{"id":347800,"date":"2026-02-11T02:10:32","date_gmt":"2026-02-11T02:10:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/347800\/"},"modified":"2026-02-11T02:10:32","modified_gmt":"2026-02-11T02:10:32","slug":"la-rivolta-metallara-jean-philippe-remy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/347800\/","title":{"rendered":"La rivolta metallara &#8211; Jean-Philippe R\u00e9my"},"content":{"rendered":"<p>Visto che \u00e8 pomeriggio, o semplicemente perch\u00e9 gli va cos\u00ec, Faniry Rasolofoniaina \u00e8 vestito in modo sobrio, casual, in questa fine di ottobre ad Antananarivo. Jeans neri aderenti, camicia a scacchi blu e arancione, niente di eccezionale. Nessun tatuaggio evidente o quasi. Non \u00e8 il suo look dei giorni migliori, o delle notti pi\u00f9 lunghe, ispirato al guardaroba dei \u201cmetallari\u201d, gli appassionati di musica heavy metal. Eppure, quando Faniry cammina per strada c\u2019\u00e8 qualcosa nel suo aspetto che cattura l\u2019attenzione. Come una vibrazione nervosa, a indicare che da un momento all\u2019altro potrebbe salire su un palco, afferrare un microfono e mettersi a cantare a squarciagola un brano metal con il suo gruppo del momento.<\/p>\n<p>Che non si sa quale sia, perch\u00e9 di gruppi ne ha avuti tanti. I primi sono stati a Toa\u00admasina (conosciuta anche con il vecchio nome francese di Tamatave), il porto nell\u2019est dell\u2019isola, dov\u2019\u00e8 cresciuto. Gli altri, di cui elenca i nomi a raffica, sono nati e morti uno dopo l\u2019altro nella capitale Antananarivo.<\/p>\n<p>In Madagascar Faniry, 36 anni, \u00e8 una celebrit\u00e0, mosso da un ardore che chiede solo di divampare, con una magnifica capigliatura crespa, un bel viso e occhi da gatto nascosti dietro gli occhiali scuri. Indizio certo del suo posto tra le massime autorit\u00e0 del metal malgascio sono le smorfie che fa infilandosi le mani in bocca nel video di Devl, il piccolo capolavoro del 2024 dei LohArano. Tra le immagini frenetiche del video di questa canzone in grado di risvegliare i morti, si riconosce l\u2019\u00e9lite metallara malgascia, ma anche un musicista con un cappello di paglia tradizionale dai motivi rosa e verde, diventato uno dei simboli della contestazione dei giovani della generazione Z. La canzone _Devl _era uscita un anno prima dell\u2019inizio delle proteste scoppiate il 25 settembre 2025, che si sono concluse il 14 ottobre con la caduta del presidente Andry Rajoelina, il tutto con una rapidit\u00e0 degna dei ritmi di quello che in Madagascar \u00e8 chiamato underground.<\/p>\n<p>Nella definizione rientrano i metallari, ma anche una scena artistica e musicale di giovani talenti, dal rap all\u2019elettronica, che pensano e creano fuori degli schemi, rompendo con l\u2019universo dominante del pop malgascio. Patinata e dai contenuti innocui, la musica leggera \u00e8 la colonna sonora della generazione dei genitori, dei militari e dei leader politici che sono stati rovesciati dalle recenti proteste.<\/p>\n<p>Seguiamo Faniry al Badass, il covo dei metallari e dei motociclisti di Antananarivo. Davanti sono parcheggiate alcune Harley. \u00c8 ancora troppo presto perch\u00e9 l\u2019atmosfera diventi incontrollabile, ma il flusso di birra \u00e8 costante come quello del rum tradizionale. Il Badass \u00e8 un po\u2019 la casa della controcultura, ma ci sono anche altri bar per biker o locali alternativi pi\u00f9 o meno noti, come La Teinturerie. Posti molto lontani dai vari istituti culturali stranieri, a cui piacerebbe tanto poterci mettere su le mani.<\/p>\n<p>Nel paese il movimento metal ha una lunga storia, che precede di quarant\u2019anni la \u201crivoluzione\u201d del 2025, come la chiamano i militanti che hanno fatto cadere il regime. Negli anni ottanta c\u2019erano i Kazar, nei novanta i Red Metal e i Black Wizard e cos\u00ec via. Di recente sono emersi nuovi gruppi, che si moltiplicano cos\u00ec velocemente da non riuscire a contarli. \u201cCome, non conosci la cultura metal del Madagascar?\u201d, si stupisce la maggior parte delle persone del settore, incredule e allo stesso tempo confortate all\u2019idea che nessuno all\u2019esterno capisca il loro mondo.<\/p>\n<p>            Faniry Rasolofoniaina nel locale Badass, Antananarivo, 24 ottobre 2025<\/p>\n<p>            (Rijasolo, riva press)<\/p>\n<p>Con i suoi occhi felini Faniry vede cose che non tutti vedono, cose che fanno venire voglia di gridare: la strada; la povert\u00e0; le persone che dormono per terra e mangiano avanzi; le prostitute, giovanissime, la notte sui viali; i soldi che non ci sono mai; i macchinoni dei potenti; la violenza della polizia.<\/p>\n<p>Mentre me ne parla fatico a seguirlo perch\u00e9 stiamo correndo sotto la pioggia: usciti dal Badass, abbiamo dovuto abbandonare l\u2019auto, rimasta imbottigliata in uno dei mostruosi ingorghi del centro. Cos\u00ec ci affrettiamo per le viuzze in salita e in discesa di Antananarivo, la citt\u00e0 dai mattoni rossi e scuri, che sembra essere stata progettata a partire da un mucchio di scale di cui nessuno sapeva cosa fare. Molti video dei gruppi underground sono ambientati in queste strade e hanno sullo sfondo questo grandioso teatro urbano di desolazione e vita esuberante. Parliamo di tutto questo sotto la pioggia. Faniry ride: gli si stanno rovinando i capelli, ma pazienza.<\/p>\n<p>Nel metal i capelli sono importanti. Ma ancora di pi\u00f9 lo sono le chitarre. In tutto il paese adolescenti che hanno cominciato fin dalla pi\u00f9 giovane et\u00e0 a trafficare con gli strumenti onnipresenti in questa grande nazione musicale si mettono prima a suonare un po\u2019 di jazz, si appassionano e poi si tuffano nel metal o nelle sue varianti; ragazzi e ragazze, magri come gatti, le dita che corrono sulle corde delle chitarre, con teste rasate o capigliature grandiose che fanno roteare durante i concerti. Li accusano di satanismo, di fare uso di tutte le droghe ampiamente disponibili sull\u2019isola, diventata il crocevia di vari traffici. Ma loro se ne fregano dei pregiudizi, anzi, continuano a scuotere il loro mondo.<\/p>\n<p>Nuovi festival nascono e muoiono rapidamente. Gli ultimi hanno avuto successo: dal Rage of rock Madagascar, che si tiene ogni anno, al Gasy MetalHead, nell\u2019aprile 2025, con palchi su cui i gruppi si susseguono alla stessa velocit\u00e0 degli assolo scatenati, mentre il pubblico poga a ritmo di speed metal o al suono del growl _di cantanti death metal come Jennyfer dei Seth on Fire. Gli artisti di successo a volte vanno a suonare all\u2019estero, ma sono eccezioni, perch\u00e9 \u00e8 difficile procurarsi anche soltanto i soldi e i visti. Solo i LohArano e pochi altri hanno una carriera internazionale. C\u2019\u00e8 chi ricorda ancora l\u2019esibizione dei Dizzy Brains al festival Trans Musicales di Rennes, in Francia, nel 2015. Erano scesi dall\u2019aereo dopo un viaggio di quindici ore, incavolati da morire. Appena salito sul palco il cantante aveva detto: \u201cNon siamo mai usciti dal nostro Madagascar, non abbiamo mai visto il mare, e siamo incazzati\u201d. Hanno attaccato con il loro primo pezzo, _Vangy, animati da un\u2019energia travolgente.<\/p>\n<p>\u201cAll\u2019inizio scrivevo queste parole sui muri senza sapere cosa sarebbero diventate\u201d<\/p>\n<p>Le band malgasce, inoltre, sono profondamente pervase di cultura locale. \u00c8 il segreto della loro formula: uniscono riflessioni intime sull\u2019anima del Madagascar a un grande impegno politico. Come cantano i Dizzy Brains, \u201cAmico, non \u00e8 facile vivere con tutti questi poliziotti pronti a spararti se fai troppo il figo\u201d. In seguito questa band ha abbracciato altri stili, con una cover ironica di Les cactus del musicista francese Jacques Dutronc, o pubblicando brani impegnati, indie, come uno sul k\u00e9r\u00e9, la terribile carestia che devasta il sud dell\u2019isola a intervalli sempre pi\u00f9 ravvicinati.<\/p>\n<p>La crescita della contestazione nella musica underground del Madagascar risale al periodo della pandemia di covid-19. Dal 2021 una sorta di pulsazione ha attraversato i generi musicali e si \u00e8 espressa in particolare attraverso il rap politico. I rapper criticavano apertamente un potere in piena deriva autoritaria, dando vita a collaborazioni come nei brani Repoblika o Ysist school. I giovani che appaiono nel video di quest\u2019ultima canzone hanno partecipato tutti alle manifestazioni di protesta del 2025. Le star della musica leggera malgascia, invece, si sono tenute in disparte.<\/p>\n<p>\u201cSi capisce perch\u00e9 gli artisti pi\u00f9 conosciuti non sono scesi in piazza\u201d, osserva Faniry. \u201cTutti i cantanti di successo, quelli che sentivi alla radio, erano invitati alle feste dei potenti. Alcuni hanno guadagnato molti soldi. Sono stati usati per manipolare la gente. Oggi si nascondono\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIo faccio parte delle scintille\u201d, dice parlando sia della vita sia delle manifestazioni. \u201cIl metal \u00e8 sincero, diretto. Siamo persone che fanno rumore, abbiamo energia. Urlando ti fai sentire pi\u00f9 facilmente\u201d.<\/p>\n<p>Nel settembre 2025 Faniry era in prima fila nelle proteste, a lanciare mattoni sui gendarmi. \u201cProbabilmente non sono tra le menti pensanti del movimento, ma una cosa \u00e8 certa: sono uno dei pi\u00f9 agitati. Era tanto che aspettavo questo momento!\u201d. Non si \u00e8 lasciato fermare da niente: i gas lacrimogeni, i proiettili veri o quelli di gomma sparati ad altezza d\u2019uomo. A volte esibiva un cartello con scritto \u201cAbbasso la Francia\u201d. Ripensandoci, sorride: \u201cMacron, noi malgasci non siamo ricchi, perch\u00e9 ci tieni tanto a noi? A volte diciamo le cose in modo diretto. Una manifestazione \u00e8 come un concerto metal, c\u2019\u00e8 una vibrazione che ti prende, un\u2019energia, sei quasi in trance\u201d.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 stata una festa: in tre settimane di proteste ci sono stati dei morti (almeno 22). Mentre i gendarmi erano impegnati a reprimere, l\u201911 ottobre i militari sono usciti da una caserma a sud della capitale per schierarsi al fianco dei giovani manifestanti. Con i loro blindati hanno travolto le barricate della gendarmeria. Il paese ha rischiato la guerra civile. Quel giorno sono stati sparati colpi di armi da fuoco, ma con un solo morto, poi i gendarmi si sono dileguati. Il presidente \u00e8 scappato all\u2019estero con l\u2019aiuto della Francia, finendo la fuga a Dubai.<\/p>\n<p>Il potere \u00e8 passato a un governo di transizione composto da militari e civili, una struttura complicata. Ma finora \u00e8 cambiato poco per i malgasci che, se la situazione dovesse trascinarsi, possono sempre contare sui musicisti underground per scendere di nuovo in piazza con gli studenti e la generazione Z. All\u2019inizio di dicembre alcuni piccoli gruppi sparsi hanno ricominciato a manifestare e a bruciare pneumatici in segno di protesta contro le interruzioni dell\u2019elettricit\u00e0.<\/p>\n<p>Faniry \u00e8 motivato, sempre pronto a battersi. Ci porta a casa sua, a Itaosy, un quartiere popolare alla periferia ovest di Antananarivo. La costruzione non \u00e8 ancora terminata, e i suoi familiari abitano nei dintorni. Tutto \u00e8 stranamente calmo in questo angolo della citt\u00e0 pieno di rumore, di auto e di persone che vivono in spazi ridotti. Da una finestra arriva della musica. Qualcuno suona un vecchio pezzo degli AC\/DC: a quanto pare Faniry ha educato il vicinato. \u201cHo messo fine da molti anni all\u2019inquinamento sonoro prodotto dalla radio\u201d, dice ascoltando le note di chitarra.<\/p>\n<p><strong>Pionieri dell\u2019elettronica<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019interno del vasto movimento underground finora c\u2019\u00e8 stata una grande assente: la musica elettronica. Ma qualcosa sta cambiando. Una sera al bar Madagascar Underground beviamo ballet russe (vod\u00adka e cr\u00e8me de cassis) con un\u2019altra parte della scena musicale. Il posto \u00e8 piacevole, semplice, forte, come la musica che suona il gruppo nell\u2019angolo.<\/p>\n<p>Il locale sfoggia il suo nome come una bandiera. Ci sono molte scritte sui muri e regna un\u2019atmosfera scherzosa. Il Madagascar Underground ospita concerti, serate che durano fino al giorno dopo, e in passato ha accolto anche le riunioni segrete del movimento gen Z, quando i servizi di sicurezza braccavano i suoi militanti in tutta la citt\u00e0. \u00c8 anche un ostello della giovent\u00f9.<\/p>\n<p>\u25c6 Il <strong>Madagascar<\/strong> \u00e8 il pi\u00f9 povero tra i paesi dove sono scoppiate le recenti proteste dei giovani della generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012). Nel paese africano il reddito \u00e8 in media di duemila dollari all\u2019anno, mentre l\u201980 per cento dei cittadini vive con meno di tre dollari al giorno.<\/p>\n<p>**25 settembre 2025 **Scoppiano le prime proteste nella capitale Antananarivo per le interruzioni di acqua corrente ed elettricit\u00e0. I manifestanti si ispirano al Nepal, dove pochi giorni prima la generazione Z aveva rovesciato il governo, e attribuiscono il dissesto dei servizi pubblici alla corruzione dilagante. La contestazione \u00e8 repressa con violenza: nella prima settimana di proteste i morti sono 22.<\/p>\n<p><strong>29 settembre<\/strong> Il presidente Andry Rajoelina scioglie l\u2019esecutivo per placare i manifestanti, ma la rivolta non si ferma.<\/p>\n<p><strong>14 ottobre<\/strong> Dopo la fuga di Rajoelina all\u2019estero, il colonnello Michael Randrianirina prende il suo posto, con il sostegno delle istituzioni.**<br \/>****29 ottobre<strong>Viene nominato un governo formato in gran parte da civili, ma la presenza al suo interno di personalit\u00e0 legate a Rajoelina \u00e8 oggetto di forti critiche. Allo stesso tempo la nuova ministra della giustizia, un\u2019ex giudice, ha lanciato una dura campagna contro la corruzione. **The Economist, Daily Maverick<\/strong><\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>Questa sera ci sono pure i leader del collettivo Bskmg, pionieri dell\u2019elettronica che girano il paese da mesi alla ricerca di suoni, tradizioni e ispirazioni, mescolando nei propri brani elementi raccolti ai quattro angoli dell\u2019isola. L\u2019elettronica si sviluppa al crocevia di queste influenze.<\/p>\n<p>Uno dei componenti del Bskmg, in arte Encoder Experiment, parla di \u201crompere i codici\u201d, e condivide il suo entusiasmo di fronte alla scoperta dei tesori della musica tradizionale malgascia. Questi musicisti si muovono tra mondi diversi e vivono con pochi soldi.<\/p>\n<p>\u201cNel mondo alternativo \u00e8 difficile sopravvivere\u201d, ammette Encoder Experiment. Dal metal all\u2019elettronica passando per il reggae, non importano le mescolanze, tutti suonano spesso negli stessi posti dando vita a una scena molto vivace.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 possibile comprendere fino in fondo l\u2019ambiente underground senza incontrare Naty Kaly. Davanti a casa sua sventolano bandiere nere, quelle del Labo Pirates, altro epicentro della controcultura in Madagascar. Naty, sulla quarantina, \u00e8 di ritorno dal tabaccaio dove \u00e8 andato a comprare le sigarette. Non \u00e8 nemmeno mezzogiorno, oggi si \u00e8 alzato presto, per lo stupore del suo attuale coinquilino, Bazou K, lo \u201cscultore autodidatta\u201d che crea opere sempre pi\u00f9 grandi con tappi di bottiglia di birra, e che gli sta fabbricando un trono gigante che di certo non passer\u00e0 inosservato.<\/p>\n<p>Proveniente dalla cultura hip-hop, Naty Kaly ha cominciato con la break dance e ha proseguito la carriera come graffitaro. Del resto \u00e8 grazie a quest\u2019attivit\u00e0 che pu\u00f2 pagare le bollette. Rifiuta i sussidi dello stato: \u201cNiente associazioni, niente ong, cos\u00ec siamo intoccabili, irraggiungibili. Se faccio musica, \u00e8 solo per arrivare a una certa vibrazione umana\u201d. Con il suo gruppo, gli OLO Blaky, ha coniato un termine strano, sintetico ma allo stesso tempo inafferrabile e generico: taninjanaka, \u201cla terra dei figli\u201d, o delle giovani generazioni. Nella lingua malgascia il paese \u00e8 chiamato anche tanindrazana, la \u201cterra degli antenati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAll\u2019inizio scrivevo queste parole sui muri senza sapere cosa sarebbero diventate. Sono un artista di strada, mi muovo per strada, ma anche nei territori del futuro\u201d, dice. Era l\u2019inizio degli anni 2010. Dieci anni dopo la generazione Z ha fatto del suo concetto il proprio slogan, vedendo in _taninjanaka _una rottura con un paese in cui i promotori della cultura tradizionale limitano l\u2019immaginario. \u201cCredo che all\u2019inizio la gen Z abbia ripreso lo slogan senza sapere bene cosa fosse l\u2019underground. Ma ci siamo ritrovati in sintonia sulle questioni di fondo. Questa \u00e8 la forza dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>Per ora il trionfo della controcultura stupisce anche i suoi creatori. Al Labo Pirates ci sono state alcune serate grandiose per celebrare il momento in cui, all\u2019improvviso, la scena alternativa ha dato il la al paese, mentre i cantanti e le cantanti della musica leggera apparivano per quello che erano: animatori smarriti, troppo vicini al potere. \u201cDicevano che lo facevano per dar da mangiare alle loro famiglie\u201d, dice Kaly. \u201cMa ho l\u2019impressione che gli dessero da mangiare della merda. \u00c8 arrivato il momento di rivoluzionare tutto\u201d. \u25c6 adr<\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. 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