{"id":345160,"date":"2026-02-09T07:53:15","date_gmt":"2026-02-09T07:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/345160\/"},"modified":"2026-02-09T07:53:15","modified_gmt":"2026-02-09T07:53:15","slug":"come-mi-sono-disintossicata-dal-telefono-e-ho-recuperato-il-mio-tempo-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/345160\/","title":{"rendered":"Come mi sono disintossicata dal telefono (e ho recuperato il mio tempo libero)"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p>Sette anni fa un gruppo di ragazzi <a href=\"https:\/\/www.today.it\/attualita\/dipendenza-smartphone-mountain-social-media-detox.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">si riuniva sul Monte Bondone<\/a>, in provincia di Trento, per disintossicarsi dai social media. Erano ancora i tempi in cui \u201cse non avevi condiviso la tua serata su Facebook, allora non l\u2019avevi mai vissuta\u201d, dunque un\u2019epoca precoce per staccarsi dal telefono, almeno in ottica generale. Oggi invece sempre pi\u00f9 persone raccontano la propria insofferenza nei confronti dello smartphone, tanto da parlare &#8211; ovviamente in modo alquanto azzardato &#8211; del 2026 come<a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?sca_esv=6ea16e1948ed3e40&amp;rlz=1C1RXQR_itIT1181IT1181&amp;sxsrf=ANbL-n7GalYP3qVF3KdsqY6q3XDuApefwA:1770557341151&amp;q=ritorno+analogico+2026&amp;tbm=nws&amp;source=lnms&amp;fbs=ADc_l-ZANp2e_QKCXb27elGbVDkVtYrvHDDMkm2KkfwlZ2f9RqhGCsCpt9GUlUvHuj4MIBxd5XqE3ZRjJ9DuH9DF2mxW1UgjacuMIPz8BUxCVQoEh6u_Xk1alE-Cg3C69BHOrRggFXUxeDW957BSOOU05ZLpKpd-cqIf4Ksugx6emXWnyfF-i0e4rZ8KgJOBH0FjJ2fPdVQiiH4z1U5t-X6az1L33yavZw&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwi5sf6KgMqSAxX0ygIHHXimBdIQ0pQJegQIFhAB&amp;biw=1536&amp;bih=695&amp;dpr=1.25\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> l\u2019anno del \u201critorno all\u2019analogico\u201d<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019effetto del telefono sul mio tempo libero io l\u2019ho capito per la prima volta quest\u2019estate, quando, durante una trasferta di lavoro, mi sono ritrovata col cellulare scarico nella mia stanza d\u2019albergo, sul lungomare di Salerno: non star\u00f2 qui a raccontarvi che per la prima volta dopo tanto tempo mi sono ritrovata a guardare poeticamente il mare, ma \u2013 costretta appunto a fissare quella piattissima, all\u2019apparenza noiosissima, distesa d\u2019acqua senza alcun \u201criempitivo tecnologico\u201d &#8211; ho sentito nel cervello riattivarsi i miei circuiti neuronali come tizzoni. Anzich\u00e9 trascorrere un&#8217;ora a subire passivamente reel di Instagram, insomma, la mia creativit\u00e0 stava tornando attiva: in quei minuti, dunque, ho scritto, progettato, immaginato. Insomma, mi sono sentita meglio. Alch\u00e9 &#8211; questa volta appositamente \u2013 in queste ultime settimane ho deciso di provare a disintossicarmi dal telefono, e ora vi racconto come \u00e8 andata (spoiler: benissimo) e quali consigli vi darei.<\/p>\n<p>Ci lamentiamo di avere poco tempo libero, ma lo sprechiamo a guardare reel (di cui non ricorderemo nulla)<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 gente in pausa pranzo parla di come riprendersi il tempo mancato. Il problema, di base, \u00e8 il seguente: il telefono tende a fagocitare ogni minuto libero. E ha cominciato a farlo anni fa, senza chiedere il permesso, e senza che facessimo in tempo a sviluppare armi per difenderci: si chiama \u201ceconomia dell\u2019attenzione\u201d, sono cio\u00e8 le strategie milionarie messe a punto dalle piattaforme per attirare la nostra attenzione e lucrarci su. Il telefono \u00e8 ormai un riflesso, un meccanismo compensativo per cui, se hai un\u2019ora di tempo libero dopo la doccia, non pensi a cucinarti un piatto buono per migliorarti cos\u00ec la cena, ma ti metti a scrollare i reel delle vite altrui per peggiorarti l\u2019umore (lo dicono gli studi, ma di questo parleremo in un altro articolo). Il tempo libero, o quel poco che ne resta, \u00e8 insomma morto. Ed \u00e8 un paradosso: ci lamentiamo di non averne abbastanza, andiamo a reclamare la settimana corta al lavoro, ma poi lo sprechiamo cos\u00ec. Un reel dopo l\u2019altro.<\/p>\n<p>Ora, non staremo certo qui a demonizzare uno strumento che &#8211; per usare un\u2019espressione cara ai pi\u00f9 nostalgici &#8211; \u201cha fatto anche cose buone\u201d (cit). Non siamo, appunto, n\u00e9 nostalgici n\u00e9 neoluddisti coi forconi impegnati nella resistenza allo smartphone. Ma, pi\u00f9 semplicemente, l\u2019invito \u00e8 a farne un \u201cuso consapevole\u201d e non pi\u00f9 passivo. A \u201cnavigare informati\u201d. A non fare la fine di Luca, che qualche settimana fa mi ha detto: \u201cCosa hai fatto tu ieri sera? Io ho passato un\u2019ora a scrollare su TikTok. E, alla fine, mi sono accorto che di quei 180 video non ricordo un bel niente\u201d. Tempo buttato.<\/p>\n<p>Quali sono i 5 problemi dei \u201creel\u201d<\/p>\n<p>E il problema \u00e8 tutto qui. Ed \u00e8 diverso da anni fa. Seguitemi brevemente ancora un attimo, poi passiamo ai consigli di carattere pratico, giuro.\u00a0<\/p>\n<p>In questi anni i \u201csocial network\u201d si sono trasformati sotto i nostri occhi: sono diventati \u201csocial media\u201d. Se prima, per intenderci, erano aggregatori di socialit\u00e0, che ci spingevano a condividere foto e post della nostra vita a beneficio dei nostri amici, oggi sono aggregatori di video, che ci spingono a essere pi\u00f9 spettatori che attori. \u00c8 qualcosa pi\u00f9 simile alla televisione, insomma. E questo genera svariati risultati. Due, pi\u00f9 immediati: ci investiamo pi\u00f9 tempo e siamo consumatori pi\u00f9 passivi (ovvero, pi\u00f9 inebetiti). Altri tre, pi\u00f9 sul lungo termine. Primo, di quei video non resta nulla: sono stimoli evanescenti, utili solo a darci una momentanea scarica di dopamina, poich\u00e9 il nostro cervello non \u00e8 fatto per elaborare concetti a una simile velocit\u00e0 (per intenderci, del reel \u201cVi spiego la guerra in Ucraina in 30 secondi\u201d, non rester\u00e0 nulla, se non l\u2019emotivit\u00e0 di schierarsi da una o dall\u2019altra parte). Il secondo problema \u00e8, poi, che non stiamo davvero scegliendo COME trascorrere il nostro tempo libero, \u00e8 invece l\u2019algoritmo a farlo per noi: certo, siamo noi ad aver messo follow all\u2019influencer di pulci salterine in Cina, ma mica \u00e8 detto che l\u2019algoritmo sceglier\u00e0 di mostrarcelo, anzi ci mostrer\u00e0 ci\u00f2 che pi\u00f9 gli conviene; e tre, infine e in conseguenza al \u201cdue\u201d, <a href=\"https:\/\/thehumanityarchive.substack.com\/p\/the-consumption-ritual?utm_source=share&amp;utm_medium=android&amp;r=hvacc&amp;triedRedirect=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quella dei social \u00e8 una \u201cevasione commercializzata\u201d:<\/a> il passaggio da TikTok all\u2019app di shopping \u00e8 molto breve. E qui nessuno di noi \u00e8 ricco abbastanza.<\/p>\n<p>Come staccarsi dal telefono: le regole per il mattino e la sera\u00a0<\/p>\n<p>Che fare, allora? In rete girano tanti consigli. Su tutti, proliferano indicazioni circa l\u2019uso del telefono in camera da letto: non a caso la sveglia analogica \u2013 chiamata \u201cHatch alarm clock\u201d- \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/afterschool.substack.com\/p\/what-gen-z-got-for-christmas-in-2025?utm_source=share&amp;utm_medium=android&amp;r=hvacc&amp;triedRedirect=true\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">uno dei regali di Natale pi\u00f9 in voga <\/a>in America nell\u2019ultimo anno, soprattutto tra i ragazzini. L\u2019obiettivo? Fare in modo che lo smartphone non sia \u201cil primo pensiero che al mattino ci sveglia e l\u2019ultimo che la notte ci culla\u201d. L\u2019invito, sottinteso, \u00e8 quindi quello di addormentarsi tra le pagine di un libro o tra le pieghe di sceneggiatura di una serie tv: questo permette di combattere l\u2019insonnia da smartphone e, al contempo, aiuta a investire in maniera pi\u00f9 costruttiva quell\u2019oretta che abbiamo a disposizione prima di andare a dormire. O forse persino due.<\/p>\n<p>Le regole per il resto della giornata (e per il giorno di riposo)<\/p>\n<p>Eppure, per come la vedo io, il mattino e la sera sono solo \u201cmomenti simbolici\u201d. Il vero problema \u00e8, semmai, tutto il resto del giorno. \u00c8 proprio nel resto del giorno, infatti, e soprattutto nel nostro giorno di riposo, che dobbiamo mantenere alta l\u2019attenzione per evitare di mandare al macero i nostri &#8211; pochi dunque sacri, lo ribadiamo &#8211; momenti liberi.<\/p>\n<p>All\u2019interno di \u201cMinimalismo digitale\u201d &#8211; vera e propria Bibbia sul tema scritta dal giornalista Cal Newport (immaginatemi digitare queste righe tenendo una mano sul cuore e l\u2019altra sulla tastiera, ndr) &#8211; l\u2019autore d\u00e0 in questo senso un consiglio fondamentale: propone, cio\u00e8, di \u201cprogrammare\u201d anche il proprio tempo libero, non solo quello professionale. Come? Scegliendo quale spazio dedicare ad \u201cattivit\u00e0 di bassa qualit\u00e0\u201d, come lo scroll selvaggio appunto, e quale ad \u201cattivit\u00e0 di qualit\u00e0 pi\u00f9 alta\u201d, come uno sport, una nuova ricetta, eccetera. Si tratta, molto banalmente, di impostare un tempo massimo di utilizzo delle app che pi\u00f9 ci \u201ctriggerano\u201d &#8211; nella maggior parte dei casi Instagram, TikTok e Facebook \u2013 e rispettarlo nei momenti che ci siamo prefissati. Insomma: venti minuti al giorno in cui poltrire sul divano davanti ai reel sui gattini e \u201cbuongiorno Pescheria!\u201d sono pi\u00f9 che sufficienti. Immagino conveniate.<\/p>\n<p>L\u2019importante, sottolinea Newport, \u00e8 trovare un degno sostituto allo scroll, ovvero un nuovo passatempo di qualit\u00e0, altrimenti \u00e8 fin troppo facile tornare a cascarci. Volete dedicare allo scroll la mezz\u2019ora quotidiana di tram? Ok, ma poi, una volta tornati a casa, buttate il telefono e fate altro. In passato vi piaceva andare a correre? Beh, \u00e8 il momento di tornare ad essere quella persona l\u00ec, migliore della versione attuale.<\/p>\n<p>\u201cEh ma io la sera sono stanco: riesco solo a guardare i reel\u201d<\/p>\n<p>\u201cEh ma io la sera sono stanco: l&#8217;unica cosa che riesco a fare \u00e8 inebetirmi davanti ai TikTok di Newmartina\u201d. \u00c8 questa, inevitabilmente, la reazione di molti di fronte alle sopraccitate indicazioni. Eppure, osserva il giornalista Arnold Bennet, \u201cle capacit\u00e0 mentali hanno bisogno soprattutto di variet\u00e0, pi\u00f9 che di riposo (fatta eccezione ovviamente per il sonno)\u201d. E noi ci crediamo. Insomma: stare unicamente al telefono \u201cfa finire\u201d subito la giornata, dando l\u2019impressione che voli via in un attimo, mentre variare le attivit\u00e0 ti d\u00e0 l\u2019idea di aver vissuto pi\u00f9 giornate, e questo pu\u00f2 solo avere effetti positivi.<\/p>\n<p>Inoltre &#8211; aggiunge ancora Newport &#8211; per millenni abbiamo conosciuto il mondo attraverso le mani: \u00e8 dunque inevitabile che prima o poi torneremo a sentire questa ancestrale esigenza, mettendo da parte la sola esplorazione per polpastrelli. Non a caso &#8211; aggiungo io &#8211; nell\u2019ultimo anno sono andate diffondendosi molte attivit\u00e0 offline: in giro \u00e8 pieno di corsi di ceramica, di cucina, di pittura, di pittura sui tessuti, di pittura su qualsiasi superficie immaginabile. E anche intrecciare relazioni offline \u00e8 diventato pi\u00f9 frequente: lo racconta il successo di app come Weemet, Comehome e altre.<\/p>\n<p>Due trucchi per non cadere in tentazione (e non riprendere il telefono)<\/p>\n<p>Bene. Ora che abbiamo creato l\u2019impalcatura della nostra nuova casa, preoccupiamoci infine di rifinire le pareti. Dal momento infatti che \u201cil diavolo sta nei dettagli\u201d &#8211; e che la tentazione \u00e8 il modo in cui il Maligno ci lusinga &#8211; \u00e8 opportuno escogitare alcuni trucchi malefici per non cedere, di nuovo, al riflesso di guardare lo smartphone e precipitare nell\u2019inferno di reel e notifiche. La regola \u00e8 la pi\u00f9 banale: lontano dagli occhi, lontano dal cuore.<\/p>\n<p>Qualcuno consiglia di comprarsi un orologio, ad esempio, in modo da non dover prendere il telefono in mano per guardare l\u2019ora (a tal proposito, vi consiglio due letture: la newsletter <a href=\"https:\/\/eleonoraccaruso.substack.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201cIl Carusello\u201d di Eleonora Caruso<\/a>; i post sul digital detox <a href=\"https:\/\/giorgiafumo.substack.com\/p\/come-smettere-di-stare-sempre-al\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scritti dalla comedian Giorgia Fumo<\/a>). Importante, poi, \u00e8 anche disattivare le notifiche delle app, o pi\u00f9 miratamente delle chat, non strettamente utili in quella giornata: diciamoci la verit\u00e0, non \u00e8 essenziale vedere nell\u2019immediato l\u2019ennesima &#8220;tenerissima\u201d foto del gatto di tua sorella. A mali estremi, infine, estremi rimedi. Se la tua dipendenza digitale \u00e8 tutt\u2019altro che moderata, un consiglio \u00e8 riporre il telefono nel posto meno frequentato della casa: a me, ad esempio, \u00e8 capitato di chiuderlo in un cassetto in camera da letto. Ha funzionato.<\/p>\n<p>Ma il telefono \u201cha fatto anche cose buone\u201d<\/p>\n<p>Se invece \u2013 facendo un passo indietro e per concludere \u2013 decidiamo di non voler rinunciare al telefono e anzi di volerlo includere tra i nostri \u201cpassatempi di qualit\u00e0\u201d, allora bisogna necessariamente trasformare il modo in cui viviamo la nostra attivit\u00e0 tecnologica. Ovvero, dobbiamo cominciare a selezionare in modo pi\u00f9 stringente e consapevole ci\u00f2 che facciamo sui social nel nostro tempo libero: creare liste di creator da seguire, ad esempio, oppure una cartella dei siti che meglio rappresentano i nostri interessi e che possono arricchirci. Questo, insomma, evita di abbandonarsi passivamente alla scelta che l\u2019algoritmo che fa per noi. Perch\u00e9 l&#8217;obiettivo, semmai non si fosse capito, non \u00e8 buttare via il telefono, ma tornare a decidere consapevolmente che cosa far entrare nella nostra testa.<\/p>\n<blockquote wp_automatic_readability=\"13\">\n<p>\u201c<strong>Il telefono ci fa vivere come si vive in un casin\u00f2, <\/strong>calando una tenda oscurante sulle finestre per bloccare il mondo, solo che la tenda oscurante \u00e8 uno schermo, che mostra troppo del mondo, troppo velocemente. Il passato \u00e8 svanito, il futuro \u00e8 inconcepibile e i miei occhi sono spalancati per vedere un presente che si rinnova all&#8217;infinito\u201d &#8211; The New Yorker<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"aspect-ratio:1053\/1200;\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/social-telefono.jpeg\" alt=\"social telefono\" width=\"1053\" height=\"1200\" title=\"social telefono\"\/>Crediti \u201cThe Book Club\u201d (Substack)       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n\t\t\t\t&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":345161,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_share_on_mastodon":"0"},"categories":[160],"tags":[689,14,164,165,111841,166,7,15,688,8786,200880,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":["post-345160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-mondo","tag-blog","tag-cronaca","tag-dal-mondo","tag-dalmondo","tag-digital-detox","tag-mondo","tag-news","tag-notizie","tag-opinioni","tag-social-media","tag-telefono-tempo-libero","tag-ultime-notizie","tag-ultime-notizie-di-mondo","tag-ultimenotizie","tag-ultimenotiziedimondo","tag-world","tag-world-news","tag-worldnews"],"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/116039595022251004","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/345160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=345160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/345160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/345161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=345160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=345160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=345160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}