{"id":345051,"date":"2026-02-09T05:10:18","date_gmt":"2026-02-09T05:10:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/345051\/"},"modified":"2026-02-09T05:10:18","modified_gmt":"2026-02-09T05:10:18","slug":"gelo-starlink-spento-droni-muti-e-assalti-al-rallentatore-perche-la-spinta-russa-in-ucraina-si-e-inceppata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/345051\/","title":{"rendered":"Gelo, Starlink spento, droni muti e assalti al rallentatore: perch\u00e9 la spinta russa in Ucraina si \u00e8 inceppata"},"content":{"rendered":"<p>Sulla steppa, il vento scava e il termometro precipita sotto i <strong>-25 \u00b0C<\/strong>. Una pattuglia d\u2019assalto russa si muove a scatti: le orme nella neve la tradiscono, i <strong>droni<\/strong> ucraini colgono ogni traccia come fossero venature su carta lucida. Poi, il colpo di scena: le antenne smettono di \u201cparlare\u201d, i terminali diventano <strong>mattoni<\/strong> e le squadre restano senza rete. Nel giro di poche settimane, l\u2019impeto registrato a <strong>novembre<\/strong> scende di tono: dai <strong>505 km\u00b2<\/strong> conquistati allora ai <strong>245 km\u00b2<\/strong> di <strong>gennaio<\/strong>, secondo i dati dell\u2019<strong>OSINT ucraino DeepState<\/strong>. La guerra continua, ma la progressione rallenta. E non solo per la neve.<\/p>\n<p>A\u00a0<strong>novembre<\/strong> le forze di Mosca hanno allargato l\u2019area occupata di circa <strong>505 km\u00b2<\/strong>, con la massima pressione attorno a <strong>Huliaipole<\/strong> e lungo l\u2019asse <strong>Pokrovsk\u2013Myrnohrad<\/strong>. \u00c8 l\u00ec che si \u00e8 concentrato quasi il <strong>40%<\/strong> degli avanzamenti. A <strong>gennaio 2026<\/strong>, il quadro cambia: <strong>245 km\u00b2<\/strong> in pi\u00f9, \u201cquasi la met\u00e0\u201d rispetto a <strong>dicembre<\/strong> (e a novembre), con un\u2019attivit\u00e0 di assalto calata di appena il <strong>4%<\/strong>. In altre parole: tanto sforzo, meno terreno. Settori pi\u00f9 battuti: <strong>Pokrovsk<\/strong> (<strong>33%<\/strong> degli attacchi) e <strong>Huliaipole<\/strong> (<strong>21%<\/strong>, in crescita).\u00a0La dinamica non \u00e8 un\u2019impressione. Le serie dell\u2019<strong>Institute for the Study of War<\/strong> mostrano che il ritmo dei guadagni russi, esploso a fine <strong>2025<\/strong>, ha iniziato a scendere fra fine dicembre e met\u00e0 <strong>gennaio<\/strong>: da oltre <strong>276 km\u00b2<\/strong> (1\u201317 dicembre) a <strong>74 km\u00b2<\/strong> (31 dicembre\u201313 gennaio), con un <strong>media mobile a 7 giorni<\/strong> in netto declino. Anche gli analisti notano che il terreno \u201cfacile\u201d d\u2019autunno\u2014nebbia, pioggia, droni ucraini penalizzati\u2014\u00e8 stato rimpiazzato da un inverno che complica soprattutto chi attacca a piedi.\u00a0<\/p>\n<p>Sul periodo pi\u00f9 ampio, diverse rassegne convergono: nel <strong>2025<\/strong> Mosca ha guadagnato fra <strong>4.300 e 4.800 km\u00b2<\/strong>, con un picco autunnale e una frenata nell\u2019ultimo mese dell\u2019anno, poi confermata a <strong>gennaio<\/strong>. \u00c8 una progressione \u201clenta ma costante\u201d, capace di consumare risorse senza produrre una sfondamento strategico.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un vecchio adagio militare: d\u2019inverno vince chi aspetta. Nell\u2019era dei <strong>droni<\/strong> la regola non \u00e8 sparita, anzi: il freddo estremo rende pi\u00f9 visibili i <strong>corpi<\/strong> alle termocamere, le <strong>orme<\/strong> e le <strong>tracce di ruote<\/strong> restano impresse, la vegetazione spoglia toglie copertura. Muoversi all\u2019attacco significa esporsi pi\u00f9 a lungo alla sorveglianza aerea. In queste settimane, raccontano ufficiali ucraini, il <strong>fattore limitante<\/strong> non \u00e8 tanto \u201cquanto si pu\u00f2 spingere un carro su terreno gelato\u201d, ma \u201cquanto a lungo si pu\u00f2 restare invisibili ai droni\u201d.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, il gelo taglia l\u2019autonomia delle batterie di <strong>UAS<\/strong> e <strong>radio<\/strong>. Le unit\u00e0 ucraine hanno escogitato soluzioni di fortuna\u2014dalle <strong>solette riscaldanti<\/strong> avvolte attorno agli accumulatori ai contenitori termici\u2014per mantenere operativi i velivoli. Ma il principio vale per entrambi i fronti: quando la temperatura precipita, <strong>l\u2019aria<\/strong> fa selezione.<\/p>\n<p>Gli aggiornamenti dell\u2019<strong>intelligence britannica<\/strong> hanno segnalato a <strong>dicembre<\/strong> un lieve calo nel numero di <strong>UAS \u201cone-way\u201d<\/strong> russi proprio per le condizioni meteo peggiori, a fronte di volumi comunque colossali (<strong>55.000<\/strong> droni del genere lanciati su base annua nel <strong>2025<\/strong>). In parallelo, pi\u00f9 ondate di missili e <strong>Shahed<\/strong> hanno colpito l\u2019<strong>infrastruttura energetica<\/strong> ucraina durante il gelo, aggravando blackout e interruzioni di calore.<\/p>\n<p>Il secondo freno non \u00e8 caduto dal cielo: \u00e8 stato <strong>attivato<\/strong>. A cavallo tra fine <strong>gennaio<\/strong> e i primi di <strong>febbraio 2026<\/strong>, <strong>SpaceX<\/strong> ha introdotto contromisure che\u2014secondo <strong>Kyiv<\/strong> e vari riscontri\u2014hanno ridotto drasticamente l\u2019uso non autorizzato di <strong>Starlink<\/strong> da parte delle truppe russe. Al cuore c\u2019\u00e8 una <strong>\u201cwhitelist\u201d<\/strong>: in Ucraina funzionano solo i terminali <strong>verificati<\/strong> e <strong>registrati<\/strong> dalle autorit\u00e0; gli altri, sul campo, diventano <strong>inutilizzabili<\/strong>.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 sensibile perch\u00e9 per mesi erano emerse prove\u2014raccolte da <strong>consulenti militari ucraini<\/strong> e think tank\u2014di <strong>droni d\u2019attacco<\/strong> russi equipaggiati con terminali <strong>Starlink<\/strong> di provenienza illecita (bottino di guerra, triangolazioni di mercato, reti-ombra): un \u201cmoltiplicatore\u201d capace di estendere la portata e la resilienza dei velivoli rispetto alla guerra elettronica. <strong>SpaceX<\/strong> ha sempre ribadito di non vendere in <strong>Russia<\/strong> e di vietare usi offensivi, ma il contrabbando esiste. Con la nuova barriera, la finestra si \u00e8 ristretta.<\/p>\n<p>Lo confermano resoconti di unit\u00e0 sul fronte: da <strong>inizio febbraio<\/strong>, su ampi tratti della linea, i terminali russi \u201channo smesso di funzionare, trasformandosi in <strong>mattoni<\/strong>\u201d\u2014scrive un ufficiale citato da Euromaidan Press\u2014con effetti immediati su <strong>comando e controllo<\/strong> e quindi sul ritmo degli <strong>assalti<\/strong>. Altri reparti parlano di impatto pi\u00f9 graduale, ma convergono su una realt\u00e0: coordinarsi senza rete \u00e8 pi\u00f9 difficile, soprattutto per una dottrina che ha puntato su <strong>infiltrazioni di fanteria<\/strong> in profondit\u00e0, piccoli gruppi collegati via dati.<\/p>\n<p>Il quadro \u00e8 stato riconosciuto anche a livello internazionale: <strong>Financial Times<\/strong>, <strong>Euronews<\/strong> e <strong>Al Jazeera<\/strong> hanno ricostruito la <strong>stretta<\/strong> tecnica, il dialogo fra <strong>Elon Musk<\/strong> e la difesa ucraina (oggi guidata dal ministro <strong>Mykhailo Fedorov<\/strong>) e l\u2019avvio della registrazione di massa dei terminali. Un passaggio che, per qualche ora, ha creato disagi anche a reparti ucraini non ancora in <strong>white\u2011list<\/strong>, ma che ha ricevuto lodi a <strong>Kyiv<\/strong> per l\u2019efficacia nel ridurre le perdite civili e militari da <strong>droni<\/strong> connessi.<\/p>\n<ol\/>\n<p>Mentre la linea militare si irrigidisce, la guerra all\u2019<strong>energia<\/strong> prosegue. Il <strong>3 febbraio 2026<\/strong> ondate di <strong>missili<\/strong> e <strong>droni<\/strong> hanno colpito il sistema elettrico ucraino durante una delle settimane pi\u00f9 fredde dell\u2019anno. <strong>Kyiv<\/strong>, <strong>Kharkiv<\/strong>, <strong>Dnipro<\/strong> e altre citt\u00e0 hanno subito blackout prolungati; migliaia di condom\u00ecni sono rimasti senza <strong>riscaldamento<\/strong>. <strong>MSF<\/strong> ha parlato di \u201cemergenza nazionale\u201d con casi di <strong>ipotermia<\/strong> vicino al fronte. \u00c8 l\u2019altra faccia dell\u2019inverno: se al fronte il gelo favorisce chi difende, nelle citt\u00e0 spinge la popolazione verso il limite.<\/p>\n<p>La storia recente invita alla prudenza. A <strong>novembre 2025<\/strong>, complici <strong>nebbia<\/strong> e <strong>piogge<\/strong> che disturbavano i <strong>droni<\/strong> ucraini, l\u2019avanzata russa aveva accelerato, toccando livelli che <strong>Londra<\/strong> e <strong>Washington<\/strong> hanno definito i pi\u00f9 alti dalla fine del <strong>2022<\/strong> su base mensile. Non \u00e8 detto che <strong>febbraio\u2013marzo<\/strong> restino su ritmi bassi: basterebbero finestre meteo meno proibitive e aggiramenti tattici alle nuove restrizioni <strong>Starlink<\/strong> (che <strong>SpaceX<\/strong> continua a rafforzare) per rimettere pressione su alcuni settori. Ma, per ora, la <strong>curva<\/strong> dice altro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sulla steppa, il vento scava e il termometro precipita sotto i -25 \u00b0C. 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