{"id":335350,"date":"2026-02-02T22:17:13","date_gmt":"2026-02-02T22:17:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/335350\/"},"modified":"2026-02-02T22:17:13","modified_gmt":"2026-02-02T22:17:13","slug":"il-ciclismo-dei-watt-ha-ucciso-il-ciclismo-romantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/335350\/","title":{"rendered":"Il ciclismo dei watt ha ucciso il ciclismo romantico"},"content":{"rendered":"<p><strong>Da un paio d\u2019anni abbondanti sentiamo spesso scontrarsi o confrontarsi due scuole di pensiero<\/strong>. Da un lato ci sono i \u201cvecchi\u201d del gruppo che lamentano una mancanza di valori, di rispetto, di umanit\u00e0 e di romanticismo. E dall\u2019altra ci sono i \u201cgiovani\u201d, che arrivano sulla ribalta del ciclismo internazionale gi\u00e0 pronti e sostenuti dai fatidici numeri (watt e non solo) che sembrano contare pi\u00f9 di qualsiasi cosa.<\/p>\n<p><strong>La domanda \u00e8: esiste un punto di equilibrio? <\/strong>Il discorso \u00e8 molto complesso e il sottoscritto non ha minimamente la pretesa di poterlo risolvere in queste poche righe. Provo solo a darvi una mia modestissima visione della cosa. La prima cosa che mi viene da dire, guardando a gente come Poga\u010dar, Van der Poel, Van Aert, Evenepoel, Pedersen o anche ad alcuni giovani come Ben Healy o Quinn Simmons \u00e8 che un equilibrio c\u2019\u00e8.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DMR6Wrayu3Q\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/CsHjNBvSSbY\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 chiaro che quelli citati sono dei campioni, o in alcuni casi dei fuoriclasse, ma questi ragazzi sono in grado di abbinare il loro motore fuori scala (e quindi i loro numeri) all\u2019estro, alla fantasia, seguendo i parametri del coraggio e dello spettacolo, senza fare eccessivi calcoli. <strong>Ma loro sono la punta dell\u2019iceberg<\/strong>. Che per fortuna, per\u00f2, esiste. Senza poesia, senza romanticismo, senza inventiva, senza senso dello show, il ciclismo sarebbe un noiosissimo \u201cpiattone\u201d, tanto per usare un termine ciclistico.<\/p>\n<p class=\"has-text-align-center\"><strong>Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, \u00e8 gratuita!<br \/><\/strong><\/p>\n<p>  Focus \u27a1\ufe0f <a href=\"https:\/\/www.bikeitalia.it\/tag\/il-punto-del-greg-ario\/\" type=\"post_tag\" id=\"6824\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Leggi tutti gli articoli di Luca Gregorio su Bikeitalia<\/a><\/p>\n<p>Fatta questa doverosa premessa, \u00e8 fuori discussione che <strong>il ciclismo stia andando per\u00f2 sempre di pi\u00f9 verso l\u2019universo in cui comandano numeri, watt, calcoli e meccanismi, passatemi il termine, robotici<\/strong>. Le nuove leve del gruppo, anche se non tutte, sono abbastanza ossessionate dai numeri che possono o riescono a sprigionare e a volte sono quasi pi\u00f9 soddisfatti del raggiungimento di un KOM in allenamento che magari di un piazzamento di livello in gara. Evoluzione dei tempi.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"800\" data-id=\"171076\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Aumentare-i-watt.jpg\" alt=\"Aumentare i watt\" class=\"wp-image-171076\"  \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"530\" height=\"277\" data-id=\"91823\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Watt_1.jpg\" alt=\"allenamento potenza\" class=\"wp-image-91823\"\/><\/p>\n<p>Cos\u00ec come a volte fa sorridere (eufemismo\u2026) il fatto che la prima cosa che si preoccupano di fare <strong>i corridori appena finita una corsa sia quella di stoppare il proprio computerino per salvare tutti i dati di giornata<\/strong>. Come se farlo venti o trenta secondi dopo alteri chiss\u00e0 quanto quello che hanno fatto nelle quattro ore precedenti. Ma tant\u2019\u00e8.<\/p>\n<p>Pur essendo, ma spero come la maggioranza, un amante delle imprese e degli attacchi anche spericolati e scriteriati, va riconosciuto che l\u2019attenzione posta sui dati (e sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.bikeitalia.it\/cosa-mangiare-durante-unuscita-in-bici\/\" type=\"page\" id=\"86017\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">alimentazione<\/a>) in questi anni ha portato a un\u2019evoluzione del ciclismo pazzesca. Medie orarie folli, corse senza un attimo di respiro, livello complessivo del gruppo elevatissimo. Spesso anche a beneficio dello spettacolo.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ossessione maniacale al dettaglio ha ovviamente avuto un impatto anche sull\u2019aspetto psicologico<\/strong>. Reggere questi ritmi e questo stress non \u00e8 da tutti n\u00e9 per tutti. Negli ultimi anni i casi di corridori che hanno smesso perch\u00e9 depressi o finiti di testa si sono moltiplicati in maniera esponenziale. Alcuni dei pi\u00f9 vecchi non sono riusciti a stare al passo coi tempi, finendo nel tritacarne.<\/p>\n<p><strong>Insomma, oggi per essere corridori top level serve una professionalit\u00e0 a 360 gradi per 365 giorni l\u2019anno<\/strong>. Che non significa che prima non lo fossero (ci mancherebbe!), ma la realt\u00e0 \u00e8 che di questi tempi i momenti di svago, leggerezza e sgarro sono limitatissimi e circoscritti. Soprattutto se si punta a una carriera, pi\u00f9 o meno vincente, di 10-12 anni. Perch\u00e9 dietro i ragazzini scalpitano e ogni anno ne spuntano nuovi come funghi. Prelibati e talentuosi. E non necessariamente il paragone deve essere fatto con Poga\u010dar o Van der Poel.<\/p>\n<p>Come in tutti gli ambienti di lavoro\u2026 mors tua, vita mea. Per sopravvivere nel ciclismo bisogna alzare l\u2019asticella anno dopo anno.<\/p>\n<p><strong>Speriamo solo che il ciclismo romantico riesca a conservare sempre e per sempre una sua finestra di luce<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.bikeitalia.it\/categorie_ebook\/bici\/\" class=\"no-clickable\" title=\"ebook\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ebook<\/p>\n<p>Tutto quello che vuoi sapere sulla scelta, manutenzione e meccanica della bicicletta lo trovi tra gli ebook<\/p>\n<p>scarica ora<\/p>\n<p><\/a><script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da un paio d\u2019anni abbondanti sentiamo spesso scontrarsi o confrontarsi due scuole di pensiero. 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