{"id":342451,"date":"2026-02-07T12:25:12","date_gmt":"2026-02-07T12:25:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/342451\/"},"modified":"2026-02-07T12:25:12","modified_gmt":"2026-02-07T12:25:12","slug":"laltra-rai-di-bolzano-tg-talk-show-e-rubriche-culturali-in-tedesco-e-ladino-siamo-la-testata-locale-piu-cliccata-di-tutto-il-servizio-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/342451\/","title":{"rendered":"\u00abL&#8217;altra Rai\u00bb di Bolzano. Tg, talk show e rubriche culturali in tedesco e ladino: \u00abSiamo la testata locale pi\u00f9 cliccata di tutto il servizio pubblico\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Silvia M. C. Senette<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Sessant&#8217;anni fa nasceva Rai S\u00fcdtirol. Oggi nella sede di Bolzano convivono tre redazioni e altrettante lingue (senza considerare i dialetti): \u00abAgli italiani piace la cronaca nera, a noi chiedono notizie positive\u00bb. Il caso della deroga speciale per le assunzioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 7 febbraio 1966, mentre l\u2019Italia del boom economico si sintonizzava sul Sanremo di <b>Mike Bongiorno<\/b>, a Bolzano accadeva qualcosa di rivoluzionario: per la prima volta la televisione di Stato parlava <a href=\"https:\/\/corrieredellaltoadige.corriere.it\/notizie\/politica\/26_gennaio_15\/villandro-il-sindaco-appoggia-le-famiglie-che-chiedono-un-educatrice-italiana-all-asilo-si-a-progetti-specifici-419e0320-55ad-4982-bfa9-70484912cxlk.shtml\" title=\"Villandro, il sindaco appoggia le famiglie che chiedono un&#039;educatrice italiana all&#039;asilo: \u00abS\u00ec a progetti specifici\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">una lingua diversa dall&#8217;italiano<\/a>. Nasceva il Tagesschau, il <b>primo telegiornale <\/b>in tedesco. Sessant\u2019anni dopo, quella che per un milanese o un romano potrebbe sembrare un\u2019anomalia burocratica o un vezzo folcloristico, \u00e8 una corazzata <b>dell&#8217;informazione pubblica<\/b>, un ecosistema unico in Europa in cui tre diverse redazioni &#8211; italiana, tedesca e ladina &#8211; convivono nello stesso edificio di piazza Mazzini. Quella che molti risolverebbero con una semplice traduzione \u00e8, in realt\u00e0, una questione di <b>Statuto di Autonomia<\/b>, di trattati internazionali e di una missione che fonde il giornalismo con la tutela di civilt\u00e0 millenarie. A spiegare come funziona questa Torre di Babele dell&#8217;informazione sono le <b>due donne <\/b>che guidano le testate minoritarie (che poi, in Alto Adige, minoranza non sono): <b>Michaela Mahlknecht<\/b>, caporedattrice di <b>Rai S\u00fcdtirol<\/b>, e <b>Cecilia Mazzel<\/b>, alla guida di <b>Rai Ladinia<\/b>.<\/p>\n<p>    Il servizio pubblico per il Sudtirolo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se la redazione italiana di <b>Sergio Mucci <\/b>guarda pi\u00f9 a Roma e alla cronaca nazionale, Rai S\u00fcdtirol ha un respiro diverso: \u00abSiamo 30 giornalisti e la nostra mission \u00e8 mantenere alto il livello del <b>tedesco standard <\/b>in una terra in cui per strada si parla quasi solo <b>dialetto<\/b>\u00bb premette Michaela Mahlknecht. La sua redazione \u00e8 un\u2019eccezione nell\u2019eccezione: a differenza delle altre TgR italiane, quella tedesca produce anche <b>informazione nazionale <\/b>e <b>internazionale<\/b>, con una <b>corrispondente <\/b>fissa a Roma che parla la lingua di Goethe. In pi\u00f9 <b>rubriche sportive <\/b>o di approfondimento culturale, oltre che veri e propri <b>talk show <\/b>come\u00a0Am Runden Tisch (letteralmente La tavola rotonda): \u00abAll&#8217;inizio la Rai, qui, era vista con scetticismo, quasi come uno strumento di <a href=\"https:\/\/corrieredellaltoadige.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_gennaio_17\/quando-sinner-divento-cantori-e-gruber-si-tradusse-in-dalla-fossa-cent-anni-fa-oltre-13mila-sudtirolesi-furono-privati-del-loro-743a92a7-02da-4275-b8cc-09895be9bxlk.shtml\" title=\"Quando Sinner divent\u00f2 Cantori e Gruber si tradusse in Dalla Fossa: cent&#039;anni fa oltre 13mila sudtirolesi furono privati del loro nome\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">italianizzazione forzata<\/a> &#8211; ricorda Mahlknecht -. Oggi siamo l&#8217;istituzione informativa pi\u00f9 autorevole del territorio. Il nostro pubblico sta invecchiando, \u00e8 vero, ma abbiamo lanciato una <b>sfida digitale <\/b>senza precedenti: in un anno il profilo Instagram ha raggiunto <b>55.000 follower<\/b>. Su 350.000 abitanti di lingua tedesca, \u00e8 un <b>numero enorme<\/b>\u00bb. I numeri del web danno ragione a questa autonomia. \u00abA dicembre abbiamo avuto 420.000 accessi diretti al sito: <b>siamo la testata regionale Rai pi\u00f9 cliccata d&#8217;Italia<\/b>. E la cosa sorprendente \u00e8 che l&#8217;88% dei nostri utenti social \u00e8 fuori provincia: ci seguono da Monaco di Baviera, Vienna, Zurigo. Siamo la finestra dell&#8217;Italia sul mondo di lingua tedesca\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I ladini tra tre dialetti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scendendo di un piano, nel palazzo di Piazza Mazzini, si entra nel mondo di Rai Ladinia. Qui la sfida si fa ancora pi\u00f9 acrobatica. \u00abSiamo in undici &#8211; racconta Cecilia Mazzel &#8211; e tra noi <b>convivono i dialetti della Val Badia, della Val Gardena e della Val di Fassa<\/b>. Il ladino \u00e8 la lingua pi\u00f9 antica delle Dolomiti, una perla neolatina che rischiava di sparire\u00bb. Rai Ladinia \u00e8 un laboratorio di trilinguismo puro. Se il tedesco e l\u2019italiano sono mondi consolidati, il ladino \u00e8 una resistenza quotidiana. \u00abI miei colleghi sono perfettamente trilingui. Cerchiamo di usare un ladino &#8220;puro&#8221;, <b>grammaticalmente perfetto<\/b>, perch\u00e9 abbiamo una doppia missione: informare e mantenere viva la lingua. Da quando esiste la tv ladina (dal 1988, con il telegiornale quotidiano <b>TRaiL<\/b> nato nel 1996, ndr), la popolazione ha ritrovato <b>l&#8217;orgoglio<\/b>. Vedere la propria lingua in televisione significa esistere\u00bb. Anche qui, il pubblico risponde con un affetto d&#8217;altri tempi. \u00abAndiamo in onda alle 19.55, subito prima dello show serale Rai. Molti italiani accendono la TV in anticipo e ci guardano: dicono che non capiscono tutto, ma che gli piace sentire <b>il suono della lingua<\/b> e vedere le immagini delle valli\u00bb.<\/p>\n<p>    La deroga per le assunzioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma come collaborano queste tre anime? \u00abIl tempo ha fatto il miracolo &#8211; ammette Mazzel -. Un tempo c\u2019erano i &#8220;muri&#8221;, i tedeschi quasi ci <b>sbeffeggiavano<\/b>; oggi c&#8217;\u00e8 rispetto e collaborazione sinergica. Se un collega italiano va in trasferta in una valle ladina, gli chiediamo di portarci <b>un\u2019intervista <\/b>nella nostra lingua. Ci scambiamo immagini e notizie\u00bb. Tuttavia, l&#8217;autonomia \u00e8 totale: \u00abOgni redazione ha la sua sensibilit\u00e0 &#8211; interviene Mahlknecht -. Agli italiani interessa molto la <b>cronaca nera<\/b>, i miei telespettatori invece mi scrivono: &#8220;Basta morti, dateci notizie positive&#8221;. Poi per\u00f2, se guardo i clic sul sito, la tragedia sull&#8217;Ortles o gli incidenti sono sempre in cima. Tutto il mondo \u00e8 paese\u00bb. C\u2019\u00e8 poi il nodo del <b>personale<\/b>. Per lavorare in queste redazioni <a href=\"https:\/\/corrieredellaltoadige.corriere.it\/notizie\/cronaca\/26_gennaio_17\/sanita-l-allarme-dell-ex-primario-elio-dellantonio-sistema-al-collasso-il-patentino-fa-scappare-i-medici-7060d21f-0de6-4283-aaa4-d2547a9d6xlk.shtml\" title=\"Sanit\u00e0, l&#039;allarme dell&#039;ex primario Elio Dellantonio: \u00abSistema al collasso, il patentino fa scappare i medici\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">serve il patentino di bilinguismo<\/a> e bisogna superare il concorso Rai nazionale; ma l&#8217;Alto Adige gode di <b>deroghe <\/b>speciali: \u00abFacciamo fatica a trovare giornalisti &#8211; confessa la caporedattrice tedesca &#8211; perch\u00e9 i giovani che sanno bene la lingua preferiscono andare in Austria o Svizzera, dove gli <b>stipendi <\/b>sono molto pi\u00f9 alti. \u00c8 un problema che tocchiamo con mano ogni giorno. Per questo i nostri giornalisti e quelli ladini basta che siano iscritti all&#8217;albo dei <b>pubblicisti<\/b>, non necessariamente quello dei professionisti\u00bb.<\/p>\n<p>    L&#8217;anniversario<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;anniversario dei 60 anni, che verr\u00e0 celebrato con sei servizi speciali in onda dal 7 al 17 febbraio, cade in un momento frenetico: le <b>Olimpiadi <\/b>di Milano-Cortina 2026 sono alle porte e l&#8217;Alto Adige ne sar\u00e0 cuore pulsante. \u00abSar\u00e0 un impegno enorme &#8211; concordano le due caporedattrici -. Dovremo gestire <b>dirette<\/b>, speciali quotidiani, accrediti e diritti. Per noi \u00e8 fondamentale raccontare i Giochi nelle nostre lingue, con i nostri inviati che conoscono il territorio e gli <b>atleti locali<\/b>\u00bb. Tra la cronaca dei lupi che sbranano i vitelli e i dibattiti\u00a0<a href=\"https:\/\/corrieredellaltoadige.corriere.it\/notizie\/cronaca\/25_agosto_09\/seceda-accesso-su-prenotazione-dal-2026-ticket-online-e-deroghe-per-i-residenti-94b162b3-d820-4de8-a20b-c11ca41cfxlk.shtml\" title=\"Seceda, accesso su prenotazione dal 2026: ticket online e deroghe per i residenti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sull&#8217;overtourism che invade il Seceda<\/a>, la Rai di Bolzano resta un caso di studio internazionale. Un microcosmo in cui il servizio pubblico non \u00e8 solo informazione, ma un collante che tiene insieme tre popoli sotto lo stesso segnale orario. \u00abSiamo una bella famiglia &#8211; conclude Cecilia Mazzel &#8211; e lavoriamo per chi ci guarda, con l&#8217;ambizione di arrivare nelle case con un prodotto che profumi di casa, ma con la <b>qualit\u00e0 <\/b>della grande rete nazionale\u00bb. Sessant\u2019anni dopo quella prima Tagesschau, la scommessa di Piazza Mazzini sembra essere stata vinta: la diversit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un muro, ma il <b>palinsesto <\/b>pi\u00f9 ricco d&#8217;Italia.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2026-01-26T13:29:11+01:00\">7 febbraio 2026<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Silvia M. C. Senette Sessant&#8217;anni fa nasceva Rai S\u00fcdtirol. 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