{"id":347663,"date":"2026-02-11T00:01:15","date_gmt":"2026-02-11T00:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/347663\/"},"modified":"2026-02-11T00:01:15","modified_gmt":"2026-02-11T00:01:15","slug":"la-crisi-della-chimica-in-europa-persi-20-mila-posti-di-lavoro-e-chiusure-raddoppiate-in-tre-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/347663\/","title":{"rendered":"La crisi della chimica in Europa: persi 20 mila posti di lavoro e chiusure raddoppiate in tre anni"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Valentina Iorio<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Lo studio del Cefic sull\u2019evoluzione del settore dal 2022 al 2025. In Italia perso il 13% della capacit\u00e0 produttiva. Federchimica: \u00abServe un cambio di rotta\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli investimenti nel settore chimico in Europa sono diminuiti di oltre l&#8217;80% nel 2025 e le chiusure di stabilimenti sono raddoppiate<b>. Dal 2022 il settore in Europa ha perso il 9% della sua\u00a0capacit\u00e0 produttiva, con una riduzione<br \/>di 37 milioni di tonnellate<\/b>, a causa delle chiusure annunciate. I posti di lavoro persi, nello stesso arco di tempo, sono 20 mila. E altri 89 mila sono a rischio nelle filiere collegate. A fotografare la situazione di un settore che fatica a vedere una ripresa \u00e8 il report <b>\u00abEuropean Chemical Closures &amp; Investments Radar 2022-2025, realizzato dall\u2019European chemical industry council (Cefic)<\/b>, che riunisce le associazioni del settore dei diversi Paesi Ue, tra cui Federchimica per l\u2019Italia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo studio, pubblicato a fine gennaio, mostra una<b> riduzione degli investimenti in capacit\u00e0 produttiva, scesi dai 2,7 milioni di tonnellate del 2022 ai soli 0,3 milioni rilevati finora nel 2025<\/b>. La chimica europea ormai \u00e8 alle prese con una contrazione strutturale della capacit\u00e0 produttiva, dato che il saldo tra investimenti e chiusure annunciate comporta una perdita di oltre 30 milioni di tonnellate. L\u2019impatto netto tra chiusure e investimenti \u00e8 negativo per tutti i segmenti a monte a fronte di una maggiore stabilit\u00e0 per le specialit\u00e0.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Federchimica:\u00a0\u00abServe un cambio di rotta\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo il <b>presidente di Federchimica Francesco Buzzella<\/b>,\u00a0\u00ab\u00e8 indispensabile un cambio di rotta a tutela dell\u2019industria chimica. Salvare la chimica in Europa significa salvare l\u2019intero comparto manifatturiero. La riduzione degli investimenti e gli annunci di rischi di chiusura sono un campanello d\u2019allarme che le istituzioni devono cogliere per mettere in atto, nell\u2019immediato, azioni incisive a favore della competitivit\u00e0, della tutela della capacit\u00e0 produttiva e orientate ad un\u2019inversione del trend negativo che riguarda gli investimenti\u00bb.<\/p>\n<p>    In Italia produzione gi\u00f9 del 13% dal 2021<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Italia la produzione \u00e8 in calo da quattro anni consecutivi ed \u00e8 diminuita del\u00a013% rispetto al 2021<\/b>, prima della crisi energetica. Federchimica evidenzia che, poich\u00e9 la chimica rappresenta il primo anello della maggior parte delle catene di produzione, si rischia un effetto domino alla luce delle interconnessioni tra gli impianti europei in termini di forniture e utilizzi.<\/p>\n<p>    L\u2019industria chiede di rivedere Ets<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I\u00a0 prodotti chimici sono elementi indispensabili che entrano nella composizione del 95% dei manufatti utilizzati quotidianamente, dalla mobilit\u00e0 alla salute e al benessere, dall\u2019abitazione all\u2019alimentazione, dall\u2019abbigliamento all\u2019agricoltura.<b> La chimica \u00e8 la quinta industria italiana, con un fatturato che ha raggiunto i 65 miliardi di euro nel 2024 e oltre 2.800 imprese, di cui il 70% sono piccole e medie imprese<\/b>. L\u2019Italia \u00e8 il terzo produttore europeo del settore.\u00a0 \u00ab<b>La chiusura e il rischio chiusura degli impianti<\/b>, abbinata alla scarsit\u00e0 di investimenti,<b> porta inevitabilmente ad una fase di contrazione dell\u2019industria chimica europea<\/b>. Questa tendenza \u2013 prosegue Buzzella \u2013 evidenzia una crescente incertezza per il comparto. Il principale fattore critico \u00e8 legato agli elevati costi energetici, a cui si accompagnano la contrazione della domanda e le pressioni normative che continuano a minare la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di preservare una base industriale competitiva e resiliente\u00bb.\u00a0 L\u2019industria chiede azioni concrete, a partire da una riduzione dei\u00a0costi energetici, anche rivedendo il sistema Ets.<\/p>\n<p>    Il vertice ad Anversa l\u201911 febbraio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il settore nel 2024 \u00e8 stato tra i promotori\u00a0di una dichiarazione firmata ad Anversa da circa 1.300 organizzazioni industriali e aziende. I firmatari, rappresentanti di diversi settori, chiedevano che l\u2019Industrial Deal europeo, basato su 10 azioni concrete, fosse al centro dell\u2019agenda Ue 2024-2029, integrando il Green Deal. <b>L\u201911 febbraio i rappresentanti dell\u2019industria torneranno a incontrarsi ad Anversa <\/b>per fare un punto su quello che \u00e8 stato fatto finora e tornare a incalzare le istituzioni Ue, nella convinzione che non si \u00e8 fatto abbastanza per ridare competitivit\u00e0 all\u2019industria pesante europea e arrestare la crisi in corso da anni.\u00a0<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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