{"id":339540,"date":"2026-02-05T15:02:17","date_gmt":"2026-02-05T15:02:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/339540\/"},"modified":"2026-02-05T15:02:17","modified_gmt":"2026-02-05T15:02:17","slug":"cosa-fare-nei-tumori-urologici-eredofamiliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/339540\/","title":{"rendered":"cosa fare nei tumori urologici eredofamiliari"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 vero. Quando si pensa alla<strong> vescica<\/strong> la mente va subito alla cistite ed ai tanti disturbi che si possono associare a questa condizione. Ma non bisogna dimenticare che questa sorta di \u201ccontenitore\u201d dell\u2019urina pu\u00f2 anche diventare <strong>sede di un tumore, definito uroteliale<\/strong>, visto che pu\u00f2 interessare anche altre aree dell\u2019epitelio delle vie urinarie.<\/p>\n<p>Su questo fronte, <strong>la diagnosi precoce \u00e8 fondamentale<\/strong> e bisogna prestare particolare attenzione ad un sintomo, <strong>l\u2019ematuria<\/strong> (in pratica la presenza di sangue nelle urine) che pur non essendo particolarmente specifico deve mettere in guardia e far parlare con il medico, per approfondire la situazione con i test che il sanitario indicher\u00e0. Il tutto, alla luce degli sviluppi delle cure, che oggi paiono poter portare in alcune casi a superare la classica chemioterapia.\n<\/p>\n<p>Le caratteristiche del tumore della vescica<\/p>\n<p>Questa <strong>forma tumorale nasce dall\u2019urotelio<\/strong>, la tonaca mucosa che tappezza la vescica e le alte vie urinarie. Queste convogliano l\u2019urina dal rene nella vescica, che \u00e8 quindi l\u2019organo pi\u00f9 colpito da questa forma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/tumore-uroteliale-donna-sintomi-cure\/1687349\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il carcinoma uroteliale<\/a> (o carcinoma transizionale) \u00e8 un <strong>tumore maligno<\/strong> che prende origine dalla tonaca mucosa che tappezza la vescica e le cosiddette alte vie urinarie, quindi calici, bacinetto e uretere. Il carcinoma vescicale \u00e8<strong> il quarto tumore pi\u00f9 diffuso in Italia<\/strong>, con oltre 31.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. I tassi di sopravvivenza a 5 anni sono dell\u201980% negli uomini e del 78% nelle donne, con 8.300 decessi stimati all\u2019anno.<\/p>\n<p>Purtroppo, <strong>il tempo della diagnosi \u00e8 fondamentale.<\/strong> Come ricordano i dati del National Cancer Institute, la patologia viene spesso<strong> riconosciuta tardi.<\/strong> Circa il 12%, vengono diagnosticati quando la malattia \u00e8 in fase avanzata o metastatica, con esiti particolarmente sfavorevoli in termini di sopravvivenza.<\/p>\n<p>In termini generali, il\/la paziente ha un\u2019et\u00e0 compresa tra 50 e 70 anni ed \u00e8 spesso un fumatore, dal momento che <strong>il fumo di sigaretta \u00e8 il principale fattore di rischio<\/strong> anche per il tumore della vescica. Esistono due diverse forme di questa patologia, quella \u201csuperficiale\u201d o non muscolo-invasiva e quella \u201cinfiltrante\u201d o muscolo-invasiva. La differenza sta nel non invadere la tonaca muscolare o appunto nello svilupparsi al suo interno.<\/p>\n<p>Insomma: <a href=\"https:\/\/dilei.it\/salute\/tumore-alla-vescica-sintomi-cura\/2133\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il carcinoma della vescica<\/a> pu\u00f2 essere <strong>fatale<\/strong>, soprattutto se diagnosticato in fase avanzata, eppure la consapevolezza dei segni e dei sintomi di questa patologia \u00e8 drammaticamente ancora bassa e molte persone tardano a rivolgersi al medico curante. Pesante \u00e8 l\u2019impatto della neoplasia vescicale, soprattutto nella forma avanzata\/metastatica, sulla vita del paziente e della famiglia, con conseguenze sul piano fisico, mentale, relazionale e lavorativo.<\/p>\n<p>Cure su misura<\/p>\n<p>In Italia \u00e8 stata approvata <strong>la prima terapia di associazione<\/strong> che offre un\u2019alternativa alla chemioterapia contenente platino, l\u2019attuale standard di cura utilizzato da quasi 40 anni per il trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale avanzato.<strong> I due farmaci impiegati<\/strong> sono enfortumab vedotin e pembrolizumab.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Questa opzione terapeutica<\/strong> rappresenta <strong>una grande novit\u00e0<\/strong> perch\u00e9 ha la possibilit\u00e0 di cambiare la storia clinica di questi pazienti \u2013 segnala Roberto Iacovelli, Professore Associato Oncologia Medica, Dipartimento Medicina e Chirurgia Traslazionale, Universit\u00e0 Cattolica Sacro Cuore \u2013 Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma. <strong>\u00c8 una vera rivoluzione<\/strong> rispetto allo standard di trattamento basato sulla sola chemioterapia.<\/p>\n<p><strong>Enfortumab vedotin<\/strong> \u00e8 un anticorpo farmaco-coniugato che veicola un chemioterapico all\u2019interno delle cellule tumorali, a partire dal legame tra l\u2019anticorpo farmaco-coniugato e la Nectina-4, una proteina di adesione ubiquitaria e particolarmente espressa sulle cellule di molti tumori, incluso il tumore uroteliale.<\/p>\n<p><strong>Pembrolizumab<\/strong>, invece, \u2018risveglia\u2019 la capacit\u00e0 del sistema immunitario di riconoscere la cellula tumorale. Insieme, questi farmaci agiscono su due fronti diversi e in modo sinergico con l\u2019obiettivo di distruggere le cellule tumorali. Si tratta di un enorme passo avanti per una popolazione di pazienti con carcinoma della vescica non resecabile o metastatico caratterizzata da importanti bisogni insoddisfatti\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo, ricordiamo che <strong>i segnali d\u2019allarme<\/strong> non vanno sottovalutati. L\u2019ematuria, ovvero la <strong>presenza di sangue nelle urine<\/strong>, \u00e8 il sintomo principale del carcinoma uroteliale. E non deve mai essere sottovalutato, soprattutto quando il sanguinamento non si accompagna ad altri sintomi. In genere, il sangue \u00e8 di color rosso vivo se viene dalla vescica, mentre se viene dalle alte vie escretrici pu\u00f2 essere un po\u2019 pi\u00f9 scuro. Il sangue nelle urine impone un immediato controllo da parte del medico. Anche <strong>le cistiti ricorrenti<\/strong>, spesso trattate con ripetute terapie antibiotiche, devono suscitare sospetto e indurre ad approfondimenti diagnostici perch\u00e9 potrebbero essere un segnale di carcinoma uroteliale.<\/p>\n<p>I tumori urologici eredofamiliari, prevenzione e test da fare<\/p>\n<p>Nel nostro Paese ogni anno si registrano oltre 5.500 tumori urologici eredo-familiari. Rappresentano circa <strong>il 6\/7% di tutti i casi<\/strong> di carcinoma della prostata, del rene e della vescica. Per questi uomini e donne, che presentano varianti genetiche che aumentano il rischio di cancro, bisogna <strong>personalizzare<\/strong> non solo le terapie ma anche la prevenzione.<\/p>\n<p>Lo ricorda la Societ\u00e0 Italiana di Uro-Oncologia (SIUrO) in occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro (World Cancer Day) . \u201cSecondo le Istituzioni sanitarie internazionali \u00e8 evitabile fino al 50% di tutte le neoplasie \u2013 sottolinea Rolando Maria D\u2019Angelillo, Presidente SIUrO.<\/p>\n<p><strong>La prevenzione primaria<\/strong> \u00e8 fondamentale anche in ambito uro-oncologico. Si pu\u00f2 intervenire su fattori modificabili come il fumo, l\u2019alimentazione quotidiana, il grave eccesso di peso o la sedentariet\u00e0. Le sigarette, per esempio, sono responsabili da sole del 50% di tutti i nuovi casi di tumore della vescica.<\/p>\n<p>Anche le diagnosi precoci sono importanti e vanno incentivate per ridurre la mortalit\u00e0 e aumentare le possibilit\u00e0 di guarigione. Al momento per\u00f2 <strong>non esistono screening organizzati<\/strong> per il carcinoma della prostata. Tuttavia, sono disponibili esami come l\u2019esplorazione rettale digitale, il test PSA o l\u2019ecografia prostatica transrettale che possono essere prescritti nei soggetti a rischio o che presentano alcuni sintomi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAltri \u201csorvegliati speciali\u201d sono tutti quei malati che possiedono delle mutazioni eredo-familiari \u2013 prosegue Giovanni Pappagallo, Vice-Presidente SIUrO -. <strong>Gli esami di screening genetico<\/strong> aiutano a individuare la predisposizione individuale a sviluppare alcune forme di tumore spesso molto aggressive. I test devono essere prescritti perci\u00f2 ai familiari di pazienti affetti dalla patologia e vanno garantiti sull\u2019intero territorio nazionale.<\/p>\n<p>Molto pericolosa \u00e8 <strong>la mutazione BRCA2<\/strong> che non riguarda solo il carcinoma mammario. Aumenta di 3 volte il rischio di neoplasia prostatica rispetto al resto della popolazione. La familiarit\u00e0 interessa anche il tumore al testicolo che ogni anno fa registrare in Italia pi\u00f9 di 2.000 casi. \u00c8 una patologia oncologica \u201cgiovanile\u201d e rappresenta la forma di cancro pi\u00f9 frequente nei maschi con meno di 50 anni. Come prevenzione consigliamo l\u2019autopalpazione a partire dalla pubert\u00e0. Per chi ha avuto invece parenti di primo grado affetti dalla malattia \u00e8 sempre indicata una visita urologica specialistica annuale\u201d.<\/p>\n<p class=\"note\">Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e\/o per la prescrizione di terapie personalizzate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 vero. 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