{"id":330786,"date":"2026-01-30T19:58:08","date_gmt":"2026-01-30T19:58:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330786\/"},"modified":"2026-01-30T19:58:08","modified_gmt":"2026-01-30T19:58:08","slug":"oriente-occidente-di-rampini-il-futuro-del-dollaro-si-decide-nel-triangolo-mar-a-lago-tokyo-seul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330786\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | Il futuro del dollaro si decide nel triangolo Mar-a-Lago Tokyo Seul"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il futuro del dollaro passa da Mar-a-Lago<\/b>. Non solo perch\u00e9 in quel resort della Florida, quartier generale \u00abprivato\u00bb di Donald Trump, si sono svolte le grandi manovre di preselezione del prossimo banchiere centrale americano. Ma anche perch\u00e9<b> un \u00abgrande accordo di Mar-a-Lago\u00bb fu preconizzato da diversi economisti trumpiani per svalutare la moneta verde<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il modello erano gli accordi del Plaza e del Louvre che nel 1985 e 1986 furono voluti dalla presidenza Reagan, negoziati dalla Federal Reserve, imposti ai principali concorrenti degli Stati Uniti che allora erano Giappone e Germania: lo scopo era di abbassare la competitivit\u00e0 delle esportazioni giapponesi e tedesche rivalutando yen e marco (non esisteva ancora l\u2019euro). Quelle <b>\u00abguerre monetarie\u00bb facevano parte dell\u2019arsenale protezionista reaganiano, che Trump ha sempre ammirato<\/b>. E che sta riproducendo.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il \u00abgrande accordo di Mar-a-Lago\u00bb per adesso non c\u2019\u00e8<\/b>: non esiste nulla che assomigli ai negoziati formali e alle intese ufficiali tra banche centrali nel 1985 e 1986. Per\u00f2 dietro le quinte<b> l\u2019America sta negoziando soprattutto con il Giappone e la Corea del Sud perch\u00e9 questi due paesi rafforzino le proprie monete, sottovalutate<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/26_gennaio_29\/dollaro-crollato-oro-trump-europa-9881facf-34b6-4878-a020-8ae968355xlk.shtml\" title=\"Perch\u00e9 il dollaro \u00e8 crollato, cosa c&#039;entrano le minacce di Trump (e perch\u00e9 per noi ci sono un rischio e un&#039;occasione)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il declino recente del dollaro<\/a> \u00e8 anche frutto di <b>manovre concordate nel triangolo Washington-Tokyo-Seul<\/b>. La <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/26_gennaio_30\/trump-sceglie-warsh-per-la-federal-reserve-chi-e-l-economista-repubblicano-ma-lontano-dalla-cultura-maga-57d443af-67dc-4134-854e-c2dbb2c68xlk.shtml\" title=\"Trump sceglie Warsh per la Federal Reserve: chi \u00e8 l\u2019economista repubblicano (ma lontano dalla cultura Maga)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">designazione del candidato di Trump alla Fed<\/a> (una nomina che dovrebbe essere ratificata a maggio quando scadr\u00e0 l\u2019attuale presidente Jerome Powell) rientra in questa<b> stagione \u00abreaganiana\u00bb della politica monetaria Usa<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Kevin <b>Warsh<\/b>, che era gi\u00e0 stato uno dei governatori della Federal Reserve, <b>\u00e8 stato scelto<\/b> dal presidente Trump per guidare la banca centrale. <b>La sua dottrina \u00e8 nota<\/b>: in un editoriale pubblicato a novembre sul Wall Street Journal,<b> Warsh ha attaccato la \u00ableadership fallimentare\u00bb della banca centrale<\/b>, ha lodato l\u2019amministrazione Trump e ha <b>indicato i principali cambiamenti<\/b> che vorrebbe introdurre.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La filosofia monetaria di Warsh e la strategia valutaria della Casa Bianca e del Tesoro fanno parte di <b>un\u2019unica svolta: la subordinazione della politica monetaria a una strategia esplicita di crescita nazionale<\/b>, competitivit\u00e0 industriale e primato tecnologico, anche a costo di mettere in discussione alcuni pilastri dell\u2019ordine economico globale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Warsh non propone semplici aggiustamenti tecnici. <b>Il suo \u00e8 un atto d\u2019accusa contro l\u2019impostazione culturale della Federal Reserve degli ultimi anni<\/b>. Secondo lui, la banca centrale \u00e8 rimasta prigioniera di schemi mentali del passato, incapace di cogliere la portata della trasformazione tecnologica in atto e troppo legata a un\u2019ortodossia anti-inflazionistica che finisce per soffocare la crescita.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto di partenza del suo ragionamento \u00e8 l\u2019idea che <b>gli Stati Uniti si trovino all\u2019alba di una nuova et\u00e0 dell\u2019innovazione<\/b>, in cui l\u2019intelligenza artificiale rappresenta non solo una rivoluzione tecnologica, ma un salto di paradigma nella produttivit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Warsh attribuisce questa dinamica a quello che definisce<b> \u00abil genio americano\u00bb<\/b>: una combinazione di capitale flessibile, cultura imprenditoriale e valorizzazione del merito individuale.<b> Le politiche fiscali e normative dell\u2019amministrazione Trump, a suo dire, hanno liberato questo potenziale<\/b>, stimolando massicci investimenti privati in manifattura avanzata, data center e tecnologie di frontiera.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo contesto, la vecchia Fed di Powell appare come un freno. Warsh <b>contesta la previsione di una fase di stagflazione e invita a scartare l\u2019idea che un\u2019economia in forte crescita e salari in aumento siano di per s\u00e9 un rischio<\/b>. L\u2019IA, sostiene, agir\u00e0 come una potente forza disinflazionistica: aumentando la produttivit\u00e0, ridurr\u00e0 i costi unitari del lavoro e sosterr\u00e0 un aumento dei salari reali. Anche un incremento di un solo punto percentuale nella crescita della produttivit\u00e0, ricorda, pu\u00f2 raddoppiare gli standard di vita nell\u2019arco di una generazione.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il secondo pilastro della sua critica riguarda l\u2019inflazione<\/b>. Warsh rovescia il paradigma tradizionale secondo cui l\u2019inflazione nasce da un\u2019economia \u00abtroppo\u00bb dinamica, surriscaldata. A suo giudizio, <b>l\u2019inflazione \u00e8 il risultato di scelte politiche sbagliate:<\/b> spesa pubblica eccessiva e creazione eccessiva di moneta. Il problema, dice, \u00e8 che la liquidit\u00e0 \u00e8 stata abbondante per i grandi attori finanziari, mentre<b> il credito per famiglie e piccole imprese \u00e8 rimasto insufficiente<\/b>. Il bilancio della Fed, cresciuto enormemente negli anni di crisi, avrebbe finito per favorire i grandi gruppi pi\u00f9 che l\u2019economia diffusa. <b>La soluzione proposta \u00e8 paradossale solo in apparenza:<\/b> ridurre il bilancio, ma allo stesso tempo abbassare i tassi per sostenere direttamente famiglie e PMI.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un terzo fronte \u00e8 quello regolatorio<\/b>. Warsh attribuisce alla Fed anche responsabilit\u00e0 nei fallimenti di alcune banche avvenuti nel 2022-23, accusa la vigilanza di aver penalizzato in modo sistematico le banche di dimensioni medio-piccole, proprio quelle pi\u00f9 legate al credito verso l\u2019economia reale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Infine,<b> Warsh mette in discussione oltre un decennio di convergenza regolatoria globale<\/b>. Le regole negoziate a Basilea, a suo avviso, non devono vincolare l\u2019America se ostacolano la competitivit\u00e0 delle sue banche. <b>Gli Stati Uniti dovrebbero diventare il luogo pi\u00f9 attrattivo al mondo per l\u2019attivit\u00e0 bancaria<\/b>, anche a costo di divergere dagli standard internazionali. La stabilit\u00e0 finanziaria globale cede il passo alla priorit\u00e0 della crescita e della potenza economica nazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il dollaro debole \u00e8 la leva esterna della stessa strategia<\/b>. Un\u2019analisi di Greg Ip sul Wall Street Journal mostra il versante internazionale di questa impostazione. <b>Un dollaro pi\u00f9 debole, osserva, non \u00e8 un incidente, ma una componente coerente della strategia economica di Trump<\/b>. Il presidente ha espresso soddisfazione per il calo del dollaro e, dietro le parole, si intravedono azioni: contatti con Giappone e Corea del Sud sul valore delle rispettive valute e ipotesi di interventi coordinati sui mercati dei cambi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In teoria, gli interventi valutari funzionano solo se sostenuti dai fondamentali, in primo luogo dalla politica monetaria. Ed \u00e8 qui che le due dinamiche si incontrano: <b>la prospettiva di un nuovo presidente della Fed incline a tagliare i tassi per sostenere crescita e mercati rende pi\u00f9 probabile una pressione al ribasso sul dollaro<\/b>. Non si tratta quindi di dietrologie di mercato, ma del risultato di una scelta: dare priorit\u00e0 al ruolo domestico del dollaro rispetto a quello globale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il dollaro forte ha storicamente facilitato il finanziamento del debito pubblico americano, grazie alla domanda mondiale di Treasury Bond considerati beni rifugio. Ma questa stessa domanda ha contribuito ad apprezzare la valuta, ampliando il deficit commerciale e indebolendo la manifattura. <b>Per l\u2019amministrazione Trump<\/b>, questa logica \u2014 <b>accettare la deindustrializzazione in cambio di mercati finanziari forti \u2014 \u00e8 inaccettabile<\/b>. La reindustrializzazione \u00e8 vista come un obiettivo di sicurezza nazionale.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un dollaro pi\u00f9 debole<\/b> offre benefici nel breve periodo: rende pi\u00f9 competitive le esportazioni e riduce le importazioni senza le distorsioni dei dazi. Comporta costi potenziali. Pu\u00f2 alimentare l\u2019inflazione attraverso i beni importati e le materie prime, spesso denominate in dollari. Soprattutto, <b>pu\u00f2 erodere quel \u00abpremio di sicurezza\u00bb di cui godono i titoli del Tesoro<\/b>: gli investitori accettano rendimenti pi\u00f9 bassi in cambio della stabilit\u00e0 istituzionale americana. Se cresce il sospetto che gli Stati Uniti tollerino pi\u00f9 inflazione o subordinino la Fed alla politica, questo premio si riduce, aumentando i costi di finanziamento.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un nuovo equilibrio non \u00e8 \u00abla fine\u00bb del dollaro. Ip non prevede una crisi del dollaro come quelle viste in economie emergenti: <b>non esiste un\u2019alternativa credibile come valuta di riserva globale<\/b>. Ma sottolinea che un presupposto di lungo periodo \u2014 il dollaro come \u00abscommessa a senso unico\u00bb \u2014 si sta incrinando.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In sintesi, <b>la possibile Fed di Warsh e la politica del dollaro debole sono due facce della stessa medaglia<\/b>: usare tutti gli strumenti, monetari, regolatori e valutari, per sostenere crescita, investimenti e industria americana. C\u2019\u00e8 una minore enfasi sulla stabilit\u00e0 dei prezzi come obiettivo assoluto e un indebolimento del ruolo del dollaro come pilastro neutrale del sistema finanziario globale.<b> \u00c8 una scommessa sulla produttivit\u00e0, sulla tecnologia e sulla capacit\u00e0 dell\u2019economia americana di crescere pi\u00f9 in fretta delle tensioni che questa svolta inevitabilmente genera<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le elezioni legislative di mid-term a novembre potrebbero mandare un segnale dissonante, per\u00f2: <b>se il carovita dovesse risultare un fattore decisivo di malcontento<\/b>, e costare la maggioranza ai repubblicani,<b> l\u2019approccio rilassato di Warsh sull\u2019inflazione finirebbe sotto tiro<\/b> prima ancora che la sua nomina sia confermata.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-30T19:02:15+01:00\" content=\"2026-01-30\">30 gennaio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il futuro del dollaro passa da Mar-a-Lago. 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