{"id":337310,"date":"2026-02-04T06:05:17","date_gmt":"2026-02-04T06:05:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/337310\/"},"modified":"2026-02-04T06:05:17","modified_gmt":"2026-02-04T06:05:17","slug":"giuseppe-calabro-chi-e-il-dottore-accusato-dellomicidio-di-cristina-mazzotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/337310\/","title":{"rendered":"Giuseppe Calabr\u00f2, chi \u00e8 il dottore accusato dell&#8217;omicidio di Cristina Mazzotti"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217;armadio della vita di Giuseppe Calabr\u00f2, 76 anni, esce lo scheletro di un omicidio che potrebbe cambiare il finale della sua esistenza: il sequestro e la morte di una studentessa di 18 anni, Cristina Mazzotti, sequestrata il primo luglio di 51 anni fa a Eupilio, in provincia di Como. Si usava cos\u00ec in Italia, dal Nord alla Sardegna, con i figli di chiunque avesse un patrimonio un po&#8217; pi\u00f9 alto della media.<\/p>\n<p>Cristina Mazzotti, uccisa e gettata in una discarica<\/p>\n<p>I rapitori prendono Cristina (foto sotto) e la nascondono viva in una buca scavata nella terra. La uccidono un mese dopo, il 1 agosto 1975, con una dose eccessiva di sedativi. Ma non si fermano l\u00ec. Riescono a farsi pagare il riscatto: un miliardo e 50 milioni di lire, circa 7 milioni di euro oggi. Fanno credere che la ragazza sia ancora viva. I genitori si indebitano per riportarla a casa. Non sanno che la loro figlia \u00e8 gi\u00e0 morta: la ritroveranno il 1 settembre, gettata tra i rifiuti di una discarica a Galliate, in Piemonte. Il pap\u00e0, Elios, morir\u00e0 l&#8217;anno dopo di infarto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/cristina-mazzotti-foto-da-wikimafia.jpg\" alt=\"Cristina Mazzotti (foto Wikimafia)\" title=\"Cristina Mazzotti (foto Wikimafia)\"\/><\/p>\n<p>Potrebbe sembrare un cold case, ma non lo \u00e8 vista la determinazione con cui, ancora oggi, vengono protetti i segreti di quel delitto. Allora si indign\u00f2 l&#8217;Italia. Ora finalmente il processo sta celebrando il finale della storia. Grazie alla tenacia del fratello e della sorella di Cristina, Vittorio e Marina, 79 e 76 anni, ai loro legali Fabio Repici ed Ettore Zanoni. E alla tecnologia investigativa, che ha trasformato in prove scientifiche visibili quello che ai tempi non era stato visto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 Giuseppe Calabr\u00f2 \u00e8 il pi\u00f9 fortunato<\/p>\n<p>La sentenza \u00e8 questione di ore. E Giuseppe Calabr\u00f2 \u00e8 a un bivio: chiudere il suo passaggio su questo mondo con una condanna all&#8217;ergastolo, come ha chiesto il pubblico ministero Cecilia Vassena, oppure riuscire ancora una volta a uscirne indenne. Come tutte le altre. La difesa \u00e8 nelle mani dell&#8217;avvocato Ermanno Gorpia. Ma nel passato, anche recente, l&#8217;abilit\u00e0 del cliente nel salvarsi da inchieste e sentenze \u00e8 andata ben al di l\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0 di qualsiasi legale. Calabr\u00f2 \u00e8 molto fortunato. Il pi\u00f9 fortunato di tutti. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>Intanto il titolo di dottore. Giuseppe Calabr\u00f2, nato il 21 gennaio 1950 a San Luca in provincia di Reggio Calabria, non ha mai curato nessuno. Ma il fatto di essersi iscritto a Medicina, senza concludere gli studi, \u00e8 gi\u00e0 considerato una laurea per chi, come lui, \u00e8 emigrato dal paese italiano tra i pi\u00f9 sottomessi all&#8217;ignoranza della &#8216;ndrangheta. A San Luca lo chiamano Dutturicchiu. Non essendo diventato un luminare nel vero senso della parola, la sua consuetudine a sorvolare indenne le indagini \u00e8 comunque da premio Nobel.<\/p>\n<p>Dentro e fuori l&#8217;inchiesta sugli ultras del calcio<\/p>\n<p>Prendete la recente inchiesta sulle curve degli ultras e il controllo sui percheggi negli stadi: dai clan milanesi di Inter e Milan, met\u00e0 tifosi e met\u00e0 spacciatori, ai contatti con la famiglia del boss Michele Senese per esportare a Roma il modello milanese. Nel lungo rapporto ai magistrati della Procura di Milano &#8211; \u00e8 l&#8217;informativa chiamata Black Devil, diavoli neri &#8211; il colonnello Giuseppe D&#8217;Urso e il tenente colonnello Antonio Valentino della guardia di finanza ripetono il nome di Calabr\u00f2 ben 1.634 volte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"aspect-ratio:2870\/1606;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/giuseppe-calabro-70-anni-davanti-alle-telecamere-del-programma-100-di-alberto-nerazzini-foto-la7.jpe\" alt=\"Giuseppe Calabro\u0300, 70 anni, davanti alle telecamere del programma 100' di Alberto Nerazzini (foto La7)\" width=\"2870\" height=\"1606\" title=\"Giuseppe Calabro\u0300, 70 anni, davanti alle telecamere del programma 100' di Alberto Nerazzini (foto La7)\"\/>Giuseppe Calabro\u0300, 70 anni, davanti alle telecamere del programma 100 minuti di Alberto Nerazzini (foto La7)<\/p>\n<p>Viene descritto come una specie di garante della pace tra gli interessi mafiosi della &#8216;ndrangheta e gli affari degli ultras nerazzurri e rossoneri. Eppure nella successiva ordinanza, il Dutturicchiu nazionale non solo non appare tra gli arrestati, ma nemmeno tra gli indagati. Il giudice che l&#8217;ha emessa si \u00e8 ovviamente attenuto alle richieste della pubblica accusa, che evidentemente non aveva ritenuto di dover chiedere provvedimenti contro Calabr\u00f2 (nella foto sopra, ripreso dalle telecamere del programma \u201c100 minuti\u201d di Alberto Nerazzini).<\/p>\n<p>Il giudice: Giuseppe Calabr\u00f2 andava indagato<\/p>\n<p>Ma lo stesso giudice non pu\u00f2 evitare di citarlo, ricostruendo le gesta dell&#8217;associazione mafiosa che aveva occupato lo stadio di San Siro: il nome di Giuseppe Calabr\u00f2 viene cos\u00ec ripetuto altre 705 volte. Anche come protettore, incassando mille euro al mese, \u201cal fine di mitigare le pretese del tifo organizzato interista verso la gestione dei parcheggi intorno allo stadio di San Siro\u201d. Il garante degli affari, appunto.<\/p>\n<p>Alle fine perfino il Tribunale sembra spazientirsi di fronte alla sua presunta impunit\u00e0: \u201c\u00c8 questo complessivo snodo di interazioni &#8211; scrive il giudice per le indagini preliminari, Domenico Santoro &#8211; che deve essere ulteriormente sviscerato ed approfondito, specie quanto alla relazione con Calabr\u00f2 Giuseppe, il cui ruolo dovr\u00e0 essere una volta per tutte cristallizzato, essendo palese come egli vanti in territorio milanese una capacit\u00e0 di influire su dinamiche che interessano la &#8216;ndrangheta\u201d. Cristallizzato: il Tribunale invita la Procura antimafia a indagare su Calabr\u00f2.<\/p>\n<p>La polizia: \u201cCos\u00ec Calabr\u00f2 \u00e8 rimasto fuori dall&#8217;indagine\u201d<\/p>\n<p>Fosse l&#8217;unica volta. Ma non lo \u00e8. Ecco una delle udienze del processo per il sequestro e l&#8217;omicidio di Cristina Mazzotti, in corso davanti alla Corte d&#8217;Assise di Como. I giudici ascoltano la testimone Liliana Ciman, funzionaria della squadra mobile di Milano. Deve ricostruire cosa fa Calabr\u00f2 nella &#8216;ndrangheta. Ricorda cosa avevano visto durante i pedinamenti. \u201cL&#8217;esito di questo servizio di osservazione e di quello che poteva derivarne &#8211; spiega Liliana Ciman &#8211; era stato trasmesso al pubblico ministero all&#8217;epoca titolare delle indagini, che era il dottor [\u2026]. In realt\u00e0 il dottor [\u2026] ci disse che su Calabr\u00f2 Giuseppe vi era gi\u00e0 un&#8217;attivit\u00e0 di indagine in atto da parte dei carabinieri e del suo collega dottor [\u2026] e a tale Pm e a tale forza di polizia aveva passato l&#8217;esito degli accertamenti che avevamo fatto noi\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/il-rapporto-black-devil-della-guardia-di-finanza-sugli-ultras-del-calcio-e-la-ndrangheta-2.png\" alt=\"Il rapporto Black Devil della guardia di finanza sugli ultras del calcio e la 'ndrangheta-2\" title=\"Il rapporto Black Devil della guardia di finanza sugli ultras del calcio e la 'ndrangheta\"\/><\/p>\n<p>\u201cEra poi emerso che&#8230; &#8211; aggiunge la funzionaria di polizia &#8211; Calabr\u00f2 viene indicato come il Vecchio, come soggetto che era stato in grado di procurare delle armi da Arma di Taggia. Nell&#8217;ambito di questo procedimento non mi risulta che Calabr\u00f2 sia stato indagato, per\u00f2 sappiamo che emerge\u201d.<\/p>\n<p>Il traffico di armi: kalashnikov, Uzi e una pistola<\/p>\n<p>L&#8217;inchiesta di cui parla Liliana Ciman va infatti a sentenza nell&#8217;autunno 2015. E anche la giudice del Tribunale di Milano, Chiara Valori, osserva in quell&#8217;occasione come Giuseppe Calabr\u00f2 sia rimasto fuori dal processo: \u201cGiulio Martino &#8211; scrive la magistrata in merito a uno dei complici &#8211; era stato infatti incaricato del trasporto da Giuseppe Calabr\u00f2, che era l&#8217;effettivo proprietario delle armi\u201d. Si tratta di due fucili mitragliatori kalashnikov, una mitraglietta Uzi, altri due mitra e una pistola. Ma Calabr\u00f2 non pu\u00f2 essere processato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.today.it\/cronaca\/cristina-mazzotti.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cristina Mazzotti, perch\u00e9 si riapre il caso &#8211; di Alberto Berlini<\/a><\/p>\n<p>Il motivo la giudice Valori lo aggiunge in una nota: \u201cPersonaggio di spicco della criminalit\u00e0 organizzata calabrese ripetutamente citato da Colangelo, rispetto al quale il pubblico ministero non ha per\u00f2 proceduto, ritenendo insufficienti i riscontri individualizzanti reperiti a suo carico\u201d.<\/p>\n<p>I benefici di un agente infiltrato: fuori dalle indagini<\/p>\n<p>Benefici cos\u00ec ricorrenti vengono di solito concessi a chi sta dentro le organizzazioni mafiose e contemporaneamente opera a favore di magistratura, polizia e carabinieri. In effetti, tutti i colleghi di Calabr\u00f2 negli affari &#8211; dalle indagini sulle armi ai parcheggi degli stadi &#8211; vengono puntualmente indagati e arrestati. Non lui. Ma quello dell&#8217;infiltrato o di agente segreto \u00e8 un ruolo codificato dalla legge. E nel caso di Giuseppe Calabr\u00f2 sarebbe smentito dal presunto potere che contemporaneamente gli viene riconosciuto all&#8217;interno della &#8216;ndrangheta, come affermano le informative, le ordinanze e anche le sentenze. Pur senza poterlo condannare.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/giuseppe-calabro-nel-programma-di-massimo-giletti-lo-stato-delle-cose-foto-rai3.jpeg\" alt=\"Giuseppe Calabro\u0300 nel programma di Massimo Giletti Lo stato delle cose (foto Rai3)\" title=\"Giuseppe Calabro\u0300 nel programma di Massimo Giletti Lo stato delle cose (foto Rai3)\"\/><\/p>\n<p>Giuseppe Calabr\u00f2 \u00e8 ovviamente consapevole di questo. Lo ribadisce davanti alle telecamere della trasmissione \u201cLo stato delle cose\u201d di Massimo Giletti: \u201cNon sono imputato. Non sono n\u00e9 indagato, n\u00e9 niente\u201d (foto sopra). Fino al 2006 avrebbe potuto rispondere con le stesse parole l&#8217;altro imputato per il sequestro e la morte di Cristina Mazzotti: Demetrio Latella, 71 anni, ergastolano per omicidio, libero dal 2007 con la condizionale. Il terzo a processo \u00e8 Antonio Talia, 73 anni. Allora erano tutti ventenni. Oggi sono tutti liberi.<\/p>\n<p>L&#8217;impronta sull&#8217;auto che ha incastrato i complici<\/p>\n<p>Si arriva a Latella grazie a un&#8217;intuizione. Quarant&#8217;anni dopo i fatti, a partire dal 2006, la polizia scientifica, sfruttando le ultime tecnologie, ricontrolla un&#8217;impronta digitale lasciata dai rapitori sulla Mini Minor bloccata quel sabato notte, l&#8217;auto su cui Cristina si trovava con un gruppo di amici. Rientravano da una festa per la fine della scuola. E l&#8217;impronta, allora non riconosciuta, ora conduce proprio a Demetrio Latella, che per\u00f2 si fa chiamare Luciano. \u00c8 schedato perch\u00e9 nel frattempo \u00e8 stato processato come killer della mafia catanese, nonostante le sue origini calabresi. Una sorta di consorzio, il suo, tra &#8216;ndrangheta e Cosa nostra. Ma quella prima volta l&#8217;inchiesta si conclude in favore di Latella (nelle foto sotto, il cartellino segnaletico di Demetrio Latella trovato nell&#8217;archivio segreto dell&#8217;agenzia di spionaggio privato Equalize).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/il-cartellino-segnaletico-di-demetrio-latella-trovato-nell-archivio-di-carmine-gallo-foto-carabinier.jpeg\" alt=\"Il cartellino segnaletico di Demetrio Latella trovato nell'archivio di Carmine Gallo (foto Carabinieri)\" title=\"Il cartellino segnaletico di Demetrio Latella trovato nell'archivio di Carmine Gallo (foto Carabinieri)\"\/><\/p>\n<p>Vengono indagate quattro persone: Calabr\u00f2 e Talia sono nel gruppo. Ma non ci saranno indagini. Dopo un lungo periodo la Procura di allora chiede e ottiene dal Tribunale l&#8217;archiviazione per tutti gli indagati per prescrizione dei reati: ai quattro vengono riconosciute le attenuanti, ancor prima dell&#8217;esercizio dell&#8217;azione penale, nonostante Latella avesse confessato la sua partecipazione al rapimento. Restano tutti liberi. Compreso Calabr\u00f2.<\/p>\n<p>Cosa c&#8217;entra l&#8217;archivio segreto di Carmine Gallo<\/p>\n<p>Passano gli anni, cambiano le persone e forse anche la sensibilit\u00e0 giuridica. A novembre 2021 un esposto con nuovi elementi fa riaprire le indagini. Il 25 marzo 2022, davanti al procuratore aggiunto Alberto Nobili e al pm Stefano Civardi, Demetrio Latella, nonostante i ricordi confusi, confessa nuovamente: \u201cCalabr\u00f2 disse che si doveva andare in provincia &#8211; mette a verbale -. Ricordo che spieg\u00f2 la strada al Talia e che si part\u00ec&#8230; Calabr\u00f2 aveva detto che si sarebbe andati nel Comasco, non ci disse chi sarebbe stato sequestrato, diceva una persona\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/carmine-gallo-mentre-trasferisce-l-archivio-dell-agenzia-equalize-foto-carabinieri.jpeg\" alt=\"Carmine Gallo mentre trasferisce l'archivio dell'agenzia Equalize (foto Carabinieri)\" title=\"Carmine Gallo mentre trasferisce l'archivio dell'agenzia Equalize (foto Carabinieri)\"\/><\/p>\n<p>Questa volta si arriva al processo. Nonostante le gravi accuse, i tre imputati sono ancora oggi completamente liberi. Di Latella sembra occuparsi anche Carmine Gallo (foto sopra), l&#8217;ex poliziotto arrestato per i dossier dell&#8217;agenzia Equalize, morto di infarto il 9 marzo 2025. Nel suo archivio segreto viene sequestrata una cartella riservata, dedicata al rapitore di Cristina Mazzotti. E c&#8217;\u00e8 un altro colpo di scena: in aula Demetrio Latella non conferma la confessione del 2022. Rifiuta le domande, rende spontanee dichiarazioni. Ammette soltanto la sua partecipazione. Ma non fa pi\u00f9 il nome di Calabr\u00f2: \u201cSono stato coinvolto, non sapevo cosa stavo andando a fare. Sono stato ingannato sia io che il Talia, questo lo devo dire\u201d. La responsabilit\u00e0 del suo coinvolgimento la rifila a un ulteriore sequestratore. Non a Dutturicchiu. Superfluo aggiungere che il complice citato non pu\u00f2 difendersi: \u00e8 gi\u00e0 morto, per cause naturali. La sentenza, attesa per oggi, mercoled\u00ec 4 febbraio, scriver\u00e0 il finale.<\/p>\n<p>Dossier \u00e8 la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. 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