{"id":33525,"date":"2025-08-07T12:23:16","date_gmt":"2025-08-07T12:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33525\/"},"modified":"2025-08-07T12:23:16","modified_gmt":"2025-08-07T12:23:16","slug":"e-possibile-realizzare-un-edificio-fatto-di-nebbia-si-ecco-comera-il-blur-building-in-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33525\/","title":{"rendered":"\u00c8 possibile realizzare un edificio fatto di nebbia? S\u00ec, ecco com&#8217;era il Blur Building in Svizzera"},"content":{"rendered":"<p>       <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/edificio-nebbia-svizzera.jpg\" alt=\"Immagine\" width=\"2549\" height=\"1491\" class=\"js-seedtag-img\"\/> <\/p>\n<p>Nel 2002, sulle acque del lago di Neuch\u00e2tel, in Svizzera, \u00e8 comparso un edificio apparentemente privo di massa e superficie. Si trattava del <strong>Blur Building<\/strong>, uno dei padiglioni temporanei dell&#8217;Expo.02, la sesta Esposizione Nazionale Svizzera tenutasi a Yverdon-les-Bains, realizzato utilizzando un materiale impalpabile, per non dire &#8220;immateriale&#8221;. L&#8217;aspetto, infatti, era quello di una piattaforma sospesa sopra il lago,<strong> avvolta da una nuvola fitta e mutevole<\/strong>. Progettato dagli architetti newyorkesi <strong>Elizabteh Diller<\/strong> e<strong> Ricardo Scofidio<\/strong> (Diller Scofidio + Renfro), l\u2019edificio temporaneo \u00e8 entrato nei <a href=\"https:\/\/www.guinnessworldrecords.com\/world-records\/409317-first-artificial-fog-building\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Guinness World Records<\/a> come la prima architettura costruita prevalentemente con<strong> nebbia artificiale<\/strong>. In un\u2019epoca dominata dall\u2019alta definizione e dalla sovrasaturazione di media visivi nelle esposizioni, il Blur Building si proponeva come un\u2019installazione immersiva a &#8220;<strong>bassa definizione&#8221;<\/strong>, un esperimento di de-enfasi su scala ambientale che metteva in discussione la centralit\u00e0 della vista (e la dipendenza da essa), invitando i visitatori a percepire lo spazio con gli altri sensi, senza di conseguenza affidarsi a simulazioni digitali.<\/p>\n<p> Il Blur Building, un edificio fatto di aria e acqua <\/p>\n<p>L\u2019acqua dolce, pompata direttamente dal lago, veniva filtrata e nebulizzata a una pressione di circa 80 bar attraverso <strong>35.000 ugelli in acciaio<\/strong>\u00a0da 120 micron di diametro. Le gocce, finissime (tra i 4 e i 10 micron) e abbastanza leggere da restare sospese nell\u2019aria, generavano un <strong>banco di nebbia in continua trasformazione<\/strong>, che avvolgeva l\u2019ampia piattaforma calpestabile del padiglione. Larga 90 metri, profonda 60 e alta 23, la struttura del Blur Building era stata progettata secondo il principio della <strong>tensegrit\u00e0<\/strong>, ovvero l\u2019equilibrio tra profili metallici compressi e una rete di cavi tesi: una concezione che, oltre ad abbracciare l\u2019estetica a scheletro tipica delle strutture leggere, permetteva alla piattaforma di autosostenersi poggiando su soli quattro piloni, fissati sul fondale del lago.<\/p>\n<p>Il <strong>comportamento della nebbia, <\/strong>che poteva letteralmente attraversare e permeare il padiglione, variava in base alle condizioni atmosferiche: con vento forte, il bordo anteriore della struttura veniva svelato e si formavano lunghe scie; alta umidit\u00e0 e temperature elevate ne favorivano l\u2019espansione verso l\u2019esterno; in presenza di umidit\u00e0 alta e temperature pi\u00f9 basse, la <a title=\"Cos\u2019\u00e8 e come si forma la nebbia?\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/cose-e-come-si-forma-la-nebbia\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">nebbia<\/a> si abbassava sul lago e si espandeva orizzontalmente. In condizioni di bassa umidit\u00e0 e alte temperature, prevaleva invece l\u2019effetto evaporante, mentre quando l\u2019aria era pi\u00f9 fredda dell\u2019acqua, si creava una corrente convettiva che sollevava la nebbia verso l\u2019alto. Un <strong>sistema di sensori<\/strong> era tuttavia in grado di monitorare in tempo reale temperatura, umidit\u00e0 e vento, adattando la pressione dell\u2019acqua erogata dagli ugelli in diverse zone della struttura, mantenendo la nuvola stabile. Si trattava di una <strong>forma primitiva di intelligenza artificiale<\/strong>, capace di apprendere e rispondere dinamicamente in base ai dati acquisiti sul campo.<\/p>\n<p> L&#8217;esperienza dell&#8217;attraversamento tra la nebbia <\/p>\n<p>Il padiglione si raggiungeva percorrendo due passerelle metalliche prefabbricate che collegavano la riva del lago di Neuch\u00e2tel alla piattaforma. Una volta varcata la soglia del Blur Building, ogni riferimento visivo svaniva: il visitatore si immergeva in una sorta di white-out ottico, avvolto dal rumore bianco prodotto dagli ugelli. L\u2019effetto era al tempo stesso disorientante e affascinante, amplificato dal tappeto sonoro curato dall\u2019artista svizzero <strong>Christian Marclay<\/strong>, che accompagnava il movimento della nebbia con sottili interventi acustici. All\u2019interno, nessun percorso prestabilito, nessuna barriera: i visitatori potevano vagare liberamente sulla nuvola, seguendo il proprio ritmo e le proprie percezioni. Una scala conduceva al livello superiore, l\u2019<strong>Angel Deck<\/strong>, che affiorava al di sopra della nebbia aprendo un varco nel cielo; mentre al di sotto della piattaforma si trovava il <strong>Water Bar<\/strong>, che offriva una selezione di acque in bottiglia provenienti da tutto il mondo: sorgive, artesiane, minerali, frizzanti, <a title=\"Perch\u00e9 non si pu\u00f2 bere troppa acqua distillata? I motivi scientifici\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/perche-non-si-puo-bere-troppa-acqua-distillata-i-motivi-scientifici\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">distillate<\/a>. Poich\u00e9 l\u2019acqua era il materiale principale con cui il Blur Building era stato costruito, era come se il pubblico fosse invitato a &#8220;bere l\u2019edificio&#8221;. Subito dopo l\u2019apertura, fu celebrato con una tavoletta di cioccolato souvenir, un omaggio tutto svizzero che aggiungeva un nota ironica alla narrazione: il pubblico poteva, simbolicamente, anche &#8220;mangiare l\u2019edificio&#8221;.<\/p>\n<p>  Un\u2019architettura effimera, un ricordo che permane <\/p>\n<p>L\u2019Expo.02 si svolse al confine tra la Svizzera francese e quella tedesca, nella Regione dei Tre Laghi, coinvolgendo le citt\u00e0 di Biel\/Bienne, Murten\/Morat, Neuch\u00e2tel e Yverdon-les-Bains. I quattro centri espositivi permanenti, situati sulle rive dei laghi, prendevano il nome di Arteplages. Oltre al <strong>Blur Building <\/strong>progettato da Diller Scofidio + Renfro, stesso studio che anni dopo firmer\u00e0 il celebre parco lineare High Line di New York, tra i padiglioni simbolo delle &#8220;spiagge dell&#8217;arte&#8221; spiccavano il Monolithe di Jean Nouvel a Murten\/Morat, le torri metalliche del Forum di Coop Himmelb(l)au a Biel\/Bienne e i Galets (i tre ciottoli) di Multipack a Neuch\u00e2tel.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019interesse della citt\u00e0 di Yverdon-les-Bains nel trasformare il Blur Building in un museo permanente dedicato alla fantascienza, il padiglione fu <strong>smontato sei mesi dopo la chiusura dell\u2019esposizione<\/strong>. L\u2019acciaio fu riciclato per dare forma a nuovi profili strutturali, la nebbia si dissolse nell\u2019aria, ma la sua eredit\u00e0 \u00e8 decisamente ancora viva. Ed \u00e8 quella di un progetto che ha superato i <strong>confini convenzionali dell\u2019architettura <\/strong>gi\u00e0 all&#8217;inizio del nuovo millennio, dimostrando che anche ci\u00f2 che \u00e8 informe, effimero e impalpabile pu\u00f2 trasformarsi in qualcosa di tangibile, tra spazio , significato e immaginario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 2002, sulle acque del lago di Neuch\u00e2tel, in Svizzera, \u00e8 comparso un edificio apparentemente privo di massa&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":33526,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-33525","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33525"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33525\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33526"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}