{"id":33941,"date":"2025-08-07T16:57:13","date_gmt":"2025-08-07T16:57:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33941\/"},"modified":"2025-08-07T16:57:13","modified_gmt":"2025-08-07T16:57:13","slug":"incontro-con-petra-volpe-e-una-clip-in-anteprima-esclusiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/33941\/","title":{"rendered":"incontro con Petra Volpe e una clip in anteprima esclusiva"},"content":{"rendered":"<p>Un giorno come tanti altri, L&#8217;Ultimo Turno di una giovane appassionata infermiera in un ospedale svizzero. La sempre pi\u00f9 brava attrice tedesca Leonie Benesch \u00e8 protagonista di un thriller inusuale in ambiente ospedaliero, al cinema dal 20 agosto con BIM. Abbiamo incontrato la regista Petra Volpe e vi presentiamo una clip in anteprima esclusiva.&#13;\n<\/p>\n<p>La sera arriva, in un ospedale moderno ma come tanti altri nel cuore della Svizzera. Floria \u00e8 una giovane infermiera appassionata e competente nel suo lavoro. \u00c8 l\u2019eroina di una professione troppo spesso sottostimata, raccontata ne <a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/film\/l-ultimo-turno\/66720\/scheda\/\" target=\"_blank\" title=\"L\u2019ultimo turno\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>L\u2019ultimo turno<\/strong><\/a> dalla regista svizzera <a href=\"https:\/\/www.comingsoon.it\/personaggi\/petra-biondina-volpe\/248394\/biografia\/\" target=\"_blank\" title=\"Petra Volpe\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>Petra Volpe<\/strong><\/a>. Un film <strong>appassionante come un thriller<\/strong>, presentato a Berlino e ora in <strong>anteprima il 18 agosto e dal 20 agosto nelle sale<\/strong> di tutta Italia per <strong>BIM distribuzione<\/strong>. In fondo trovate anche una <strong>clip in esclusiva<\/strong> del film.<\/p>\n<p><strong>La storia parla di una categoria tanto importante quanto ritenuta mera funzione, data troppo spesso per scontata. \u00c8 interessante come le dia un volto riconoscibile e umano. Come le \u00e8 venuta l&#8217;idea di parlare di loro?<\/strong><\/p>\n<p>Soprattutto perch\u00e9 non hanno volto n\u00e9 voce, ma \u00e8 ispirato alla mia vita personale. Ho vissuto con un&#8217;infermiera per molto tempo e mi ha stupito il tipo di questioni esistenziali con cui si confrontava ogni giorno. Nella sua vita quotidiana doveva affrontare la vita e la morte, i parenti, la perdita, la malattia, mentre io al massimo qualche problema con la sceneggiatura. Quello che facevo mi sembrava banale. Le infermieri fanno un lavoro importante per la societ\u00e0, ma non sono apprezzate abbastanza. <strong>Come regista sono interessata a temi politici, sociali e femministi e mi sembrava cos\u00ec tipico che una professione femminile fosse cos\u00ec sottovalutata. Ma ci \u00e8 voluto molto tempo per trovare la forma giusta, non volevo fosse un semplice dramma sociale per quattro gatti, ma un film che molte persone andassero a vedere al cinema<\/strong>. La domanda, sempre interessante per un regista, era come trovare una forma accattivante. Poi ho letto un libro di un&#8217;infermiera tedesca che descrive semplicemente un turno di lavoro. Ricordo che il mio cuore ha iniziato a battere forte gi\u00e0 alla terza pagina e ho pensato: \u00e8 cos\u00ec che deve essere il film. Da l\u00ec ho iniziato a fare molte ricerche, parlando con decine di infermiere. Sono andata in ospedale per capire davvero il ritmo e le sfide. Poi ho iniziato a delineare i pazienti e le loro storie.<\/p>\n<p><strong>Floria, la protagonista, come tutte le sue colleghe, deve ripetere continuamente, turno dopo turno, gli stessi gesti meccanici, ma allo stesso tempo deve mostrare empatia per i pazienti. Nell\u2019equilibrio fra questi due aspetti mi sembra stia la chiave del personaggio, e forse delle infermiere in generale.<\/strong><\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 molto complesso e hanno una responsabilit\u00e0 enorme, perch\u00e9 sono le persone pi\u00f9 vicine al paziente. Il medico arriva la mattina per cinque minuti, ma loro ci badano tutto il giorno. Sono loro che annotano se c&#8217;\u00e8 qualche cambiamento nella cartella clinica, se cambia il colore della pelle. Per l&#8217;80% sono donne. Devono sapere molto di medicina ed essere concentrate quando dosano i farmaci. Non \u00e8 che vanno in farmacia e prendono una pillola, ma devono essere precisissime. Il loro \u00e8 un esercizio mentale ed emotivo, Se ci sono due pazienti in una stanza, due mondi diversi, devono rispondere a entrambi. Poi ci sono i parenti, che hanno i loro bisogni emotivi come il paziente. <strong>Il lavoro delle infermiere va ben oltre quello che vediamo nelle serie televisive, dove il medico \u00e8 Dio e loro sono sullo sfondo<\/strong>. In realt\u00e0, sono al centro dell&#8217;assistenza sanitaria e degli ospedali.<\/p>\n<p><strong>Cosa tutti noi sappiamo bene quando frequentiamo gli ospedali<\/strong><\/p>\n<p>Ce lo ricordiamo solo quando non ci sono. Ma quando siamo in ospedale, siamo molto felici che ci siano. MI ricordo quando mio nonno, abruzzese, doveva andare spesso in ospedale negli anni \u201980 a Roma. Non c&#8217;erano infermiere. Mia nonna doveva stare al suo capezzale e dormiva su una sedia perch\u00e9 non c&#8217;erano abbastanza infermiere. Era lei, anziana, a doversi prendere cura di lui, quindi penso che in Italia la situazione delle infermiere sia la stessa che in tutto il mondo: non ce ne sono abbastanza, vivono in condizioni difficili, sono esaurite e sottovalutate.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Heldin_01.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Come mai cos\u00ec pochi uomini fanno questo mestiere?<\/strong><\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che storicamente e tradizionalmente \u00e8 un lavoro femminile, erano le suore a svolgerlo. L\u2019idea era che lo facevi perch\u00e9 donna, e un lavoro di Dio non doveva essere retribuito. Le cose sono completamente cambiate, ma \u00e8 tipico dei lavori femminili essere meno retribuiti e apprezzati. Proprio per questo gli uomini sono meno attratti da questi lavori. <strong>Posso garantirvi che se pi\u00f9 uomini lo facessero, gli stipendi aumenterebbero<\/strong>. \u00c8 un semplice caso di sessismo quotidiano. \u00c8 cos\u00ec che stanno le cose. Trattare gli infermieri in modo non adeguato danneggia la societ\u00e0 intera, perch\u00e9 prima o poi tutti avremo bisogno di un infermiere.<\/p>\n<p><strong>Parlando del ritmo, dell&#8217;aspetto tecnico, segue Floria con lunghi piani sequenza, creando una tensione da thriller<\/strong><\/p>\n<p>Volevamo che il film rappresentasse un\u2019esperienza fisica, qualcosa che facesse battere forte il cuore e rendesse irrequieti, fin dal primo minuto. Siamo andati in ospedale per osservare il ritmo, i i tempi, per capire davvero come si muovono e parlano. Volevamo azzeccare questo aspetto, perch\u00e9 il film \u00e8 anche una lettera d&#8217;amore alle infermiere e volevamo capire in pieno il loro lavoro. <strong>Floria inizia il turno con motivazione, forza e un buon ritmo. Non \u00e8 per mancanza di energia o motivazione che fallisce. \u00c8 il sistema che la fa fallire<\/strong>, e una volta che il turno va a rotoli, anche la macchina da presa e il montaggio diventano pi\u00f9 frammentati. Ovviamente abbiamo dovuto provare, perch\u00e9 le sequenze erano lunghe come in uno spettacolo teatrale. I tempi dovevano essere perfetti. La lunga ripresa all\u2019inizio l\u2019abbiamo provata per due giorni e poi l&#8217;abbiamo girata il terzo giorno, girando qualcosa come 17 ciak. La prima era quasi perfetta ed eravamo euforici, poi l&#8217;abbiamo sbagliata per 15 volte. \u00c8 stato divertente, \u00e8 stata un\u2019esperienza.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Heldin_02.jpg\"\/><\/p>\n<p><strong>Ogni volta che lei entra in una stanza incontriamo personaggi diversi, con uno stile proprio e magari una luce diversa. \u00c8 quasi come un film on the road, ma ambientato in un corridoio. Come ha dato vita a tutti?<\/strong><\/p>\n<p>Volevo avere una variet\u00e0 di pazienti, perch\u00e9 in chirurgia ci sono giovani, anziani, donne, uomini. Una rappresentazione umana in cui tutti gli spettatori potessero riconoscersi. Abbiamo poi riflettuto sul rendere interessante un luogo noioso e grigio come un ospedale. Ogni stanza riflette i pazienti e abbiamo lavorato con luci, tende e atmosfere per renderla anche visivamente avvincente. Sono ispirati dalla ricerca svolta, ma anche dalla mia vita personale. Ad esempio, l&#8217;uomo con il cane ha proprio il mio cane. <strong>Se fossi in ospedale e stessi morendo, la mia pi\u00f9 grande preoccupazione sarebbe cosa ne sarebbe del mio cane<\/strong>. E poi, un medico ci ha detto che \u00e8 effettivamente una grande preoccupazione per le persone, quella degli animali. C\u2019\u00e8 sempre pi\u00f9 violenza contro gli infermieri negli ospedali, sono tutti sempre pi\u00f9 impazienti. Dimenticano che ci sono centinaia di altri pazienti e non sono gli unici. Molti infermieri con cui parlo si lamentano che le persone sono diventate egoiste ed egocentriche, abituate a vivere con il telefono, con cui premono un pulsante e ottengono ci\u00f2 che vogliono, ma non \u00e8 cos\u00ec che funziona un ospedale.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 evidente che la sua simpatia va agli infermieri. C\u2019\u00e8 una scena, forse l&#8217;unica in cui si vede per un po\u2019 una dottoressa, che se ne va finito il turno non volendo restare qualche minuto per comunicare al paziente una diagnosi delicata.<\/strong><\/p>\n<p>Certo, si potrebbe fare un film sui medici sotto pressione, non li sto giudicando, ma mostro come il sistema metta sotto pressione tutti. Voglio essere comprensiva con il medico, \u00e8 stata in sala operatoria per 10 ore, non ha mangiato n\u00e9 bevuto. <strong>Anche i medici sono oberati di lavoro. Ma \u00e8 anche vero che lei pu\u00f2 andarsene e l&#8217;infermiera no<\/strong>. E penso che sia importante saperlo, perch\u00e9 alcuni medici si sono sentiti un po&#8217; offesi dal film. Dovrebbero essere in grado di capirlo e accettarlo, ci sono cos\u00ec tante serie televisive sugli ospedali, come <strong>The Pit<\/strong>, una serie fantastica sui medici in onda su HBO, solo che per una volta riguarda un&#8217;infermiera e non un medico.<\/p>\n<p><strong>Parliamo di Leonie Benesch. \u00c8 incredibile. Ha allo stesso tempo fragilit\u00e0 e forza. Il lato umano e allo stesso tempo il pugno di ferro. Cosa le piace in lei?<\/strong><\/p>\n<p>Leonie \u00e8 un talento naturale. Era attratta dall&#8217;idea di interpretare un personaggio che non avesse valenza morale. L&#8217;infermiera non ha un obiettivo, o un problema personale, vuole solo fare un buon lavoro. \u00c8 un ruolo molto fisico. <strong>Per una regista \u00e8 fantastico vedere la sua complessit\u00e0 e umanit\u00e0. Era proprio quello che serviva al ruolo, quel mix tra sensibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di credere alla sua forza<\/strong>. Penso che abbia osservato molto bene le infermiere quando \u00e8 andata in ospedale e sia riuscita a canalizzare tutto al meglio.<\/p>\n<p>Una clip in esclusiva de L&#8217;ultimo turno<\/p>\n<p>L&#8217;Ultimo Turno: Una Ufficiale italiana in anteprima Esclusiva del Film &#8211; HD<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un giorno come tanti altri, L&#8217;Ultimo Turno di una giovane appassionata infermiera in un ospedale svizzero. 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