{"id":338008,"date":"2026-02-04T16:03:26","date_gmt":"2026-02-04T16:03:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/338008\/"},"modified":"2026-02-04T16:03:26","modified_gmt":"2026-02-04T16:03:26","slug":"angiopatia-amiloide-cerebrale-cose-e-come-puo-aumentare-il-rischio-di-demenza-e-alzheimer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/338008\/","title":{"rendered":"Angiopatia amiloide cerebrale, cos\u2019\u00e8 e come pu\u00f2 aumentare il rischio di demenza e Alzheimer"},"content":{"rendered":"<p>Immaginate<strong> le arterie<\/strong>. Al loro interno corre il sangue, a meno che ovviamente non ci siano limiti o blocchi al suo flusso. Ma non ci sono solo la trombosi e le embolie a poter interferire sul normale calibro dei vasi sanguigni. Esistono anche malattie specifiche, come <strong>l\u2019angiopatia amiloide cerebrale<\/strong>, che possono influire sul benessere del cervello e soprattutto sul declino cognitivo, comportando un decadimento pi\u00f9 severo.<\/p>\n<p>Una ricerca che verr\u00e0 presentata\u00a0 all\u2019International Stroke Conference 2026 dell\u2019American Stroke Association, in programma a New Orleans, viene presentata in una nota per la stampa dell\u2019American Heart Association e consente di capire quanto e come il quadro possa essere grave e diffuso. Pensate: valutando poco meno di due milioni di anziani, lo studio ha scoperto che in presenza di angiopatia amiloide cerebrale <strong>cresce di quasi quattro volte il rischio<\/strong> di sviluppare un quadro <strong>di demenza<\/strong> nei cinque anni successivi, indipendentemente da un eventuale ictus, come a dire che questa condizione pu\u00f2 avere un ruolo importante nel <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/alzheimer-e-deficit-cognitivi-quanta-strada-dobbiamo-ancora-fare\/1188096\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">declino cognitivo<\/a>.\n<\/p>\n<p>Il processo \u00e8 silenzioso<\/p>\n<p>La patologia \u00e8 caratterizzata dall\u2019<strong>accumulo di proteine \u200b\u200bamiloidi<\/strong> si accumulano nei vasi sanguigni cerebrali. Questa situazione gradualmente indebolisce la struttura stessa del vaso sanguigno e quindi pu\u00f2 incrementare il rischio di andare incontro ad un<a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/ictus-cerebrale-sintomi-fattori-rischio\/1805\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> ictus<\/a>, sia esso di natura emorragica (pi\u00f9 raro), sia di natura ischemica, pi\u00f9 comune.<\/p>\n<p>Cosa succede? Sostanzialmente nell\u2019ambito del<strong> processo di invecchiamento<\/strong> piccole quantit\u00e0 di amiloide possono accumularsi nei vasi sanguigni cerebrali, peraltro senza causare sintomi evidenti e quindi la diagnosi clinica di angiopatia amiloide cerebrale viene formulata quando questo accumulo diventa tanto esteso da danneggiare i vasi sanguigni e interferire con la normale funzione cerebrale.<\/p>\n<p>Alla fine, in questo percorso di malattia, pu\u00f2 anche accadere che i depositi di amiloide possano indebolire le pareti dei vasi <strong>fino al punto di romperle.<\/strong> Ed \u00e8 in questo modo che si ha lo stravaso di sangue e quindi l\u2019ictus emorragico. Attenzione per\u00f2: l\u2019angiopatia amiloide cerebrale \u00e8 anche correlata al declino cognitivo ed \u00e8 pi\u00f9 comunemente riscontrata nelle persone con <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/alzheimer-sintomi-cause-cura\/2220\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">malattia di Alzheimer.<\/a><\/p>\n<p>Rischio indipendente dall\u2019ictus<\/p>\n<p>La ricerca coordinata da Samuel S. Bruce, della Weill Cornell Medicine di New York, prova a fare il punto sulla <strong>frequenza con cui si pu\u00f2 sviluppare la demenza<\/strong> dopo una diagnosi di angiopatia amiloide cerebrale e soprattutto sull\u2019associazione di ictus e questo quadro nel definire il rischio.<\/p>\n<p>Gli esperti hanno analizzato le cartelle cliniche di oltre 1,9 milioni di beneficiari Medicare di et\u00e0 pari o superiore a 65 anni, considerando gli anni dal 2016 al 2022.<\/p>\n<p>Ed hanno studiato le nuove diagnosi di demenza cercando di comprendere in che modo<strong> gli ictus ischemici ed emorragici influenzassero il rischio di demenza<\/strong> tra le persone con la patologia. L\u2019analisi ha mostrato che l\u2019angiopatia amiloide cerebrale \u00e8 in grado di aumentare sostanzialmente la probabilit\u00e0 di sviluppare demenza entro cinque anni, con un effetto pi\u00f9 forte rispetto all\u2019ictus da solo.<\/p>\n<p>Pensate: in presenza della patologia un forte decadimento cognitivo \u00e8 stato osservato in poco pi\u00f9 di quattro casi su dieci nei cinque anni successivi alla diagnosi, rispetto al 10% circa delle persone senza la malattia degenerativa dei vasi. La contemporanea presenza di ictus ha indotto <strong>un incremento delle probabilit\u00e0 di una diagnosi di demenza<\/strong> di quattro volte e mezzo rispetto ai soggetti senza nessuna delle due condizioni.<\/p>\n<p>Non solo. Gli individui con angiopatia ma senza una storia di ictus hanno mostrato comunque una probabilit\u00e0 4,3 volte maggiore di ricevere una diagnosi di demenza in un dato momento rispetto a quelli senza nessuna delle due patologie.<\/p>\n<p>Come si riconosce e si affronta l\u2019angiopatia amiloide cerebrale<\/p>\n<p>Questa patologia si caratterizza per <strong>l\u2019accumulo di proteine beta-amiloidi<\/strong> nelle pareti dei piccoli vasi cerebrali. In genere la diagnosi si fa con una RM (Risonanza Magnetica) dell\u2019encefalo, che consente di osservare microemorragie e alterazioni della sostanza bianca del sistema nervoso.<\/p>\n<p>Dal punto di vista dei sintomi, il quadro \u00e8 legato all\u2019area della specifica sofferenza cerebrale, legato alla presenza di emorragie. Pu\u00f2 essere presente cefalea.<\/p>\n<p>Sul fronte delle <strong>cure<\/strong>, non \u00e8 disponibile un trattamento mirato che prometta di eliminare l\u2019amiloide, ovvero la proteina anomala, che si accumula nei vasi sanguigni. Quindi occorre prestare grande attenzione al controllo della pressione arteriosa e all\u2019eventuale impiego di farmaci che agiscono sulla coagulazione. Caso per caso il medico pu\u00f2 individuare i trattamenti pi\u00f9 indicati<\/p>\n<p class=\"note\">Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e\/o per la prescrizione di terapie personalizzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Immaginate le arterie. 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