{"id":33184,"date":"2025-08-07T08:55:09","date_gmt":"2025-08-07T08:55:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33184\/"},"modified":"2025-08-07T08:55:09","modified_gmt":"2025-08-07T08:55:09","slug":"la-cina-punta-sul-sistema-storm-eye-come-funziona-il-ciclone-per-la-guerra-elettronica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33184\/","title":{"rendered":"La Cina punta sul sistema Storm Eye: come funziona il ciclone per la guerra elettronica"},"content":{"rendered":"<p>Gli <strong>scienziati cinesi<\/strong> stanno lavorando allo sviluppo di un&#8217;innovazione molto particolare che potrebbe aiutare le forze armate di Pechino in caso di necessit\u00e0. I riflettori sono puntati su una <strong>tecnica avanzata di guerra elettronica<\/strong> in grado di creare una <strong>zona di \u201ccalma elettromagnetica\u201d<\/strong>, simile all&#8217;occhio di un ciclone, al centro di un ambiente caratterizzato da un intenso <strong>disturbo dei segnali<\/strong>. Questo ombrello dovrebbe consentire al Dragone di proteggere le proprie truppe e gli alleati dalle interruzioni del segnale, disabilitando al contempo le <strong>comunicazioni nemiche<\/strong>. Parliamo ovviamente di una tecnologia ancora in fase iniziale e la cui fattibilit\u00e0 \u00e8 stata verificata soltanto attraverso simulazioni al computer. Ecco, in ogni caso, come funziona il possibile jolly della Cina.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima innovazione della Cina<\/p>\n<p>Come ha spiegato il South China Morning Post, questa tecnologia si basa su <strong>piattaforme aeree coordinate<\/strong> e non presidiate che emettono <strong>interferenze a radiofrequenza (RF) <\/strong>sintonizzate con precisione. Regolando la forma d&#8217;onda, l&#8217;ampiezza, la fase e la temporizzazione relativa dei loro segnali, questi <strong>droni <\/strong>possono generare un segnale nullo mirato in posizioni amichevoli, dove i segnali di disturbo vengono annullati. &#8220;Nelle condizioni di simulazione di un rapporto interferenza-segnale di 20 dB, l&#8217;interferenza elettromagnetica sull&#8217;utente legittimo target pu\u00f2 essere ridotta a zero&#8221;, ha scritto il team guidato da <strong>Yang Jian<\/strong>, professore presso il Beijing Institute of Technology, in un articolo sottoposto a revisione paritaria pubblicato sulla rivista cinese Acta Electronica Sinica.<\/p>\n<p>Una simile duplice capacit\u00e0 \u2013 <strong>disturbare gli avversari<\/strong> e <strong>proteggere gli alleati<\/strong> \u2013 rappresenta un&#8217;evoluzione significativa rispetto alla guerra elettronica tradizionale, che spesso si basa sulla forza bruta. Questa solitamente si presenta sotto forma di disturbo omnidirezionale che interrompe qualsiasi cosa nel raggio d&#8217;azione, amico o nemico, secondo Yang e i suoi collaboratori del National Key Laboratory of Wireless Communications di Chengdu, nel Sichuan. Il concetto si basa su due droni che agiscono in<strong> tandem<\/strong>. Uno funge da <strong>jammer principale<\/strong>, prendendo di mira i radar o le comunicazioni nemiche; il secondo agisce come un &#8220;nullificatore coordinato&#8221;, emettendo un contro segnale progettato per interferire in modo distruttivo con l&#8217;onda di disturbo in un punto specifico, solitamente dove operano forze amiche. Quando i due segnali convergono, si annullano a vicenda in quel preciso punto, creando il nullo.<\/p>\n<p>Obiettivo guerra elettronica<\/p>\n<p>In base a quanto emerso, il successo della tecnica dipende dalla <strong>sincronizzazione <\/strong>a livello di nanosecondi tra le due piattaforme. Anche piccoli errori di clock \u2013 misurati in picosecondi \u2013 possono disallineare i segnali, indebolendo il punto nullo o spostandolo fuori bersaglio. Attenzione per\u00f2: il team ha spiegato che la sincronizzazione perfetta \u00e8 irraggiungibile nelle condizioni reali.<\/p>\n<p>Per risolvere questo problema, hanno incorporato <strong>algoritmi adattivi<\/strong> che utilizzano il feedback dalla zona nulla per monitorare costantemente l&#8217;interferenza residua e regolare i segnali dei droni in tempo reale. Utilizzando tecniche di discesa del gradiente, il sistema ottimizza fase e ampiezza per aumentare la zona nulla anche al variare delle condizioni.<\/p>\n<p>Questo livello di sofisticatezza \u00e8 in linea con i recenti sviluppi presentati al salone aeronautico di Zhuhai dello scorso anno, dove la <a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/difesa\/segretario-difesa-uk-siamo-pronti-difendere-taiwan-2516027.html\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cina <\/a>ha presentato nuovi pod per la guerra elettronica per droni a lunga autonomia e media altitudine, piattaforme ideali per un dominio\n<\/p>\n<p>elettronico duraturo su regioni contese come lo <strong>Stretto di Taiwan<\/strong>. Questi pod integrano il rilevamento delle minacce, il jamming, l&#8217;installazione di esche e contromisure laser contro i missili guidati a infrarossi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli scienziati cinesi stanno lavorando allo sviluppo di un&#8217;innovazione molto particolare che potrebbe aiutare le forze armate di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":33185,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[356,4467,31677,31676,1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-33184","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-cina","9":"tag-droni","10":"tag-esercito-cinese","11":"tag-guerra-elettronica","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-science","16":"tag-science-and-technology","17":"tag-scienceandtechnology","18":"tag-scienza","19":"tag-scienza-e-tecnologia","20":"tag-scienzaetecnologia","21":"tag-technology","22":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33184"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33184\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}