{"id":34612,"date":"2025-08-08T01:51:09","date_gmt":"2025-08-08T01:51:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/34612\/"},"modified":"2025-08-08T01:51:09","modified_gmt":"2025-08-08T01:51:09","slug":"mercedes-un-passo-indietro-per-fare-un-passo-avanti-la-w16-e-il-caso-sospensione-posteriore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/34612\/","title":{"rendered":"Mercedes, un passo indietro per fare un passo avanti: la W16 e il caso sospensione posteriore"},"content":{"rendered":"<p>A volte serve anche quello. Rallentare, fermarsi o addirittura fare <strong>un passo indietro<\/strong>. C&#8217;\u00e8 un detto giapponese che dice: &#8220;Se sali sul treno sbagliato, scendi alla stazione pi\u00f9 vicina; pi\u00f9 tempo impieghi a scendere, pi\u00f9 costoso sar\u00e0 il viaggio di ritorno&#8221;. Per essere al quarto anno di un regolamento che alla <strong>Mercedes <\/strong>\u00e8 sempre risultato indigesto, non \u00e8 esattamente il massimo, ma \u00e8 la realt\u00e0 di una scuderia che per riaccendersi davvero ha dovuto tornare sui propri passi in tema di aggiornamenti.<\/p>\n<p>Sensazioni ok con la vecchia sospensione<\/p>\n<p>Dopo un Gran Premio del Belgio speso quasi completamente nell&#8217;anonimato,<a href=\"https:\/\/www.autosprint.it\/news\/formula1\/in-diretta\/gp-belgio\/2025\/07\/29-8305636\/russell_critico_dopo_spa_mercedes_fatto_un_passo_indietro\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> <strong>George Russell<\/strong> lo aveva detto: &#8220;Se occorre, dovremo rivedere gli aggiornamenti&#8221;<\/a>. Non \u00e8 la prima volta, quest&#8217;anno, che a Brackley devono interrogarsi sugli sviluppi che portano, e soprattutto non \u00e8 la prima volta per l&#8217;ormai famigerata<strong> sospensione posteriore<\/strong>. Introdotta ad Imola prima di essere bocciata, poi riproposta di nuovo dopo accorgimenti e infine ancora accantonata a <strong>Budapest<\/strong>, il ritorno alla vecchia soluzione ha permesso ai piloti di ritrovare innanzitutto il <strong>feeling<\/strong>, che \u00e8 sempre un qualcosa difficile da quantificare in termini di tempo ma fondamentale per consentire a chi guida di aggredire davvero il cronometro. Il ritorno alla <strong>vecchia sospensione<\/strong> ha ridato immediatamente fiducia sia a Russell che ad Antonelli, che hanno da subito promosso la <strong>W16 <\/strong>a Budapest. La Mercedes in Ungheria ha beneficiato inoltre delle <strong>temperature<\/strong>, non troppo elevate nei momenti decisivi del weekend: questo \u00e8 stato un assist per fare bene.<\/p>\n<p>Grande stagione di Russell, per Antonelli importante ritrovarsi<\/p>\n<p>In vacanza, sia <strong>Russell <\/strong>che <strong>Antonelli <\/strong>ci andranno tutto sommato sereni. Soprattutto George, che quest&#8217;anno ha decisamente molto poco da rimproverarsi: ha vinto una gara ed \u00e8 finito sei volte sul podio, pi\u00f9 di chiunque altro non guidi una <strong>McLaren<\/strong>. Aggiungiamoci che si presenta alla pausa con soli 15 punti di ritardo da <strong>Verstappen<\/strong>, traguardo di un certo spessore. Proprio Max, \u00e8 stato forse il tema che ha tolto un po&#8217; di fiducia sia a George che ad Andrea Kimi: <strong>le voci di un possibile sbarco dell&#8217;olandese in Mercedes per il 2026 non si sono mai placate se non dopo Spa, e forse questo ha un po&#8217; intaccato la serenit\u00e0 dell&#8217;attuale duo Mercedes<\/strong>.<\/p>\n<p>A ci\u00f2, va aggiunta la <strong>sfiducia dal punto di vista tecnico<\/strong>, nel senso che la W16 con le temperature estive \u00e8 andata spesso in crisi, cui si sono aggiunti i gi\u00e0 menzionati <strong>problemi con il nuovo pacchetto<\/strong>, che ha in parte fatto perdere la strada tecnica. Di questo ne ha sofferto soprattutto l&#8217;italiano, che lo ha ammesso dopo la gara di Budapest: il 10\u00b0 posto ungherese non \u00e8 niente di straordinario, ma il weekend per il numero 12 si \u00e8 complicato in Q2 ed il resto \u00e8 stata una conseguenza. In gara, Antonelli ha fatto ci\u00f2 che ha potuto: ha effettuato una sola sosta e, gestendo, \u00e8 riuscito a tornare nei punti, che era l&#8217;<strong>obiettivo minimo della trasferta magiara<\/strong>. Per il resto, Andrea Kimi si \u00e8 detto contento di aver ritrovato le vecchie sensazioni alla guida con la vecchia sospensione posteriore: questo lo aiuter\u00e0 ad andare in vacanza sereno, in attesa di ripartire a mente sgombra da <strong>Zandvoort <\/strong>in poi.<\/p>\n<p>E McLaren scappa<\/p>\n<p>I guai con la sospensione della <strong>Mercedes<\/strong>, avvicinano la casa della Stella alla <strong>Ferrari<\/strong>. Con una riflessione che viene da s\u00e9: entrambe, seppur per motivi diversi, non sono state in grado di sviluppare il modello 2025 in maniera lineare, e questo <strong>ha consentito alla McLaren di scappare ancora di pi\u00f9<\/strong>. Non tanto per una questione di classifica, ma di lotta gara per gara: avendo dovuto ritardare il loro processo evolutivo, Mercedes e Ferrari <strong>non hanno potuto tenere il passo con la serie di aggiornamenti<\/strong>.<\/p>\n<p>La Ferrari, come \u00e8 noto, ha dovuto <strong>riprogrammare le novit\u00e0<\/strong> una volta compresi i limiti della sospensione posteriore ed ha deciso, recentemente, di cancellare un nuovo fondo inizialmente previsto per settembre; Mercedes invece, portati gli upgrade ad Imola, ha dovuto metterli inizialmente da parte e lavorarci prima di riportarli, salvo doverli bocciare di nuovo prima dell&#8217;Ungheria. Insomma, ancora una volta McLaren si \u00e8 distinta per l&#8217;<strong>efficacia<\/strong> dei suoi aggiornamenti, mentre Mercedes e Ferrari hanno fatto fatica: perch\u00e9 fare un passo indietro a volte \u00e8 necessario, ma di certo <strong>gli altri non stanno ad aspettart<\/strong>i.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A volte serve anche quello. Rallentare, fermarsi o addirittura fare un passo indietro. C&#8217;\u00e8 un detto giapponese che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":34613,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[1770,683,1771,1537,90,89,245,244],"class_list":{"0":"post-34612","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-f1","9":"tag-formula-1","10":"tag-formula1","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-sport","15":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34612\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}