{"id":337904,"date":"2026-02-04T14:42:10","date_gmt":"2026-02-04T14:42:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/337904\/"},"modified":"2026-02-04T14:42:10","modified_gmt":"2026-02-04T14:42:10","slug":"si-manifesta-mesi-dopo-la-guarigione-i-sintomi-da-non-ignorare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/337904\/","title":{"rendered":"\u00abSi manifesta mesi dopo la guarigione\u00bb. I sintomi da non ignorare"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n                               &#13;<br \/>\n                                                &#13;<br \/>\n                &#13;<\/p>\n<p><strong>Per alcuni la vita non \u00e8 stata pi\u00f9 la stessa, dopo il <a href=\"https:\/\/www.leggo.it\/t\/covid\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Covid<\/a><\/strong>. Quando le nebbie della <strong>pandemia <\/strong>pi\u00f9 complicata della storia moderna hanno cominciato a diradarsi, \u00e8 diventato pi\u00f9 chiaro che una <strong>sindrome post infezione<\/strong> si stava facendo strada: si stima che il <strong>Long Covid<\/strong>, condizione cronica che pu\u00f2 manifestarsi anche mesi dopo la guarigione dal Covid-19, colpisca tra 80 e 400 milioni di persone a livello globale, con un&#8217;incidenza del 5-20% nella popolazione generale e fino al 50% tra i pazienti ospedalizzati dopo l&#8217;infezione acuta da Sars-CoV\u20112, ricordano gli esperti.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"null\" href=\"https:\/\/www.leggo.it\/schede\/04_febbraio_2026_coronavirus_canino_nipah_pandemia_tutti_nuovi_virus_sintomi_patologie_morti_allerta_oms-9337341.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dal coronavirus canino al Nipah, incubo nuove pandemie. L&#8217;allerta Oms: \u00abEcco come proteggersi\u00bb, sintomi, rischi e patologie<\/a><\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nLo studio&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>In una recente pubblicazione &#8211; nata da una collaborazione internazionale tra gli scienziati del Centro di ricerca coordinata Aldo Ravelli dell&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Milano e i ricercatori di altre universit\u00e0 internazionali tra cui Yale University, University of California, University of London &#8211; si fa il punto sulle conoscenze raccolte finora e si riporta un consensus dei massimi esperti mondiali sui <strong>meccanismi patobiologici delle complicanze neurologiche e psicologiche del Covid-19 e del Long Covid<\/strong> sia negli adulti che nei bambini, illustrandone le prospettive terapeutiche attuali.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>L&#8217;articolo, pubblicato su &#8216;Nature Reviews Disease Primers&#8217;, punto di riferimento nella definizione dei criteri delle malattie, riconosce scientificamente il ruolo dell&#8217;infezione da Covid su diverse manifestazioni dell&#8217;attivit\u00e0 del sistema nervoso (<strong>Neurocovid<\/strong>). La Statale di Milano ha partecipato a questo studio &#8211; grazie al riconoscimento del contributo significativo a livello internazionale sul tema &#8211; con Tommaso Bocci, docente di Neurologia, e Alberto Priori, direttore della Scuola di specializzazione in Neurologia dell&#8217;ateneo, coordinatore del Centro di ricerca coordinata (Crc) della Statale di Milano Aldo Ravelli e direttore Clinica neurologica nel Polo universitario San Paolo della Statale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Durante il Covid, l&#8217;ateneo milanese \u00e8 stato il primo in Lombardia ad attivare linee di ricerca multidisciplinare che spaziavano dalla medicina clinica alla biologia molecolare, alla virologia e a molti altri settori scientifici, ricordano dalla Statale. Ad esempio, il gruppo del Dipartimento di Scienze della salute guidato da Priori fu il primo a identificare il virus nel sistema nervoso centrale e documentarne il traffico lungo il nervo vago che connette i polmoni al cervello, si legge in una nota.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nI sintomi del Neurocovid&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nell&#8217;articolo vengono analizzati i sintomi pi\u00f9 comuni del Neurocovid &#8211; tra cui &#8216;brain fog&#8217; (nebbia mentale), deficit di memoria, affaticamento persistente, cefalea, disturbi del sonno, ansia, depressione e neuropatie &#8211; e le implicazioni sociali, conseguenza della significativa riduzione della qualit\u00e0 di vita e della capacit\u00e0 lavorativa, con impatti maggiori sulle donne, sui lavoratori pi\u00f9 esposti e sui gruppi socio-economicamente vulnerabili.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Attualmente la diagnosi del\u00a0Neurocovid\u00a0\u00e8 essenzialmente clinica, spiegano gli esperti, mentre la gestione pi\u00f9 efficace \u00e8 multidisciplinare e mirata ai sintomi, poich\u00e9 <strong>mancano biomarcatori affidabili e quindi terapie specifiche<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nRicerca e cura&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Gli studiosi indicano 4 fronti prioritari per la ricerca e la cura: la standardizzazione delle definizioni e degli strumenti di valutazione; una maggiore comprensione dei meccanismi neurobiologici sottostanti i sintomi; l&#8217;avvio di trial clinici di qualit\u00e0 per terapie mirate; il rafforzamento delle strategie di prevenzione e presa in carico, riconoscendo il\u00a0Neurocovid\u00a0come una sfida sanitaria di lungo periodo e riducendo le disuguaglianze nell&#8217;accesso alle cure.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abQuesto articolo &#8211; rimarca Bocci &#8211; riconosce il ruolo dell&#8217;infezione su diverse manifestazioni dell&#8217;attivit\u00e0 del sistema nervoso: da quelle psicologiche a quelle che interessano i nervi periferici fornendo uno strumento unico di riferimento a livello internazionale che sicuramente costituir\u00e0 una guida operativa. <\/p>\n<p>Sottolineo anche l&#8217;importanza del Covid come lezione di come si debba sempre essere pronti a ritracciare le proprie idee ed approcci di ricerca biomedica in relazione alle esigenze della medicina clinica\u00bb.&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nParkinson e Alzheimer&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>\u00abSeppure, fortunatamente, il numero di pazienti affetti da complicanze neurologiche del Covid-19 si sia ridotto negli ultimi 2 anni &#8211; interviene Priori &#8211; gli effetti dell&#8217;infezione, e soprattutto della prima ondata, a lungo termine non sono noti e devono rimanere sotto attenta osservazione. Infatti, diverse evidenze scientifiche indicano che il Covid \u00e8 la &#8216;tempesta perfetta&#8217; per attivare quei meccanismi che portano alla neurodegenerazione e quindi a malattie ad essa correlate come quella di Parkinson o di Alzheimer. \u00c8 quindi importante che i sistemi sanitari nazionali a livello mondiale mantengano attivi sistemi di monitoraggio neuroepidemiologico in tal senso e che i pazienti che hanno avuto il Covid, soprattutto nelle prime due ondate e con ospedalizzazione, si sottopongano a <strong>regolari controlli neurologici<\/strong> e segnalino al medico immediatamente la <strong>comparsa di rallentamento, tremore, perdita di memoria<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>                                &#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n                Ultimo aggiornamento: mercoled\u00ec 4 febbraio 2026, 15:28&#13;<br \/>\n                <br \/>&#13;<br \/>\n                &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n                    &#13;<br \/>\n                        \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>                    &#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; Per alcuni la vita non \u00e8 stata pi\u00f9 la stessa, dopo il Covid. 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