\/p>\n<p>  Ampia professionalit\u00e0 <\/p>\n<p>\u00abEra molto radicato nella vita del museo e del collezionismo\u00bb, conferma Cristina Rodeschini, storica dell\u2019arte, conservatore della Carrara e primo collaboratore di Rossi \u00abnegli anni d\u2019oro\u00bb del lavoro di Benigni. \u00abAveva una professionalit\u00e0 molto ampia, \u00e8 stato un punto di riferimento dei restauri della Carrara per pi\u00f9 di trent\u2019anni. Qualsiasi problema del museo in quell\u2019ambito, anche se si trattava di manutenzione, veniva sottoposto a lui per primo. Per noi non avere troppe mani che operassero sul patrimonio della Carrara e poter contare su qualcuno che conosceva bene il patrimonio del museo \u00e8 stata una benedizione\u00bb. <\/p>\n<p>Era, inoltre, <strong class=\"nero\">\u00abvicinissimo al mondo del collezionismo cittadino<\/strong>: un fiduciario della citt\u00e0, in questo senso, anche se il suo ruolo \u00e8 andato oltre i confini municipali\u00bb. Umanamente, persona \u00absignorile, stimata, mai aggressiva. Si considerava l\u2019allievo di Mauro Pellicioli. Andava fiero di questo rapporto con un personaggio molto influente in Italia e in Europa\u00bb. <\/p>\n<p>\u00abL\u2019ho conosciuto giovanissima, a 17 anni. Nel suo studio ho incontrato quello che sarebbe diventato poi mio marito, Bruno Sesti\u00bb, ricorda la collega restauratrice Delfina Fagnani. \u00abCon Antonio ho avuto un rapporto professionale lunghissimo, perlopi\u00f9 all\u2019interno della Carrara. Antonio era la memoria storica per i restauri, e non solo, del nostro Museo\u00bb.<\/p>\n<p>  I polittici e i teleri Sironi <\/p>\n<p>Fuori dall\u2019Accademia, da ricordare anche i restauri dei due importanti polittici del Bergognone e di Andrea Previtali in Santo Spirito: \u00abDue lavori decisamente significativi, ai quali abbiamo atteso insieme\u00bb. Francesco Rossi, storico direttore della Carrara dal 1974 al 2004, \u00abci ha concesso di portare i due capolavori nel laboratorio interno della Carrara. Quello di Andrea Previtali \u00e8 l\u2019ultimo lavoro del maestro. Con Antonio Benigni abbiamo restaurato anche il \u201cSan Giovanni Battista e altri santi\u201d, sempre di Previtali, conservato nella prima cappella a sinistra della chiesa\u00bb. Altro lavoro \u00aba cui Antonio teneva molto, e molto importante per la citt\u00e0\u00bb, \u00e8 nel \u201972, il restauro e la ricollocazione, dopo quasi tre decenni a Roma, dei due grandi teleri di Mario Sironi alle Poste centrali di Bergamo. \u00abAveva una sensibilit\u00e0 straordinaria. Era un restauratore che non andava mai oltre, molto cauto, non di quelli che puliscono troppo. Stava sempre un passo indietro, manteneva sempre un grande rispetto per l\u2019opera, non voleva vincere sull\u2019opera. Aveva occhio, ha studiato molto. Aveva una biblioteca vastissima, girava molto, aveva voglia di capire le opere dal punto di vista stilistico, riusciva a riconoscere gli artisti. Questa, insieme alla passione, la sua cifra\u00bb. Nel suo studio potevi incontrare intellettuali molto conosciuti, come Paolo Volponi: \u00abChiacchieravano tanto; se c\u2019era in comune la passione dell\u2019arte riusciva a stare sullo stesso piano\u00bb.<\/p>\n<p>  Un dono prezioso <\/p>\n<p>Antonio Benigni ha donato il suo intero archivio, che conserva la storia dei suoi lavori e i testi delle sue relazioni, all\u2019Associazione \u00abGiovanni Secco Suardo\u00bb di Lurano, ora presieduta da Lanfranco Secco Suardo (che ha gentilmente messo a disposizione note biografiche e fotografie ndr). Cos\u00ec anche la memoria professionale del restauratore bergamasco entra a far parte dell\u2019importantissim<strong class=\"nero\">o Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani <\/strong>ivi conservato. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una vita, dantescamente, di \u00ablungo studio\u00bb e \u00abgrande amore\u00bb. 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