{"id":33479,"date":"2025-08-07T11:57:12","date_gmt":"2025-08-07T11:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33479\/"},"modified":"2025-08-07T11:57:12","modified_gmt":"2025-08-07T11:57:12","slug":"100-custodi-per-100-vitigni-la-biodiversita-viticola-in-italia-il-libro-conquistato-laward-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33479\/","title":{"rendered":"\u201c100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversit\u00e0 Viticola in Italia\u201d, il libro conquistato l\u2019Award 2025"},"content":{"rendered":"<p>\u201c100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversit\u00e0 Viticola in Italia\u201d, il libro di G.R.A.S.P.O. che racconta le pi\u00f9 belle storie di conservazione del nostro originale patrimonio ampelografico, ha conquistato l\u2019Award 2025 nella categoria &#8220;Viticoltura&#8221; del prestigioso concorso internazionale promosso dall\u2019O.I.V. (International Organisation of Vine and Wine).<\/p>\n<p>OIV Awards rappresenta quindi il massimo riconoscimento a livello internazionale ai lavori scientifici presentati nelle diverse categorie.<\/p>\n<p>La Giuria dei Premi OIV, composta da esperti dei paesi membri, ha decretato i vincitori, basando le proprie decisioni sulle valutazioni fornite dai lettori di tutto il mondo. L&#8217;eccellenza scientifica e tecnica sono al centro del processo di selezione, garantendo che vengano premiate solo le opere di altissima qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Un prestigioso premio quindi che arricchisce di ulteriore valore il lavoro di G.R.A.S.P.O. (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la Salvaguardia e Preservazione dell\u2019Originalit\u00e0 Viticola) giovane ma dinamica Associazione Veronese che si occupa della tutela a livello mondiale dei vitigni rari.<\/p>\n<p>\u00ab\u201c100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversit\u00e0 Viticola in Italia\u201d &#8211; spiega Aldo Lorenzoni fondatore di G.R.A.S.P.O. e coautore del libro &#8211; apre una finestra importante e mette in risalto i tanti testimoni della ricca Biodiversit\u00e0 viticola dell\u2019Italia in un viaggio ideale dalla Valle D\u2019Aosta all\u2019Etna.<\/p>\n<p>Racconti dove forse per la prima volta accanto all\u2019identificazione, alla storia, alle caratteristiche del vitigno e del vino vengono valorizzate le persone, che chiamiamo custodi. Una esperienza di oltre 100mila chilometri in tanti territori italiani, incontrando tantissimi produttori, eseguendo numerosissimi prelievi di materiale vegetale per stabilire l\u2019identit\u00e0 dei vitigni, scoprendo ad oggi 15 nuove variet\u00e0 di uva e realizzando solo nell\u2019ultima vendemmia oltre 100 microvinificazioni.<\/p>\n<p>Un viaggio ricco di\u202f\u202fstorie originali spesso caratterizzate da autentico eroismo ma anche un racconto di quanto istituzioni, centri di ricerca ed ampelografi di tutta Italia hanno fatto per identificare e preservare questi vitigni.<\/p>\n<p>Un testo organizzato anche in capitoli territoriali cercando di contestualizzare dove possibile aziende e cultivar nei relativi territori, finalizzato comunque a far conoscere per ogni vitigno a rischio estinzione incontrato nel percorso di ricerca, la persona o l\u2019azienda che di questo vitigno \u00e8 diventata custode.<\/p>\n<p>Fortemente convinti che la vera sostenibilit\u00e0 in vigna parte dalla tutela e dalla salvaguardia della biodiversit\u00e0 viticola di ogni territorio, abbiamo inoltre inserito nel testo anche alcune storie di sindaci, di piccole comunit\u00e0, di associazioni ed aziende che condividendo questo nostro pensiero hanno collettivamente e concretamente contribuito alla salvaguardia della biodiversit\u00e0 viticola locale anche tutelando vecchie vigne, storici sistemi di allevamento ed ancestrali pratiche agricole\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl pi\u00f9 grande vantaggio competitivo del vino italiano prodotto con uve autoctone \u00e8 che nessun altro pu\u00f2 imitarlo e produrlo\u00bb, sottolinea\u202fMonica Larner, notissima firma italiana per Robert Parker Wine Advocate, nella sua autorevole presentazione del libro.<\/p>\n<p>\u00abL\u2019importanza della diversit\u00e0 genetica assume una dimensione maggiore mentre affrontiamo il cambiamento climatico e discutiamo di protocolli per la sostenibilit\u00e0. Nascosto da qualche parte tra i vasti vigneti d&#8217;Italia c&#8217;\u00e8 un&#8217;uva pi\u00f9 adatta a resistere alla siccit\u00e0, al caldo, all&#8217;umidit\u00e0 o qualunque altra sfida possa presentarsi\u00bb.<\/p>\n<p>La cerimonia di premiazione<\/p>\n<p>Il premio sar\u00e0 consegnato nell\u2019ambito della cerimonia ufficiale dell\u2019OIV Awards il prossimo 21 ottobre presso la nuova sede dell\u2019OIV a Digione in Francia.<\/p>\n<p>G.R.A.S.P.O.<\/p>\n<p>\u00abNon era facile immaginare per una realt\u00e0 giovane e piccola come la nostra, sottolinea il fondatore di G.R.A.S.P.O. e tra gli autori del libro\u202fAldo Lorenzoni, una ribalta internazionale di questo livello, ma i temi forti che caratterizzano fin dall\u2019inizio la nostra operativit\u00e0 come cambiamento climatico, biodiversit\u00e0, nuove resilienze, valorizzazione degli storici sistemi di allevamento della vite sono oggi al centro del dibattito internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019azione di G.R.A.S.P.O., anche grazie al supporto iniziale di tanti amici con cui si condividono sensibilit\u00e0, visioni e quando possibile progettualit\u00e0, si \u00e8 sviluppata prima nell\u2019ambito del territorio veronese ed in particolare in alta Lessinia verificando con rilievi sul campo e microvinificazioni le peculiari caratteristiche dei vitigni considerati perduti per testarne le potenzialit\u00e0, sia in purezza che come supporto ai vitigni storici.\u202f\u202f<\/p>\n<p>Una operativit\u00e0 che si \u00e8 poi allargata anche ad altre realt\u00e0 in tutta Italia identificando variet\u00e0 ed areali dove il recupero di una pi\u00f9 forte attenzione alla biodiversit\u00e0 viticola potesse essere strategica per delineare nuove prospettive produttive in un contesto oggi piuttosto omologato.\u202f<\/p>\n<p>\u00c8 iniziato cos\u00ec un intenso percorso di incontri e confronti con i responsabili dei centri di ricerca ed i pi\u00f9 autorevoli ampelografi\u202f\u202fper individuare quali fossero oggi gli areali, le storie ed i vitigni pi\u00f9 interessanti.\u202f<\/p>\n<p>A Digione\u202f\u202fnon andremo solo per ritirare un premio ma porteremo il risultato di questi primi anni di lavoro, di rilievi e di vinificazioni che \u00e8 stato raccontato anche in alcune nostre pubblicazioni e testimoniato su riviste di settore e social dedicati\u00bb.<\/p>\n<p>I contenuti del libro e le testimonianze\u00a0<\/p>\n<p>\u00abSe \u00e8 vero che l\u2019Italia rappresenta il paese del vino con il maggior numero di vitigni e quindi con la massima espressione di biodiversit\u00e0 viticola, potrebbe sembrare inutile o superfluo continuare a ricercare ulteriori testimonianze di vitigni dispersi nella sua storia, dichiara\u202fLuigi Moio, nella sua veste di presidente dell\u2019organizzazione internazionale della vite e del vino (OIV). \u00c8 per\u00f2 altrettanto vero che questa diversit\u00e0 \u00e8 oggi minacciata da un\u2019emergenza climatica che rischia di portare ad una pericolosa omologazione dei vini privandoli delle loro principali peculiarit\u00e0 distintive. Oggi \u00e8 ancor pi\u00f9 necessario riuscire a ricollegare sempre il vino al suo territorio d\u2019origine. Se un vino non riesce a rendere riconoscibile la sua origine perde gran parte della sua forza anche a livello commerciale\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSe si vuole conoscere la storia di un territorio viticolo attraverso le vicende che hanno accompagnato l&#8217;affermazione dei suoi vini, sottolinea\u202fAttilio Scienza,\u202f\u00e8 necessaria una riflessione che parta dai suoi vitigni originali, perch\u00e9 solo attraverso questi \u00e8 possibile capire la storia degli uomini, della loro cultura materiale, della loro evoluzione culturale, dei cambiamenti climatici e del sistema sociale in genere. I vitigni infatti sono gli elementi stabili per una infinit\u00e0 di generazioni di viticoltori: gli uomini muoiono ma i nuovi abitanti, pur aggiornando le abitudini, mantengono e spesso incrementano i vitigni dei loro predecessori.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale crisi della biodiversit\u00e0 nelle specie vegetali in genere \u00e8 stata definita la sesta estinzione e rappresenta solo un aspetto della attuale tendenza alla semplificazione delle differenti manifestazioni della vita. dove purtroppo la monocultura della mente \u00e8 pi\u00f9 devastante di quello biologica\u00bb.<\/p>\n<p>Possiamo dire che proprio sull\u2019onda di queste autorevoli riflessioni parte la missione di G.R.A.S.P.O. nata da un\u2019idea di\u202f\u202fAldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi, Giuseppe Carcereri de Prati e Gianmarco Guarise\u202fcon la passione per la ricerca attiva sul fronte del recupero di antichi vitigni abbandonati nella convinzione che la biodiversit\u00e0 possa essere una risorsa importante per il futuro della viticoltura, sia in chiave di cambiamento climatico che per una migliore e pi\u00f9 dinamica comunicazione delle singole identit\u00e0 territoriali ed oggi coinvolge numerosi professionisti e viticoltori sensibili di tutta Italia e non solo.<\/p>\n<p>Foto articolo da comunicato stampa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201c100 custodi per 100 vitigni, la Biodiversit\u00e0 Viticola in Italia\u201d, il libro di G.R.A.S.P.O. che racconta le pi\u00f9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":33480,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609,13736],"class_list":{"0":"post-33479","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri","15":"tag-premi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33479"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33479\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33480"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33479"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}