{"id":337772,"date":"2026-02-04T12:56:12","date_gmt":"2026-02-04T12:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/337772\/"},"modified":"2026-02-04T12:56:12","modified_gmt":"2026-02-04T12:56:12","slug":"credit-suisse-riemergono-quasi-900-conti-legati-al-nazismo-riaperto-il-caso-dei-patrimoni-nascosti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/337772\/","title":{"rendered":"Credit Suisse, riemergono quasi 900 conti legati al nazismo: riaperto il caso dei patrimoni nascosti"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Un\u2019audizione al Senato Usa ha rivelato l\u2019esistenza di centinaia di conti bancari mai dichiarati, collegati al Terzo Reich e alle SS. UBS riapre gli archivi: la resa dei conti degli anni \u201990 torna in discussione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per decenni si \u00e8 voluto credere che il capitolo dei conti nazisti nelle banche svizzere fosse definitivamente chiuso. Ora, una nuova indagine lo riapre con numeri che cambiano la scala del problema: <b>890 rapporti bancari<\/b> finora sconosciuti sono emersi presso <b>Credit Suisse<\/b>, oggi parte di <b>Ubs<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A portarli alla luce, davanti al Senato degli Stati Uniti, \u00e8 stato il repubblicano <b>Chuck Grassley<\/b>. Si tratta di conti legati all\u2019apparato economico del<b> Terzo Reich\u00a0<\/b>e a imprese che lavoravano per la macchina bellica nazista. Nessuna cifra \u00e8 stata resa nota, ma una certezza torna a pesare: la resa dei conti degli anni Novanta potrebbe non essere stata completa.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    L\u2019audizione in Senato<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rapporto finale dell\u2019indagine \u00e8 atteso nei prossimi mesi, ma secondo quanto emerso in audizione, tra i titolari o i soggetti collegati a questi conti figurerebbero strutture centrali dello Stato nazista \u2014 come il Ministero degli Esteri del Reich \u2014 insieme all\u2019apparato economico delle SS e ad aziende impegnate nella produzione di armamenti. Non si tratta dunque soltanto di singoli simpatizzanti o funzionari minori, ma di<b> nodi finanziari che avrebbero accompagnato direttamente l\u2019economia del regime<\/b>. I documenti analizzati indicano che una parte di questi rapporti non era mai stata comunicata alle commissioni d\u2019inchiesta degli anni Novanta, che portarono all\u2019accordo miliardario con i sopravvissuti alla Shoah.\u00a0<\/p>\n<p>    L\u2019inchiesta del Wall Street Journal<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questa non \u00e8 la prima crepa nel muro del silenzio. Le rivelazioni di questi ultimi giorni confermano quanto gi\u00e0 emerso un anno fa, quando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_gennaio_05\/credit-suisse-avrebbe-nascosto-informazioni-sui-conti-intestati-ai-nazisti-l-accusa-del-senato-usa-8b366f52-e642-4a1a-ab1f-47f0cedb7xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">su Corriere<\/a>\u00a0avevamo raccontato come Credit Suisse fosse gi\u00e0 finita sotto accusa, grazie a un\u2019inchiesta del Wall Street Journal, per aver occultato informazioni cruciali sui propri legami con il nazismo. Allora, si parlava di archivi interni mai consegnati agli inquirenti, di una lista di clienti marchiata con il timbro inquietante \u00abAmerican blacklist\u00bb e persino di un conto riconducibile alla Waffen-SS. Al centro di quella ricostruzione c\u2019era l\u2019avvocato americano <b>Neil Barofsky<\/b>, incaricato di scandagliare migliaia di documenti rimasti fuori dalle verifiche ufficiali degli anni Novanta e, poi, rimosso dall\u2019incarico proprio mentre l\u2019indagine iniziava a spingersi pi\u00f9 a fondo.<\/p>\n<p>    Il ruolo di Neil Barofsky<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oggi Barofsky \u00e8 tornato al centro del dossier, questa volta su mandato di Ubs dopo <b>la fusione d\u2019emergenza che nel 2023 ha salvato Credit Suisse dal collasso<\/b>. E i primi risultati sembrano confermare un sospetto che aleggiava da tempo: <b>la rete dei rapporti bancari con l\u2019apparato nazista sarebbe stata ben pi\u00f9 estesa di quanto emerso<\/b> nelle inchieste storiche.<\/p>\n<p>    Il denaro rubato agli ebrei per finanziare il Terzo Reich<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si tratterebbe soltanto di conti \u00abdormienti\u00bb, ma di una struttura finanziaria che \u2014 negli anni della guerra e nel dopoguerra immediato \u2014 avrebbe accompagnato <b>flussi di denaro sottratti a famiglie ebree e riorientati verso soggetti legati al regime<\/b>. Nelle testimonianze rese al Senato \u00e8 affiorato anche il tema delle cosiddette <b>ratlines<\/b>: i canali che avrebbero facilitato<b> la fuga di ex gerarchi nazisti verso il Sud America<\/b>, un intreccio di logistica, documenti e finanza che la storiografia conosce bene, ma che raramente aveva incrociato in modo cos\u00ec diretto i grandi istituti bancari.<\/p>\n<p>    Ubs:\u00a0\u00abProfondo rammarico\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ubs ha parlato di \u00abprofondo rammarico\u00bb per quello che definisce<b> un capitolo oscuro della storia bancaria svizzera<\/b> e assicura piena collaborazione. Ma <b>non sono mancate tensioni <\/b>con i legislatori americani, che in audizione hanno lamentato ritardi e mancate consegne di documenti chiave. Segno che, a ottant\u2019anni dalla fine della guerra, la partita tra verit\u00e0 storica e responsabilit\u00e0 istituzionale \u00e8 tutt\u2019altro che chiusa.<\/p>\n<p>    L\u2019accordo miliardario del 1998<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il precedente pesa come un macigno. Nel 1998 \u2014 con la formalizzazione l\u2019anno successivo \u2014<b> le principali banche svizzere accettarono di versare oltre un miliardo di dollari<\/b> per chiudere le rivendicazioni legate ai conti dell\u2019era nazista. Quell\u2019accordo fu presentato come una resa dei conti definitiva. Ma ogni nuovo fascicolo che emerge oggi solleva una domanda scomoda: quanto era completo, allora, il perimetro della verit\u00e0?<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La Svizzera della guerra \u00e8 sempre stata una terra di ambiguit\u00e0: <b>neutrale sul piano militare, ma profondamente intrecciata ai flussi economici dell\u2019Europa in fiamm<\/b>e. Le inchieste degli ultimi decenni hanno provato a illuminarne le zone d\u2019ombra. Questa nuova ondata di rivelazioni suggerisce per\u00f2 che non tutte le luci erano state accese.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. 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