{"id":3453,"date":"2025-07-23T15:27:08","date_gmt":"2025-07-23T15:27:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3453\/"},"modified":"2025-07-23T15:27:08","modified_gmt":"2025-07-23T15:27:08","slug":"consumismo-a-colori-giovanna-dascenzi-foto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/3453\/","title":{"rendered":"Consumismo a colori &#8211; Giovanna D\u2019Ascenzi (Foto)"},"content":{"rendered":"<p>La prima foto del nuovo libro di Lucia Buricelli <a href=\"https:\/\/www.eyeshotstreetphotography.com\/shop\/books\/dont-feed-the-animals-by-lucia-buricelli\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Don\u2019t feed the animals<\/a> (Eyeshot 2024) ritrae quattro persone di spalle \u2013 tre adulti e un bambino \u2013 che si preparano a entrare in un mall, un centro commerciale, chiamato American Dream. Un\u2019insegna specifica \u201cWelcome to American Dream\u201d ed \u00e8 un\u2019immagine che sembra finta, girata per la pubblicit\u00e0 di un posto inventato. Non pu\u00f2 esistere un luogo che si chiama cos\u00ec. Invece \u00e8 tutto vero: American Dream non \u00e8 un semplice centro commerciale ma un immenso luna park dei consumi e dell\u2019intrattenimento nel New Jersey, non molto distante da New York. Tutto sommato pi\u00f9 che l\u2019ammissione di un certo cinismo, potremmo prenderla come una dichiarazione onesta di cosa sia oggi il sogno americano.  <\/p>\n<p>Da questo ingresso inquietante, la fotografa ci trascina in un giro vorticoso, divertente ed eccessivo nei luoghi dove la merce, in particolare il cibo, si guarda, si acquista, si vende, si consuma e si butta via nella citt\u00e0 in cui si \u00e8 trasferita nel 2018. C\u2019\u00e8 di tutto: il supermercato con le file di carrelli, cataste di carta igienica che possono diventare nascondigli, frutta e verdura impilate in maniera perfetta ma in cui spuntano elementi bizzarri e disordinati; botteghe di quartiere dove tra salsicce appese, tovaglie e piante non \u00e8 strano intravedere una foto incorniciata o un piccolo busto di un Ges\u00f9 addolorato.   <\/p>\n<p>Ci sono i deli con i bodega cats, gatti in carne e ossa che si aggirano serenamente nei locali tra i clienti e le merci esposte. E ci sono le strade, dove le persone mangiano camminando oppure si siedono su una panchina insieme al loro animale domestico e condividono il pasto. Al termine di questa catena produttiva carnevalesca ci sono gli avanzi, i resti della nostra noia e saziet\u00e0, che lasciamo con noncuranza a piccioni, ratti e procioni.   <\/p>\n<p>Per sei anni, Lucia Buricelli ha ritratto New York come un ecosistema dinamico e caotico, allo stesso tempo compresso ed esploso. Sfogliando il libro quasi non si respira, perch\u00e9 ci si sente sopraffatti dalla vicinanza con questo eccesso, accentuato dallo sguardo grafico che la fotografa ha per le ripetizioni e gli accostamenti cromatici. Nata a Venezia nel 1994, si stenta a credere che abbia cominciato a scattare in bianco e nero. Quando era studente all\u2019International center of photography un insegnante l\u2019ha costretta per\u00f2 a provare il colore: \u201cSono contenta che sia andata cos\u00ec\u201d, racconta ripensando a quella fase iniziale, \u201cora quasi non riuscirei a tornare indietro. I colori sono diventati un modo per selezionare il mondo intorno a me, per scegliere dei pezzi\u201d.   <\/p>\n<p>Don\u2019t feed the animals \u00e8  in effetti costruito da pezzi, da dettagli che vanno a comporre una narrazione pi\u00f9 grande, un paesaggio urbano pulsante e inarrestabile, dove le interazioni tra gli elementi, viventi e non, restituiscono uno spaccato grottesco del capitalismo.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La prima foto del nuovo libro di Lucia Buricelli Don\u2019t feed the animals (Eyeshot 2024) ritrae quattro persone&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":3454,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,203,4663,6153,204,1537,90,89,242],"class_list":{"0":"post-3453","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-cultura","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-fotografia","17":"tag-giovanna-dascenzi","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-stati-uniti"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3453"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3453\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}