{"id":331353,"date":"2026-01-31T05:51:17","date_gmt":"2026-01-31T05:51:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/331353\/"},"modified":"2026-01-31T05:51:17","modified_gmt":"2026-01-31T05:51:17","slug":"il-giorno-della-memoria-il-bartali-di-marino-vigna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/331353\/","title":{"rendered":"IL GIORNO DELLA MEMORIA. IL BARTALI DI MARINO VIGNA"},"content":{"rendered":"<p>Il 27 gennaio \u00e8 il Giorno della Memoria, che dal 2005 l&#8217;Onu ha istituito per commemorare le vittime dell&#8217;Olocausto e della persecuzione nazista. Per noi \u00e8 l&#8217;occasione per ricordare, ancora una volta, Gino Bartali.\n            <\/p>\n<p><strong>La prima volta non si scorda mai, tanto pi\u00f9 se la prima volta fu al Vigorelli.<\/strong> \u201cBartali, ma anche Coppi, venivano a scaldarsi prima delle riunioni. Li guardavamo, li osservavamo, li studiavamo, li ammiravamo, li amavamo. E non osavamo avvicinarci. Per rispetto, per timidezza, anche per timore\u201d.\n            <\/p>\n<p><strong>Marino Vigna, milanese della Cagnola, abitava a poche centinaia di metri dalla Scala del ciclismo<\/strong> e, incantato e contagiato, avrebbe abitato il ciclismo per tutta la vita. <strong>\u201cConoscere Bartali era inevitabile. Accadde nel 1960, dopo le Olimpiadi di Roma.<\/strong> Con tutti gli altri olimpionici \u2013 io avevo conquistato l\u2019oro nel quartetto dell\u2019inseguimento sulla pista dell\u2019Eur -, in settembre partecipavo alla San Pellegrino a tappe, che riuniva i vincitori di una delle 100 corse San Pellegrino disputate durante l\u2019anno, partenza da San Marino e arrivo a San Pellegrino Terme, c\u2019erano anche Bailetti, Fornoni e Trap\u00e8, non si correva a squadre ma a gruppi, e<strong> il responsabile del mio gruppo era Andrea Bartali, il primogenito di Gino<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>I rapporti si sarebbero fatti pi\u00f9 stretti. \u201c<strong>Nel 1966 e 1967 Bartali fu il mio direttore tecnico alla Vittadello.<\/strong> Il primo anno correvamo su una bici Pinarello ma marchiata Vittadello con gli stessi colori della maglia, arancione e nera con la V scritta in bianco. Il secondo anno su una bici Pinarello ma marchiata Bartali. Il primo anno conquistai una vittoria alla Milano-Torino. Il secondo anno una quasi vittoria alla Vuelta di Spagna. Accadde che dopo pochi giorni, dei 10 corridori al via, ritirati Panizza, Dancelli, Andreoli, Baldan\u2026, restammo in quattro, Aldo Moser, De Rosso, Schiavon e io. Nella Andorra-L\u00e9rida entrai in una fuga a otto, c\u2019erano corridori forti anche in volata come Graczyk, ma me la sarei finalmente giocata dopo tre piazzamenti fra i primi 10. Invece uno degli spettatori si sporse ben oltre le transenne, ci scontrammo, mi colp\u00ec la spalla, arrivai settimo. Nonostante mi sentissi dovunque rotto, tenni duro e giunsi alla conclusione della Vuelta a Bilbao. <strong>Bartali si affrett\u00f2 a rassicurare i dirigenti della Vittadello spiegando che ero andato bene, benissimo,<\/strong> sempre meglio, che anche in salita ero migliorato, invece <strong>non fui convocato per il Giro d\u2019Italia<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Vigna e Bartali si sarebbero frequentati anche quando Marino divenne direttore sportivo alla Faema e collaboratore di Alfredo Martini nella nazionale italiana. \u201c<strong>Ogni incontro casuale, ma anche ogni occasione ufficiale, diventava una rimpatriata.<\/strong> Quella volta che si entr\u00f2 in un ristorante insieme, poi Martini chiese a Bartali di andarsene, perch\u00e9 la sua presenza aveva richiamato una folla che aveva riempito i locali e impedito di mangiare. Quella volta, anzi, probabilmente due, a Larciano, in Abruzzo, quando partecipammo con le nostre mogli, Adriana la sua e Vilma la mia, a feste organizzate da emigranti tornati a casa. Quella volta che Ivo Faltoni ci propose di fermarci ad Amatrice per mangiare una vera amatriciana, Martini seguito da me, Bartali dal popolo. E tutte quelle volte che Bartali era invitato a raccontare l\u2019episodio della borraccia e allora prima chiedeva al suo interlocutore se fosse bartaliano o coppiano, poi in base alla risposta modificava la versione: <strong> se era coppiano, era stato Coppi a passare a lui la borraccia, se era bartaliano, era stato lui a passare la borraccia a Coppi<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Vigna era coppiano, ma divent\u00f2 \u2013 anche questo era inevitabile \u2013 pure bartaliano. \u201c<strong>E rimasi bartaliano anche dopo la sua morte.<\/strong> Faltoni mi invit\u00f2 a partecipare alla rievocazione di Gino, partendo dalla stazione di Terontola e arrivando alle chiese di Assisi, una sessantina di chilometri, in bici. Perch\u00e9 <strong>Terontola era uno degli snodi ferroviari dove Bartali si recava durante le sue missioni di postino della pace<\/strong> trasportando i documenti falsi per dare una nuova identit\u00e0 agli ebrei perseguitati dalle leggi razziali. E perch\u00e9 <strong>ad Assisi Bartali si fermava per munirsi di quei documenti d\u2019identit\u00e0<\/strong> in un convento di suore di clausura.<strong> Tutti dettagli che lui, fra i miliardi di parole con cui ci travolgeva, non ci aveva mai rivelato<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il 27 gennaio \u00e8 il Giorno della Memoria, che dal 2005 l&#8217;Onu ha istituito per commemorare le vittime&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":331354,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[1456],"tags":[44101,1824,1825,189431,1537,90,89,245,244,1567],"class_list":["post-331353","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-ciclismo","tag-bartali","tag-ciclismo","tag-cycling","tag-giorno-della-memoria","tag-it","tag-italia","tag-italy","tag-sport","tag-sports","tag-storia"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115988154485012656","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/331353","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=331353"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/331353\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/331354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=331353"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=331353"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=331353"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}