{"id":348003,"date":"2026-02-11T06:23:14","date_gmt":"2026-02-11T06:23:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/348003\/"},"modified":"2026-02-11T06:23:14","modified_gmt":"2026-02-11T06:23:14","slug":"giorno-del-ricordo-meloni-pagina-dolorosa-vittima-per-decenni-di-imperdonabile-oblio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/348003\/","title":{"rendered":"Giorno del Ricordo, Meloni: &#8220;Pagina dolorosa, vittima per decenni di imperdonabile oblio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Una<strong> pagina dolorosa della nostra storia,<\/strong> vittima per decenni di un\u2019imperdonabile congiura del silenzio, dell\u2019oblio e dell\u2019indifferenza&#8221;. <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/giorgia-meloni-134874.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giorgia Meloni<\/a> affida ai social il suo pensiero in occasione del 10 febbraio, Giorno del ricordo.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DUkfgWZjAbj\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\"\/>\n<p>&#8220;Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell\u2019esodo giuliano-dalmata. <strong>Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identit\u00e0. <\/strong>La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verit\u00e0, ricacciando nell\u2019ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non \u00e8 rancore, ma giustizia. \u00c8 il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende pi\u00f9 forte la comunit\u00e0 nazionale, tracciando la strada a chi verr\u00e0 dopo di noi&#8221;, ha scritto la premier.<\/p>\n<p>Invitando, poi, a non lasciar cadere il &#8220;testimone ricevuto&#8221; e ricordando &#8220;la pluralit\u00e0 di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest\u2019anno, come il<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/politica\/treno-ricordo-viaggia-lungo-litalia-foibe-basta-oblio-2607420.html\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong> \u201cTreno del Ricordo\u201d<\/strong><\/a> che da Nord a Sud ripercorrer\u00e0 idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta&#8221;.<\/p>\n<p>E sottolinea: &#8220;<strong>L\u2019Italia non permetter\u00e0 mai pi\u00f9 che questa storia venga piegata, negata o cancellata<\/strong>. Perch\u00e9 questa storia non \u00e8 una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. \u00c8 una storia che appartiene all\u2019Italia intera. Ad ognuno di noi&#8221;.<\/p>\n<p>La visita di Mattarella<\/p>\n<p>Visita a sorpresa del presidente della Repubblica, <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/sergio-mattarella-133741.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sergio Mattarella<\/a>, alla mostra &#8220;Gli esuli fiumani, dalmati e istriani&#8221; al complesso del Vittoriano a Roma, nel Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe. Alla stessa mostra anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme alla ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati e alla ministro per la Famiglia, la Natalit\u00e0 e le Pari Opportunit\u00e0 Eugenia Roccella. Mattarella \u00e8 stato accolto da Renzo Codarin presidente nazionale FederEsuli, da Davide Rossi vicepresidente FederEsuli, da Giuseppe de Vergottini presidente onorario FederEsuli e da Edith Gabrielli direttrice dell&#8217;Istituto.<\/p>\n<p>Valditara: &#8220;La scuola svolga un ruolo centrale per la memoria&#8221;<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DUkhnSIjFlO\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\"\/>\n<p>Anche il ministro dell&#8217;Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha condiviso su Instagram un post dedicato al Giorno del Ricordo. &#8220;Il 10 febbraio \u00e8 dedicato al ricordo delle vittime delle foibe e alla commemorazione dell&#8217;esodo a cui furono costretti tanti italiani che abbandonarono l&#8217;Istria, Fiume e la Dalmazia. Migliaia di nostri connazionali vennero sterminati per mano dei comunisti titini. Per molto tempo tanti hanno cercato di rimuovere questa tragedia. Ricordare significa assumersi la responsabilit\u00e0 della verit\u00e0 storica, senza silenzi. \u00c8 un dovere morale verso le vittime e le loro famiglie, ma anche un impegno civile nei confronti delle giovani generazioni&#8221;, ha scritto.<\/p>\n<p>E ha ribadito il ruolo fondamentale della scuola nella memoria. &#8220;<strong>La scuola deve svolgere un ruolo centrale in questo percorso di memoria e consapevolezza<\/strong>: attraverso la conoscenza di quei fatti drammatici, gli studenti possono comprendere il valore della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 umana e l\u2019importanza di una societ\u00e0 fondata sul rispetto e sul rifiuto di ogni forma di violenza e totalitarismo.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento del presidente del Senato La Russa per la cerimonia del Giorno del Ricordo<\/p>\n<p>&#8220;Poco pi\u00f9 di 20 anni fa, il 30 marzo 2004, il Parlamento italiano approvava, quasi all\u2019unanimit\u00e0, solo 12 i voti contrari,<strong> la legge (92\/2004) che istituiva il Giorno del Ricordo<\/strong>. Una legge fortemente voluta dalla mia area politica, dal sottoscritto, allora capogruppo di Alleanza Nazionale, e da un deputato figlio di quelle terre, Roberto Menia, per onorare e celebrare la memoria delle vittime delle foibe, dell\u2019esodo giuliano-dalmata, e delle vicende del confine orientale del secondo dopoguerra. Da quel giorno, ogni 10 febbraio, in tutta Italia sono previste per legge numerose iniziative finalizzate a diffondere la conoscenza di quei tragici eventi. A diffonderli nelle scuole, e anche per il tramite di altre istituzioni ed enti, con dibattiti, studi e convegni. Quel 30 marzo 2004 \u00e8 divenuta una data spartiacque. C\u2019\u00e8 stato un prima e c\u2019\u00e8 un dopo&#8221;, ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa a Montecitorio dove si tiene la cerimonia per il Giorno del Ricordo.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>C\u2019\u00e8 stato un prima, durato molti, troppi decenni, durante il quale la sofferenza di migliaia di nostri connazionali \u00e8 stata volutamente e sistematicamente occultata<\/strong>. Negata da una parte politica e dalle istituzioni che da quella parte politica erano rappresentate. Nei libri di storia distribuiti nelle scuole, gli studenti studiavano la storia di Roma, la storia del \u2018700, dell\u2019800, della prima e seconda guerra mondiale\u2026 ma\u2026 \u2026Ma mancavano le pagine sulla tragedia delle foibe&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Sia chiaro: la mia non vuole essere un atto di accusa nei confronti di qualcuno, anzi, \u00e8 il giusto riconoscimento a quelle forze politiche che, seppur per decenni siano state molto vicine al comunismo, in quella occasione hanno saputo fare un passo coraggioso per far conoscere la verit\u00e0. Da allora, altri passi in avanti sono stati fatti. Certo, esistono e resistono tuttora, sacche negazionistiche o, nella migliore delle ipotesi, riduzionistiche&#8221;, ha detto.<\/p>\n<p>E ancora: &#8220;Nel 2020, Signor Presidente, Lei assieme al Capo di Stato sloveno Pahor, andaste alla foiba di Basovizza. Un momento storico, di grande emozione. Io stesso, nel mio piccolo, mi sono recato a Basovizza da presidente del Senato, e l\u00ec, di fronte a quella profonda cavit\u00e0 artificiale dove venne gettato vivo un numero imprecisato di italiani, ho sentito forte il dovere di inginocchiarmi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi, nella solennit\u00e0 di questa Aula e alla Sua presenza Signor Presidente, siamo qui non solo per ricordare e per tramandare ma anche per rinnovare l<strong>a nostra richiesta di perdono per il colpevole silenzio che ha avvolto e coperto queste voci per troppi anni<\/strong>. Oggi, ricordiamo le vittime, ricordiamo il loro dolore, ricordiamo la vergogna perpetrata ai loro danni. Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che, nel febbraio del 1947, conduceva gli esuli da Pola. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini, e che invece venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli. Ricordare e tramandare \u00e8 un atto di verit\u00e0, di amore e di giustizia non pi\u00f9 procrastinabile. Un atto che dobbiamo compiere tutti i giorni non solo per onorare la memoria ma anche affinch\u00e9 tali tragedie non si ripetano pi\u00f9&#8221;.<\/p>\n<p>Il presidente della Camera Lorenzo Fontana: &#8220;Le foibe fra le pagine pi\u00f9 dolorose della nostra storia&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;La complessa vicenda del confine orientale costituisce una delle pagine pi\u00f9 dolorose della nostra storia&#8221;, le parole del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo nell&#8217;Aula di Montecitorio, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. &#8220;<strong>Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo<\/strong> e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine gi\u00e0 nelle ore seguenti l\u2019armistizio dell\u20198 settembre. A<strong> migliaia furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi<\/strong>, in un crescendo di crudelt\u00e0 e di atrocit\u00e0 che lasci\u00f2 per anni una lunga scia di sangue. Una sorte non meno funesta tocc\u00f2 alle tante famiglie costrette ad abbandonare le proprie terre, alcune anche prima dell\u2019invasione delle truppe jugoslave&#8221;, ha aggiunto.<\/p>\n<p>&#8220;Private di ogni bene e della propria identit\u00e0, divennero esuli nella loro stessa patria, ritrovandosi senza certezze per il futuro. Emblematico fu il caso della citt\u00e0 di Pola, dove tanti cittadini scelsero di partire quando apparve chiaro che i negoziati di pace non avrebbero assegnato quel territorio all\u2019Italia. Questo non bast\u00f2 a fermare gli episodi di violenza. Lo dimostr\u00f2 la strage sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, che caus\u00f2 la morte di oltre cento italiani e di cui ricorre quest\u2019anno l\u201980\u00b0 anniversario&#8221;, ha sottolineato Fontana.<\/p>\n<p>Il ministro Tajani: &#8220;Dobbiamo costruire attraverso il loro sacrificio un percorso di pace&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Ogni autentico percorso di riconciliazione pu\u00f2 nascere solo dal ricordo,<\/strong> dal ricordo infatti deriva la consapevolezza del dolore che da questa pu\u00f2 maturare il perdono. Per questa ragione lavoriamo senza sosta per mettere insieme tutte le informazioni a disposizione, registri, fotografie, oggetti di uso comune, perfino le povere spoglie consegnate dagli aguzzini di Tito all&#8217;oscurit\u00e0 dell&#8217;abisso&#8221;. Cos\u00ec il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato in Aula alla camera durante la cerimonia per il Giorno del ricordo.<\/p>\n<p>&#8220;In un mondo sempre pi\u00f9 complesso e attraversato da conflitti che hanno spesso nei bambini e nei pi\u00f9 fragili le prime vittime &#8211; ha aggiunto -, il nostro pensiero va ai tanti innocenti che in quegli anni\n<\/p>\n<p>terribili sparirono nelle foibe per una sola ragione: perch\u00e9 italiani. <strong>Fu un atto brutale di polizia etnica che ancora oggi colpisce per la sua ferocia e che tuttavia resta in larga parte poco conosciuto<\/strong>&#8220;.La ministra Bernini: &#8220;L&#8217;arte strumento di speranza nel Giorno del Ricordo&#8221;<\/p>\n<p>L&#8217;arte \u00e8 uno strumento di speranza: lo dice la <strong>ministra dell&#8217;Universit\u00e0 e la Ricerca Anna Maria Bernini<\/strong> a proposito del monumento realizzato in occasione del Giorno del ricordo dagli studenti dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. &#8220;<strong>Ricordare il dramma delle foibe e dell&#8217;esodo giuliano-dalmata significa custodire una ferita profonda della nostra storia<\/strong> e trasformare la memoria in una responsabilit\u00e0 condivisa&#8221;, osserva Bernini in una nota. &#8220;L&#8217;arte, attraverso il suo linguaggio universale, possiede una forza straordinaria: parla a tutti, supera i confini del tempo e &#8211; prosegue la ministra &#8211; rende visibile ci\u00f2 che rischia di scivolare nell&#8217;oblio. Per questo rappresenta u<strong>no strumento essenziale di Memoria, ma anche un veicolo di pace e di speranza<\/strong>, capace di dialogare soprattutto con le nuove generazioni&#8221;. L&#8217;installazione realizzata a Reggio Calabria &#8220;richiama la perdita di identit\u00e0, il tempo sospeso prima della caduta. Una riflessione visiva e corporea sulla privazione, sulla violenza, sulla sospensione della vita, sul vuoto. Quel vuoto ispirato dalla tragedia delle foibe e dall&#8217;esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra&#8221;, si legge nella nota del ministero.<\/p>\n<p>L&#8217;opera ha vinto il concorso nazionale istituito dal Mur in occasione del Giorno del ricordo e rivolto alle istituzioni dell&#8217;Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Afam) con l&#8217;obiettivo di promuovere la conoscenza storica delle foibe attraverso il linguaggio dell&#8217;arte contemporanea. In questa prima edizione l&#8217;installazione \u00e8 stata collocata a Trieste, citt\u00e0 simbolo dell&#8217;esodo giuliano-dalmata, cos\u00ec come previsto dal bando. Nei prossimi giorni \u00e8 previsto il nuovo bando che, per la seconda edizione, prevede l&#8217;installazione dell&#8217;opera vincitrice a Venezia, dove sono presenti comunit\u00e0 degli esuli istriani, fiumani e dalmati.<\/p>\n<p>Il ministro Zangrillo: &#8220;Memoria dolorosa che chiede verit\u00e0 e giustizia&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Senza ricordo non c&#8217;\u00e8 storia, senza storia non c&#8217;\u00e8 futuro<\/strong>. Il Giorno del Ricordo ci chiede di ascoltare il silenzio che arriva dalle foibe, dall&#8217;esodo forzato di troppi italiani, dalle vite spezzate solo perch\u00e9 colpevoli di essere ci\u00f2 che erano. \u00c8 una memoria dolorosa, aspra e che chiede verit\u00e0 e giustizia&#8221;. Lo afferma il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. &#8220;Ricordare &#8211; prosegue &#8211; significa <strong>restituire nome e dignit\u00e0 a chi \u00e8 stato cancellato due volte, prima dalla violenza, poi dall&#8217;oblio.<\/strong> Il ricordo non \u00e8 un esercizio rituale, serve a educare le nuove generazioni, a tenere presente dove pu\u00f2 arrivare l&#8217;odio ideologico quando neghiamo l&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;altro. Serve a costruire un futuro fondato sul rispetto, sulla convivenza e sulla pace&#8221;. &#8220;Solo guardando in faccia la nostra Storia, conclude, anche nei suoi capitoli pi\u00f9 tragici, possiamo evitare che il buio torni a prendere il sopravvento. Perch\u00e9 la memoria non \u00e8 passato, \u00e8 un impegno quotidiano verso il futuro dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa&#8221;.<\/p>\n<p>\t\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un\u2019imperdonabile congiura del silenzio, dell\u2019oblio e dell\u2019indifferenza&#8221;. 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