{"id":330455,"date":"2026-01-30T14:59:09","date_gmt":"2026-01-30T14:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330455\/"},"modified":"2026-01-30T14:59:09","modified_gmt":"2026-01-30T14:59:09","slug":"a-minneapolis-e-nato-un-modello-di-resistenza-robert-f-worth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330455\/","title":{"rendered":"A Minneapolis \u00e8 nato un modello di resistenza &#8211; Robert F. Worth"},"content":{"rendered":"<p>Il convoglio di sei suv dell\u2019Ice si \u00e8 fermato e all\u2019istante decine di persone lo hanno assalito, tutte con il telefono in mano, mentre altre uscivano di corsa dalle case vicine \u2013 una donna era in pantaloncini, con sei gradi sotto zero \u2013 e circondavano gli agenti mascherati e pesantemente armati che erano scesi dai veicoli neri. La furia della folla sembrava quasi una forza fisica, reale quanto la cacofonia di fischi, clacson e cori rabbiosi: \u201cVia l\u2019Ice! Vaffanculo! Tornate a casa!\u201d.<\/p>\n<p>Gli agenti hanno gettato un manifestante sull\u2019asfalto fangoso e gli sono saliti sopra. Poi lo hanno ammanettato e trascinato via. Il volume delle urla \u00e8 aumentato. Visto che la strada era bloccata da quelli che li contestavano e dalle loro auto, gli agenti si sono fatti largo lanciando candelotti lacrimogeni. Le nuvole di fumo bianco hanno cominciato a gonfiarsi nell\u2019aria invernale. Un uomo ferito mi \u00e8 passato accanto ed \u00e8 andato a vomitare sulla neve.  <\/p>\n<p>Dalla mia posizione, a pochi metri dagli scontri, mi \u00e8 sembrato di assistere a una caricatura brutale della spaccatura che oggi divide gli Stati Uniti: da un lato c\u2019erano uomini in assetto militare che cercavano di imporre l\u2019ordine con le armi, dall\u2019altro persone infuriate che gridavano chiedendo giustizia.  <\/p>\n<p>Ma dietro la violenza di Minneapolis, immortalata nelle ultime settimane da centinaia di fotografie sconvolgenti, si nasconde una realt\u00e0 diversa: la meticolosa coreografia di una rivolta civile. Se ne possono vedere le tracce nei tanti fischietti tutti uguali usati dai manifestanti, nei loro cori, nelle loro strategie e nel modo in cui seguono gli agenti dell\u2019Ice senza per\u00f2 impedirgli di portare a termine i loro arresti. Nell\u2019ultimo anno migliaia di cittadini del Minnesota sono stati formati per diventare osservatori legali e hanno partecipato a lunghe simulazioni in cui provare scene identiche a quella a cui ho assistito io. Pattugliano i quartieri giorno e notte, a piedi, restando in contatto attraverso applicazioni criptate come Signal e usando reti che sono state create dopo l\u2019omicidio di George Floyd nel 2020.  <\/p>\n<p>Ho sentito decine di persone definirsi non semplici manifestanti ma \u201cprotettrici\u201d: delle loro comunit\u00e0, dei valori, della costituzione. Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che le proteste sono il frutto di un \u201ccaos architettato ad arte\u201d dagli attivisti di sinistra in combutta con le autorit\u00e0 locali, ma la realt\u00e0 sul campo \u00e8 molto pi\u00f9 strana e interessante. La contestazione non riguarda solo il nucleo di attivisti di cui parlano in continuazione i notiziari, soprattutto dopo l\u2019omicidio di Ren\u00e9e Good, la donna uccisa da un agente dell\u2019Ice il 7 gennaio. A differenza di quanto sostengono Vance e altri funzionari del governo, non c\u2019\u00e8 una direzione centralizzata.  <\/p>\n<p>In alcuni momenti Minneapolis mi ricorda ci\u00f2 che ho visto durante la primavera araba del 2011, con scontri di piazza tra manifestanti e polizia degenerati rapidamente in una rivolta pi\u00f9 vasta contro l\u2019autoritarismo. Come ai tempi di piazza Tahrir, al Cairo, a Minneapolis \u00e8 nata una rivolta civile stratificata, in cui un\u2019avanguardia ha acquisito forza man mano che molti altri \u2013 pur senza avere convinzioni progressiste \u2013 si univano almeno emotivamente, se non sempre di persona. Ho ascoltato lo stesso tono d\u2019indignazione da genitori, leader religiosi, insegnanti e anziani che vivono nei quartieri ricchi. I temi che fino a qualche settimana fa dividevano i cittadini di Minneapolis, dall\u2019operato della polizia fino a Gaza e alla legge di bilancio, sono scomparsi davanti alla volont\u00e0 di collaborare per contrastare l\u2019Ice. \u201cNel complesso questa comunit\u00e0 ha mostrato grande autocontrollo\u201d, mi ha detto Allison Sharkey, direttrice del Lake street council, un\u2019organizzazione che rappresenta molti commercianti delle minoranze, colpiti duramente dalle retate dell\u2019Ice. \u201cMa loro hanno continuato a provocarci, a spingerci verso la ribellione civile. Probabilmente lo hanno fatto di proposito\u201d.  <\/p>\n<p>Come durante le rivolte arabe, a Minneapolis c\u2019\u00e8 una profonda inquietudine per la piega che potrebbe prendere lo scontro, soprattutto dopo che due persone sono state uccise in situazioni molto simili a quelle a cui ho assistito. Ma allo stesso tempo si percepisce la speranza che il Minnesota possa offrire al resto del paese un modello di resistenza democratica.  <\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno un edificio di mattoni su tre piani nel sud della citt\u00e0 \u00e8 diventato una sorta di calamita per le persone che sentono di aver bisogno di protezione \u2013 per s\u00e9 o per i propri vicini \u2013 dal governo. L\u2019organizzazione senza scopo di lucro che gestisce l\u2019addestramento nel palazzo mi ha chiesto di non rivelarne l\u2019indirizzo. Quando ho visitato la struttura Emilia Gonzales Avalos, un\u2019attivista entusiasta, era sul palco davanti a una platea gremita per parlare dei sistemi di riconoscimento facciale usati dagli agenti dell\u2019Ice, che hanno l\u2019abitudine di fotografare i manifestanti. \u201cOggi siamo tutti in pericolo\u201d, ha detto Avalos. Alle sue spalle uno schermo mostrava uno schema con alcuni consigli su come osservare e documentare legalmente le retate dell\u2019Ice.  <\/p>\n<p>Avalos mi ha spiegato che 65mila persone hanno ricevuto questa formazione, la maggior parte a partire dal dicembre 2025. \u201cAbbiamo cominciato con uno spirito molto diverso, per prepararci. Ma ora la gente capisce qual\u2019\u00e8 la posta in gioco\u201d.  <\/p>\n<p>Sono salito all\u2019ultimo piano per assistere ai seminari in cui si spiega come gestire i confronti diretti con le forze federali. Decine di persone tra i quattordici e i settant\u2019anni affrontavano tre istruttori che interpretavano agenti dell\u2019Ice, in una simulazione rumorosa che \u00e8 durata diversi minuti. Alla fine gli insegnanti hanno dato una valutazione agli allievi. Una donna dai capelli grigi ha ammesso che per lei quell\u2019esercizio era stato difficile. \u201cNon sono una persona aggressiva\u201d, ha spiegato. Altri hanno ricevuto suggerimenti su come posizionarsi meglio per evitare di essere immobilizzati a terra facilmente.  <\/p>\n<p>Prima di andarmene ho assistito ad altre due simulazioni: un\u2019irruzione improvvisa dell\u2019Ice in una casa e una protesta in un aeroporto usato dall\u2019agenzia per trasferire gli immigrati arrestati. Il secondo scenario \u00e8 diventato realt\u00e0 pochi giorni dopo, quando un centinaio di membri di una congregazione sono stati arrestati davanti all\u2019aeroporto internazionale di Minneapolis\u2013Saint Paul.  <\/p>\n<p>            Minneapolis, 21 gennaio 2026<\/p>\n<p>            (Richard Tsong-Taatarii, The Minnesota Star Tribune\/Getty)<\/p>\n<p>Le persone con cui ho parlato non sembravano abituate a manifestare. \u201cNon mi piacciono gli scontri, per me \u00e8 strano seguire questi corsi\u201d, mi ha detto Dave, uno di loro, un istruttore di guida che mi ha chiesto di essere identificato solo con il nome. Ma quando ha visto cosa stava succedendo, ha aggiunto, si \u00e8 sentito in dovere di partecipare. \u201c\u00c8 stato molto intenso\u201d, mi ha detto sua figlia di 14 anni, presente all\u2019addestramento. \u201cMa non credo che sia esagerato. Sono situazioni realistiche\u201d.  <\/p>\n<p>I gruppi che gestiscono i corsi non organizzano n\u00e9 guidano le proteste contro l\u2019Ice nelle Twin Cities (l\u2019area metro\u00adpolitana che comprende Minneapolis e Saint Paul). Il movimento non ha una struttura n\u00e9 dei leader. Al contrario, \u00e8 nato in modo spontaneo a livello locale, come nel caso delle primavere arabe. Le persone che seguono i convogli dell\u2019Ice si coordinano per quartiere, attraverso i gruppi su Signal. Will Stancil, l\u2019uomo che mi ha accompagnato alle retate dell\u2019Ice \u2013 avvocato, attivista e figura conosciuta sui social network \u2013 aveva un cellulare agganciato al parabrezza dell\u2019auto. Grazie a una chat audio su Signal, mentre guidava ascoltavamo i messaggi sulla posizione del convoglio. Era come trovarsi in un\u2019auto di pattuglia della polizia e ricevere aggiornamenti dalla centrale.  <\/p>\n<p>Non serve essere a tiro di lacrimogeno per rendersi conto del livello di coordinamento. Basta camminare per le strade di Minneapolis. In una mattinata particolarmente fredda mi sono avvicinato a un uomo che stava in piedi sul marciapiede di fronte a una scuola elementare, con un fischietto blu al collo. Mi ha detto di chiamarsi Daniel (non ha voluto aggiungere il cognome, perch\u00e9 sua moglie \u00e8 un\u2019immigrata) e mi ha spiegato che ogni mattina se ne sta l\u00ec per un\u2019ora, fino a quando i bambini non sono al sicuro in classe. Altri volontari gli portano caff\u00e8 e dolci e gli passano informazioni. Questa sorveglianza collettiva si svolge davanti alle scuole, ai ristoranti, agli asili e a tutti i posti dove ci sono immigrati o persone che potrebbero essere scambiate per immigrati. \u201c\u00c8 una specie di organizzazione non organizzata\u201d, mi ha spiegato Daniel quando gli ho chiesto come funzionasse la vigilanza nelle scuole. \u201cLa vicenda di George Floyd ha creato una grande connessione tra la gente\u201d.  <\/p>\n<p>Le reti create dopo l\u2019omicidio di Floyd non si interessavano solo a combattere il razzismo. Nelle settimane tra maggio e giugno del 2020 le strade erano state invase da saccheggiatori e provocatori di ogni genere, mentre la polizia, infastidita dalle proteste e dalle critiche, si rifiutava d\u2019intervenire per ristabilire l\u2019ordine in diverse aree della citt\u00e0. Cos\u00ec in molti quartieri erano nati gruppi per sorvegliare e difendere la comunit\u00e0. Mentre parlavo con Daniel, si \u00e8 avvicinato un uomo piuttosto alto che ha detto di essere un \u201cgenitore-osservatore\u201d. Mi ha chiesto d\u2019identificarmi. Quando gli ho mostrato il tesserino da giornalista \u00e8 diventato pi\u00f9 amichevole, anche se ancora un po\u2019 sospettoso. Mi ha spiegato di aver sentito dire che a volte gli agenti dell\u2019Ice si spacciano per giornalisti. Gli ho chiesto di parlarmi della vigilanza dei genitori, ma si \u00e8 scusato dicendo che non poteva rivelare informazioni.  <\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno molti dirigenti scolastici si sono organizzati in autonomia per prepararsi a un eventuale intervento dell\u2019Ice. Amanda Bauer, maestra di una scuola elementare di Minneapolis frequentata da molti studenti di origine straniera, mi ha raccontato che nel 2025 la direzione dell\u2019istituto aveva informato i genitori sui piani di emergenza in caso di retate degli agenti federali, al telefono o di persona, temendo che le email potessero essere lette dalle autorit\u00e0. Bauer, che ha 49 anni, non riusciva a mantenere la calma mentre raccontava del giorno di inizio gennaio in cui gli uomini dell\u2019Ice si erano presentati fuori dalla scuola. Gi\u00e0 da dicembre avevano cominciato a girare intorno all\u2019istituto, a quanto pare per fare sopralluoghi. Prima della pausa invernale avevano arrestato alcuni genitori, ma a gennaio si erano presentati in tenuta antisommossa e avevano fatto irruzione negli appartamenti davanti alla scuola, dove vivono molti studenti.  <\/p>\n<p>\u201cCi siamo barricati nella scuola con bambine e bambini, mentre i genitori formavano una catena umana per bloccare l\u2019ingresso\u201d, mi ha raccontato Bauer. \u201cUn alunno guardava fuori e ha visto gli agenti fare irruzione nel suo appartamento. Si \u00e8 messo a piangere. Ripeteva \u2018quella \u00e8 casa mia!\u2019 Abbiamo chiuso le tapparelle, ma era troppo tardi\u201d.  <\/p>\n<p>            Livello di popolarit\u00e0 di Donald Trump secondo i sondaggi, indice di approvazione netto (la differenza tra la percentuale di persone che approvano e quella di persone che disapprovano), in generale e sull\u2019immigrazione, %<\/p>\n<p>            (silver bulletin)<\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>Bauer insegna da venticinque anni, un periodo in cui sono aumentate le sparatorie nelle scuole e le esercitazioni per proteggere i bambini sono diventate la norma. \u201cNon ho mai pensato che un giorno saremmo stati costretti a proteggerli dal nostro governo\u201d. Mentre parlava, le sue mani tremavano. Quando se n\u2019\u00e8 accorta, ha provato a tenerle ferme e a sorridere, senza riuscirci, poi ha detto: \u201cNon credo che le mie mani abbiano mai smesso di tremare nelle ultime due settimane\u201d. Molte persone con cui ho parlato sentivano l\u2019obbligo morale di proteggere i bambini, non solo i figli degli immigrati, che rischiano di perdere i genitori o essere espulsi, ma anche gli altri bambini nelle scuole e negli asili. Ho parlato con Dan e Jane, una coppia di settantenni che mi hanno confessato di non aver mai pensato di partecipare a una manifestazione fino a quando gli agenti dell\u2019Ice non sono arrivati in citt\u00e0. A quel punto hanno capito che la nipote rischiava di trovarsi in mezzo a una retata. Dan e Jane vivono in una grande casa in un sobborgo benestante, dove mi hanno accolto offrendomi t\u00e8 e biscotti. \u201cPer i bambini e le bambine assistere alla violenza o a un crimine ha conseguenze diverse che per un adulto\u201d, mi ha detto Dan. \u201cQueste esperienze lasciano cicatrici profonde\u201d.  <\/p>\n<p>Dan e Jane non si definiscono attivisti. Lei preferisce la parola \u201cumanisti\u201d. La loro rabbia era evidente mentre mi spiegavano che l\u2019amministrazione Trump sta violando i princ\u00ecpi basilari del cristianesimo. \u201c\u00c8 chiaro che non c\u2019\u00e8 nessuna differenza tra l\u2019Ice e i Proud Boys o i Boogaloo (due gruppi di estrema destra). Sono le stesse persone, semplicemente qualcuno gli ha dato un\u2019uniforme e gli ha permesso di agire impunemente\u201d, mi ha detto Dan, che ha frequentato un corso per osservatore legale lo stesso giorno in cui Good \u00e8 stata uccisa. La coppia consegna regolarmente pasti alle famiglie d\u2019immigrati della citt\u00e0. La settimana precedente Dan aveva partecipato a una protesta sfidando temperature rigidissime (22 gradi sotto zero) che gli avevano congelato le dita.  <\/p>\n<p>Sono arrivato a Minneapolis undici giorni dopo l\u2019omicidio di Good. La sua immagine era ovunque in citt\u00e0, come un\u2019icona religiosa. Per molte persone che fino a quel momento non erano ancora coinvolte nella protesta, la sua morte \u00e8 stata una chiamata all\u2019azione.  <\/p>\n<p>Tra questi \u201critardatari\u201d c\u2019\u00e8 Chad Knutson, regista di documentari di 46 anni. La mattina dell\u20198 gennaio, il giorno dopo l\u2019uccisione di Good, Knutson era in casa con i due cani da caccia e guardava le immagini trasmesse in diretta dal Whipple Building, sede dell\u2019Ice che si trova a cinque minuti di macchina dal suo appartamento. Un manifestante aveva lasciato una rosa davanti a un memoriale improvvisato dedicato a Good. Un agente dell\u2019Ice aveva preso in mano la rosa, se l\u2019era appuntata sul bavero e poi, in modo scherzoso, l\u2019aveva data a una collega. Entrambi gli agenti erano scoppiati a ridere.  <\/p>\n<p>Ultime notizie<\/p>\n<p>Repressione e ritirata<\/p>\n<p>\u25c6 Dopo settimane di scontri e repressione, il 27 gennaio il presidente statunitense <strong>Donald Trump<\/strong> ha annunciato una \u201cpiccola de-escalation\u201d a Minneapolis, la citt\u00e0 del Minnesota presa di mira dagli agenti dell\u2019Immigration and customs enforcement (Ice). La decisione segue la morte di <strong>Alex Pretti<\/strong>, infermiere di 37 anni ucciso da due agenti della polizia di frontiera (che come l\u2019Ice, dipende dal dipartimento per la sicurezza nazionale). Pretti, che stava partecipando a una protesta contro l\u2019Ice, \u00e8 stato picchiato e immobilizzato a terra; anche se inerme, gli hanno sparato dieci colpi alla schiena da distanza ravvicinata. Inizialmente l\u2019amministrazione Trump ha sostenuto che gli agenti avevano sparato perch\u00e9 Pretti aveva in mano una pistola, ma i video dei testimoni hanno smentito questa versione. Le critiche di molti esponenti del Partito repubblicano e il calo dei consensi nei sondaggi hanno spinto Trump a cambiare tattica. Il presidente ha rimosso dal lavoro sul campo <strong>Gregory Bovino<\/strong>, capo dell\u2019operazione e simbolo dell\u2019approccio violento adottato dai federali, e l\u2019ha sostituito con il suo consigliere sull\u2019immigrazione <strong>Tom Homan<\/strong>, che ha posizioni meno estreme. Una parte degli agenti dell\u2019Ice ha cominciato a lasciare il Minnesota il 27 gennaio. Lo stesso giorno <strong>Ilhan Omar<\/strong>, deputata del Partito democratico proveniente dal Minnesota e di origine somala, \u00e8 stata aggredita durante un incontro pubblico a Minneapolis. Un uomo le ha spruzzato una sostanza non identificata, prima di essere bloccato dal servizio d\u2019ordine. <strong>Cnn<\/strong>  <\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>Knutson mi ha detto che in passato non aveva mai partecipato alle proteste, perch\u00e9 gli sembrava inutile o al massimo un modo per placare il senso di colpa. Ma dopo aver visto la scena della rosa, qualcosa dentro di lui si \u00e8 spezzato. \u201cHo preso le chiavi, ho messo il cappotto e sono salito in macchina\u201d, mi ha raccontato. \u201cHo parcheggiato senza troppa attenzione e mi sono messo a correre piangendo e gridando: \u2018Avete rubato un cazzo di fiore da una donna morta. C\u2019\u00e8 ancora un essere umano tra voi?\u2019\u201d. Mi sono di nuovo tornate in mente le proteste di piazza Tahrir, quando molti sembravano aver raggiunto un punto di rottura politico e morale.  <\/p>\n<p>Knutson va davanti al Whipple Building quasi ogni giorno, portando thermos di caff\u00e8 caldo per chi regge i cartelli e inveisce contro gli agenti e i convogli che entrano ed escono dall\u2019edificio. Ha respirato talmente tanto gas lacrimogeno che la sua voce \u00e8 diventata rauca. Quando l\u2019ho incontrato nel suo appartamento di Saint Paul, sul bancone della cucina ho notato una fila di megafoni: li distribuisce insieme al caff\u00e8. Una volta ha portato ai manifestanti una tenda per la pesca sul ghiaccio, per aiutarli ad affrontare le temperature polari. Knutson mi ha raccontato che i suoi vicini \u201channo adottato un bambino nero e ieri lo hanno nascosto nello scantinato\u201d. A Minneapolis storie simili non suonano pi\u00f9 strane. Molte persone si chiudono in casa, e questo spiega perch\u00e9 non ho visto quasi nessun nero o ispanico in strada. La situazione ha creato una crisi economica che peggiora giorno dopo giorno: molte attivit\u00e0 commerciali gestite dagli immigrati hanno registrato un crollo delle vendite fino all\u201980 per cento, spiega Allison Sharkey del Lake street council. Tanti negozi hanno chiuso i battenti per paura che gli agenti arrestassero i proprietari o i dipendenti. Sharkey parla di \u201cassalto contro il nostro sistema commerciale\u201d.  <\/p>\n<p>Il Karmel Mall, labirintico mercato dove si ritrovano gli immigrati dall\u2019Africa orientale, di solito \u00e8 pieno di persone attirate dall\u2019aroma di capra al forno, caff\u00e8 e sambusa. Ma quando sono andato a visitarlo, era silenzioso e quasi tutte le bancarelle erano vuote. I venditori con cui ho provato a parlare mi sono sembrati spaventati, quasi tutti mi hanno detto che non parlavano inglese o che il proprietario sarebbe tornato tra un\u2019ora.  <\/p>\n<p>Ho scambiato due parole con Ziad, un uomo di 42 anni che beveva caff\u00e8 da solo. Mi ha mostrato il suo passaporto e mi ha spiegato di essere arrivato negli Stati Uniti dalla Somalia molti decenni fa. Ha una laurea in amministrazione sanitaria e lavora in un centro di comunit\u00e0, che per\u00f2 al momento \u00e8 chiuso. \u201cNessuno viene pagato,\u201d mi ha detto. \u201cHanno tutti paura\u201d. I figli di Ziad frequentano le lezioni online, come durante la pandemia. Sua moglie non esce quasi mai di casa. Le visite alla moschea e agli amici per il momento sono fuori discussione. \u201cTrump prima o poi se ne andr\u00e0, noi invece resteremo qui\u201d, mi ha detto. \u201cNoi somali sappiamo come sopravvivere. Abbiamo passato di tutto, dalle guerre civili ai campi profughi\u201d.  <\/p>\n<p>I somali arrivati nelle Twin Cities all\u2019inizio degli anni novanta si sono integrati grazie all\u2019aiuto delle organizzazioni religiose, a cominciare dalle chiese cattoliche e luterane che hanno una lunga storia di accoglienza delle persone in fuga dalla guerra e dalla fame. Le stesse organizzazioni oggi sono in prima fila nella resistenza contro l\u2019Ice. Alcuni esponenti religiosi si fanno domande difficili: quando una protesta supera il limite e diventa violenza? Quando \u00e8 moralmente accettabile infrangere la legge? Come si fa a mantenere la fiducia di persone che si sentono a disagio a sfidare le autorit\u00e0? \u201cSappiamo che le nostre azioni possono creare disagio\u201d, mi ha detto Ingrid Rasmussen, che guida la Holy trinity lutheran church ed \u00e8 una delle guide religiose pi\u00f9 impegnate nella protesta.  <\/p>\n<p>A giugno, quando gli agenti federali hanno fatto irruzione in un ristorante messicano vicino alla sua chiesa, Rasmussen si \u00e8 precipitata sul posto e ha trovato una folla di manifestanti che si scontravano con gli agenti armati, protetti anche dalla polizia locale. Lei indossava la toga pastorale, ma \u00e8 stata comunque gettata a terra da uno sceriffo in borghese. Secondo il servizio fornito da un canale locale, alcuni manifestanti hanno lanciato spazzatura, bottiglie e pneumatici in direzione degli agenti federali. Online \u00e8 circolato un video che mostrava Rasmussen mentre urlava al capo della polizia di Minneapolis: \u201cSei venuto nella mia chiesa, mi hai promesso un rapporto migliore!\u201d.  <\/p>\n<p>\u201cA Minneapolis non avevo mai visto niente di simile\u201d, mi ha detto Rasmussen. Sono parole notevoli, considerando che la sua chiesa si trova poco lontano dall\u2019epicentro della rivolta esplosa dopo l\u2019omicidio di George Floyd. \u201cAll\u2019epoca tutto quello che stava a ovest del nostro edificio era in fiamme\u201d, mi ha raccontato, aggiungendo che in quel periodo la chiesa era diventata un ambulatorio per le persone ferite. Per anni lei e suoi parrocchiani hanno lavorato per ricostruire il quartiere.  <\/p>\n<p>La nuova ondata di violenza dell\u2019Ice ha colpito ancora pi\u00f9 da vicino la chiesa, che comprende molti immigrati. Rasmussen, che ha figli piccoli, ha continuato a esporsi in prima persona. Era tra quelli che il 15 gennaio hanno partecipato a un sit-in davanti alla sede della catena di grandi magazzini Target, per convincere l\u2019azienda a prendere posizione contro le retate. Il 23 gennaio \u00e8 stata arrestata insieme ad altri leader religiosi alla manifestazione di fronte all\u2019aeroporto di Minneapolis.  <\/p>\n<p>La mattina del 24 gennaio ha ricevuto la notizia che l\u2019Ice aveva sparato a un uomo. Ha indossato il suo cappotto pi\u00f9 pesante e si \u00e8 diretta verso il luogo dell\u2019incidente, pensando che sarebbe rimasta fuori per ore. Quando \u00e8 arrivata, Alex Pretti, giovane infermiere di terapia intensiva, era morto. Gli agenti lo avevano gettato a terra e poi gli avevano sparato, prima di cominciare a lanciare lacrimogeni e granate stordenti verso una folla di manifestanti infuriati. Nel pomeriggio, Rasmussen ha partecipato a un\u2019altra protesta. Qualche ora dopo ci siamo incontrati per parlare. La sua voce era stanca, come se non fosse pi\u00f9 sicura di cosa ottenere con quei gesti di sfida. Mi ha detto che osservare la brutalit\u00e0 del suo governo, giorno dopo giorno, era ormai \u201cquasi insopportabile\u201d, cos\u00ec come lo era ascoltare i rappresentanti del potere che sostenevano di agire per difendere la libert\u00e0. Le strade di Minneapolis, intanto, somigliavano ancora a una zona di guerra, tra le esplosioni di granate stordenti e il gas lacrimogeno che riempiva l\u2019aria. \u25c6 as  <\/p>\n<p><strong>Robert F. Worth<\/strong> \u00e8 un giornalista statunitense. Ha lavorato come inviato del New York Times in Medio Oriente, Europa e Asia.  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/robert-f-worth\/2026\/01\/29\/mailto:posta@internazionale.it?subject=A Minneapolis \u00e8 nato un modello di resistenza\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il convoglio di sei suv dell\u2019Ice si \u00e8 fermato e all\u2019istante decine di persone lo hanno assalito, tutte&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":330456,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[37164,14,164,165,206,3737,13095,166,7,15,2469,193730,242,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-330455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-attivismo","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-donald-trump","tag-ice","tag-immigrazione","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-proteste","tag-robert-f-worth","tag-stati-uniti","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115984647041180557","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=330455"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330455\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/330456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=330455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=330455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=330455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}