{"id":330808,"date":"2026-01-30T20:22:10","date_gmt":"2026-01-30T20:22:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330808\/"},"modified":"2026-01-30T20:22:10","modified_gmt":"2026-01-30T20:22:10","slug":"sfida-il-tumore-per-diventare-madre-lei-e-il-piccolo-ora-stanno-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/330808\/","title":{"rendered":"sfida il tumore per diventare madre, lei e il piccolo ora stanno bene"},"content":{"rendered":"<p>Ha sospeso la <strong>terapia ormonale <\/strong>successiva all&#8217;asportazione di un<strong> tumore al seno<\/strong>, per poter diventare madre: seguita dall&#8217;istituto oncologico <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/t\/pascale\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Pascale<\/a> di\u00a0Napoli, oggi\u00a0<strong>Antonella Bonomo<\/strong>, 43 anni, \u00e8 mamma felice e, dopo aver ripreso e ultimato la cura contro il rischio di recidiva, \u00e8 anche uscita dal tunnel della malattia.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>A 33 anni Antonella aveva appena iniziato a inseguire il sogno pi\u00f9 grande: diventare madre. Poi, all\u2019improvviso, una diagnosi che cambia tutto, un<strong> tumore al seno aggressivo<\/strong>, e con essa la prospettiva di cure lunghe e invasive, capaci di mettere seriamente a rischio la sua fertilit\u00e0. \u00ab\u00c8 stato come ricevere due sentenze insieme -racconta &#8211; quella del cancro da combattere e quella della maternit\u00e0 a cui rinunciare\u00bb.<\/p>\n<p>La notizia arriva mentre stava gi\u00e0 facendo accertamenti per avere un figlio. \u00abMi sembrava che il mondo mi crollasse addosso. Piangevo pi\u00f9 per il bambino che temevo di non poter mai avere che per la malattia stessa\u00bb.\u00a0Dopo una settimana si sottopone all\u2019intervento chirurgico, che riesce, ma le parole del primo oncologo sono un colpo durissimo: \u00abMi disse che dovevo dimenticarmi di diventare madre. \u00c8 stato allora che ho toccato il fondo\u00bb.<\/p>\n<p>Antonella per\u00f2 non si arrende. Si mette a cercare risposte, naviga su internet, chiede pareri, finch\u00e9 approda all\u2019Istituto dei tumori di Napoli, nello studio del dottor\u00a0Michelino De Laurentiis.\u00a0\u00c8 l\u00ec che trova un approccio diverso: non solo protocolli clinici, ma attenzione alla persona, alla sua storia, ai suoi desideri.<\/p>\n<p>\u00abNon si cura solo una malattia &#8211;\u00a0spiega l\u2019oncologo\u00a0&#8211; ma una persona, con i suoi sogni e i suoi progetti\u00bb.<\/p>\n<p>Nasce cos\u00ec una scelta tanto delicata quanto rivoluzionaria: una sospensione controllata della terapia ormonale dopo tre anni, anzich\u00e9 cinque, per permettere ad Antonella di tentare una gravidanza in sicurezza. I controlli sono serrati, il timore sempre presente, ma la speranza cresce. Dopo un anno e mezzo di sospensione della cura arriva la notizia che cambier\u00e0 per sempre la sua vita: \u00e8 incinta.<\/p>\n<p>A 40 anni Antonella diventa mamma di Diego. Subito dopo riprende la terapia per completare il ciclo previsto.\u00a0Oggi\u00a0ha 43 anni, \u00e8 libera dalla malattia e senza terapia da oltre un anno e stringe tra le braccia il suo bambino, che chiama \u00abil miracolo pi\u00f9 grande della mia vita\u00bb. Il marito sogna un secondo figlio, lei preferisce essere prudente. Ma la paura, adesso, convive con una nuova forza: quella di chi sa di aver gi\u00e0 vinto una battaglia che sembrava impossibile.<\/p>\n<p>La sua storia non \u00e8 solo una testimonianza di resilienza, ma riaccende anche il dibattito sulla tutela della fertilit\u00e0 nelle giovani pazienti oncologiche e sull\u2019importanza di percorsi di cura sempre pi\u00f9 personalizzati. Sempre pi\u00f9 spesso, infatti, oncologi e ricercatori lavorano per offrire alle donne non solo maggiori probabilit\u00e0 di guarigione, ma anche una qualit\u00e0 di vita migliore dopo la malattia.<\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi anni \u2013\u00a0dice\u00a0De Laurentiis,\u00a0direttore del Dipartimento di Senologia e Toraco polmonare del Pascale\u00a0\u2013 la ricerca sul tumore al seno ha compiuto passi da gigante: terapie sempre pi\u00f9 mirate, immunoterapia, test genomici e protocolli terapeutici pi\u00f9 personalizzati stanno aumentando le percentuali di sopravvivenza e riducendo gli effetti collaterali. La storia di questa paziente \u00e8 un esempio concreto di come\u00a0oggi\u00a0sia possibile integrare le cure oncologiche con i progetti di vita. Studi recenti, come il POSITIVE Trial, hanno dimostrato che, in pazienti selezionate con tumore al seno ormonoresponsivo, una sospensione temporanea della terapia endocrina per tentare una gravidanza non comporta un aumento significativo del rischio di recidiva nel breve periodo. Ed \u00e8 proprio questa la strategia che abbiamo adottato per la paziente\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi\u00a0la preservazione della fertilit\u00e0 \u00e8 parte integrante della presa in carico delle pazienti pi\u00f9 giovani: dalla crioconservazione di ovociti ed embrioni, all\u2019utilizzo di strategie di protezione ovarica durante i trattamenti, fino a una pianificazione personalizzata della gravidanza dopo o, in casi selezionati, durante una pausa terapeutica.\u00a0<\/p>\n<p>\u00abSi tratta di percorsi complessi, &#8211;\u00a0continua\u00a0De Laurentiis\u00a0&#8211; che richiedono un\u2019attenta valutazione clinica e un approccio multidisciplinare, ma che permettono a molte donne di non dover scegliere tra le cure e la maternit\u00e0, integrando entrambe in un progetto di vita consapevole e condiviso.<\/p>\n<p>Storie come quella di Antonella dimostrano che\u00a0oggi\u00a0il cancro al seno, pur restando una sfida complessa, \u00e8 sempre pi\u00f9 spesso una battaglia che si pu\u00f2 vincere senza rinunciare ai propri sogni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ha sospeso la terapia ormonale successiva all&#8217;asportazione di un tumore al seno, per poter diventare madre: seguita dall&#8217;istituto&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":330809,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[175],"tags":[2429,239,1537,90,89,4002,248,32552,240,1947],"class_list":["post-330808","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-salute","tag-donne","tag-health","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-mamma","tag-napoli","tag-pascale","tag-salute","tag-tumore-al-seno"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115985917154984232","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330808","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=330808"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/330808\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/330809"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=330808"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=330808"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=330808"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}