{"id":335917,"date":"2026-02-03T08:27:10","date_gmt":"2026-02-03T08:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/335917\/"},"modified":"2026-02-03T08:27:10","modified_gmt":"2026-02-03T08:27:10","slug":"perche-trump-e-ossessionato-da-tiktok-manipolazioni-profilazioni-e-minacce-la-torsione-autoritaria-dei-social-in-vista-delle-prossime-elezioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/335917\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 Trump \u00e8 ossessionato da TikTok: manipolazioni, profilazioni e minacce, la \u00abtorsione autoritaria\u00bb dei social in vista delle prossime elezioni"},"content":{"rendered":"<p>Chi, sotto un post Instagram della Casa Bianca, scrive &#8220;sono tutte bugie&#8221;, viene ora minacciato di essere cacciato dalla piattaforma. E sul \u00abnuovo\u00bb TikTok statunitense, che ha di recente cambiato propriet\u00e0 (finendo in mani filo trumpiane), \u00e8 gi\u00e0 impossibile usare alcune espressioni. Cosa sta succedendo? E che cosa \u00e8 (gi\u00e0) andato storto?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u201cLa fine del mondo \u00e8 gi\u00e0 qui, <br \/>solo che non \u00e8 distribuita in modo uniforme\u201d<br \/>Joshua Rotman, sul \u00abNew Yorker\u00bb nel 2019, intervistando William Gibson<\/p>\n<p>Domenica 25 gennaio, il giorno dopo l\u2019esecuzione di <b>Alex Pretti<\/b> in una strada di Minneapolis da parte di due agenti dell&#8217;Agenzia federale per il controllo dell\u2019immigrazione e dei confini (la famigerata ICE), la Casa Bianca ha pubblicato un lungo post su Instagram per dire che il giovane infermiere \u00abera armato\u00bb (di uno smartphone!), che \u00abera pericoloso\u201d (li stava filmando, in effetti) e che insomma era colpa sua se lo avevano freddato con dieci proiettili alle spalle mentre era faccia a terra.\u00a0<br \/>Questo modo sfacciato di ribaltare i fatti da parte di Donald Trump non \u00e8 una novit\u00e0. In fondo era stata una sua importante consigliera della prima presidenza, Kellyanne Conway, a introdurci al concetto di <b>\u00abverit\u00e0 alternative\u00bb per mascherare quelle che quasi sempre sono solo delle clamorose menzogne<\/b>. Accadde in un giorno preciso e anche simbolico. Era il 22 gennaio 2017, subito dopo il giuramento di Donald Trump. Le fotografie della cerimonia di Washington contraddicevano, in maniera inoppugnabile, quanto affermato\u00a0dal portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, che sosteneva si fosse trattato dell&#8217;\u00abinaugurazione pi\u00f9 partecipata della storia delle inaugurazioni\u00bb. Intervistata in tv Kellyanne Conway aveva minimizzato la balla spaziale del collega: \u00abNon fatela tanto drammatica, Sean Spicer non ha mentito, <b>ha solo preso in considerazione dei fatti alternativi\u00bb<\/b>. <\/p>\n<p>Dopo nove anni di \u00abverit\u00e0 alternative\u00bb ci siamo abituati. A volte ci fanno persino sorridere. Ma offendere sui social il povero Alex Pretti mi era parso inaccettabile e quindi d\u2019impulso quel giorno ho fatto una cosa che da tempo non faccio pi\u00f9: ho commentato il post di \u00abWhite House\u00bb. Ho scritto:\u00a0\u00ab<b>Sono tutte bugie\u00bb<\/b>. Una cosa semplice, non ho insultato nessuno. Solo: \u00abSono tutte bugie\u00bb. Sui social se ne dicono di molto peggiori; anche sotto i post pi\u00f9 innocenti c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che offende, \u00e8 la norma. Lo sanno tutti. Eppure <b>nel giro di un secondo o di una sua frazione, l\u2019algoritmo di Meta ha individuato il commento, lo ha bloccato e sul mio schermo \u00e8 apparso un avviso che diceva tre cose: il linguaggio offensivo violava le regole della piattaforma; se avessi deciso di pubblicare il testo cos\u00ec com\u2019era probabilmente non sarebbe stato visibile ad altre persone; e infine se avessi insistito con commenti di questo tipo il mio account sarebbe stato disabilitato<\/b>.\u00a0<br \/>Mi avrebbero sbattuto fuori.\u00a0<br \/>Per aver detto: \u00abSono tutte bugie\u00bb.\u00a0<br \/>Questo \u00e8 il clima adesso sui social.<\/p>\n<p>Del resto la <b>\u00abtrumpizzazione\u00bb di Instagram<\/b> \u00e8 ormai completa.  Solo qualche giorno prima, il 12 gennaio, c\u2019era stata la nomina a presidente e vice chairman di Dina Powell McCormick. Dando la notizia, il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg ne aveva lodato l&#8217;esperienza \u00abai massimi livelli nella finanza mondiale\u00ab (in particolare a Goldman Sachs) e le sue \u00abprofonde relazioni in tutto il globo\u00bb. <b>La relazione pi\u00f9 importante della nuova presidente di Meta \u00e8 sicuramente quella con il presidente degli Stati Uniti<\/b> di cui in passato \u00e8 stata Deputy National Security Adviser: vice consigliere per la sicurezza nazionale, mica poco. Il quale Trump infatti ha immediatamente elogiato la nomina definendola \u00abuna scelta fantastica\u00bb, con molte maiuscole e moltissimi punti esclamativi come sempre. Prima di lei, Zuckerberg, sempre a gennaio, aveva assunto da Microsoft, come capo degli affari legali, Curtis Joseph Mahoney, gi\u00e0 vice rappresentante commerciale degli Stati Uniti durante la prima presidenza Trump. <\/p>\n<p>La <b>trasformazione politica di Meta<\/b> \u00e8 iniziata un anno fa, nei giorni immediatamente precedenti il giuramento del nuovo presidente, con l\u2019ingresso nel consiglio di amministrazione di <b>Dana White<\/b>, capo della \u00abUltimate Fighting Championship\u00bb.\u00a0\u00c8\u00a0noto a tutti che Dana White ha un legame personale di amicizia con Trump nato venticinque anni fa, quando l\u2019allora immobiliarista ospitava combattimenti nel suo casin\u00f2 di Atlantic City. Anzi: Dana adora Donald e non perde occasione per farlo sapere al mondo. Di social network in compenso non sa quasi nulla, ma non \u00e8 arrivato a Menlo Park per questo. <\/p>\n<p>Insomma, non si pu\u00f2 dire che negli ultimi tredici mesi Mark Zuckerberg non abbia fatto di tutto per ingraziarsi il nuovo presidente degli Stati Uniti e fargli dimenticare la reiterata minaccia di \u00absbatterlo in galera\u00bb appena fosse tornato alla Casa Bianca. Non si pu\u00f2 negare, ma probabilmente non si pu\u00f2 pi\u00f9 postare su Instagram, soprattutto se vivi negli Stati Uniti a meno che tu non voglia rischiare di vederti cancellato il profilo. <\/p>\n<p>Nelle stesse ore su <b>TikTok<\/b>, ma solo negli Stati Uniti, accadeva un fatto curioso. Se provavi a scrivere la parola\u00a0\u00ab<b>Epstein\u00bb<\/b>\u00a0in un messaggio a un altro utente, la piattaforma ti avvertiva che <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_gennaio_27\/l-accusa-del-governatore-della-california-al-nuovo-tiktok-americano-oscura-le-critiche-a-trump-e-alcuni-utenti-non-riescono-a-7d1e0466-7966-47b2-bf35-c3deade6exlk.shtml\" title=\"L&#039;accusa del governatore della California al nuovo TikTok americano: \u00abOscura le critiche a Trump\u00bb. E alcuni utenti non riescono a scrivere \u00abEpstein\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">avevi <b>violato le regole<\/b> e che il messaggio era stato bloccato<\/a>. Gli screenshot di questi avvisi si sono moltiplicati rapidamente, molti hanno gridato allo scandalo, o meglio alla censura: del resto i legami tra Donald Trump e il finanziere pedofilo, morto suicida in carcere in circostanze misteriose, sono noti; e l\u2019attesa per quello che potrebbe venire fuori dall\u2019archivio dello stesso Epstein che il dipartimento della Giustizia sta pubblicando a rate e con moltissime reticenze, \u00e8 altissima. <\/p>\n<p>Non c\u2019era solo questo a inquietare gli utenti. Il senatore californiano Scott Wiener aveva pubblicato un video per denunciare un altro fatto strano: i suoi post in cui parlava della possibilit\u00e0 per i cittadini di <b>fare causa agli agenti dell\u2019ICE<\/b>, avevano totalizzato <b>\u00abzero views\u00bb. Zero<\/b>. Com\u2019era possibile? Tecnicamente, era stato\u00a0\u00ab<b>shadow bannato\u00bb<\/b>, ovvero bannato a sua insaputa, postava regolarmente ma nessuno vedeva i suoi post. Che stava succedendo? <b>Un portavoce di TikTok ha spiegato che \u00abper un guasto elettrico\u00bb c\u2019era stato il malfunzionamento di un data center<\/b> e che solo per questo alcuni utenti stavano registrando una maggiore lentezza della piattaforma; quanto al termine \u00abEpstein\u00bb, non era stato bloccato &#8211; figurarsi! &#8211; e davvero a Culver City, nell&#8217;area metropolitana di Los Angeles dove ha sede la societ\u00e0, non capivano cosa fosse accaduto. <\/p>\n<p>In realt\u00e0 un motivo per pensare che questi malfunzionamenti non fossero casuali c\u2019era. Ed anche un motivo piuttosto importante. Infatti il<b> 22 gennaio<\/b> &#8211; data che in questa storia ricorre pi\u00f9 volte come vedremo &#8211; la societ\u00e0 cinese Bytedance aveva ceduto la maggioranza del ramo di azienda americano di <b>TikTok<\/b> ad <b>una nuova entit\u00e0 controllata da un gruppo di investitori legati a Donald Trump<\/b>. La notizia \u00e8 stata molto sottovalutata. Non solo e non tanto per i banali epper\u00f2 emblematici incidenti riscontrati nelle primissime ore di attivit\u00e0, ma per quello che pu\u00f2 significare per i circa 200 milioni di utenti americani, in buona parte under 30, in un anno che si concluder\u00e0 con <b>le elezioni a novembre per rinnovare l\u2019intera Camera dei rappresentanti e un terzo del Senato<\/b>.\u00a0<br \/>Per Trump e per chi si oppone a questa presidenza quel voto \u00e8 un passaggio chiave.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Che c\u2019entra Tik Tok con le prossime elezioni? Moltissimo, ma ci arriviamo.<\/b><\/p>\n<p>Va chiarito che Donald Trump \u00e8 ossessionato dal <b>potere di TikTok di parlare al popolo<\/b>. C\u2019\u00e8 un episodio recente a testimoniarlo. Anzi una foto.\u00a0\u00c8 stata scattata nello Studio Ovale poco prima di Natale quando Trump ha ricevuto quattro giornalisti del New York Times per un&#8217;intervista di due ore (quella in cui disse di non aver bisogno del diritto internazionale e che l\u2019unico limite che sente di accettare \u00e8 la sua morale). Nella foto lo si vede intento a guardare una specie di foglio di un giornale che la sua assistente, Natalie Harp, detta \u00abAI\u00bb per la sua capacit\u00e0 di trovare risposte nel web,  gli ha appena passato. La testata recita:<b> \u00abTrump on TikTok\u00bb e il titolo principale \u00e8: \u00ab339 BILLION, all time views of #trump on TikTok\u00bb. Seguono i successi delle sue clip nel 2025<\/b>.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>TikTok \u00e8 in qualche modo nel mirino della Casa Bianca dal 201<\/b>7 solo che allora il presidente prov\u00f2 a bloccare la piattaforma negli Stati Uniti invocando ragioni di sicurezza nazionale (un ragionamento tipo: i cinesi hanno i nostri dati, non possiamo tollerarlo). Durante la presidenza di Joe Biden il tema \u00e8 rimasto caldo ed \u00e8 diventato bipartisan portando all\u2019approvazione di una legge che avrebbe messo fuori legge Tik Tok negli Stati Uniti a meno che le sue attivit\u00e0 non fossero state trasferite ad una azienda controllata da investitori americani. Il tempo massimo stabilito per fare questo passaggio era il 22 gennaio ma del 2025. Esattamente due giorni dopo il  secondo giuramento di Donald Trump. Il quale a quel punto ha giocato di fino: invece di applicare la legge e passare alla storia come quello che aveva spento il social network preferito da milioni di giovani americani; ha scelto di passare alla storia come \u00abcolui che ha salvato TikTok\u00bb. Nei mesi scorsi lo ha detto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte:\u00a0\u00ab<b>Sono il salvatore di TikTok<\/b>, credo che gli utenti me ne debbano essere grati\u00bb. E quindi appena arrivato alla Casa Bianca ha firmato un ordine esecutivo che prorogava la scadenza del divieto di un anno e ha iniziato <b>un lungo negoziato con la Cina<\/b>. <\/p>\n<p>Ovviamente non sappiamo come siano andate le trattative ma da come sono finite le cose possiamo dedurlo con ragionevole certezza. Pi\u00f9 o meno il ragionamento deve essere stato questo: <b>in Cina TikTok (che l\u00ec si chiama Douyin) mostra agli utenti quello che vuole il governo<\/b>; analogamente <b>negli Stati Uniti lo decider\u00e0 il presidente degli Stati Uniti<\/b>, anzi Donald Trump stesso anche quando non sar\u00e0 pi\u00f9 presidente; mentre i ricavi societari verranno divisi a met\u00e0. Ragionevole. Anche dal punto di vista dei cinesi. In fondo, se Tik Tok fin qui \u00e8 stato anche uno strumento per attentare alla salute mentale e ai valori dei giovani occidentali &#8211; come sostengono alcuni complottisti -; se \u00e8 vero questo, cosa c\u2019\u00e8 di meglio che far vedere loro solo contenuti sfacciatamente trumpiani?<\/p>\n<p>Insomma, i primi nove mesi del 2025 sono serviti per mettere in piedi la cornice dell\u2019accordo che poi Donald Trump e il presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping hanno approvato in una telefonata del 19 settembre scorso di cui lo stesso Trump ha subito rivelato la circostanza per accreditarsi come \u00abil salvatore di Tik Tok\u00bb. L\u2019accordo in buona sostanza \u00e8 questo: i<b>l ramo d\u2019azienda americano di Tik Tok \u00e8 passato sotto il controllo di una societ\u00e0 americana in cambio di 14 miliardi di dollari<\/b>, somma che tutti gli analisti hanno considerato ridicola rispetto al vero valore della piattaforma (si calcola che solo per gli utenti americani il prezzo dovesse essere di almeno 40 miliardi senza contare la licenza del famoso algoritmo che sceglie quello che ciascun utente vede quando apre l\u2019app). Nella nuova societ\u00e0, Bytedance resta socio al 19,9 per cento. La maggioranza, il 45 per cento, viene diviso in parti uguali fra <b>Oracle, Silver Lake e MGX<\/b>; infine, il restante 35 per cento \u00e8 frazionato fra piccoli investitori e family office come quello di Michael Dell, il fondatore dell\u2019omonima azienda di computer. Non sorprender\u00e0 nessuno sapere che <b>tutti gli investitori americani della nuova societ\u00e0 sono di stretta osservanza trumpiana<\/b>. Lo \u00e8 Oracle, l\u2019azienda tech di Larry Ellison, pioniere della Silicon Valley, uno degli uomini pi\u00f9 ricchi del mondo e storico supporter di Donald Trump. Lo \u00e8 Silver Lake, uno dei pi\u00f9 importanti fondi di private equity americani, i cui leader sono donatori e partner commerciali di molte iniziative legate a Trump. E lo \u00e8 anche MGX, il fondo sovrano di Abu Dhabi per l\u2019intelligenza artificiale e le tecnologie avanzate che ha partecipato a diverse operazioni con Trump e i suoi familiari.<\/p>\n<p>A capo del consiglio di amministrazione \u00e8 stato promosso <b>Adam Presser<\/b>, entrato a  TikTok nel 2022 come vice presidente e poi direttore delle operazioni e della sicurezza. Di lui si sa pochissimo: cresciuto a Los Angeles, studi ad Harvard e Yale, poi un lungo periodo in Cina prima di tornare negli Usa. Tutto qui. Ma quando \u00e8 stato nominato amministratore delegato di TikTok Us, in rete alcuni hanno condiviso una clip che lo riguarda.\u00a0\u00c8 stata registrata al diciassettesimo World Jewish Congress che si \u00e8 svolto a Gerusalemme nella terza settimana di maggio dello scorso anno. Erano i giorni e le settimane, drammatiche, dell\u2019invasione di Gaza e Presser era stato invitato per rispondere a domande sul crescente antisemitismo online. Nelle clip rilanciate alla fine di gennaio lo si sente dire che <b>a TikTok avevano appena deciso di considerare il termine \u00absionista\u00bb come una manifestazione di odio online<\/b>. In che senso? Qui occorre una breve spiegazione: sionista \u00e8 un termine che nasce da Sion, una collina di Gerusalemme; col tempo \u00e8 diventato un simbolo del desiderio degli ebrei di tornare nella loro terra; e dalla fine dell\u2019800 identifica l\u2019idea della sovranit\u00e0 degli ebrei sulla Palestina. Tutta. Dal fiume al mare. Altro che due Stati. Ma pi\u00f9 recentemente \u00e8 diventato <b>un modo per attaccare la politica del premier israeliano Benjamin Netanyahu<\/b> nei confronti dei palestinesi di Gaza e della Cisgiordania, a volte anche con toni offensivi. Antisemiti. <\/p>\n<p>Peculiare la scelta di Adam Presser: se su TikTok uno scrive \u00absono un sionista\u00bb va bene; se invece uno scrive \u00absono sionisti\u00bb sta manifestando odio e quindi va bannato. (Provate a fare lo stesso esercizio con altre parole e vedrete che effetto vi fa. Chiusa parentesi).<\/p>\n<p>Fatto sta che sui social molti temono che con la nuova gestione TikTok possa censurare la causa palestinese che invece fin qui ha avuto un fortissimo sostegno. Il timore \u00e8 suffragato da un episodio noto e certo. Il 26 settembre 2025, a margine dell\u2019Assemblea Generale dell\u2019Onu, in un momento difficilissimo per Israele, mentre montava l\u2019onda dei paesi che annunciavano il riconoscimento dello Stato palestinese, il premier Netanyahu ha incontrato un gruppo di giovani influencer americani vicini ad Israele. I quali ovviamente hanno poi postato i momenti salienti. Tra questi ne spiccava uno: quando il premier aveva rassicurato i ragazzi perch\u00e9 con il passaggio di TikTok sotto il controllo di Trump <b>nessuno in America avrebbe pi\u00f9 sentito parlare di Gaza<\/b> (\u00abI social media sono lo strumento pi\u00f9 importante per controllare il nostro consenso negli Stati Uniti\u2026 il controllo di TikTok e di X sar\u00e0 fondamentale per vincere la guerra informativa su Gaza\u00bb). <\/p>\n<p>Ora la cosa potrebbe anche essere archiviata come uno sbruffoneria o una speranza del premier israeliano, ma proprio il giorno del passaggio di TikTok ad una societ\u00e0 americana, <b>\u00e8 stato improvvisamente cancellato il profilo della giornalista palestinese, basata a Gaza, Bisan Owda (un milione e mezzo di follower)<\/b>. Lei stessa ne aveva dato notizia con un video su X che aveva scandalizzato molti. Era la prova della svolta pro Israele della piattaforma? Nel giro di qualche ora il profilo \u00e8 stato ripristinato spiegando che era stato sottoposto ad indagine interna da tempo e che era stato cancellato per errore. Ma la sensazione \u00e8 restata come testimonia il picco di iscrizioni registrato in quei giorni ad una possibile alternativa a Tik Tok: si chiama <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/tecnologia\/26_gennaio_29\/utenti-americani-in-fuga-da-tiktok-per-la-censura-di-trump-l-alternativa-e-upscrolled-social-pro-palestina-538fbb99-0864-48a6-a04e-a10078b54xlk.shtml\" title=\"Utenti americani in fuga da TikTok per la \u00abcensura di Trump\u00bb: l&#039;alternativa \u00e8 Upscrolled, social pro-Palestina\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">UpScrolled<\/a>, l\u2019ha sviluppata un giovane palestinese di stanza in Australia, Issam Hijazj, il quale dopo aver lavorato per diverse aziende tech americane, si \u00e8 dimesso per dedicarsi alla causa del suo popolo \u00abcome risposta alla censura dei contenuti pro Palestina su Meta e su Tik Tok\u00bb. E infatti su UpScrolled i profili per ora sono quasi tutti palestinesi. Non solo per questa ragione \u00e8 praticamente impossibile che UpScrolled abbia successo. Lo testimoniano gli annunciati esodi da Facebook, Instagram e Twitter\/X del recente passato: la storia dimostra che nonostante gli scandali, dalle piattaforme social se ne vanno in pochissimi, e gli altri restano.\u00a0\u00c8 pi\u00f9 comodo. <\/p>\n<p>Tutti quelli che sono restati su TikTok, intanto, nei giorni scorsi, negli Stati Uniti hanno accettato, probabilmente senza pensarci, i nuovi TOS della piattaforma. Sono i termini di servizio che di solito clicchiamo con superficialit\u00e0 quando ci viene chiesto di farlo. In questo caso sono cambiate alcune cose non banali per\u00f2.\u00a0<br \/>La prima \u00e8 che la piattaforma adesso si riserva il diritto di <b>inferire, dai nostri comportamenti, una serie di dati personali come le nostre preferenze religiose, sessuali e la nostra cittadinanza al fine di migliorare l\u2019esperienza di navigazione<\/b> (ovvero mostrarci video adatti al nostro profilo, dicono).\u00a0<br \/>La seconda \u00e8 che negli Stati Uniti Tik Tok adesso aggiunge il diritto di geolocalizzare ogni singolo utente quando posta un contenuto. Va detto che la posizione si pu\u00f2 ricavare sommariamente anche dall\u2019indirizzo dal quale ci agganciamo alla rete, ma adesso negli Stati Uniti Tik Tok sa esattamente dove sei. Esattamente vuol dire che non sanno solo la via dove abiti, sanno anche il piano dove sta il tuo appartamento. Questa configurazione \u00e8 presente anche da Facebook e Instagram, ma su TikTok \u00e8 stata adottata solo con il cambio di propriet\u00e0. Ecco perch\u00e8 alcuni in rete dicono: stavamo meglio quando comandavano i cinesi. Prima non c\u2019era. <\/p>\n<p>Vista la piega che sta prendendo la democrazia americana la cosa pu\u00f2 effettivamente essere delicata. Pensate agli scontri dei giorni scorsi a Minneapolis. O anche solo ad un immigrato senza documenti. Potranno ancora usare i social? Tenendo conto del fatto che <b>i dati degli utenti americani adesso sono sui data center di Oracle, ovvero gli stessi che ospitano i software di intelligenza artificiale di Palantir<\/b>, l\u2019azienda di Peter Thiel che in venti anni ha costruito e gestisce l\u2019infrastruttura tecnologica delle agenzie federali di spionaggio, controllo dell&#8217;ordine pubblico e repressione. Tra questi software per esempio c\u2019\u00e8 Palantir Foundry (\u00abla fonderia di Palantir\u00bb), uno strumento in grado di <b>fondere dati provenienti da fonti diversissime e restituire profili precisi di singoli utenti<\/b>. L\u2019ICE a Minneapolis ha fatto largo uso di questo software e di altri analoghi sviluppati da startup che a partire dai dati raccolti sui social sono in grado di rivelare, a nostra insaputa, informazioni sensibili. Parafrasando un adagio di qualche anno fa:<b> \u00abThe next big thing in autocracy, is technology\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p>Se davvero i dati degli utenti americani di TikTok serviranno a realizzare un sistema di sorveglianza di massa come c\u2019\u00e8 in Cina lo vedremo. Non \u00e8 escluso ma non \u00e8 detto. Oppure anche: non \u00e8 detto ma non \u00e8 escluso. Quello che \u00e8 certo invece \u00e8 che <b>i sodali del presidente potranno decidere cosa far vedere e cosa no a duecento milioni di utenti, in buona parte elettori, prima delle elezioni di mid term<\/b>. Il punto non \u00e8 mostrare contenuti pro-Trump a chi \u00e8 dichiaratamente contro: quella \u00e8 una scelta miope e controproducente. Il punto semmai \u00e8 abbassare un po\u2019 il volume degli avversari (un po\u2019, senza dare nell\u2019occhio) e puntare a convincere quelli che stanno in bilico, gli indecisi, i delusi. Sono loro il target che da sempre fa vincere le elezioni. Quelli che ribaltano le sorti di un collegio. Lo stesso accadde nel 2016 quando gli analisti di Cambridge Analytica puntarono per esempio i delusi di Hillary Clinton per convincerli a non votare; e anche la seconda vittoria presidenziale di Obama fu ottenuta convincendo gli indecisi ma con strumenti molto pi\u00f9 artigianali. Oggi <b>gli utenti di TikTok e Instagram sono profilati uno per uno dall\u2019intelligenza artificiale e la possibilit\u00e0 di manipolarne il voto non va sottovalutata<\/b>. <\/p>\n<p>Se accadr\u00e0 lo scopriremo a fine anno. Per una curiosa coincidenza in quel periodo dovrebbe finalmente uscire l\u2019ultimo volume della nuova trilogia di William Gibson, \u00abJackpot\u00bb. Il condizionale \u00e8 d&#8217;obbligo: il secondo volume, \u00abAgency\u00bb, era stato rinviato pi\u00f9 volte in seguito alla vittoria elettorale di Trump del 2016. In un&#8217;intervista al New Yorker il leggendario scrittore di fantascienza aveva raccontato che la realt\u00e0, quello che stava succedendo, aveva sorpassato le sue visioni (\u00abA una certo punto Trump ha iniziato a fare cazzate e mi sono detto: quanto potr\u00e0 essere spaventoso il mio scenario? Ho dovuto chiedere una proroga all\u2019editore\u00bb). Il \u00abjackpot\u00bb\u201d di cui si occupa la trilogia di William Gibson non \u00e8 una vittoria al bingo, ma <b>\u00abuna apocalisse al rallentatore\u00bb, alla quale ci si abitua giorno dopo giorno<\/b> fino a quando non \u00e8 troppo tardi. Vi sembra familiare? Secondo l\u2019uomo che ha inventato il concetto di cyberspazio e ispirato Matrix, \u00able cose possono cambiare cos\u00ec bruscamente, cos\u00ec violentemente, cos\u00ec profondamente, che i futuri hanno un &#8220;adesso&#8221; insufficiente su cui basarsi. Non abbiamo futuro perch\u00e9 il nostro presente \u00e8 troppo volatile. Abbiamo solo la gestione del rischio\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chi, sotto un post Instagram della Casa Bianca, scrive &#8220;sono tutte bugie&#8221;, viene ora minacciato di essere cacciato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":335918,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[16519,579,12653,196510,3534,3960,3658,189672,8075,2901,1495,4717,2017,536,6964,6965,31,4600,5313,5678,2201,3077,666,1498,4072,196511,194110,196507,842,5196,12276,6090,79192,6099,10534,196512,777,1048,13581,23000,2205,356,384,4081,820,45357,555,2489,13583,196513,20918,196514,2575,122904,122,14,164,165,46414,196515,7881,36709,728,76992,196516,1278,3059,15151,126087,11795,806,5115,1113,206,46126,11720,123,9162,6805,32017,16992,4876,10538,43813,2097,83265,2154,4031,15291,45,228,73,2614,784,2615,37830,229,1598,3369,135381,196517,196518,4941,3737,10154,48,5235,68570,8920,6990,49012,7378,230,667,668,1282,3772,196519,72,760,9846,196520,196521,105816,1207,5319,5320,22,15306,15307,6411,3334,196522,22039,5983,166,10819,890,2122,11040,38423,7,26673,4509,15,4474,273,142307,7394,23892,196523,1315,892,53777,6183,73451,18830,3269,71286,76,785,771,2511,489,7473,978,115,135,11265,32027,196508,1465,2717,494,2518,6193,16865,1360,12917,6502,863,79079,1686,1359,49130,1567,6566,20180,12629,3388,5753,3161,16360,379,11,167,12,168,3414,193309,7915,1301,196506,17530,2392,2529,6370,2224,10373,74612,306,196509,161,162,163,15290],"class_list":["post-335917","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-accadde","tag-accordo","tag-adam","tag-adam-presser","tag-agenti","tag-alcune","tag-alex","tag-alex-pretti","tag-algoritmo","tag-alternative","tag-altre","tag-americana","tag-americani","tag-americano","tag-amministratore","tag-amministratore-delegato","tag-amministrazione","tag-analisti","tag-angeles","tag-anzi","tag-appena","tag-arrivato","tag-artificiale","tag-attivita","tag-azienda","tag-azienda-americano","tag-banali","tag-bannato","tag-bianca","tag-bloccato","tag-bugie","tag-buona","tag-bytedance","tag-cambio","tag-cancellato","tag-cancellato-profilo","tag-capo","tag-causa","tag-censura","tag-center","tag-chiama","tag-cina","tag-cinese","tag-cinesi","tag-city","tag-clip","tag-com","tag-concetto","tag-contenuti","tag-contenuti-pro","tag-controllata","tag-controllata-investitori","tag-controllo","tag-conway","tag-cose","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-dana","tag-dana-white","tag-data","tag-data-center","tag-dati","tag-dati-utenti","tag-dati-utenti-americani","tag-davvero","tag-deciso","tag-delegato","tag-delusi","tag-dicono","tag-diritto","tag-diverse","tag-donald","tag-donald-trump","tag-donald-trump-presidente","tag-ebrei","tag-elezioni","tag-episodio","tag-epstein","tag-esattamente","tag-escluso","tag-esperienza","tag-facebook","tag-facebook-instagram","tag-far","tag-far-vedere","tag-farlo","tag-fatti","tag-fondatore","tag-fondo","tag-foto","tag-gaza","tag-gennaio","tag-gerusalemme","tag-gestione","tag-gibson","tag-giovane","tag-giovani","tag-giro","tag-giuramento","tag-giuramento-donald","tag-giuramento-donald-trump","tag-grado","tag-ice","tag-immediatamente","tag-importante","tag-impossibile","tag-indecisi","tag-infine","tag-iniziato","tag-insaputa","tag-insomma","tag-instagram","tag-intelligenza","tag-intelligenza-artificiale","tag-intervista","tag-investitori","tag-investitori-americani","tag-israele","tag-israeliano","tag-jackpot","tag-kellyanne","tag-kellyanne-conway","tag-lake","tag-legge","tag-los","tag-los-angeles","tag-maggioranza","tag-mark","tag-mark-zuckerberg","tag-messaggio","tag-meta","tag-mgx","tag-minneapolis","tag-molte","tag-mondo","tag-motivo","tag-netanyahu","tag-network","tag-new","tag-new-yorker","tag-news","tag-nomina","tag-notizia","tag-notizie","tag-noto","tag-nuova","tag-nuova-societa","tag-odio","tag-on","tag-on-tiktok","tag-online","tag-operazioni","tag-oracle","tag-ordine","tag-ossessionato","tag-ovvero","tag-ovviamente","tag-palantir","tag-palestina","tag-palestinese","tag-palestinesi","tag-passaggio","tag-passato","tag-piattaforma","tag-post","tag-premier","tag-presidente","tag-presidente-uniti","tag-presidenza","tag-presser","tag-pro","tag-profilo","tag-punto","tag-rete","tag-sa","tag-sanno","tag-scelta","tag-scorsi","tag-scrive","tag-sicurezza","tag-sionista","tag-social","tag-societa","tag-software","tag-storia","tag-strumento","tag-succedendo","tag-termine","tag-tik","tag-tik-tok","tag-tiktok","tag-tok","tag-trump","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-uniti","tag-upscrolled","tag-utente","tag-utenti","tag-utenti-americani","tag-vice","tag-video","tag-viene","tag-vista","tag-vittoria","tag-volume","tag-white","tag-william","tag-william-gibson","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews","tag-zuckerberg"],"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/335917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=335917"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/335917\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/335918"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=335917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=335917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=335917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}